06/03/2026
"La grand'anima di Michelangelo, irrequieta, tumultuosa, continuamente in preda a violenti affetti, non era l'anima degli esperti, fecondi e vuoti versificatori del suo tempo. Il verso specchia questa grande anima. Il mettere pensieri in rima non era per lui un capriccio di moda, ma uno sfogo del cuore, un sollievo e un tormento ad un tempo".
Arturo Farinelli
Caprese, il 6 marzo 1475, nasceva Michelangelo Buonarroti, un genio che avrebbe scolpito il marmo e dipinto il cielo con mani divine. Cresciuto a Firenze, tra le botteghe degli artisti e l’odore della pietra, mostrò fin da giovane un talento che spaventava i maestri. A 26 anni, con scalpello e martello, trasformò un blocco di marmo in rovina nella "Pietà", un capolavoro di dolore e bellezza. Poi, chiamato a Roma, affrontò la sfida della Ca****la Sistina: quattro anni sdraiato su un’impalcatura, a dipingere la Creazione, un soffitto che ancora oggi toglie il fiato.
Michelangelo fu un uomo tormentato, solitario, spesso in lotta con se stesso e con i potenti che lo commissionavano. La sua "David", imponente e perfetta, incarnò lo spirito del Rinascimento, mentre il "Giudizio Universale" rivelò la sua visione dell’umanità e del divino. Morì il 18 Febbraio del 1564, a quasi 89 anni, lasciando un’eredità che va oltre l’arte: un testamento di passione, fatica e un’infinita ricerca della perfezione.
Il Magnifico Press
****laSistina