15/09/2021
Molto spesso quando incontro una persona e dico che sono una psicologa, il commento più comune è: “ah, ma quindi curi i pazzi?” oppure "quello è pazzo, deve ve**re da te!”
Lì per lì non dico molto, non mi metto a spiegare per filo e per segno cosa faccio, non descrivo le problematiche che mi portano in studio.
Solitamente, mi limito a dire “non è proprio così”.
Scambi di questo tipo mi lasciano sempre un pò di amarezza…
Amarezza per il pregiudizio ancora presente, ancora troppo.
Amarezza per la superficialità.
Amarezza per le etichette con cui molti preferiscono definire l’Altro.
No, non curo i pazzi.
Io incontro persone, individui, esseri umani.
Più o meno in difficoltà, con problemi che non riescono a superare, con un malessere che sperano di risolvere.
Ecco, è proprio così: io incontro persone coraggiose che hanno voglia di risolvere, di mettersi in discussione, di affrontare, di essere felici.
E che mi offrono il privilegio di accompagnarle in questo viaggio.