Andrea Nascimben

Andrea Nascimben OSTEOPATIA ed EDUCAZIONE NUTRIZIONALE

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DERMATITE PERIOCULARE, CISTITI RICORRENTI E STIPSI DA SEMPRE: QUANDO TUTTE LE MUCOSE RACCONTANO LA STESSA INFIAMMAZIONE ...
09/02/2026

DERMATITE PERIOCULARE, CISTITI RICORRENTI E STIPSI DA SEMPRE: QUANDO TUTTE LE MUCOSE RACCONTANO LA STESSA INFIAMMAZIONE Un caso clinico
Chiara ha 50 anni e nella prima frase della visita (in Videoconferenza) ci restituisce tutta la sua storia:
“Sono stitica da sempre”

Da anni viveva con cistiti ricorrenti, vulvodinia, infiammazione del nervo pudendo, dermatite perioculare, gonfiore addominale, feci asciutte, microclismi continui, emorroidi ipertrofiche, reflusso faringeo-laringeo, sonno disturbato.

Dopo 3 settimane del percorso Terapeutco Motorio-Nutrizionale, mi scrive il suo feddback :

“La stipsi è migliorata, un po’ di gonfiore ma non certo come prima”

Al controllo dopo sei settimane, Chiara porta una luce diversa

E mi dice una frase importante :
“Da almeno un paio di settimane, dopo 10 ANNI, mi è sparita la dermatite al contorno occhi.E’ la cosa che davvero mi sorprende di più”

L’intestino è quasi normalizzato: solo un giorno senza evacuazione, feci normoconformate, microclismi ridotti drasticamente, magnesio quasi sospeso.

Il gonfiore addominale, che partiva “da sotto il seno”, quasi sparito

Il reflusso assente da dieci giorni

La sveglia notturna spostata alle 4:30–5, il sonno più ristoratore.
Zero pruriti dopo la prova do sfida con il vino bianco

La vulvodinia silente.
La cistite interstiziale non pervenuta da circa 6 settimane

Chiara non aveva un problema intestinale, o un problema cutaneo, o un problema urinario.
Aveva un’unica storia biologica: l’infiammazione cronica della mucosa

E quando quella si spegne… si spegne tutto. ...
Non è magia , ma riorganizzazione innata del sistema biologico, sempre teso verso il ripristino della slaute e mai orientato alla malattia ( se NOI, non la induciamo...)
Un caro saluto di salute
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FIBRILLAZIONE ATRIALE E APPARATO DIGERENTEUno spunto di Riflessione (Scientifica)Quando la digestione diventa un trigger...
08/02/2026

FIBRILLAZIONE ATRIALE E APPARATO DIGERENTE
Uno spunto di Riflessione (Scientifica)
Quando la digestione diventa un trigger aritmico ?

La fibrillazione atriale viene ancora oggi raccontata come un evento primariamente cardiaco: un problema elettrico dell’atrio, da contenere con farmaci o da “isolare” con procedure ablative.

Eppure, chi lavora quotidianamente in clinica sa che molti episodi di fibrillazione non nascono nel cuore, ma vengono innescati altrove, molto spesso a livello del tratto digerente.
Reflusso, distensione gastrica, gonfiore post-prandiale, disbiosi intestinale, pasti serali abbondanti, risvegli notturni, sono elementi che ritornano con sorprendente costanza nella storia dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica o recidivante.

Non si tratta di suggestione, si tratta di fisiologia.
IL PIANO NEURO-VEGETATIVO (CUORE E INTESTINO PARLANO LA STESSA LINGUA )

Cuore e apparato digerente condividono una regolazione comune:
il sistema nervoso autonomo, in particolare il nervo vago.

La fibrillazione atriale non è solo un aritmia elettrica, è spesso il risultato di una instabilità neurovegetativa, in cui l’alternanza simpatica–parasimpatico perde il suo esatto equilibrio.

È noto che l'iper-attivazione vagale, la stimolazione viscerale esofago-gastrica (da infiammazione cronica) e la distensione dello stomaco (da disbiosi gastrica) , possono ridurre il periodo refrattario atriale, favorendo l’innesco della fibrillazione.

