22/04/2026
L’Atman, Sole della Conoscenza che si innalza nel cielo del cuore, distrugge l’oscurità dell’ignoranza,
pervade ogni cosa, sostiene ogni cosa, risplende e fa risplendere tutto”.
Ogni anno, nel quinto giorno lunare del mese di Vaishakha, si celebra la nascita di Adi Shankaracharya, il giovane saggio che a soli sedici anni intraprese uno dei viaggi più straordinari della storia spirituale: la Digvijaya Yatra, una conquista interamente filosofica, combattuta con la sola forza della comprensione.
A piedi, scalzo, attraversò fiumi, catene montuose, deserti e foreste, percorrendo l’intera India dal Kerala al Kashmir, da Puri a Dwarka. In ogni luogo si fermava a dibattere con gli eruditi più eminenti del suo tempo, risvegliando la coscienza dharmica ovunque passasse. Coloro che lo ascoltavano non potevano che arrendersi alla chiarezza luminosa della sua comprensione.
Con una visione strategica e profondamente spirituale, fondò quattro Matha, ovvero centri monastici, nei quattro punti cardinali dell’India: Sringeri a sud, Dwaraka a ovest, Puri a est e Jyotir Math a nord. A ciascuno assegnò una sezione dei Veda, un Mahavakya o Grande Sentenza, una divinità tutelare e un discepolo principale come primo Acharya. Questa struttura è ancora viva e attiva oggi, più di 1200 anni dopo, in una successione spirituale ininterrotta.
Tra le sue numerose opere, l’Atma Bodha — la Conoscenza del Sé — condensa in 68 versi l’intero edificio del suo pensiero. Scritto come guida per coloro che, dopo aver purificato il cuore, cercano la liberazione, insegna che il Sé appare limitato solo a causa dell’ignoranza, e che quando questa si dissolve, il Sé si rivela da sé, come il sole quando le nuvole si diradano.
Jagadguru Adi Shankaraya Ki Jay
Om Namah Shivaya!
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