Fisiopolis Fkt

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L'età media della popolazione è in costante aumento. Tra le più frequenti condizioni patologiche connesse ai processi de...
10/12/2023

L'età media della popolazione è in costante aumento. Tra le più frequenti condizioni patologiche connesse ai processi dell’invecchiamento ci sono i processi degenerativi a carico delle ossa (come l’OSTEOPOROSI) e delle articolazioni (come l’ARTROSI).
L’artrosi colpisce 12 milioni di italiani (24% donne e 16% uomini) e ,soprattutto dopo i 60 anni, sono le donne ad essere le più colpite.

Le zone più colpite dall’artrosi sono la colonna vertebrale e, scendendo, ginocchia, anche, mani e piedi: le ossa che compongono l'articolazione sono dotate di capo articolare con superficie articolare che si appoggia a quella del relativo osso componente l'articolazione lasciando, tra i due, uno spazio interosseo (SPAZIO ARTICOLARE) dove è situata la zona cartilaginea, l’artrosi riduce la cartilagine portando a contatto i due capi ossei che, sfregando tra loro, si usurano.

Il Nostro Studio si avvale della rivoluzionaria tecnologia di Limfa Therapy. Questa innovativa metodica terapeutica permette di agire riducendo il dolore in maniera efficace in poche sedute, come dimostrato da recenti studi scientifici.
Vieni presso il nostro Studio per saperne di più.

10/12/2023

Capire lo stato di benessere delle nostre ossa ed in particolare di quelle che ci permettono la
deambulazione e il rimanere eretti rappresenta una delle primarie forme di cura della propria
persona per un’anzianità autosufficiente e quindi più serena.
Passati i sessant’anni, vi è un’accelerazione del processo di assottigliamento e la struttura delle ossa tende ad “alleggerirsi” diventando sempre meno compatta e robusta. Qualora tale “alleggerimento” avvenga entro certi limiti, si parlerà di Osteopenia, mentre se questi vengono superati, si entrerà in una situazione di malattia meglio conosciuta come Osteoporosi.
Tale patologia coinvolge, a livello di popolazione italiana, una donna su tre ed un uomo su cinque ed è molto spesso silente, finché non si arriva alla frattura del polso, oppure di una o più vertebre, del femore o dell’anca.
Risulta quindi fondamentale un controllo periodico dello stato di salute delle ossa soprattutto dopo i 60 anni o con l’entrata in menopausa.

12/04/2023

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12/04/2023

PROTUSIONE ?

La protrusione è una fase intermedia del processo degenerativo dei dischi intervertebrali.

Nella fase di protrusione il disco intervertebrale viene compresso dalle vertebre che lo delimitano fuoriuscendo leggermente dalla sua sede.

Questa fuoriuscita può avvenire in diverse zone e può andare a disturbare i legamenti posteriori o i forami di passaggio dei nervi determinando una serie di fastidi.

La diagnosi può essere fatta da un fisioterapista con test di valutazione e attraverso la visione di una risonanza magnetica. La risonanza è l'esame di elezione che consente di evidenziare in modo semplice la presenza di un lieve schiacciamento del disco.

Le protrusioni sono alterazioni strutturali che in molti hanno, ma non sempre portano a fastidi.

I sintomi dipendono molto da cosa la protrusione va a comprimere.

Questi possono anche apparire all'improvviso senza segnali precedenti in quanto scatenati da un carico o un movimento improvviso e sbagliato che può generare una reazione infiammatoria nell'area della protrusione.

Se si scatena la fase acuta, la persona presenterà dolore locale o a fascia sul tratto della protrusione; fastidi e picchi di dolore in certe posizioni o in alcuni movimenti; inoltre se la stessa protrusione comprime un nervo, può causare sintomi nevralgici come sciatalgia o cervicobrachialgia.

La persona può riscontrare anche rigidità nei movimenti e una alterazione della postura. Questa avviene perché il corpo per difesa genera delle contrazioni muscolari importanti che alterano l'assetto posturale.

Le cause della protrusione discale
Come prima accennato, l'apparizione della protrusione può essere legata a:

sforzi eccessivi ed errati
posture errate mantenute a lungo
scoliosi
verticalizzazioni vertebrali
traumi.


