Giorgia Mantovan Psicologa TV

Giorgia Mantovan Psicologa TV Sono una Psicologa Clinica e Forense. Credo fortemente che in ognuno di noi ci siano le risorse nece

17/03/2023
17/03/2023
03/12/2022
Anche se molti colleghi considerano questa modalità genitoriale vecchia, autoritaria, eccessivamente dura o che so io......
16/03/2022

Anche se molti colleghi considerano questa modalità genitoriale vecchia, autoritaria, eccessivamente dura o che so io... Io invece ci tengo a sottolineare tutto il mio essere d'accordo con questo intervento di Crepet. Lo dico da professionista e da madre.

“Educare vuol dire togliere”.
Quando un genitore dice: “io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio” esprime la sua totale idiozia.
Perché il compito di un genitore è di far mancare qualcosa, perché se non ti manca niente a che ti deve servire la curiosità, a che ti serve l’ingegno, a che ti serve il talento, a che ti serve tutto quello che abbiamo in questa scatola magica? (...)
Quando credi in un ragazzo non lo devi aiutare, se è bravo ce la fa. Perché lo dobbiamo aiutare? Io aiuto una signora di 94 anni ad attraversare la strada, ci mancherebbe altro. Perché devo aiutare uno di 18? Al massimo gli posso dire: “Sei connesso? Ecco, questa è la strada , tanti auguri per la tua vita”. Si raccomandano le persone in difficoltà, non un figlio. Perché devi raccomandare un figlio? Perché non ce la fa? Che messaggio diamo? Siccome tu non ce la fai, ci pensa papà. Tante volte ho sentito dire da un genitore: io devo sistemare mio figlio. “Sistemare”. Come un vaso cinese. Dove lo sistemi? Dentro la vetrinetta, sopra l’armadio? Hai messo al mondo un oggetto o hai messo al mondo un’anima? Se hai messo al mondo un’anima non la devi sistemare, l’anima va dove sa andare.
Educare non ha nulla a che fare con la democrazia, dobbiamo comandare noi perché loro sono più piccoli. In uno stagno gli anatroccoli stanno dietro all’anatra. Avete mai visto un’anatra con tutti gli anatroccoli davanti? È impossibile, è contro natura. Perché le anatre sono intelligenti, noi meno.
Un genitore è un istruttore di volo, deve insegnarti a volare. Non è uno che spera che devi restare a casa fino a sessant’anni, così diventi una specie di badante gratis. Questo è egoismo, non c’entra niente con l’amore. L’amore è vederli volare.

Paolo Crepet

... E tu, da che parte stai?
18/12/2021

... E tu, da che parte stai?

«Le persone positive cambiano il mondo, le persone negative lo mantengono com'è.»

Meraviglioso pediatra. Grazie Tommaso Montini
27/11/2021

Meraviglioso pediatra. Grazie Tommaso Montini

Sono mamma di una splendida bambina di 18 mesi.

Con l'inizio dell'autunno è stata spesso male e quindi tra tossi e catarri non ha potuto frequentare il nido.

Purtroppo non posso contare su alcun tipo di aiuto da parte dei nonni e non ho nemmeno mia mamma.
Questo inizia a pesarmi, tanto.
Non che prima non sentissi la sua immensa mancanza, ma ora arrivo a fine giornata esausta ed arrabbiata.

Mio marito è uno splendido papà, ma non è sempre a casa.
Io mi barcameno alla meno peggio tra smartworking e bimba quando lui non c'è, e mi sembra di essere diventata la mamma che non voglio essere, così distante dalla mia che era meravigliosa.

Sento le mie amiche "vantarsi" del fatto che non mettono i bimbi davanti alla tv, ed invece io spesso sono costretta a farlo per riuscire almeno a terminare la mia giornata lavorativa con lei a casa.

Quando stacco gioco con lei ma vorrei tanto essere più creativa, divertente, meno stanca e suscettibile.

Sono arrivata al punto che anche andare a fare la spesa mi sembra un momento rilassante per fuggire dalla routine lavoro-bambina a casa-aerosol ecc.

Lei avrebbe bisogno di una mamma migliore, ed io vorrei tanto esserlo ma mi pare di annegare nell'organizzazione del mio tempo, di casa e delle sue necessità.

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Cara signora vediamo... cosa leggo?

18 mesi, età terribile.
Bambini esperti in suicidi da guardare h24, capricci, bisogni continui e malattie frequentissime.

C'è poi solitudine, vuoto emotivo del non avere una mamma, smartworking, il non riuscire a dormire una notte intera e mettiamoci pure i "compiti in classe" di “brava-mamma-sorridente-animatrice-di-villaggio-psicomotrista-brava-moglie”!!! da far bene.

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Domanda: come fa ???

“Andare a fare la spesa mi sembra un momento rilassante”

Certo! Mi sembra il minimo sindacale per scoprire che può ancora respirare da sola!

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E allora, che le consiglio?

Forse di guardarsi allo specchio con i miei occhi:

Uhau! Straordinaria!

La sua lettera è un concentrato di amore immenso, passione, tenacia… bellezza!

