15/07/2025
Sono le 8:45 di una domenica mattina di luglio, fa giá caldo e io sto per iniziare un lungo viaggio per tornare a casa dopo una partenza non prevista.
Entro in una pasticceria, ci sta un buon caffé leccese prima di partire.
Prima di me é entrata una coppia, avranno la mia etá, lui sorride, contento, lei é seria e pensierosa.
Hanno ordinato al banco e ora si accomodano ad un tavolino all'esterno in attesa della colazione.
Io ordino il mio caffè, ho poco tempo, lo bevo in piedi.
Il cameriere chiede al collega cosa deve servire alla coppia e lui risponde "una brioches, un cappuccino e una birra".
Silenzio.
"Puoi ripetere?"
"una brioches, un cappuccino e una birra"
Prepara il vassoio ed esce per servire i due clienti.
Poco dopo esco anch'io.
Lei consuma la sua colazione, con lo sguardo basso.
Lui, col sorriso felice di un bambino in pasticceria, si appresta a bere la sua birra.
La prima della giornata probabilmente.
Lei avrà sentito il sapore di quella colazione? L'avrà consumata per nutrirsi o l'avrà "usata" per non sentire il vuoto, il dolore, la tristezza, la solitudine... Sará stata fame o fame emotiva?
Quante donne, madri, figlie e compagne, che vivono accanto a qualcuno che spesso nemmeno riconosce la propria dipendenza, incontro nella mia pratica clinica.
A quante vorrei dire parliamone.
iction