Non a caso esiste una forma ben descritta di fibrillazione atriale vagale, che compare dopo i pasti, spesso di notte, favorita dalla posizione supina, in soggetti con digestione lenta e reflusso (Linz D. et al., Heart Rhythm, 2017, Zhang Y. et al., Autonomic Neuroscience, 20209
IL PIANO MECCANICO (STOMACO, DIAFRAMMA E ATRIO SINISTRO)

Dal punto di vista anatomico, lo stomaco (in particolare la grande curvatura) è separato dall’atrio sinistro da pochi millimetri di diaframma. In condizioni di distensione gastrica , ernia iatale, rallentato svuotamento e meteorismo importante, si crea una pressione meccanica persistente nell'atrio sinistro, documentata da TAC e risonanza magnetica.

Questa pressione altera la compliance atriale, modifica la conduzione elettrica , favorendo trigger aritmici (Roy A. et al., American Journal of Physiology, 2018, Aro P. et al., Journal of Internal Medicine, 2016)
Non è un caso che la prevalenza di fibrillazione atriale sia più alta nei pazienti con Reflusso (MRGE) ed ernia iatale.

IL PIANO MICROBIOTICO E INFIAMMATORIO

Se il piano neuro-meccanico spiega il “trigger”, il microbiota spiega la cronicizzazione. Un intestino in disbiosi produce:

metaboliti pro-infiammatori
Lipopolisaccaridi (LPS)
attivazione immunitaria di basso grado (infiammazione cronica )
nell’insieme questi fattori determinano la neuroinfiammazione enterica, aumento delle citochine (locali e sistemiche )e stress ossidativo.
Il risultato è un rimodellamento elettrico e strutturale dell’atrio, che rende la fibrillazione più probabile, più persistente e più recidivante (Carabotti M. et al., CMGH, 2015, Sonnenburg & Bäckhed, Nature, 2016)

In questo contesto, la digestione non è più un evento locale ma diventa un modulatore sistemico del rischio aritmico.
.
PERCHÉ LA TERAPIA SOLO FARMACOLOGICA SPESSO FALLISCE

La medicina prescrittiva agisce correttamente sul sintomo con beta-bloccanti, antiaritmici, PPI, ablazione.

Ma se il trigger digestivo e il terreno infiammatorio restano, la fibrillazione tende a ripresentarsi, a migrare e nel tempo diventare più resistente. Non perché la terapia sia “sbagliata”, ma perché è incompleta (Shah A. et al., Gastroenterology Clinics, 2014, Linz D. et al., Europace, 2021 )
IL RUOLO (ineludibile ) DELL’INTERVENTO NUTRIZIONALE

E’ necessario intervenire sul Microbiota intestinale e sull’infiammazione enterica (due facce della stessa medaglia), un macro ambito organico-funzionale che se ricondotto in EUbiosi (il nostro principale obiettivo) riporta ad un graduale riequilibrio neurovegetativo (para-orto simpatico), interrompendo il perverso cortocircuito del sistema nervoso autonomico.
La fibrillazione atriale non è sempre un problema che nasce nel cuore, anzi… Spesso è l’espressione finale di un sistema intestinale infiammato e disbiotico.

Ignorare l’apparato digerente significa trattare solo l’effetto e lasciare inalterata la causa.

La fisiologia è chiara, e almeno in parte, la letteratura lo conferma.
La clinica quotidiana lo dimostra puntualmente.

Quando l’intestino torna in equilibrio, il cuore smette di essere continuamente disturbato, e la fibrillazione, da evento inevitabile, diventa finalmente gestibile e nella stragrande maggioranza dei casi, risolvibile.
A prossimo Spunti di Riflessione.
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NAC, GLUTATIONE E INFIAMMAZIONE CRONICAUno spunto di riflessione (Scientifica)QUESTO POST  (che vi suggerisco comunque d...
07/02/2026

NAC, GLUTATIONE E INFIAMMAZIONE CRONICA
Uno spunto di riflessione (Scientifica)
QUESTO POST (che vi suggerisco comunque di leggerlo) IN ESTREMA SINTESI DICE :

