Davide Ruffinengo, Osteopata D.O. MROI e Massofisioterapista

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Davide Ruffinengo, Osteopata D.O. MROI e Massofisioterapista Studio di Osteopatia e Massofisioterapia a Bra (CN) Per maggiori informazioni visita il mio sito web: WWW.DAVIDERUFFINENGO.COM

Mi occupo principalmente di problemi strutturali e meccanici di tipo muscolo-scheletrico (cervicalgia, lombalgia, sciatalgia, discopatia, disturbi temporo-mandibolari, dolori articolari e muscolari), a cui possono associarsi alterazioni funzionali di organi e visceri, e del sistema cranio-sacrale (cefalea, vertigini, nausea, nevralgia, disturbi digestivi e ginecologici).

27/03/2026

IL DIAFRAMMA: IL PILASTRO DELLA RESPIRAZIONE E OLTRE

Il diaframma è spesso descritto semplicemente come il principale muscolo della respirazione, ma ridurlo a questo sarebbe come dire che un direttore d’orchestra serve solo a muovere le mani. In realtà, è una struttura chiave che connette torace e addome, regola la pressione intra-addominale e influisce su molteplici funzioni corporee, dalla postura alla digestione, fino alla gestione dello stress.

Un’armonia di movimento tra torace e addome

Immagina il diaframma come una cupola fibromuscolare che separa il torace dall’addome. La sua contrazione, durante l’inspirazione, abbassa questa cupola e crea un effetto a p***a che permette ai polmoni di espandersi, favorendo l’ingresso dell’aria. Al contrario, nell’espirazione, il diaframma si rilassa e ritorna alla sua posizione di riposo, facilitando l’espulsione dell’aria.

Questo movimento apparentemente semplice è il risultato di un’azione coordinata che coinvolge strutture ossee (le coste, la colonna vertebrale), muscoli accessori della respirazione e un complesso sistema di regolazione neurologica.

Ma c’è un aspetto poco considerato: il respiro è lo specchio della nostra personalità e delle nostre emozioni.

Quando siamo sotto stress, tendiamo a trattenere il respiro o a respirare in modo superficiale e toracico, attivando il sistema nervoso simpatico e aumentando tensioni muscolari. È per questo che molte persone fumano quando sono stressate: non è la sigaretta a rilassare, ma il respiro più profondo che essa induce.

Ogni boccata di fumo costringe il fumatore a una profonda inspirazione ed espirazione lenta, un meccanismo simile a quello delle tecniche di rilassamento. Ma la nicotina, in realtà, non fa altro che peggiorare la tensione nel lungo periodo.

Un crocevia anatomico: nervi, vasi e organi

Oltre a essere un motore respiratorio, il diaframma ospita importanti strutture che lo attraversano, creando un vero e proprio snodo tra torace e addome. Tre aperture principali permettono il passaggio di elementi fondamentali:

-il forame della vena cava inferiore (T8), che consente alla vena cava di trasportare il sangue deossigenato verso il cuore.

-lo iato esofageo (T10), dove l’esofago attraversa il diaframma accompagnato dai nervi vaghi, strettamente legati alla regolazione della funzione digestiva.

-lo iato aortico (T12), che accoglie l’aorta addominale, il dotto toracico e le vene azigos, consentendo la circolazione del sangue e della linfa tra torace e addome.

La connessione con il sistema nervoso: un regista invisibile

Il diaframma è innervato dal nervo frenico (C3-C5), che fornisce il controllo motorio essenziale per la sua contrazione. Ma non è solo: il nervo vago, il grande regolatore del sistema nervoso parasimpatico, viaggia attraverso lo iato esofageo e stabilisce un collegamento diretto tra respirazione e funzione digestiva.

Ecco perché una respirazione diaframmatica profonda: riduce lo stress, migliora la digestione, favorisce il rilassamento muscolare, stabilizza la colonna vertebrale.