Che differenza c'è tra un'ernia e una protrusione?

I sintomi e le cause della proptrusione discale a volte possono coincidere ed essere facilmente confusi con quelli dell'ernia del disco.

Il trattamento:
come si cura la protrusione discale
I segni ed i sintomi legati alla protrusione sono tutti reversibili, ma quale percorso è meglio seguire?

Spesso, in primis, se la fase acuta è molto intensa, si fa ricorso ad antinfiammatori e miorilassanti anche tramite punture per migliorare nel breve tempo il dolore.

Per ridurre ulteriormente i sintomi e le tensioni si interviene con terapie fisiche e manuali come:

tecarteriapia,
laserterapia
ipertermia,
massoterapia,
esercizi posturali e di allungamento.
Passata la fase acuta si può effettuare una valutazione osteopatica per eliminare i compensi che il fisico ha generato ed iniziare un percorso di tonificazione dei muscoli:

Hai una protrusione discale e non sai a chi rivolgerti?
Per un consulto professionale puoi telefonare al
349 7825595
030 380539

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19/03/2023

Se correre origina dolore alle anche

A molte persone capita spesso di avvertire una sensazione dolorosa alle anche durante la corsa. Il problema in questi casi è spesso originato dalla trocanterite, è un'infiammazione dell'anca che interessa la borsa sierosa del grande trocantere (ovvero la sporgenza ossea del femore su cui si inseriscono i tendini dei muscoli necessari al movimento dell'anca e della coscia).

Una diagnosi accurata la si ottiene sottoponendosi ad esami specifici suggeriti dal proprio specialista ortopedico ma, quando il dolore laterale persiste, è possibile sottoporsi ad un autotest semplice e affidabile.

Si tratta del test dei 30 secondi su una gamba sola. Una volta in piedi si solleva la gamba del lato non dolente e si cerca di restare in equilibrio per almeno 30 secondi. Se in questo lasso di tempo aumenta il dolore, allora, è possibile essere in presenza di una situazione infamatoria che interessa i tendini laterali del trocantere.

In questi casi, oltre al ricorso al ghiaccio e ad un’eventuale cura farmacologia, è bene intraprendere un percorso fisioterapico per rinforzare la muscolatura, gestire meglio i carichi e limitare la compressione sul trocantere.

E’ nota la forte interazione esistente tra i Campi Magnetici e l’organismo umano, ma solo alcune frequenze possono avere...
08/09/2022

E’ nota la forte interazione esistente tra i Campi Magnetici e l’organismo umano, ma solo alcune frequenze possono avere un’applicazione e un’efficacia terapeutica.

L'efficacia del sistema Limfa si basa sulla trasmissione di informazioni dal dispositivo alle cellule lesionate e sofferenti tramite una sequenza opportunamente combinata di debolissimi campi elettromagnetici.

Tali sollecitazioni (diverse per ogni patologia seguendo lo schema predefinito dalle sequenze LIMFA Therapy,) affiancano, rafforzandole, quelle biologicamente attive che naturalmente ripristinano la normale funzionalità delle cellule, stimolandone l'autoguarigione e l'autorigenerazione in tempi accelerati.

Grazie alla possibilità di scegliere tra diversi programmi, il dispositivo offre benefici diversificati e mirati.

Per ottenere il massimo risultato il segnale deve arrivare alle cellule senza rumore elettromagnetico ed è per questo che abbiamo sviluppato un computer elettromedicale in grado di emettere segnali digitali privi al 99% di rumore elettromagnetico. Questo ha portato il dispositivo LIMFA ad un'efficacia terapeutica mai raggiunta in precedenza in riabilitazione.

Limfa Therapy è veloce, indolore, sicura, efficace, vantaggiosa e certificata !

Scopri di più presso il nostro Centro !

08/09/2022
La Sindrome Fibromialgica: Questa sconosciuta.Prendetevi qualche minuto per vedere questo video.Nel nostro centro presti...
12/04/2022

La Sindrome Fibromialgica: Questa sconosciuta.

Prendetevi qualche minuto per vedere questo video.

