17/01/2026
17 𝑮𝒆𝒏𝒏𝒂𝒊𝒐 - 𝑰𝒍 𝒇𝒂𝒍𝒐̀ 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏𝒕'𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒐
La mente che attraverso l'amore diviene una sola realtà don Dio,
è una benedizione invisibile per tutti gli esseri.
Il falò di Sant’Antonio si lega a usanze antiche, in cui alla storia si unisce la fantasia popolare, ma anche a questo periodo dell’anno che vede riti e fuochi propiziatori atti ad allontanare l’inverno che rappresentava la paura, il buio e il gelo.
La primavera, il sole, si associavano alla ripresa e alla vita e il fuoco lo rappresentava.
L’usanza dei falò ha origini antichissime, già in epoca precristiana si accendevano i fuochi allo scopo di richiamare il sole e la sua luce. Sant’Antonio protegge tutti coloro che lavorano col fuoco e gli animali domestici, è patrono di panettieri e dei pizzaioli, salumieri, macellai, contadini e allevatori. Lo si invoca per trovare uno sposo o una sposa, ritrovare le cose perdute e chiedere la grazia di un figlio.
I biglietti nel fuoco con scritti i propri desideri, racchiudono un po’ di magia e si ricollegano alle richieste e ai significati attribuiti dagli antichi in epoca precristiana: si ritiene che il fuoco abbia il potere tanto di distruggere quanto di attivare, con il falò la richiesta si carica dell’energia del fuoco e giunge fino al cielo, alla dimensione dell’invisibile. Un pezzetto del tizzone del falò veniva invece raccolto e conservato come un amuleto contro i fulmini e gli incendi, alla cenere si attribuiva il potere di allontanare le persone sgradite e gli eventi fastidiosi.