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La rilegga, ma non si fermi ai fatti che sono scritti, senta piuttosto il battito del cuore che c’è dentro queste righe!!

Ebbene quel battito, così intenso, racconta in modo forte e chiaro che la sua bimba ha la migliore mamma possibile!!

Una che si emoziona, combatte con la vita ma riesce a giocare, e poi piange ma è felice perche è innamorata della sua bambina e del suo compagno che “è splendido”!

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La sua bimba ha una mamma che fa del suo meglio e mette cuore e passione in quello che fa!

Ma alla fine… invece di dirsi “brava!” scrive pure ad un pediatra lontano per “confessarsi” e chiedere come migliorarsi !!

Incredibile!

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Cara signora lo so, è difficile ed è normale avere dei momenti di scoraggiamento, ma la "terapia" è il vedere il bello che abbiamo, ironizzare sui nostri scivoloni e far pace con noi stessi.

"Andiamo bene" così!

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La mamma migliore possibile non è una macchina sorridente che non sbaglia mai una pappa, non perde mai la pazienza e alle tre di notte si alza tranquillamente senza emozioni!!

Una così sarebbe un disastro!

Sarebbe fredda: un robot “erogatore di servizi” perfetti, ma gelido.

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Fortunatamente le dico che una mamma così non esiste!!

O almeno io non ne ho mai incontrata una.

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Le mamme invece sono fantastiche perché sono calde!

Si emozionano!

Piangono e ridono,

fanno cose bellissime e anche tante stupidaggini,

non ascoltano le prescrizioni del dottore ma corrono da lui appena sono spaventate,

mettono le “sciarpette” e hanno paura dei colpi di freddo ma sbagliano la dose dello sciroppo,

comprano le merendine che fanno male ma si farebbero fare a pezzetti per il loro bambino!

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Si, le mamme perdono anche la pazienza e poi si sentono in colpa, e usano pure la televisione “così almeno si può fare qualche servizio”…

Ok, tutto vero.

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Ma non c’è niente, niente, niente che compete con il loro abbraccio caldo quando “fuori ci sono i tuoni e ho paura!”

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Winnicott lo ha spiegato bene.

La mamma “sufficientemente buona”, quella migliore, è quella che ama e fa del suo meglio tra alti e bassi.

Non sarà mai il meglio, ma è quello che serve.

La sua umanità fragile, infatti, fatta anche di cadute ma calda e affettiva, insegna al bambino come adattarsi alle emozioni che mutano e alle turbolenze della vita.

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E allora basta “compiti in classe” e traguardi da raggiungere!

La sua bambina non ha bisogno di una psicomotricista creativa divertente ecc…

Le basta la sua mamma! E non la cambierebbe con nessuna migliore.

E se ogni tanto c’è pure qualche cartone animato… Amen! Va benissimo così.

Quando mamma potrà le leggerà le favole e giocherà con lei.

Lo farà non perchè deve "stimolare l'intelligenza" della sua bambina ma perchè le piacerà e si divertirà lei a farlo!

Saranno quelli i momenti che resteranno per sempre dentro, non i cartoni animati.

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E poi… ?

E poi “usiamo” lo “splendido papà”!

Meno male che lo abbiamo e meno male che è splendido!

Ottimo quando sta in casa e dà una mano, ma ancora più ottimo se ogni tanto riesce a fuggire con “la sposa” per ritrovarsi a giocare con lei e dimenticare qualche momento insieme di essere genitori!

Basta poco, ma serve!!

11/03/2021

Sono mamma da soli 21 giorni, ma mi sembrano 21 anni.
La nostra bambina è sana ed è bella.

Dovrei essere felice. E invece piango.

Perché piango? Ormoni forse. Oppure semplicemente perché sono sfinita.

La amo, è la mia bambina.

Eppure non sento ancora quell’amore che ti fa perdonare lo stress estremo a cui ti sottopone.

La amo e a volte la detesto.

I primi giorni mangiava, dormiva 3 ore, pannolino, mangiava, e da capo.

Ora non riesco a farla dormire di giorno, e spesso nemmeno la notte!

Le dò il latte artificiale, quindi mangia a sufficienza.
Le do le goccine per le coliche, quindi anche per il pancino dovremmo essere a posto.
La cambio regolarmente, quindi anche lì nulla da fare in più.

E quindi perché lei vuole stare sempre incollata a me?

Ho perso il sorriso, ho perso la mia identità. E allo stesso tempo mi ha riempito la vita.

Che controsenso.

Mio marito è meraviglioso, ma lavora tutto il giorno.

Quindi la domanda che le faccio è: come faccio a sopravvivere all’arrivo di questa splendida neonata?

Quando finiranno le lacrime?

E la mia piccola lo sente quanto sto soffrendo, anche se allo stesso tempo sono così felice di averla qui nella mia vita?

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Cara signora, quello che mi ha scritto è profondamente vero e racconta l’esperienza di tantissime ragazze.

