10/01/2026
Grazie a chi c'era ieri sera al primo appuntamento di un ciclo di incontri ispirati alle indicazioni contenute nelle agende create da Carla Casazza.
Ci vediamo a febbraio e intanto continuiamo a riflettere e a crescere interiormente nella direzione della nostra realizzazione.
Ieri sera abbiamo parlato di desideri e di darci il permesso di desiderare quello che davvero sentiamo più coerente con il nostro essere.
Abbiamo parlato di direzione da darci, di meta che vogliamo raggiungere e soprattutto dell'importanza del percorso. Quando riusciamo a essere presenti ci possiamo godere pienamente il percorso.
Ed è forse questo il vero senso di ogni realizzazione.😀
Il mio contributo alla serata è stato quello di far vivere un'esperienza di movimento consapevole.
A partire da un movimento esplorativo di un semplice gesto della vita quotidiana, le persone hanno fatto esperienza della possibilità di miglioramento una volta che più parti del corpo partecipano all'esecuzione.
Un'esperienza di movimento consapevole che ha rivelato ad ognuno le proprie potenzialità inespresse.
📌 Ascoltare gli effetti del movimento su noi stessi ci permette di stabilire cosa è meglio per noi e questa esperienza ci consente di scegliere come muoverci e infine saremo in grado di muoverci come vogliamo.
Siamo ancora fortemente influenzati dalla nostra cultura che considera separati il corpo dalla mente.
Eppure, come è emerso dalle riflessioni della serata, dobbiamo essere in grado di integrare mente, cuore e corpo nel cammino di coscienza e realizzazione.
Molte persone, nel loro percorso di crescita, tendono a cercare la verità quasi esclusivamente attraverso lo sforzo intellettuale. Analizzano, studiano, concettualizzano. Si dimenticano di avere un corpo e di avere sentimenti.
Questo non è sbagliato in sé. Il problema nasce quando si vive solo nella testa oppure si ascoltano troppo le sensazioni corporee oppure si è troppo nell'emotività...
Per ognuno, indipendentemente dalla propria "centratura", la sfida evolutiva è sempre la stessa: ritrovare l’equilibrio.
Vivere esclusivamente nella testa è una forma di amputazione dell’essere umano.
Noi non siamo mente, emozione o corpo separatamente: ✔siamo un’unità organica, e la verità può essere vissuta solo quando tutte queste dimensioni partecipano all’esperienza.✔
📌 Questa è l'essenza dell'insegnamento del Metodo Feldenkrais:
non rifugiarsi in un solo centro (fisico/istintivo, emotivo o mentale) ma riconoscere gli squilibri e lavorare per integrarli, portando questo lavoro nella vita quotidiana.
▪️Non si tratta di diventare più intelligenti, più “bravi” o più spirituali.
▪️Si tratta di diventare più interi.
▪️Si tratta di giocare a fare l'equilibrista, come il bambino dell'immagine che ho scelto per il mio articolo di approfondimento (link nei commenti)👇