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Riabilita Centro di fisioterapia e rieducazione funzionale

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SINDROME DEL TUNNEL CARPALEIl tunnel carpale è un canale del polso in cui passano il nervo mediano e i nove tendini fles...
25/11/2020

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE
Il tunnel carpale è un canale del polso in cui passano il nervo mediano e i nove tendini flessori delle dita che vanno dall'avambraccio alla mano. Per sindrome del tunnel carpale si intende la compressione del nervo mediano causata da tenosinovite, ovvero l’infiammazione della guaina che riveste i tendini flessori.
I sintomi del tunnel carpale includono dolore e formicolio alle prime 3 dita della mano, nei casi più avanzati può comparire anche un deficit motorio. La debolezza della mano e delle dita può addirittura arrivare a ridurre le capacità di afferrare saldamente gli oggetti.
Come trattamento, inizialmente è bene ricorrere alla fisioterapia che permette di ridurre l’infiammazione e liberare spazio in cui può scorrere il nervo, se non si ha miglioramento con l’approccio conservativo, l’unica soluzione rimane la chirurgia.

STRAPPO MUSCOLARELo strappo, o distrazione muscolare è una lesione  che causa la rottura di alcune fibre che compongono ...
20/11/2020

STRAPPO MUSCOLARE
Lo strappo, o distrazione muscolare è una lesione che causa la rottura di alcune fibre che compongono il muscolo. Tale lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione (brusche contrazioni o scatti improvvisi) ed è piuttosto frequente in ambito sportivo soprattutto negli sport che richiedono un movimento muscolare esplosivo
Spesso, gli strappi muscolari avvengono in condizioni di scarso allenamento o quando il muscolo è particolarmente stanco o impreparato a sostenere lo sforzo.
Sebbene lo strappo possa colpire qualsiasi muscolo del corpo, le sedi più frequentemente colpite sono gli arti.
In relazione al numero di fibre coinvolte, gli strappi muscolari si possono classificare usando una scala di gravità composta da tre stadi: lesione di primo, secondo e terzo grado.
Il sintomo principale è un forte dolore a cui si può associare anche edema ed ematoma nella zona colpita, in un secondo momento può insorgere anche una contrattura muscolare.
La prima cosa da fare è sospendere immediatamente l'attività sportiva ed immobilizzare la zona colpita applicando un impacco freddo in modo da ridurre il flusso di sangue ai vasi lesionati, in seguito oltre al riposo è utile sottoporsi a una cura farmacologica antinfiammatoria e terapie fisiche quali laserterapia e tecarterapia che permettono una migliore cicatrizzazione delle fibre lesionate; prima di ritornare a praticare attività sportiva è utile un percorso di riabilitazione.

ERNIA E PROTRUSIONE DISCALEErnia del disco o protrusione discale sono due tipi di discopatia, cioè un alterazione dello ...
12/11/2020

ERNIA E PROTRUSIONE DISCALE
Ernia del disco o protrusione discale sono due tipi di discopatia, cioè un alterazione dello spessore e della posizione di uno o più dischi intervertebrali che nella maggior parte dei casi causa dolore intenso e invalidante. Possono essere considerate due livelli dello stesso problema, infatti spesso la protrusione è l”anticamera” dell’ernia del disco.

La protrusione discale è quando il disco può debordare dalla sua naturale sede anatomica fino a toccare le vicine radici nervose, mentre si parla di ernia quando si rompono le fibre esterne del disco e si ha la fuoriuscita del nucleo polposo che sta all’interno.
La causa principale di questi problemi è la pressione ce viene esercitata sui dischi intervertebrali soprattutto nella parte cervicale e lombare, che porta le vertebre ad avvicinarsi; a sua volta questo “schiacciamento vertebraale” è causato principalmente dall’alterazione delle curve fisiologiche del rachide (cifosi e lordosi) troppo accentuate o troppo piatte; queste alterazioni sono di natura genetica oppure si verificano dopo un trauma.