E’ vero che c’è una festa fuori.
Tutti invadono la casa, si agitano, dicono mille cose…

Tutti vogliono prendere la bambina in braccio… Come è bella! Che occhietti! Somiglia a…

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Nessuno chiede alla mamma se ha dormito. Se è stanca, come si sente…

Non c’è il permesso di non sentirsi felici.

Quello di desiderare di piangere, di sentirsi schiacciati, tristi…

Non è consentito pensare di non provare l’amore di mamma che dicono che deve essere il più forte della natura…

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Stanchezza, sonno, tristezza… Complessi di colpa!

E allora?

E allora io le dico che invece quello che prova è del tutto normale!

L’amore di mamma è il più forte della natura, vero, ma non è a "prima vista".

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E allora, che le consiglio?

Di cancellare subito ogni complesso di colpa!
"Assolta" per "non aver commesso il fatto", semplicemente perché "il fatto", è normale.

Ma poi...

Le consiglio di cambiare “l’assetto di marcia”!

Basta compiti in classe!

Basta traguardi da raggiungere!

Basta cose da dover fare e saper fare!

Basta voti e processi!

Basta.

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Questo è il tempo delle coccole. Del chiudere gli occhi e volare, è il tempo del piacere.

Del piacere di mamma, che con il pretesto della sua bambina, può mandare il mondo "a quel paese" e lasciarsi cullare dalla fantasia, mentre culla.

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Si metta sul letto nuda, con la sua bambina nuda sul suo seno e cacci tutti fuori!

Avete da fare!

Cosa?

Sentire come siete morbide calde lisce profumate delicate… Sentire la pelle sulla pelle e guardare quegli occhietti.

Lasciare che la bambina si rilassi del tutto e dimenticare il tempo.
Le cose da fare, le persone da incontrare, i pensieri…

No quelli si, non li lasciamo fuori, ma tutto lo spazio della mente è occupato dal pensare.
Quando dirà mamma per la prima volta...
Quando farà i primi passetti...
Se avrà i riccioli o i capelli lisci…

Chissà come sarà il suo volto tra sei mesi e poi tra un anno…!

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Ma c’è gente in casa…

Ok, se vogliono stare si dessero da fare per pulire un po’, fare la spesa e cucinare.

Se non vogliono farlo…

“Grazie della visita ma il pediatra ha detto che devo allattare sul letto… scusatemi e arrivederci”!

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Ora è il tempo per cercare e vivere sensazioni nuove, uniche, belle!

La “brava mamma...”,
quella che “come sa fare bene...”,
quella che “sembra proprio portata...”
e bla bla bla…

non ci interessa!

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Ci interessano le coccole!

Si concentri su quelle.

Le viva insieme a suo marito che quando torna deve solo accarezzarla (a lei, non alla bambina!) e dirle che la trova bellissima (lei non la bambina!).

Insieme, abbracciati alla ricerca di una intimità che non avete mai provato.

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E il latte? E la crescita? E i rigurgiti? E la c***a? …?

Ma lasciamoli al pediatra! Che lo teniamo a fare?

A noi del latte non interessa niente.

Ci piace stare pelle a pelle, morbido sul morbido, a guardarci, a rilassarci, ad accarezzarci e cantare ninne nanna…

Quanto tempo? Quante volte?

Quanto ci piace!

--

"Perché lei vuole stare sempre incollata a me?"

Perchè a lei piace!

E se mamma si dà il permesso di rilassarsi sul letto, senza compiti in classe e senza ansie su cosa da fare...

Piace anche a lei!

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Qualcuno lo chiama "allattamento!"

Impariamo a sentirci a nostro agio nel disagio.
26/12/2020

Impariamo a sentirci a nostro agio nel disagio.

Adoro questa foto.
Due uomini completamente tranquilli aspettando che passino i capricci della bambina.
I due uomini sono il padre e il nonno della piccola di due anni, la quale sta facendo i capricci in pieno centro commerciale.

Nessuno dei due uomini perde la pazienza, rimprovera o grida.
Aspettano solo tranquillamente.
Non le stanno dando quello che vuole, la stanno semplicemente lasciando esprimere le sue emozioni, in questo caso la sua rabbia perché non ottiene ciò che vuole.
Nessuno si vergogna per lo spettacolo che sta dando la piccola.

Le parole del padre pubblicando questa foto spiegano tutto:

′′ Non ci sono genitori perfetti, ma una cosa che mi ha insegnato il mio è.. a non essere padre in funzione di ciò che penseranno gli altri. Mio padre mi lasciava sempre sentire ciò che avevo bisogno di provare, anche se fosse in pubblico e imbarazzante.
Non ricordo che mi dicesse mai: ' Mi stai mettendo in imbarazzo! 'o' non piangere! '.
E poco tempo fa ho realizzato quanto fosse stato importante questo per il mio sviluppo emotivo.
I nostri bambini stanno imparando ed elaborando così tante informazioni e non sanno cosa fare con tutti questi nuovi sentimenti che 'sentono' ".

Impariamo a sentirci a nostro agio nel disagio. Si puo' imparare ad affrontare i capricci con pazienza.
I bambini sono bambini una sola volta nella vita. 🌻

- Justin Baldoni

Indirizzo

Breda Di Piave

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
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