NON CERCATE , ANCHE NELLA NAC, LA SOLUZIONE SALVIFICA PER TUTTO, COME ERRONEAMENTE SI SENTE DIRE NEI SOCIAL,
MA VALUTATE SEMPRE IL CONTESTO BIOLOGICO NEL QUALE VENGONO INTRODOTTE ELEVATE QUANTITA' DI CISTEINA (600 MG SONO ALTO DOSAGGIO PER UN SINGOLO AMMINOACIDO').

il post ho dovuto realizzarlo molto tecnico (per evitare commenti superficiali e approsimativi) , mi ha richiesto parecchio tempo per fare ricerca e mettere insieme i pezzi, ma ho dovuto elencare tutti i passaggi per farvi comprendere quando la biologia sia complessa e quanto ogni singolo evento si generi sulla base delle condizioni biologiche e non sulla base della nostra volontà.

Se il sistema è cronicamente infiammato, la scelta che adotta è prima di tutto :

rispondere ai ffattori proinfiammatori "spendendo" tutte le molecole che servono per sviluppare infiammazione.

Solo una volta risolto il pericolo biologico e dunque spenta l'infiammazione, penserà a rigenerare il sistema antiossidante del glutatione.

Introdurre nella cronicità dell'infiammazione la NAC, è biochimicamente sbagliato e rischia più le avversità che gli effetti protettivi.

Questo ci suggerisce la biochimica e la letteratura
Se invece si decontestualizza e si prende ciò che interessa gli scenari che si delineano saranno molto diversi

PERO'
non si starà facendo un'operazione di scienza ma di Cherry picking , ovvero selezionare solo i dati o gli studi che confermano la propria tesi, ignorando deliberatamente quelli contrari.

Se il sistema è ordinato, aiuta, se il sistema è infiammato, può diventare benzina sul fuoco.
Questa non è ideologia, è semplicemente Fisiologia applicata.
Buona Lettura
Scrivo questo articolo perché, quando un concetto viene estremizzato, si esce dalla razionalità scientifica.
La citazione parziale della letteratura diventa cherry picking e la biochimica si trasforma in tifo.
Negli ultimi anni è accaduto proprio questo attorno alla N-acetilcisteina (NAC), spesso raccontata come antiossidante universale e precursore nobile del glutatione. La fisiologia, però, racconta una storia diversa (Aldini et al., 2018; Giustarini et al., 2023).
Il problema originario

Molto prima degli integratori e dei marker sierici, l’organismo ha dovuto risolvere un problema semplice e spietato, ovvero come usare l’ossigeno per vivere senza farsi distruggere dall’ossigeno stesso.
Da questa necessità nasce l’intera architettura redox cellulare: ROS, glutatione, Nrf2, NADPH, metabolismo dello zolfo.
La NAC arriva solo molto dopo, come intervento esogeno (Sies, 2017).
Vediamo prima i protagonisti di questa storia.

Il Primo protagonista: i ROS.

L’evoluzione non ha mai voluto spegnere i ROS, li ha selezionati come armi antimicrobiche (neutrofili e macrofagi), segnali intracellulari e modulatori della trascrizione genica.
Il perossido di idrogeno (H₂O₂), in particolare, è un ROS “soft”, detossificabile e centrale nella segnalazione redox. Il problema non è la loro presenza, ma la perdita del controllo.
Nrf2: il sensore della fisiologia

Il sistema antiossidante che ruota attorno alla cisteina parte da Nrf2.
In condizioni normali Nrf2 è legato a Keap1 rimanendo rimane inattiva. Si attiva solo in presenza di un flusso ossidoriduttivo fisiologico, non in condizioni di caos ossidativo (Kensler et al., 2007).
Piccole quantità di ROS o molecole elettrofile alimentari (es. sulforafano) modificano Keap1 e liberano Nrf2 (Yamamoto et al., 2018). Una volta nel nucleo, Nrf2 svolge 3 attività.