Il diaframma come stabilizzatore posturale

Se pensiamo al diaframma solo come un muscolo respiratorio, ci sfugge una parte fondamentale della sua funzione. Grazie alle sue connessioni con il core, il diaframma lavora in sinergia con:

- i muscoli addominali profondi, come il trasverso dell’addome

-il pavimento pelvico, che si muove in sinergia con il diaframma a ogni ciclo respiratorio

- i muscoli lombari, fondamentali per la stabilità del tronco

- il muscolo ileopsoas, con cui condivide strette connessioni fasciali

Quando il diaframma è rigido o disfunzionale, la sua capacità di gestire la pressione intra-addominale si riduce, portando a dolori lombari, difficoltà di controllo del bacino e un’alterata meccanica respiratoria.

Disfunzioni del diaframma: quando la respirazione si fa difficile

Un diaframma che non si muove in modo ottimale può influenzare molteplici aspetti della salute. Tra le problematiche più comuni associate a una sua disfunzione troviamo le seguenti.

Dolori lombari e instabilità del core, a causa della ridotta capacità di gestione della pressione addominale.

Disturbi digestivi, come reflusso gastroesofageo e gonfiore addominale.

Difficoltà respiratorie e postura alterata, con un eccessivo coinvolgimento della muscolatura accessoria del collo e delle spalle.

Alterazione della regolazione dello stress, poiché il diaframma è coinvolto nella modulazione del sistema nervoso autonomo.

Proprio qui ritorna il legame con il fumo: molti fumatori sviluppano un pattern respiratorio disfunzionale, il diaframma rimane iperattivo e rigido, peggiorando tensioni e dolore muscolare. La respirazione toracica cronica mantiene il corpo in uno stato di allerta costante.

Quindi, per spezzare il legame tra stress e fumo, è fondamentale rieducare il diaframma, ripristinando una respirazione profonda e rilassata.

Ottimizzare la funzione del diaframma: la chiave per un corpo in equilibrio

Allenare il diaframma significa agire su più livelli per migliorare respirazione, postura e benessere generale. Come fare?

Respirazione diaframmatica consapevole: esistono esercizi per ampliare l’onda respiratoria e migliorare l’efficienza del diaframma.

Mobilizzazione del diaframma: con tecniche manuali e miofasciali per ridurre tensioni e rigidità.

Sinergia con il core: integrare il diaframma con gli addominali profondi e il pavimento pelvico per una maggiore stabilità del tronco.

Curiosità: il singhiozzo, un piccolo capriccio del diaframma

Chi non ha mai avuto un attacco di singhiozzo improvviso? Questo fenomeno è causato da una contrazione involontaria e ripetuta del diaframma, spesso dovuta a stimoli irritativi del nervo frenico o del nervo vago. Sebbene fastidioso, è un chiaro esempio di come il diaframma sia strettamente connesso con il sistema nervoso autonomo.

E TU, HAI MAI OSSERVATO IL TUO RESPIRO?

La qualità della tua respirazione può essere il punto di partenza per migliorare postura, performance e benessere generale.

Se vuoi davvero cambiare il tuo modo di respirare, il primo passo è prendere consapevolezza. Osserva il tuo respiro e chiediti: sto davvero usando il mio diaframma nel modo corretto? 💡

Per i curiosi, un articolo dove si esplorano diversi esercizi di stretching diaframmatico!

https://educarefisio.com/2016/07/04/lo-stretching-diaframmatico/

17/02/2026

Ed eccoci nuovamente alle porte del fine settimana, per un nuovo episodio di "Patologie Spiritose: tra curiosità e leggerezza!"

Oggi parliamo di un disturbo che molti conoscono fin troppo bene: bruciore, acidità, nodo alla gola.. Se dopo mangiato senti lo stomaco che “bussa alla porta dell’esofago”, tranquillo: non sta cercando di trasferirsi, è probabilmente reflusso gastroesofageo!

Cos’è e dov’è?

Il reflusso gastroesofageo avviene quando i succhi gastrici risalgono dallo stomaco verso l’esofago. Il problema nasce quando la valvola naturale tra stomaco ed esofago (lo sfintere esofageo inferiore) non chiude bene.

Risultato?

Bruciore retrosternale, acidità, sensazione di peso, nodo alla gola o tosse secca.

L’esofago, a differenza dello stomaco, non ama l’acido.

Curiosità divertente

Molti pensano: “Ho il reflusso perché mangio piccante”. In realtà, anche chi mangia in bianco può averlo. Il reflusso non è solo una questione di cibo.. ma anche di pressioni, postura e respirazione!

Come si sviluppa?

