21/05/2026
HO STUPITO ME STESSA (E IL MIO COMPAGNO)
Prima dell’ultimo incontro di un corso che sto facendo mi arriva un vocale:
“Per la pratica prepara fogli e colori… se hai anche gli acquerelli, meglio”.
All’improvviso mi torna in mente una scatola sepolta chissà dove,
dove anni fa avevo messo tutto il “kit della pittrice esperta”:
pennelli, acquerelli, carta.
Comprato in un momento di entusiasmo,
poi lasciato lì perché “non ho tempo”, “non è il momento”.
La cosa bella è che stavolta quella scatola l’ho aperta davvero.
Già solo tirarla fuori è stato come riaprire una parte di me.
Durante la pratica ho iniziato a dipingere.
Niente capolavori,
ma mi sono sorpresa a divertirmi un sacco.
Mi godevo il gesto, l’acqua, il colore.
E, per una volta, non stavo lì a giudicarmi.
A un certo punto mi sono persino detta:
“Ma sai che non sono neanche male?”.
Ho riscoperto un talento che avevo chiuso in una scatola.
Da sola, probabilmente, non avrei mai fatto quel disegno.
Invece, dentro a una guida e a un contesto,
mi sono stupita del risultato.
Quando il mio compagno ha visto il foglio mi ha detto:
“Non pensavo che dipingessi così”.
La verità?
Non lo pensavo nemmeno io.
Capita lo stesso alle donne che seguo nei percorsi:
arrivano convinte di essere “quelle che non sanno”,
“quelle che non sono creative”,
“quelle che ormai sono fatte così”.
Poi, dentro a uno spazio protetto,
tirano fuori pezzi di sé che erano rimasti in fondo all’armadio:
il coraggio di dire una cosa scomoda,
la voglia di scegliere,
la capacità di fare cose che si erano dimenticate.
Forse non è che ti mancano i talenti.
È che li hai chiusi in una scatola
sotto una pila di “devo” e “non adesso”.
E tu, oggi:
qual è la cosa che non fai da così tanto tempo
che quasi ti sei dimenticata di essere capace?
Simona🎨