1 aumenta l’espressione della γ-glutammato-cisteina ligasi (GCL),
2 stimola la via del pentoso fosfato (PPP),
3 aumenta l'espressione della Glutatione Reduttasi.
Il suo scopo non è eliminare i ROS, ma mantenere adattabilità redox
Glutatione e NADPH: l’asse centrale della attività REdox
La gamma GCL (glutammato cisteina ligasi) è l’enzima limitante della sintesi del glutatione: unisce glutammato e cisteina; la glicina completa la molecola (grazie all'enzima Glutatione sintetasi) .
Il glutatione esiste in forma ridotta (GSH) e ossidata (GSSG) . La cellula regola strettamente il GSH con fedd-back negativo.

Il vero protagonista è però il NADPH, ovvero senza NADPH il GSH non viene rigenerato, i tioli (presenti nella cisteina ) diventano instabili e reattivi, prevale la chimica radicalica.
Il NADPH è prodotto soprattutto dalla via del pentoso fosfato (avviene nel citosol) e dalla attività Mitocondrile in forma più contenuta.
La cisteina: il crocevia critico

La cisteina è un nodo delicato perché contiene un gruppo tiolico (-SH) altamente reattivo.

Può seguire tre destini:
1-sintesi del glutatione (via GCL)
2-ossidazione enzimatica controllata (via CDO1 per generare taurina e solfati)
3-auto-ossidazione chimica
Il destino prevalente non dipende dalla quantità di cisteina, ma dallo stato metabolico e redox cellulare (Giustarini et al., 2023).
Lo scenario fisiologico

In fisiologia una quota di glucosio entra nella PPP, si produce NADPH, il NADPH mantiene il GSH ridotto, Nrf2 resta funzionale. In questo contesto la cisteina viene utilizzata soprattutto per costruire glutatione, mentre la via taurina/solfato resta secondaria (Yamamoto et al., 2018).
Quando l’infiammazione si cronicizza ?

Quando l’infiammazione diventa cronica, il sistema immunitario non deve spegnersi, anzi deve potenziarsi.
Le cellule entrano in modalità di attivazione metabolica, quindi effettua lo shift glicolitico tipo Warburg, stabilizzazione di HIF-1α (fattore di trascrizione indotto dall ipossia), aumento di GLUT1 (con incremento del glucosio intracellulare ) e NF-κB diveine cronicamente attivo.
Il ciclo di Krebs rallenta, la via PPP viene sacrificata e il NADPH cala (Petra & Hay, 2014). L’energia viene investita in proliferazione immunitaria e produzione di citochine.
In fisiologia ferro e rame non sono liberi, ma legati a ferritina, transferrina e ceruloplasmina. Nell'infiammazione cronica però si osservano :

A) ossidazione delle proteine leganti i metalli,
B) disfunzione mitocondriale (con rilascio di Fe²⁺ da citocromi ),
C) aumento dell’autofagia e degradazione lisosomiale di ferritina e cupro-enzimi (rilascio di rame)

Questo genera pool intracellulari labili, redox-attivi, soprattutto nei macrofagi, epatociti, e cellule mitocondriali stressate in particolare cellule dell'epitelio intestinale e neuroni.
Non troviamo “metallo libero nel plasma”, bastano nanomoli citosolici per catalizzare reazioni ossidative (Galaris et al., 2019).
NEL CONTESTO IN CUI ABBIAMO :
NADPH BASSO, NRF2 REPRESSO, GCL SOTTO REGOLATA, METALLI LABILI AUMENTATI, LA CISTEINA NON PUÒ ESSERE EFFICACEMENTE USATA PER RIGENERARE IL GLUTATIONE.
Prima risposta adattativa: la via CDO 1 (cisteina diossigenasi)
La cellula attiva la CDO1, convertendo la cisteina in taurina e solfiti/solfati.
Questa via riduce la pericolosità del tiolo lpresente nella Cisteina e fornisce molecole stabilizzanti e detossificanti. Rappresenta un vero adattamento antiossidante non redox (Stipanuk et al., 2009).
Se lo stress è elevato e persistente, la cisteina (o la NAC) si auto-ossida, e con ancora più forza in presenza di ferro e rame labili, producendo H₂O₂ (perossido) , radicali tiilici e ulteriore attivazione di NF-κB.
Qui la cisteina smette di essere precursore del glutatione e diventa carburante per ROS (Aldini et al., 2018).
Dovremmo comprendere un concetto ;

