13/01/2016
Terapia tumorale globale con funghi terapeutici
Nonostante gli intensi sforzi della medicina tradizionale per bloccare malattie tumorali, tramite interventi chirurgici, radio, chemio-terapie, trattamenti ormonali, etc., la percentuale di sopravvivenza delle persone colpite negli ultimi 30 anni, non ha ottenuto risultati rilevanti fatta eccezione nelle malattie di origine emolinfoproliferativa (linfomi e leucemie).
Al giorno d’oggi in Germania 3,3 milioni di persone hanno o hanno avuto una malattia neoplastica.
Attualmente le malattie neoplastiche sono tra le principali cause di morte in Europa e negli Stati Uniti.
Come mai nonostante gli innumerevoli sforzi della medicina convenzionale, questa malattia sembra non poter essere bloccata?
Cosa favorisce la formazione di una forma tumorale?
Molti fattori influiscono sullo sviluppo di questa patologia, e non sempre sono presi seriamente in considerazione;
tra questi vi sono:
- Gli effetti da sostanze tossiche presenti nell’ambiente
- Gli additivi contenuti negli alimenti e nella cosmetica
- Il sovraccarico degli organi emuntori
- lo squilibrio delle funzioni immunitarie
- Lo stress quotidiano
- Conflitti psichici, spesso inconsci
Le conseguenze dell’inquinamento ambientale, l’utilizzo di pesticidi così come di additivi nell’industria alimentare e cosmetica, non devono essere sottovalutate.
Il problema, infatti, sta nella quotidiana, anche se solo in piccole quantità, assunzione di sostanze nocive attraverso
l’alimentazione, la cosmetica, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo; tali sostanze, col tempo sovraccaricano i nostri organi emuntori: fegato, stomaco e intestino, reni, sistema linfatico e polmoni.
Questo crea nel nostro corpo un ambiente favorevole allo sviluppo di una forma tumorale in grado di progredire grazie anche al derivante squilibrio del sistema immunitario che non riconosce e distrugge in tempo le cellule cancerogene.
Non solo inizialmente bensì anche durante la malattia, le tossine svolgono un ruolo fondamentale.
La malattia stessa così come i trattamenti di radio o
chemioterapia determinano la formazione di sostanze tossiche che affaticano gli organi adibiti ai processi di detossificazione, in particolare fegato e reni, con peggioramento della funzionalità e
ristagno delle tossine.
Il tutto va ad alterare il funzionamento del sistema immunitario.
Contro questo surplus di scorie e tossine il nostro organismo
reagisce con un esaurimento psico-fisico che influisce
negativamente sullo stato di salute generale.
Se la capacità rigenerativa psico-fisica è limitata e l’organismo non
è più in grado di adattarsi a situazioni stressanti, si creano le condizioni predisponenti allo sviluppo di patologie croniche, che a loro volta contribuiscono al mantenimento dello squilibrio
immunologico.
Fattori negativi come stress, infiammazioni croniche, allergie e tumori determinano uno spostamento dell’attività del sistema immunitario verso la risposta umorale (produzione di anticorpi e stimolo infiammatorio).
La risposta umorale (definita TH1) e quella cellulo-mediata (TH2) sono mutuamente inibenti, e in condizioni di equilibrio
dovrebbero lavorare 12 ore l’uno e 12 ore l’altro.
Se permane lo stimolo per una risposta TH2, la risposta TH1 viene automaticamente inibita per cui l’organismo perde la capacità di difendersi da virus e cellule tumorali.
Il ripristino di un equilibrio tra risposta immunitaria umorale e cellulo-mediata è quindi assolutamente necessario per consentire all’organismo di poter funzionare sia contro i microrganismi che contro le cellule tumorali.
La diagnosi “tumore” rappresenta un forte peso psicologico per le persone colpite da questa patologia, infatti anche conflitti
emozionali possono creare le condizioni predisponenti per uno
sviluppo di malattia.
In alcuni casi i pazienti colpiti da questa patologia hanno la tendenza a mettere le proprie esigenze in secondo piano per il bene della società, reprimendo le loro visioni, idee e stili di vita.
Il corpo cerca di compensare a questo comportamento, e la cellula diventa “egoista” e dà origine alla patologia distruggendo
l’organismo e alla fine se stessa.
L’accettazione di sé e la capacità di lasciare spazio ad esigenze e
interessi personali, permetterebbe di prevenire tali situazioni.
Nel momento in cui si accetta amorevolmente questa
impostazione di vita, si è anche nelle condizioni di aiutare
altre persone e di dare il proprio contributo alla società
accettando inoltre di perdonare il prossimo, anche se a volte è
molto difficile. Pensieri negativi si ritorcono sempre contro come
energia negativa, e tramite sintomi fisici e malattie viene
evidenziato quello che noi nella vita non abbiamo osato vivere di persona.