Nel nostro centro prestiamo particolare attenzione anche a questa invalidante problematica con un percorso studiato grazie alla nostra preparazione in merito e con il nuovo e rivoluzionario sistema LIMFA THERAPY, un elettromedicale basato sulla Biorisonanza Magnetica che migliora la condizione dei pazienti in più del 70% dei casi.

Il sistema LIMFA THERAPY è presente a Brescia solo presso il nostro studio.

Una rivoluzionaria terapia studiata e testata nelle Università e negli Ospedali che ora è disponibile per tutti.

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https://youtu.be/KLF3qFUzcQQ

Fisiopolis FKT è il centro specializzato nella cura e nel trattamento della Fibromialgia a Brescia.

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06/04/2022

Frutto della ricerca italiana LIMFA© Therapy è una
tecnologia che, grazie all' esclusivo e brevettato
meccanismo di invio di pacchetti informazionali alle
cellule, è in grado di accelerare la guarigione e la
rigenerazione cellulare con risultati concreti e con un
indice di efficacia mai raggiunto in precedenza.
Priva di effetti collaterali, LIMFA Therapy agisce
automaticamente, in profondità e in qualsiasi
situazione fisica o fase del decorso patologico/
chirurgico, rappresentando una straordinaria
innovazione nell'ambito del recupero fisico e della
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10/03/2022

L’Artrite Reumatoide (AR) è un’artrite infiammatoria cronica erosiva che colpisce le articolazioni diartrodali provocando sinovite ed erosioni ossee che conducono a progressive deformità articolari. L’AR causa dolore, ridotta mobilità articolare e disabilità ingravescenti nelle attività giornaliere e lavorative, difficoltà nelle relazioni interpersonali e, in ultimo, causa importanti alterazioni della qualità di vita e costi sociali.

Come negli ultimi decenni è invalso l’uso di trattare l’AR sin dalle fasi più precoci in modo aggressivo, utilizzando farmaci “di fondo” e loro combinazioni, così dovrebbe esser fatto per la riabilitazione. Questa non dev’essere considerata come un ultimo tentativo terapeutico, ma come un presidio da introdurre e programmare sin dall’esordio della malattia e da differenziare a seconda delle fasi e dell’attività dell’AR e dei distretti maggiormente colpiti, allo scopo di prevenire e limitare la disabilità distrettuale e globale e migliorare quindi la qualità di vita del soggetto.

Benché l’approccio terapeutico principale rimanga quello farmacologico, la gestione del paziente con AR dev’essere multidisciplinare e includere anche trattamenti non-farmacologici, quali educazione al paziente, esercizio fisico regolare e riabilitazione individuale o di gruppo.
L’AR è una malattia sistemica in cui sono interessate numerose articolazioni ed è colpito l’apparato muscolo-scheletrico nel suo complesso.

Infatti, l’ipotrofia e l’ipostenia muscolare sono frequenti e legate alla terapia steroidea, oltre che al coinvolgimento diretto dei processi di malattia. Queste, insieme agli atteggiamenti antalgici messi in atto per evitare il dolore, possono causare danni secondari dovuti ai cambiamenti posturali e gestuali sviluppati per compensare la disabilità iniziale, che talora possono essere più gravi del danno iniziale. Si può dunque instaurare un circolo vizioso che porta al peggioramento dell’attività fisica e al decondizionamento.

Per interrompere il circolo vizioso è fondamentale un approccio riabilitativo globale al paziente con AR tramite tecniche riabilitative che riducano l’evolutività dell’interessamento articolare complessivo e mantengano un fitness adeguato.

Secondo «Cochrane Review» e trial controllati e randomizzati, esercizi globali di training aerobico combinati con gli esercizi globali di rinforzo muscolare nei pazienti con AR sono sicuri e raccomandati, migliorano la forza e la funzione fisica e non hanno effetti sull’attività di malattia.

Esercizi globali in palestra. Per “esercizio fisico” s’intende un’attività fisica pianificata, strutturata, ripetitiva e che determina il miglioramento o il mantenimento di uno o più aspetti della forma fisica.

Molteplici studi hanno rilevato miglioramenti della capacità aerobica, della forza muscolare, della mobilità articolare e delle attività di vita quotidiana in pazienti con AR sottoposti a un programma di esercizio fisico dinamico, senza che vi fossero incrementi dell’attività di malattia e della sua progressione radiologica.