La NAC non è un antiossidante universale, ma un modulatore bifasico, ovvero utile in fisiologia o stress acuto, ma potenzialmente inefficace o dannosa in infiammazione cronica, ovvero NON ricostruisce il glutatione se il sistema redox non è metabolicamente pronto (Giustarini et al., 2023)..
In Conclusione la NAC non è un interruttore sempre e comunque di attività antiossidante ma
piuttosto un reagente biochimico che amplifica il contesto in cui viene inserito.
Essere prudenti e analizzare il contesto dovrebbe essere un dovere da parte dell operatore di Salute, prima di prescrive senza se e senza ma.

Al prossimo spunto di Riflessione scientifica



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NONOSTANTE RISULTATI ECLATANTI, CI SI SOFFERMA SPESSO SUGLI ASPETTI ANCORA IRRISOLTI La Mail della Settimana.Ogni Sabato...
07/02/2026

NONOSTANTE RISULTATI ECLATANTI, CI SI SOFFERMA SPESSO SUGLI ASPETTI ANCORA IRRISOLTI
La Mail della Settimana.
Ogni Sabato condividiamo una testimonianza arrivata dai nostri pazienti o da chi ci segue e decide di scriverci dopo aver attraversato il consueto labirinto di esami, visite specialistiche plurime, prescrizioni e tentativi a vuoto.
Il caso di oggi descrive una situazione molto frequente, spesso banalizzata, e pienamente risolvibile.
“Gentile Dottore,
sono passate le prime 3 settimane e Le scrivo per aggiornarla sui miei progressi rispetto al piano che stiamo seguendo.

Alla fine della prima settimana ho avuto la gioia di percepire lo stimolo intestinale, per la prima volta dopo ANNI , e sono riuscita ad evacuare senza l’uso del microclisma, un risultato che mi ha dato grande speranza e motivazione.

È diminuito moltissimo anche il craving da cibi spazzatura al rientro dal lavoro e, quando capita, lo gestisco con due o tre noci.

Sto dormendo meglio: anche se mi sveglio qualche volta, però mi riaddormento facilmente e non uso più le gocce per dormire.

Permangono però alcune difficoltà: la funzionalità intestinale non è ancora ripristinata in modo stabile, le feci non sono sempre ben conformate, ho ancora gonfiore e qualche episodio di mal di testa. Le ultime settimane sono state molto stressanti per via di un esame universitario ..................

Il piano alimentare comunque mi piace e lo sto seguendo con facilità.

Non avrei mai pensato che i legumi diventassero miei alleati.
Allego le analisi che mi aveva suggerito
Cordiali saluti,
Anna Rita”

LA MIA RISPOSTA

“Buongiorno carssima Rita
Lei mi scrive:

Dopo anni di irregolarità profonda, nelle prime tre settimane ha percepito lo stimolo intestinale e ha evacuato senza microclisma.
Le chiedo: dopo anni di profonda disfunzione, come potrebbe divenire pienamente regolare dopo sole tre settimane?

Mi riferisce che sta dormendo meglio.

I mal di testa sono stati presenti solo nella prima settimana e poi molto ridotti.

Mi riferisce che c’è ANCORA gonfiore addominale (dopo sole 3 settimane di nuova modalità nutrizionale)
Da questo suo scritto si desume una cosa molto importante:

ha riposto in me una fiducia talmente grande da aspettarsi la risoluzione di problematiche croniche di anni, in sole tre settimane.

Purtroppo, ai miracoli non sono ancora perfettamente attrezzato… ma ci sto provando. ..😉

Un carissimo saluto. Continui così sta andando benissimo”
Ricordiamoci sempre una cosa: quando inizi a spegnere l’infiammazione alla radice, non guarisce un singolo distretto. È l’intera persona a rimettersi in asse.