Purtroppo da questi problemi non si guarisce ma si possono curare.
La fisioterapia in questi casi è la soluzione migliore poiché permette di eliminare il dolore e lo stato infiammatorio e successivamente attraverso la rieducazione posturale di convivere con questi problemi.
Nei casi più gravi di ernia espulsa è previsto anche l’intervento chirurgico.

RIZOARTROSICon il termine di rizoartrosi si indica la condizione di artrosi alla base del pollice.Si tratta di una condi...
28/10/2020

RIZOARTROSI
Con il termine di rizoartrosi si indica la condizione di artrosi alla base del pollice.
Si tratta di una condizione invalidante non solo perché spesso è bilaterale, ma anche perché rende l’uso del pollice, dito principe della funzione di pinza e di presa della mano, doloroso e limitato.
Le cause di questa malattia sono da attribuire soprattutto alla malattia artrosica, all'età avanzata e alla genetica,
I sintomi più frequenti della rizoartrosi sono, inizialmente, dolore alla base del pollice anche a riposo, debolezza dei movimenti e difficoltà ad eseguire le abituali azioni quotidiane.
Una diagnosi precoce e l’impiego di un tutore di stabilizzazione del pollice consentono di alleviare i sintomi, inoltre sono molto utili terapie fisiche quali ultrasuoni e laser.
Nei casi più gravi è necessario il ricorso alla chirurgia.

EPICONDILITE O "GOMITO DEL TENNISTA"L’epicondilite, o gomito del tennista, è l’infiammazione dei tendini che collegano i...
20/10/2020

EPICONDILITE O "GOMITO DEL TENNISTA"
L’epicondilite, o gomito del tennista, è l’infiammazione dei tendini che collegano i muscoli ell’avambraccio alla parte esterna del gomito (epicondilo laterale).
È causata soprattutto da un uso continuato ed eccessivo del gomito ad esempio durante l’attività lavorativa o in alcuni sport che causano al gomito microtraumi ripetuti. La fascia di età più colpita è quella compresa tra i 30 e i 50 anni.
Spesso è utile per la diagnosi e stabilire il trattamento migliore il ricorso ad esami specialistici quali la radiografia e l’ecografia.
Il principale sintomo è il dolore a livello del gomito, con possibile irradiazione al polso e alla mano. Il trattamento più frequente è di tipo conservativo, tramite riposo, impacchi freddi, antidolorifici, tutori e cicli di terapie fisiche quali laserterapia, ultrasuoni e onde d’urto.
Se i sintomi non migliorano, il trattamento chirurgico può rimanere una soluzione.

12/10/2020

RIABILITA BORGOMANERO
CENTRO DI FISIOTERAPIA E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE
Riabilitazione ortopedica, post chirurgica, post traumatica,
sportiva, neurologica, fisioterapia a domicilio, onde d'urto,
tecarterapia, laser terapia, ultrasuoni e ionoforesi.

Ci trovate a Borgomanero (NO) Viale Dante 6
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Centro di fisioterapia e rieducazione funzionale

08/09/2020
GINOCCHIO VALGO E VAROIl ginocchio valgoPer ginocchio valgo s’intende una deformità del ginocchio per cui questo tende v...
24/07/2020

GINOCCHIO VALGO E VARO
Il ginocchio valgo
Per ginocchio valgo s’intende una deformità del ginocchio per cui questo tende verso l’interno. Ciò accade quando il femore e la tibia non sono perfettamente allineati, ma formano un angolo ottuso aperto lateralmente. Questa condizione viene definita, nel linguaggio comune, “ginocchia a X”. Molto spesso il ginocchio valgo si manifesta già in età puberale come un disturbo evolutivo senza cause evidenti e solitamente viene corretto senza bisogno di alcun intervento prima dei 9 anni di vita. Si procede intervenendo con delle terapie correttive oppure, in casi dove il difetto è grave, il trattamento vede solo la soluzione chirurgica. I principali sintomi avvertiti dall’individuo coinvolto sono in genere: difficoltà a camminare, deformazione, malformazione, zoppicamento, dolore e gonfiore della parte interessata. L’operazione chirurgica che viene praticata in questi casi è la osteotomia. Questo tipo di intervento permette di migliorare l’angolazione della rotula consentendo all’osso di assumere una posizione naturale e regolare. Quando il valgismo è rilevante, il ginocchio valgo può causare dolore e la comparsa di disturbi alle ossa o alle articolazioni, come la meniscopatia.