Il reflusso può essere favorito da pasti abbondanti, sovrappeso, stress, posture chiuse (spalle in avanti, addome sempre contratto), aumento della pressione addominale.

Quando la pressione “dal basso” aumenta, lo stomaco spinge.. e l’acido risale.
Non sempre è infiammazione: spesso è meccanica più funzionale.

Nella vita di tutti i giorni

Il reflusso si fa sentire soprattutto dopo i pasti, quando ti sdrai subito, di notte, piegandoti in avanti, durante periodi di stress intenso.

E no: non sempre dipende solo dallo stomaco.. a volte il corpo è in modalità compressione.

Parole complicate, spiegate semplici

Sfintere esofageo inferiore: una “porta” che dovrebbe chiudersi dopo il passaggio del cibo.
Acido gastrico: necessario per digerire, fastidioso se risale.
Ernia iatale: quando una parte dello stomaco risale verso il torace.

Accenni di fisioterapia

Sì, anche qui la fisioterapia può avere un ruolo: lavoro sulla respirazione diaframmatica, riduzione delle tensioni addominali e toraciche, miglioramento della postura, gestione delle pressioni interne, educazione al movimento e al carico.

Il diaframma è una cerniera chiave tra torace e addome: se non lavora bene, il reflusso trova strada libera.

Curiosità scientifica

Molti pazienti con reflusso presentano alterazioni della respirazione. Stress e sistema nervoso influenzano direttamente la secrezione acida. In alcuni casi, i sintomi migliorano più con il lavoro funzionale che con i soli farmaci.

Conclusione

Il reflusso gastroesofageo non è solo “acido che sale”. È spesso il risultato di pressioni, posture e tensioni mal gestite. A volte serve il farmaco, altre volte serve rimettere ordine.. nel corpo intero 😉

A sabato prossimo per il prossimo episodio di Patologie Spiritose! 🤗

23/01/2026
17/01/2026

Il problema è che continuiamo a pensare che il dolore tra collo e spalle dipenda da un muscolo “contratto” da sciogliere. Se senti peso, bruciore o rigidità lì dietro, la risposta automatica è massaggio, stretching, magari l’esercizio giusto trovato online.

Ma questa immagine racconta altro: quello che vedi non è un muscolo in colpa, è una zona che sta facendo troppo lavoro di compenso. È come un dipendente che non va mai in ferie perché altri reparti non fanno la loro parte. Il trapezio non nasce per essere sempre duro, nasce per aiutare il corpo a gestire carichi, postura, movimento delle spalle e della testa. Quando il resto del sistema non collabora, lui resta acceso tutto il giorno.

Ed è qui che entra l’altro errore di pensiero: cercare l’esercizio perfetto per “rilassarlo”.

Non esiste.

Non perché gli esercizi non servano, ma perché nessun esercizio funziona se non cambia il modo in cui usi il corpo durante la giornata. E quindi? Significa che finché provi a spegnere solo il sintomo, il trapezio continuerà a farsi sentire.

Serve smettere di inseguire la soluzione magica e iniziare a guardare come stai, come ti muovi, come reggi il peso delle spalle e della testa. Qualcuno dirà “dipende dai casi”.

È vero.

Ed è proprio per questo che il corpo non va corretto con una formula, ma capito nel contesto in cui vive. 😄

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08/12/2025

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14/11/2025
11/11/2025

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

21/10/2025
09/10/2025

🚶‍♀️ Nasce il Gruppo di Cammino dell’Ospedale di Verduno! 🍇

Un invito aperto a tutti - dipendenti, volontari, pazienti e familiari - per scoprire il piacere di camminare insieme tra i vigneti che circondano l’ospedale: un modo semplice per prendersi cura di sé e stare bene in compagnia.

📅 ALLE 14.15 ogni martedì e mercoledì, per tutto l’anno:
⏱️ 45 minuti di cammino leggero, accompagnati dai volontari della Fondazione Ospedale Alba-Bra
📍 Partenza dall’ingresso principale dell’Ospedale di Verduno
👟 Non serve prenotarsi — basta presentarsi con scarpe comode e voglia di stare insieme!

Un piccolo passo per la salute, un grande passo verso il benessere di tutti. 💚 .official

Indirizzo

Via Barbacana 18
Bra
12042

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

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