Però ci vuole un pizzico di pazienza; il sistema biologico ha tempi (moderatamente) lunghi, ma il ripristino della Fisiologia inesorabile
Alla prossima Mail
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SE IL CICLO SI È FERMATO, NON È PERCHÉ LE OVAIE SONO "ROTTE", MA PERCHÉ IL TUO CORPO HA LETTO L’AMBIENTE COME PERICOLOSO...
04/02/2026

SE IL CICLO SI È FERMATO, NON È PERCHÉ LE OVAIE SONO "ROTTE", MA PERCHÉ IL TUO CORPO HA LETTO L’AMBIENTE COME PERICOLOSO.

Uno spunto di Riflessione
Molte donne con amenorrea ricevono una diagnosi rapida:

“ovaie pigre”, “stress”, “squilibrio ormonale”.

Ma sempre più studi mostrano che, in moltissimi casi, il problema non nasce dalle ovaie, bensì da un segnale infiammatorio sistemico che parte dall’intestino.

Negli ultimi anni la ricerca sta chiarendo che l’asse riproduttivo (ipotalamo–ipofisi–ovaio) è estremamente sensibile all’infiammazione.

In modelli sperimentali, la semplice esposizione a endotossine batteriche (LPS) è sufficiente a ridurre la secrezione di GnRH dall’ipotalamo e di LH dall’ipofisi, spegnendo di fatto l’ovulazione (Watanobe et al., Endocrinology; Barabás et al., Int. J. Mol. Sci.).

In altre parole, se il sistema immunitario percepisce pericolo, la fertilità viene sospesa.
L’INTESTINO COME SENSORE BIOLOGICO DI SICUREZZA

L’intestino è l’organo che, dal punto di vista evolutivo, informa il corpo se l’ambiente è sicuro:
cibo, batteri, tossine, infezioni e carestie sono sempre passati da lì.

Quando la barriera intestinale si altera (leaky gut, disbiosi), frammenti batterici come LPS entrano in circolo e attivano macrofagi e citochine infiammatorie (IL-1β, TNF-α, IL-6).

Queste citochine agiscono direttamente sull’ipotalamo e sull’ipofisi riducendo il rilascio di GnRH e LH, cioè i direttori d’orchestra del ciclo mestruale.
Studi recenti mostrano che persino nelle donne con amenorrea ipotalamica funzionale (FHA), considerata da sempre “psicologica” o “da stress”, hanno in realtà un profilo di microbiota alterato, suggerendo che l’intestino partecipi direttamente alla patologia (AJP Endocrinology & Metabolism, 2023).
GLI ESTROGENI NON SONO CONTROLLATI SOLO DALLE OVAIE

Un altro aspetto, purtroppo molto spesso ignorato, è che gli estrogeni non dipendono solo da ovaie e fegato, ma anche dal microbiota.
Dopo aver svolto la loro funzione endocrina, gli estrogeni vengono metabolizzati dal fegato (fase I e fase II) e inviati alla bile sotto forma di estrogeni coniugati (glucuronidi e solfati) e da qui circa 50–70% degli estrogeni arriva all’intestino.

Qui entra in gioco l’estroboloma, cioè l’insieme dei batteri intestinali capaci di produrre β-glucuronidasi, enzimi possono de-coniugare gli estrogeni, renderli di nuovo (lipofili) disponibili per essere nuovamente assorbiti nel sangue.

Questo significa che un microbiota che riattiva poco gli estrogeni produrrà estrogeni circolanti bassi e di conseguenza il ciclo che si spegne
mentre un microbiota che li riattiva troppo avrà come effetto un eccesso di estrogeni eccessivi endometrio instabile, PCOS, spotting


L’infiammazione intestinale crea quindi un doppio effetto:
1- spegne l’asse GnRH–LH tramite le citochine

2- altera il ricircolo degli estrogeni tramite l’estroboloma

Il risultato è una amenorrea funzionale, anche con ovaie strutturalmente normali.

Non a caso, nelle patologie ovulatorie come la PCOS, è stata documentata una maggiore permeabilità intestinale, endotossiemia e attivazione immunitaria cronica (Lindheim et al., PLOS One; Zhao et al., Frontiers in Endocrinology 2025).