Il ginocchio varo
Il ginocchio invece si definisce varo quando femore e tibia non sono perfettamente allineati, ma formano un angolo ottuso aperto medialmente. Questa condizione viene comunemente definita gambe a “parentesi contrapposte”, tipiche dei calciatori professionisti. Le cause sono le medesime del ginocchio valgo. Tra le altre ipotizzabili, possono esserci: eventuali lesioni legamentose inveterate, fratture malconsolidate, artrosi, disturbi neurologici, malattie ossee focali. I sintomi più comuni del ginocchio varo sono facilmente riconoscibili: ginocchia che non si toccano stando con i piedi uniti, gambe arcuate su entrambi i lati del corpo, gambe storte oltre i 3 anni di età.
In tutti i casi, la diagnosi definitiva deve avvenire tramite una radiografia.

PIEDE PIATTO E PIEDE CAVOIl piede piatto e il piede cavo sono due anomalie della volta plantare che causano un alterato ...
17/07/2020

PIEDE PIATTO E PIEDE CAVO
Il piede piatto e il piede cavo sono due anomalie della volta plantare che causano un alterato appoggio del piede al suolo, poichè sono due condizioni particolari in cui la volta plantare del piede è troppo bassa o troppo alta rispetto alla norma.
La pianta del piede, in condizioni normali, non è completamente a contatto con il suolo grazie al lavoro svolto dalla cosiddetta volta plantare che attraverso una complessa struttura osteoarticolare, muscolare e legamentosa permette al nostro corpo di scaricare il peso a terra in modo corretto. L’appoggio del piede avviene con la parte anteriore (avampiede) e la parte posteriore (retropiede) mentre con la parte mediana (mesopiede) tocchiamo il suolo solo con 1/3 della pianta.
Il piede cavo
Il piede cavo si caratterizza per un’altezza eccessiva della volta plantare e si presenta quindi con una conformazione troppo concava. I soggetti che presentano un cavismo plantare caricano maggiormente il peso sull’avampiede a causa della ridotta superficie di appoggio del mesopiede e perché durante il passo l’avampiede arriva a contatto con il suolo prima e rimane in appoggio per più tempo rispetto alla norma. Quando l’arcata plantare non è eccessivamente alta e l’entità del problema è modesta, il piede cavo può essere asintomatico ma nei casi più gravi può associarsi a piede varo e provocare altre deformità dell’avampiede, come le dita a martello.
Il piede piatto
Nel piede piatto la pianta è quasi completamente a contatto con il terreno in conseguenza dell’abbassamento della volta plantare. Le cause del piede piatto possono essere congenite ( es. per brevità del tendine di Achille) o acquisite come la mancata interazione dei muscoli, dei legamenti e delle ossa, una frattura mal consolidata o l’obesità. I soggetti che presentano piede piatto poggiano su quasi tutta la pianta del piede che risulta efficace in fase di ammortizzazione a scapito della fase di spinta, questo atteggiamento è riconoscibile dal consumo maggiore della parte interna della suola delle scarpe. Questa anomalia spesso si associa al piede valgo e nei casi più gravi può provocare difficoltà di movimento a causa di un dolore che può estendersi a caviglie e gambe fino alla parte bassa della schiena.

