03/05/2026
"Paura di stare bene, di scegliere e sbagliare”, cantava una canzone.
Sembra un paradosso: in fondo, tutti desideriamo stare bene. Eppure quel benessere difficilmente arriva come per magia, come una stella cadente che possiamo raccogliere restando fermi.
Stare bene è una scelta. E scegliere significa esporsi, implica una spinta in avanti, spesso fino al punto in cui sembra di perdere l’equilibrio, di poter cadere.
In quella spinta c’è anche una rinuncia: lasciare la posizione che conosciamo. È una posizione comoda, familiare, controllabile. Anche quando ci immobilizza, intrappolandoci in pensieri che si ripetono, finiamo per preferirla all’ignoto.
Per questo il benessere porta con sé una ferita profonda: abbandonare una strada nota per una mai percorsa, che può sorprenderci ma anche metterci in pericolo, farci persino precipitare.
E allora sì, la paura di stare bene diventa qualcosa di concreto: non è paura della felicità in sé, ma del processo che conduce ad essa.
Così, la paura di stare bene diventa una soglia da attraversare. Solo così il benessere smette di essere un’immagine ideale, qualcosa di impalpabile, e diventa una possibilità reale: non una magia da attendere, ma qualcosa che si costruisce.
✨️