11/05/2026
REFLUSSO, IRREGOLARITA’ INTESTINALE, EXTRASISTOLE E STANCHEZZA CRONICA: NONOSTANTE I RISULTATI APPARE ANCORA INCERTA
Il caso della settimana
Oggi vi presento la storia di Lucia, 54 anni.
È una donna gentile ma, aimè, profondamente condizionata da anni di medicina prescrittiva.
Il suo sguardo, all’inizio, racconta più rassegnazione che motivazione. Una frase la riassume:
“Dovrò prendere farmaci a vita, vero?”
È convinta che l’unica strada sia quella. E ogni miglioramento, paradossalmente, lo vive con sospetto, come se fosse frutto di casualità.
IL QUADRO DI PARTENZA
Lucia arriva con una storia clinica corposa.
Ipercolesterolemia importante con LDL oltre 200.
Steatosi epatica.
Obesità di primo grado.
Endometriosi trattata chirurgicamente.
Diagnosi di connettivite indifferenziata nel 2021 e terapia con Plaquenil.
Fibromialgia nello stesso anno.
Attacchi di panico in passato.
Osteopenia avanzata
Dal punto di vista metabolico, a settembre la necessità di insulina è a 9.
Il colesterolo totale a 263 e LDL a 182
SUL PIANO INTESTINALE emerge una stitichezza cronica con evacuazione ogni due o tre giorni, feci caprine, sensazione di mancato svuotamento puntuale, meteorismo e flatulenza frequenti. Dolori nelle fosse iliache pressoché giornalieri ed emorroidi ipertrofiche confermate dallo specialista. La colonscopia del 2013 riporta ossiuri e un addome spesso gonfio.
SUL PIANO GASTROESOFAGEO sono presenti lingua patinata, striature biancastre e verdognole, afte, herpes labiale ricorrente.
IL QUADRO CARDIO FUNZIONALE comprende extrasistole frequenti nella fase postprandiale.
IL SONNO è interrotto da risvegli verso le 2.30–3.00 e, almeno due o tre volte al mese, la notte diviene completamente insonne.
LA STANCHEZZA cronica è presente.
L’attività MOTORIA è irregolare, composta solo da camminate occasionali e qualche esercizio a corpo libero.
Sul piano alimentare alterna cibi in ristorazione, ha escluso glutine e parte dei latticini, fa colazione con latte vaccino e creme di mandorle, introduce pochissimi legumi , "gonfiano" , dice.
LA MAIL DOPO TRE SETTIMANE Lucia mi scrive:
“L’intestino inizia a regolarizzarsi con evacuazione quasi giornaliera, qualche volta ancora feci caprine. Ho ancora gonfiore ma sembra in diminuzione, qualche dolorino allo stomaco e sensazione di pesantezza. La colazione mi risulta difficile..... Mi deprime il peso: oscilla continuamente e non scendo nonostante sia stata fedelissima”.
È una mail che tradisce una caratteristica molto comune: sottostimare i risultati ottenuti su dieci fronti, ma preoccuparsi dell’unico ancora imperfetto.
La paziente sta recuperando fisiologia, ma l’attenzione rimane fissa sul numero della bilancia.
IL CONTROLLO dopo 6 settimane
A livello INTESTINO
Evacuazione quotidiana, feci normoconformate.
Solo raramente compaiono feci asciutte-caprine, solo residuale la sensazione di mancato svuotamento.
Le emorroidi non più presenti ; “sono molto contenta di questo risultato" , mi riporta Lucia.
Sul piano GASTROESOFAGEO
La lingua appare solo velatamente patinata; “è molto migliorata” racconta la paziente.
Sparito completamente l’herpes labiale.
L’acidità al cavo orale ridotta in modo significativo: “la sento solo ogni tanto…”.
Ambito CARDIOVASCOLARE
Nessuna extrasistole nel postprandiale
Per quanto concerne i fenomeni CEFALALGICI
In queste ultime 4 settimane, mi riporta un singolo episodio, in forma lieve.
Il SONNO
I risvegli notturni sono diminuiti in modo significativo.
Non si presentano più le notti di insonnia totale. Lucia stessa lo riconosce: “Qui i risultati ci sono stati davvero in modo importante”
DOLORE E CONNETTIVITE
La condizione rimane stabile con l’assunzione di Plaquenil
L’ENERGIA
La stanchezza cronica rimane percepita, ma con sfumature meno marcate rispetto al passato.
INFEZIONI UROGENITALI
Non più presenti pruriti o disturbi locali; “NO, nessuno”
Attività MOTORIA
Camminate non costanti ma presenti, con (il fantastico) esercizio dello squat quasi quotidiano
LA RIFLESSIONE conclusiva ?
Il punto centrale di questo caso non è ciò che manca, ma ciò che è cambiato.
In poche settimane Lucia ha migliorato intestino, sonno, reflusso, extrasistole, afte, herpes, evacuazione, gonfiore, stabilità emotiva e regolarità nel movimento.
Eppure la sua attenzione rimane ancorata a un unico elemento: il peso.
È una trappola molto comune.
Quando non si è ancora compreso come funziona il proprio corpo, ci si lega all’unico parametro immediato e “visibile”: la bilancia.
Esiste un credo molto diffuso, quasi culturale: se il peso non scende, deve esserci qualcosa di misterioso all’origine. Forse la onnipresente "questione genetica”, il “metabolismo lento”, l’“età”.
Quasi mai si considera ciò che è davvero fondamentale:
il calo ponderale avviene quando si crea un deficit calorico, quasi, indipendentemente dalla tipologia esatta degli alimenti.
Si introduce meno energia, si aumenta il dispendio calorico, e l'organismo trae dal tessuto adiposo la propria fonte energetica, un meccanismo formidabile che avviene con ancor maggior vigore se si riduce lo stato infiammatorio sistemico; per far ciò è INELUDIBILE la funzionalità del Sistema Intestinale.
È una logica semplice, ma Lucia non l’ha ancora interiorizzata.
Al controllo (dopo 6 settimane) mi chiede:
“mi hanno detto che non posso mangiare così diverso da tutti gli altri per sempre”. Un’affermazione che mette in luce la presenza, nella sua vita, di cattivi consiglieri che la stanno, purtroppo, inducendo a ritornare alle sue vecchie abitudini alimentari, ignorando ( o fingendo di non sapere) che quelle stesse abitudini erano state il principale fattore che avevano condotto questa donna verso una sempre maggiore conclamazione della malattia
E aggiunge:
“Dovrò mangiare così per tutta la vita?”
Una domanda che rivela quanto la consapevolezza del valore del cibo non sia ancora maturata, nonostante i risultati siano evidenti e oggettivi su ogni fronte, Lucia non ha ancora compreso che la fisiologia non è una parentesi da chiudere, ma un investimento da coltivare.
E quando un corpo torna finalmente a funzionare, non si dovrebbero rimpiangere le vecchie e disfunzionali abitudini, ma al contrario consolidare, senza timori, il percorso virtuoso che si è appena iniziato.
Spero e mi auguro, che il mio invito a proseguire sul solco tracciato, possa essere raccolto perché diversamente è giusto, e doveroso, far ricorso nuovamente alla medicina farmaco-prescrittiva, una modalità fallace ma indispensabile per coloro che non vogliono davvero CAMBIARE.
Al prossimo caso