Solo con questo equilibrio una persona può guarire o mantenersi
sana.
Cosa necessita il nostro organismo per guarire?
Visto che da una parte c’è un tumore e dall’altra parte c’è un organismo che ha permesso o addirittura causato questa malattia, è necessario scegliere una terapia globale.
Ciò significa che a seconda dell’età del paziente, del tipo e della progressione di malattia, è necessario che vi sia un preciso trattamento tradizionale (chirurgia, chemioterapia, radioterapia) supportato da terapie che permettano da una parte di contrastare gli eventuali effetti collaterali, e dall’altra di lavorare sulle cause.
Le classiche domande psico-emozionali che si pongono i malati di queste patologie sono imperniate sui motivi, sulle cause (perché proprio io, proprio ora, proprio quell’organo), e sulla nuova realtà quotidiana che modifica le abitudini, lo stile e la qualità della vita fino al punto da chiedersi se ha ancora senso vivere e per quale motivo.
Questi quesiti ci possono aiutare ad individuare azioni, pensieri e sogni che abbiamo soppresso dalla nostra mente e che messi in atto sono la chiave per cambiamenti radicali della vita ed anche per aprire la strada alla guarigione.
L. Hirneise analizzando storie di pazienti sopravissuti ad un tumore in fase terminale aveva notato che essi avevano in comune quanto segue: quasi il 100% hanno modificato radicalmente la loro vita, cambiando lavoro, la residenza, liberandosi dalle false amicizie o riappacificandosi con le persone con cui avevano litigato, frequentando corsi di Yoga, respirazione, Qi Gong o meditazione, e migliorando conseguentemente il loro stato psico-fisico.
L’80% delle persone guarite hanno corretto le loro abitudini alimentari e il 60% si sono sottoposti ad una intensiva cura di detossificazione, ripristinando un equilibrio del sistemaimmunitario fondamentale per ogni processo di guarigione.
Un eccellente supporto per una terapia globale è l’assunzione di
funghi terapeutici grazie alle loro straordinarie capacità di
detossificazione e di immunomodulazione.
Funghi terapeutici come adattogeni
Le sostanze adattogene effettuano un ottimo lavoro nel ripristino dell’equilibrio immunologico.
Il termine “sostanza adattogena” è stato concepito dal medico
russo N.V. Lazarev, intendendo tutte quelle sostanze che
provvedono al sostentamento e mantenimento di un buon stato di salute e resistenza fisica, anche in situazioni di stress psico-fisico fino nella vecchiaia.
Nella sua definizione, un adattogeno deve avere le seguenti
caratteristiche:
− Non deve dare all’organismo alcuno stress organico
Supplementare
− Deve consentire un migliore adattamento organico
all’inquinamento ambientale (attraverso l’assunzione di funghi terapeutici, il sistema nervoso, endocrino ed immunitario da cui partono principalmente i meccanismi di adattamento, vengono supportati nella loro funzione)
− Devono esercitare un lavoro aspecifico sull’organismo
− Devono avere un effetto di immunomodulazione, per prevenire sia una ridotta che un’eccessiva reazione del sistema immunitario
Questa azione adattogena è stata dimostrata sul fungo Maitake: in condizioni di polarizzazione TH2, l’assunzione di Maitake ripristina l’equilibrio spostandolo verso TH1. L’azione adattogena avviene grazie alla presenza di polisaccaridi immunomodulanti in esso
contenuti.
Questo porta alla conclusione che anche altri funghi siano in grado di ripristinare l’equilibrio tra cellule TH1 e TH2, grazie al notevole contenuto di polisaccaridi, che svolgono questa modulazione in sinergia con tutte le altre sostanze bioattive contenute dal fungo nella forma naturale.
I Beta- Glucani sono polisaccaridi a catena lunga, contenuti in concentrazioni variabili in tutti i funghi che, a seconda del tipo, si presentano in varie strutture chimiche, con efficacia sul sistema
immunitario che aumenta a seconda della complessità della
struttura, che varia quindi anche a seconda del fungo.
Ai polisaccaridi isolati dai diversi funghi sono stati dati nomi specifici, ad es. lo Shiitake contiene Lentinan, il
Coriolus Krestin (PSK) e il Maitake Grifolan e la Frazione D.
I Beta-Glucani agiscono a vari livelli sia direttamente che
indirettamente sul sistema immunitario:
attivazione dei monociti/macrofagi, produzione di specifiche
citochine, proliferazione e attivazione delle cellule NK,
stimolazione di linfociti B e T.
L’aumentata produzione di citochine, specifiche a seconda dello
squilibrio in atto, fa partire specifici meccanismi di regolazione.