ARTRITE REUMATOIDEL'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica, sistemica potenzialmente invalidante, di or...
10/07/2020

ARTRITE REUMATOIDE
L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica, sistemica potenzialmente invalidante, di origine autoimmune; si sviluppa in un soggetto geneticamente predisposto a causa di un evento scatenante ambientale che attiva una risposta auto-immune; si assiste così a un'attivazione anomala del sistema immunitario che colpisce le articolazioni causando infiammazione cronica e conseguente danno articolare.
La patologia colpisce prevalentemente le articolazioni in modo simmetrico, ma essendo sistemica può coinvolgere molti organi del corpo, per esempio cuore, polmone e reni
I sintomi comunemente associati all'artrite reumatoide interessano le sedi articolari interessate da malattia e comprendono gonfiore, sensazione di calore, dolore, rigidità soprattutto mattutina e limitazione nei movimenti.
L’artrite reumatoide colpisce l’1% della popolazione, prevalentemente donne,insorge in età compresa tra 40 e 60 anni.
Il trattamento è mirato alla riduzione dello stato infiammatorio e conseguentemente del dolore, permettendo al paziente di convivere con la malattia mantenendo una buona qualità di vita.

ARTROSIL'artrosi - chiamata anche osteoartrosi  è una malattia cronica, che colpisce le articolazioni. Si tratta di una ...
03/07/2020

ARTROSI
L'artrosi - chiamata anche osteoartrosi è una malattia cronica, che colpisce le articolazioni. Si tratta di una patologia di tipo degenerativo, in quanto porta alla progressiva perdita delle normali componenti anatomiche che formano le articolazioni.
L'artrosi interessa prevalentemente il rachide (le vertebre) e le articolazioni degli arti (anca, ginocchio, le dita delle mani e dei piedi) ed è caratterizzata dalla perdita della cartilagine articolare, che viene sostituita da nuovo tessuto osseo; ciò provoca dolore ed una limitazione nei movimenti.
La prevalenza dell'artrosi è direttamente correlata all'età: è presente nella maggioranza degli esseri umani al quarantesimo anno di età e nella quasi totalità dei settantenni, con un picco di massima incidenza fra i 75 ed i 79 anni.
L'artrosi è una malattia cronica, e per questo ha un decorso lentamente progressivo ed invalidante. Le lesioni ossee sono irreversibili, ma il dolore può essere intermittente, con fasi di riacutizzazione e fasi di benessere, e spesso diminuisce con il progredire della malattia, lasciando spazio alle deformità, che sono permanenti.
Come prevenzione dell’artrosi, è molto importante eseguire un programma regolare di attività fisica basato su stretching leggero ed esercizi per il recupero della mobilità articolare, poiché l esercizio diminuisce il dolore favorisce l’elasticità di muscoli e articolazioni, mantiene controllato il peso corporeo, migliora l’equilibrio diminuendo il rischio di cadute nell’anziano.

FASCITE PLANTARELa fascite plantare è una patologia relativamente frequente; rappresenta, infatti, circa il 10% di tutte...
26/06/2020

FASCITE PLANTARE
La fascite plantare è una patologia relativamente frequente; rappresenta, infatti, circa il 10% di tutte le patologie che interessano il piede ed è una delle più comuni cause di dolore sia al tallone che in tutta la pianta del piede.
I soggetti maggiormente interessati dal problema sono coloro che praticano attività sportive quali la corsa, il basket, il calcio, la pallavolo, il salto in lungo ecc., ma è molto comune anche in soggetti affetti da obesità
La sintomatologia della fascite plantare è generalmente molto fastidiosa, a volte la patologia si manifesta con un dolore acuto e particolarmente intenso al centro del tallone, altre volte il dolore si fa sentire al centro della pianta del piede e continua fino alle dita.
Nei casi più leggeri essa insorge solamente durante l’attività sportiva, mentre nei casi più gravi anche semplicemente stando in piedi o camminando.
E’ fondamentale che i soggetti soprattutto sportivi affetti da tale patologia effettuino riposo assoluto per un periodo che va da sei settimane fino a tre quattro mesi nei casi più gravi, infatti l’errore classico che viene commesso è quello di riprendere le sedute di allenamento o le competizioni prima che il dolore sia scomparso del tutto.
La cura per tale patologia prevede in fase acuta farmaci antinfiammatori, terapie fisiche antalgiche come ultrasuoni, tecarterapia, laserterapia. Lo stretching permette di allungare i tessuti sia del piede che della gamba diminuendo lo stress e favorendo la guarigione della fascia.

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