COME SEMPRE L’EVOLUZIONE E' BEN PRESENTE IN TUTTO QUESTO

Dal punto di vista biologico è perfettamente logico:

Se l’intestino segnala infezione, fame o tossicità, una gravidanza sarebbe un rischio, per questo l’evoluzione ha creato un sistema in cui:
intestino - fegato - estrogeni e ciclo hanno una stretta collaborazione.

Se l’ambiente è ostile, gli estrogeni vengono eliminati e l’ovulazione si spegne.
In conclusione
Molte amenorree non andrebbero definite come “difetti ormonali”, ma piuttosto raffinate strategie di sopravvivenza guidate da intestino e sistema immunitario.

Nel corso di milioni di anni, l’essere umano non ha vissuto in un mondo sterile e stabile, ma in un ambiente fatto di:
carestie prolungate (e scarsi periodi di abbondanza energetica)
infezioni
parassiti
tossine
variazioni climatiche

In questo contesto, una gravidanza in un corpo infiammato o in un ambiente ostile avrebbe significato morte della madre, del feto o di entrambi.

Per questo la biologia ha costruito un sistema raffinato in cui l’intestino legge l’ambiente, il sistema immunitario lo traduce, il fegato regola gli ormoni e l’asse riproduttivo decide se è sicuro generare vita

La via biliare degli estrogeni, il microbiota, le β-glucuronidasi, le citochine infiammatorie e l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio non sono difetti da correggere:
sono un unico grande circuito di sicurezza biologica.

Quando l’intestino è infiammato, permeabile (ovvero disbiotico), il corpo riceve un messaggio chiaro:

“Non è un buon momento per creare una nuova vita”, e allora il ciclo si spegne.

Non perché le ovaie siano guaste, ma perché il Sistema Biologico sta proteggendo la sopravvivenza, e l’amenorrea è uno dei meccanismi più sofisticati dell’evoluzione umana.

La fertilità non è solo una funzione ormonale ma una sofisticata valutazione ecologica del mondo che ci circonda.
Al prossimo spunto di Riflessione
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UN PROFESSIONISTA DI ALTO LIVELLO CON STITICHEZZA INVALIDANTE: QUANDO L’INTESTINO DI UN UOMO DI 37 ANNI BLOCCA TUTTO    ...
02/02/2026

UN PROFESSIONISTA DI ALTO LIVELLO CON STITICHEZZA INVALIDANTE:
QUANDO L’INTESTINO DI UN UOMO DI 37 ANNI BLOCCA TUTTO Un caso clinico
Giovanni ha 37 anni, vive tra Milano e Londra, lavora nella City e conduce una vita scandita da ritmi frenetici, affidabilità, precisione, alte performance.

Ma quando ci vediamo in videoconferenza Giovanni appare preoccupato del suo stato di salute e sconsolato di non poter più condurre il medesimo e ritmico, stile di vita con lavoro intenso , sport e socialità .

Da Natale 2024 l’intestino ha iniziato a bloccarsi e successivamente il reflusso divenire sempre più insistente.

Stitichezza ostinata, evacuazioni difficili, feci caprine al mattino e poi poltacee, sensazione di mancato svuotamento frequqnte, emorroidi congeste con sangue sulla carta nella fase post evacuativa.

Lingua bianca patinata, eruttazioni continue.
L'appetito è sempre minore.
Il sonno non più ristoratore con numerosi risvegli notturni.

Episodi cefalalgici un paio di volte alla settimana.
Ricorrente il prurito diffusi in particolare al capo.

Un quadro che per mesi è stato ignorato perché “non così grave”, finché non ha iniziato a compromettere lucidità, benessere, energia.

Eppure Giovanni non è il classico paziente con complicazioni pregresse:

nessuna malattia importante, nessun farmaco pesante, nessuna condizione complessa, una vita sana e palestra cinque volte a settimana.

L’unico precedente è un intervento maxillo-facciale importante dopo un errore implantologico.
Al termine dell’anamnesi, ci congediamo con la mia consueta promessa che nei giorni successivi, sarà mia cura inviargli il piano terapeutico Motorio-Nutrizionale.
Dopo tre settimane, Giovanni mi invia un feedback molto preciso, tipico di chi è abituato ad analizzare tutto con metodo.