Tra i funghi contenenti grandi quantità di polisaccaridi
complessi vi è l’Agaricus Blazei Murrill (ABM);
l’ABM, associato a vitamina C che ne facilita
l’assorbimento, viene largamente utilizzato per la
regolazione del sistema immunitario in patologie tumorali.
Tra le azioni dell’ABM vi è quella di stimolare la rigenerazione del
midollo osseo e di conseguenza l’emopoiesi che può essere
pregiudicata da trattamenti radio e chemioterapici, risolvendo
situazioni di anemia e di immunodepressione.
Inoltre con l’aiuto dell’ABM possono essere controllate situazioni di
epatomegalia, caratteristiche di leucemie e linfomi.
Anche il fungo Maitake svolge un’importante azione sul
sistema immunitario in particolar modo quando è colpita la struttura ossea.
Questo fungo ha la capacità di rinforzare il tessuto osseo, caratteristica che lo rende molto utile nei casi di metastasi ossee, ma anche per la prevenzione delle metastasi; nei casi di tumori cerebrali è preferibile l’impiego del Maitake all’ABM.
Le sostanze utilizzate nella chemioterapia non danneggiano solo le cellule tumorali, ma anche i tessuti sani, in particolar modo quelli costituiti da cellule in attiva replicazione, come per esempio la cute, le mucose e il midollo osseo.
Alterazioni dell’emopoiesi (ridotta sintesi di globuli rossi e
bianchi), stanchezza, nausea, vomito, perdita di capelli o danni alla mucose possono essere effetti collaterali di tali terapie.
L’utilizzo dei funghi a scopo terapeutico permettono di tenere
sotto controllo la tossicità di tali terapie salvaguardando e
rinforzando i tessuti sani.
Il fungo Reishi (Ganoderma lucidum)
tonifica e protegge il fegato agevolando l’eliminazione dal nostro organismo delle tossine in eccesso, con
conseguente riduzione dei danni.
Il Reishi insieme all’ABM è molto efficace nel ripristinare una corretta emopoiesi.
Il Reishi supporta l’eritropoiesi, riducendo la sintomatologia legata all’anemia ossia una scarsa ossigenazione
sanguigna e conseguente stanchezza fisica.
Questo fungo viene utilizzato sopratutto nei tumori che colpiscono
il fegato o il tessuto polmonare.
Il fungo Coriolus (Trametes versicolor)
viene invece impiegato prima o durante una radioterapia.
Le conseguenze negative delle radiazioni sull’emopoiesi e sulle
mucose possono essere ridotte anche in fase preventiva (uso
profilattico).
Singoli studi dimostrano l’efficacia del Coriolus a fronte di tumori caratterizzati da componente ormonale come carcinomi mammari e prostatici.
In presenza di metastasi è consigliabile l’impiego del fungo Polyporus umbellatus (Eichhase).
Il sistema linfatico trasporta molto sostanze tossiche dai tessuti organici ai vasi sanguigni per poterle eliminare attraverso fegato e reni ed ha inoltre un ruolo importante nel nostro organismo, tant’è vero che un suo blocco genera un sovraccarico di scorie che vanno ad incidere sul funzionamento del sistema immunitario.
Appunto per questo, nelle malattie tumorali è fondamentale che vi sia una buona funzionalità del sistema linfatico soprattutto in caso di linfoadenectomie che possono condurre a blocchi e edemi.
Nel quadro di una terapia globale, queste situazioni potrebbero essere risolte con l’utilizzo di Polyporus. Spesso, anche il sovraccarico del tratto intestinale può creare dei problemi, perché la mucosa intestinale ha un ruolo rilevante sulla stabilizzazione, regolazione e sviluppo del sistema immunitario:
le placche di Peyer in esso contenute sono importanti per le difese immunitarie, che si diffondono in tutto il corpo attraverso la
circolazione sanguigna.
Per rinforzare la mucosa gastro-intestinale viene utilizzato il fungo Hericium erinaceus così come nei casi di tumori intestinali o all’esofago.
Molti malati tumorali si sentono generalmente molto debilitati. Questa sensazione può essere legata allo stato di salute ma può anche derivare dagli effetti collaterali della chemio-radioterapia che genera quello stato d’animo ansioso e di abbattimento che fa
pensare di non possedere più la forza di superare la malattia.
Questo evidenzia chiaramente come sia importante lo stato mentale della persona colpita da questo male.
Come supporto psico-fisico viene utilizzato il fungo Cordyceps perchè aiuta a migliorare questi stati di paura, depressione, demotivazione e abbattimento.
Accettare questa momentanea situazione
Frequentando eventualmente come supporto, delle sedute
psicoterapeutiche, è un segnale di forza.
Solo un fisico forte ed una mente sana possono aiutare il corpo nel processo di guarigione.
Fondamentale comunque è l’impiego della polvere dell’intero
fungo, perché solo questa ha le proprietà adattogene descritte precedentemente.
