10/04/2026
SE CONDIVIDIAMO I TORTELLONI ALLORA MI AMA
Domenica ero a pranzo col mio compagno sui colli.
Mentre aspettavamo da mangiare, guardavo le coppie ai tavoli vicini.
Sì, deformazione professionale.
Ma a dirla tutta, mi è sempre piaciuto osservare le persone: basta un pranzo, una faccia, una risposta detta al volo, e capisci già un sacco di cose.
A un tavolo c’era una donna che insisteva perché il compagno prendesse quello che voleva lei.
Non perché avesse davvero voglia di quel piatto.
Perché non voleva mangiarlo da sola.
Glielo ripeteva in tutti i modi.
Dai, prendiamo quello.
Lo dividiamo.
Così assaggi anche tu.
Lui all’inizio ha risposto una cosa molto semplice:
“Prendi quello che vuoi, al limite resta.”
E lì si è vista tutta la sua delusione.
Non per il piatto.
Per quello che quella risposta le stava facendo sentire dentro.
Alla fine lui ha ceduto.
E hanno preso un primo in due.
Al tavolo accanto invece era tutto già rodato.
Un antipasto diviso.
Due primi condivisi.
Nessuna tensione.
Nessuna faccia storta.
Solo una scena tranquilla, di quelle che guardi e dici: “ecco, loro si capiscono”.
Ma il punto non sono i tortelloni.
Il punto è: che cosa ci leggi tu dentro quel gesto?
Perché a volte non stai chiedendo solo di dividere un piatto.
Stai chiedendo altro.
Stai chiedendo:
“Fammi sentire che siamo uniti.”
“Fammi sentire che sei con me.”
“Fammi sentire che nelle piccole cose ci sei.”
E quando lui accetta, è facile che dentro ti partano pensieri tipo:
“Allora ci tiene.”
“Allora siamo affiatati.”
“Allora mi viene incontro.”
“Allora tra noi c’è complicità.”
Quando invece non succede, il film parte subito.
“Vedi? Anche per una cosa così piccola non ci troviamo.”
“Possibile che non capisca?”
“Basterebbe poco per sentirci più vicini.”
“Mi sento sola pure qui, seduta a tavola con lui.”
Ed è lì che una cosa minuscola diventa enorme.
Non stai più parlando del pranzo.
Stai parlando di quanto ti senti vista, considerata, importante.
Il problema è che, se non te ne accorgi, inizi a usare le piccole cose come prova.
Se divide il piatto, allora va bene.
Se non lo divide, allora qualcosa manca.
Ma una relazione non si misura dai tortelloni divisi.
Si misura da quello che succede tra voi quando hai un bisogno, e invece di farlo pesare riesci a dirlo semplice.
Perché a volte non hai fame di condivisione.
Hai fame di vicinanza.
E sono due cose molto diverse.
Ti è mai capitato di prendertela per una cosa piccola, e poi accorgerti che sotto c’era molto di più?
Simona