Anche negli studi che hanno valutato l’efficacia degli esercizi di potenziamento (sia isotonici che isocinetici) in corso di AR si sono osservati miglioramenti significativi in molti aspetti della malattia, nella qualità di vita e nel sonno, senza peggioramento dell’attività di malattia.

Di recente, nei pazienti con AR è stata dimostrata un’azione sinergica tra esercizio fisico e terapia con farmaci biologici su disabilità, affaticabilità e attività di malattia.

Le linee guida già rammentate concludono che:

- nell’AR gli esercizi in palestra, anche a elevata intensità e per tempi prolungati, soprattutto nelle fasi precoci di malattia producono benefici senza aumentare il danno radiografico e riacutizzare la malattia. Possono essere continuati in fase attiva. Nell’utilizzo degli esercizi dinamici è comunque sempre consigliata cautela;
- gli esercizi aerobici a moderata o alta intensità sono raccomandati come pratica di routine nei pazienti con AR stabile (e risultano utili pure per eventuali comorbilità, come ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, obesità);
- nell’AR attiva e nell’AR con grave compromissione articolare sono raccomandati esercizi a bassa intensità;
- gli esercizi globali a bassa intensità rispetto aquelli ad alta intensità danno importante beneficio sul dolore (grado A in trial clinici randomizzati) e recano benefici clinicamente rilevabili su dolore, tumefazione e funzione articolari e forza muscolare.

Tali esercizi, eseguiti anche ad alta intensità e per periodi prolungati, sono consigliati nell’AR in particolare nei primi mesi di malattia. Sembra che apportino benefici senza aumentare il danno radiologico né riacutizzare la malattia, e possono essere mantenuti in fase attiva

Comunque, dato che la loro efficacia e la loro sicurezza devono ancora essere valutate a lungo termine, nell’AR ne è consigliato l’utilizzo con cautela.

Nella riabilitazione dei pazienti con AR, le tecniche di riabilitazione globale possono essere utilizzate in modo differente a seconda della fase di malattia.
FASE ACUTA Metodo Rességuier
FASE POST-ACUTA Idrochinesiterapia
Esercizi in palestra a bassa intensità
FASE STABILE Esercizi in palestra a moderata/alta intensità

Attività fisica. Dato che nell’AR la flogosi persistente può indurre aterosclerosi e malattie cardiovascolari, sarebbe opportuna l’esecuzione di una congrua attività fisica, definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come "ogni movimento corporeo prodotto dall’attività muscolare che determina un dispendio calorico". Le raccomandazioni per prevenire affezioni cardiovascolari nei pazienti con AR sono sovrapponibili a quelle formulate dall’American Heart Association: 30 minuti al giorno di attività fisica moderata per 5 giorni alla settimana o esercizio fisico intenso per 3 volte alla settimana.

Uno studio condotto in Olanda ha rilevato che l’80% dei pazienti con AR svolge attività fisica, prediligendo tra le attività controllate quelle di gruppo e in piscina. Tra le attività individuali erano preferite le passeggiate e la bicicletta.

I pazienti con AR devono essere rassicurati a mantenere uno stile di vita attivo, ma devono essere guidati nella gestione dell’attività fisica secondo la fase di malattia.

Frutto della ricerca italiana LIMFA© Therapy è una tecnologia che, grazie all' esclusivo e brevettato meccanismo di invi...
17/02/2022

Frutto della ricerca italiana LIMFA© Therapy è una tecnologia che, grazie all' esclusivo e brevettato meccanismo di invio di pacchetti informazionali alle cellule, è in grado di accelerare la guarigione e la rigenerazione cellulare con risultati concreti e con un indice di efficacia mai raggiunto in precedenza.

Priva di effetti collaterali, LIMFA Therapy agisce automaticamente, in profondità e in qualsiasi situazione fisica o fase del decorso patologico/chirurgico, rappresentando una straordinaria innovazione nell'ambito del recupero fisico e della riparazione dei tessuti, permettendo di ritornare alla normale funzionalità in tempi sensibilmente ridotti, senza somministrare farmaci o somministrandone in dosi limitate.

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Via Massimo D'Azeglio, 49
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25128

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