Dato che i funghi possono assorbire le sostanze nocive dal terreno, non dovrebbero essere utilizzati quelli raccolti in natura bensì preferibilmente quelli di origine biologica.
La polvere derivata dal solo micelio dovrebbe essere evitata per il contenuto di oltre il 50% di farina perché a questa mancano determinate sostanze presenti solo nelle lamelle del fungo.
L’utilizzo degli estratti, anche se molto pubblicizzati, non è sempre valido, perché effettuano stimolo e non modulazione delle difese
immunitarie, aumentandone in qualche caso lo squilibrio.
Qui di seguito presentiamo alcune indicazioni terapeutiche:
Tumore al seno: prevenire è meglio che curare.
Prestate attenzione al sistema linfatico dove il fungo Polyporus può essere d’aiuto.
Un’altra misura preventiva è il controllo del il livello del colesterolo e in special modo l’HDL che deve essere comunque assolutamente superiore a 60 mg/dl; in caso non lo fosse lo Shiitake può migliorare questo valore.
In presenza di un tumore è da tener presente quali sono le terapie mediche utilizzate, perchè il primo obiettivo è quello di ridurre gli effetti collaterali delle terapie.
Dato che spesso durante una mastectomia vengono asportati i linfonodi, è molto importante l’uso del Polyporus anche perché aiuta il sistema linfatico ad eliminare le sostanze nocive della chemio-terapia.
Per detossificare il fegato che risente molto della tossicità da chemioterapici è appropriata la somministrazione del fungo Reishi.
Durante la radio-terapia dovrebbe invece essere impiegato il Coriolus per la capacità di ridurre gli effetti collaterali delle radiazioni.
Anche nei casi di carcinoma mammario ormono-dipendente si consiglia il Coriolus perchè migliora l’efficacia a lungo tempo del blocco ormonale.
Per la protezione del tumore osseo è molto d’aiuto il Maitake.
Dopo un trattamento con la medicina tradi-zionale, l’ABM è in grado di bilanciare il sistema immunitario onde evitare una possibile recidiva di malattia.
Tumore alla prostata:
anche qui è molto sensato prevenire piuttosto di curare prestando molta attenzione che i valori del colesterolo rientrino nei parametri e, come sempre, che l’HDL sia superiore a 60 mg/dl.
Sembra che i farmaci ipo-colesterolemizzanti possano favorire
questo tipo di malattia.
Un’intensa attività fisica come il ciclismo può aumentare il rischio di tumore alla prostata, e ABM può essere di supporto.
Anche le infiammazioni alla vescica sono responsabili di elevati valori del PSA ma che possono essere regolarizzati con
Auricularia.
Per chi soffrisse di mani, piedi freddi è utile il Cordyceps.
Dopo una diagnosi di neoplasia, si dovrebbe assolutamente far uso prima del Polyporus per migliorare il sistema linfatico poi del Maitake per prevenire metastasi ossee.
Nei casi di tumori derivati da problemi o blocchi ormonali si consiglia l’utilizzo del Coriolus.
Leucemia: qui si differenzia in base ad aumento o diminuzione dei
leucociti.
Se risultassero aumentati è utile lo Shiitake,
se diminuiti la scelta ricade sul Reishi.
In presenza di un splenomegalia è il caso di aggiungere l’ABM.
Se fosse colpito il sistema linfatico, come per esempio nei linfomi, è da aggiungere il Polyporus.
Tumore intestinale:
per la prevenzione si dovrebbe dare la massima attenzione alla digestione.
Con feci indurite sono utili il Reishi e l’Auricularia
mentre per frequenti e prolungate diarree è utile il Maitake.
Una delle regole più importanti per migliorare la digestione consiste in una dieta ricca di fibre e nel masticare il cibo bene e più a lungo. Nei casi di bruciore di stomaco non si dovrebbero
assumere solo pastiglie per sopprimere il sintomo bensì eliminarne la causa (mucosa danneggiata).
In questi casi viene utilizzato l’Hericium.
Dopo un intervento chirurgico si dovrebbe prestare attenzione al sistema linfatico per il quale è indicato il Polyporus.
Il Reishi e l’Hericium sono sempre da consigliare come complemento.
Naturalmente questi esempi pratici non sostituiscono i consigli di un medico curante, ma danno delle indicazioni di base per conoscere meglio i funghi e aiutano anche ad identificare quali sono i più idonei in una determinata situazione.
Autrice: Cathrin Spuck Heilpraktikerin
Fonti bibliografiche:
(1) Lothar Hirneise: “Chemotherapie heilt Krebs und die Erde ist eine
Scheibe”, SENSEI Verlag 2005
(2) Th. Dethlefsen, R. Dahlke: “Krankheit als Weg”, Goldmann, 1990 (3) Christopher