12/02/2026
Abbiamo la tendenza a imparare.
Ad apprendere dal passato, “é sempre andata così, non cambierà nulla” . Ci creiamo un’interpretazione dei fatti. Una narrazione. Semplice e cognitivamente facile da ricordare.
E ci adattiamo ad essa.
Nelle questioni generali e nelle questioni personali. Rimaniamo di fatto con il nostro cervello abituato più a una piccola tribù rispetto a un contesto ampio.
Così un dolore fa parte di noi, “non posso correre, ho la cartilagine rotta”. Punto. Narrazione semplice e facile.
Tendiamo a perdere la visione sul lungo periodo e preferiamo quella sul breve. Sedentarietà, cibi pronti e comodità quotidiane. Le nostre azioni personali si ripercuotono sulle nostre azioni sociali. E viceversa.
Se avessimo una visione più sul lungo periodo sarebbe diverso. Forse più difficile, ma forse anche più appassionata.
L’evoluzione, l’apprendimento, la riabilitazione, i miglioramenti tecnologici, tutto quello che è un sistema complesso non procede linearmente. Procede a balzi, a volte verso il basso a volte verso l’alto. Ma sul lungo periodo e con il giusto sforzo, tutto è in progressione.