Scrive:

“buongiorno dottore
l'aggiorno del mio percoso :

La stitichezza è quasi sparita.
Ho notato che se mangio …………, il giorno dopo faccio più fatica.
Con questi cereali invece ……………………., vado benissimo.
Ho perso un po’ di peso e ho più fame, ma immagino sia normale.

Le emorroidi non sanguinano più.
Sento ancora un po’ di gonfiore, ma niente sangue. Mi sento comunque meglio”
Sono i primi chiari segnali che il corpo che si sta riorganizzando, o meglio è il Sistema Intestinale che inizia a recuperare la propria fisiologia, partendo da una cosa molto semplice:
rigenerare un microbiota il più simbiotico possibile …. Questo è il passaggio cruciale.
Al controllo dopo 6 settimane, la trasformazione è ancor più evidente.
All’apertura del collegamento, Giovanni è sorridente.

Inizia a raccontarmi , prima ancora che io possa cominciare con le domande di Anamnesi; è impaziente di comunirmi il suo stato di salute.

Mi dice:

“Lo stimolo all’evacuazione è tornato come una volta. Al mattino, puntuale. È davvero un buon segno”
e conferma di non aver più avuto sanguinamento.

Le feci sono morbide e normoconformate, la sensazione di pieno svuotamento è tornata , in forma pressoché, puntuale.

Le eruttazioni, che prima erano continue e fin dal risveglio, ormai sono scomparse del tutto :
"Mai più avute, assolutamente" mi dice Giovanni .

Lo stato di energia e vitalità sta migliorando progressivamente , un aspetto, questo, che ritrovo in forma pressoché puntuale in tutti coloro che decidono di mantenersi aderenti alle indicazioni nutrizionali per almeno 3 mesi .

Il sonno stabile dalle 22 alle 6 senza risvegli; “mi sento molto più riposato rispetto prima e non ho mai risvegli notturni”.

Il tono fisico intatto, cinque allenamenti a settimana, ma soprattutto zero cefalee, zero pruriti, nessun disturbo associato
"non più avuto nessun epsodio di ceflea in queste ultime 4 settimane .."

Giovanni è uno di quei casi che mostrano chiaramente una cosa:
non serve essere “malati” perché l’intestino entri in sofferenza.
La sua storia ricorda quanto l’intestino sia più intelligente, più sensibile e più influenzabile di quanto crediamo.

Non è un disturbo da gestire a margine perché è un sistema che determina la qualità della nostra vita in forma consistente più di qualsiasi altro ambito anotomico-funzionale del nostro organismo
Se ti consideri “in salute” ma il tuo intestino ti manda segnali sempre più chiari, non aspettare che diventi un problema cronico, la performance non si costruisce solo in palestra o in ufficio, ma in silenzio, ogni mattina, nel tuo tratto digerente.

Al prossimaocaso clinico
BLOG CASI CLINICI
Una serie di Casi Clinici che potrebbero interessarti per esplorare le storie dei pazienti
https://www.sanieinformati.com/blog/categories/casi-clinici

Il METODO TERAPEUTICO e il suo razionale
in sintesi (Video)
https://youtu.be/jVraai9d9WE?si=qf0YM9XyIhIs32I5


REFLUSSO ESOFAGEO come guarire Reflusso Acido (Gastroesofageo) & Disturbi Digestivi UNITI CONTRO REFLUSSO,GASTRITE,ERNIA IATALE,DISTURBI DEL COLON ED ALTRO... Sani e Informati - Associazione di Promozione Sociale

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IL MIO EXCURSUS

SANI E INFORMATI - ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

Un Excursus di vita

Questo magnifico albero può essere interpretato come una grande opportunità per comprendere le origini delle malattie e dunque fornire strumenti potentissimi per anticiparle e contrastarle sul piano eziologico, superando la tradizionale pratica puramente sintomatologica.

La mia presa di coscienza, in merito a quanto fosse importante considerare seriamente la nutrizione e quanto l’uso sistematico di chimica (in particolar modo quella di natura farmaceutica) potesse significativamente condurre il paziente verso una progressiva deriva di malattia è uno sviluppo avvenuto nel corso del tempo.