Nam Myoho Fisio Dr. Alberto Tonani

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fisioalbertot Osteoarticolari, neuromuscolari e muscolari.

Il dr. Alberto Tonani effettua Terapia Electro Acuscope Myopulse: Electro Acuscope - Myopulse, cone Terapia Fisica a Domicilio. Si tratta delle più tecnologicamente avanzate apparecchiature elettromedicali, che agiscono per via transcutanea. L'intervento è effettuato per mezzo di microcorrenti (milionesimi di ampere), che attraverso un sofisticato biofeedback, leggono l'impedenza dei tessuti e di conseguenza modificano in completa autonomia i parametri terapeutici elettrici della forma d'onda. Indicazioni terapeutiche: la terapia Acuscope - Myopulse è usata con successo nel trattamento del dolore pre e post operatorio, in trattamenti prolungati del dolore dovuto a patologie croniche e nel trattamento di patologie acute. Vedere sito web www.fisioterapiatonani.com
Fisiokinesiterapia, naturopatia
Attività: Naturopatia, terapia acuscope
Terapie e trattamenti: Fisioterapia

Marchi Trattati: KINESIO TAPING
Contatti:

17/09/2016

Presso lo studio del Fisioterapista Milano Certosa, dottor Alberto Tonani, dopo un accurato studio clinico in cui si valutano le condizioni del paziente, si procede al trattamento manuale, che è strutturato a seconda del danno presentato dal paziente in questione.

17/09/2016

Fine 900 Libreria tre ante Tavolo con ripiano cristallo Sedie in stile, iteramente legno massello, condizioni perfette come

17/09/2016

COS'E' L'ELECTRO - ACUSCOPE
L'Electro-Acuscope è un strumento medico elettronico computerizzato, molto sofisticato, che è stato progettato per eseguire la scansione e il trattamento del dolore, senza ledere la pelle in alcun modo.
Il sistema elettro-Acuscope è l'apparecchiatura per elettroterapia tecnologicamente più avanzato ad oggi disponibile nella sanità.
Come funziona?
L'Electro-Acuscope stabilisce una comunicazione bidirezionale (biofeedback) tra il proprio circuito e l'area del corpo del paziente da trattare. Misura la conducibilità del tessuto, che è generalmente molto bassa in una zona di dolore o lesioni.
Durante il trattamento si irradia una debole corrente con specifiche forme d'onda simile a quelle del sistema elettrico del corpo umano. La forma d'onda aumenta l'attività elettrica del tessuto trattato in modo che le cellule possono iniziare il lavoro di auto-riparazione e guarigione.
Quanto dura il trattamento?
Ogni trattamento dura dai 20 ai 40 minuti a seconda della portata del problema e il numero di trattamenti già effettuati. Il paziente medio di solito richiede tra i 5 ed i 10 trattamenti.
Cosa andrà a contatto con la mia pelle ?
Le sonde o elettrodi vengono generalmente inumidite con un gel conduttivo appositamente formulato, (gel elettrolita) e gli elettrodi vengono poi applicati alla superficie della pelle.
Alcuni pazienti con gonfiore ed estrema sensibilità al tatto possono avvertire un certo disagio dalla pressione delle sonde. La maggior parte dei pazienti, tuttavia, sentono solo una leggera pressione nei punti di contatto.
Alcune piastrine possono essere fissate con nastro adesivo per fornire stimolazione in un'area specifica che necessita di un trattamento prolungato.
In alcune tipologie di trattamento è previsto l''uso di una fascia frontale oppure di clips auricolari.
In qualunque caso il trattamento è generalmente di facile esecuzione ed indolore, il più delle volte anche rilassante.
E' doloroso?
A volte si può sentire un leggero formicolio durante il trattamento vero e proprio. Tuttavia, specialmente nelle patologie più gravi, alcuni pazienti potranno continuare a sentire il dolore delle aree trattate per 24-48 ore dopo il trattamento, con possibile arrossamento occasionale della zona trattata.
I punti auricolari possono causare una sensazione di bruciore transitorio della durata di pochi secondi.
Se ho provato altre forme di terapia con poco o nessun successo, potrà l'Electro-Acuscope aiutarmi?
E' del tutto possibile. La tecnologia è completamente diversa da tutte le altre in commercio. Se non vi è alcun miglioramento entro 3-4 visite, allora non è necessario continuare i trattamenti.
E' possibile trovare sollievo permanente in pochi trattamenti?
Sì. Il trattamento Acuscope è molto differente dagli altri, è molto spesso efficace dove nient'altro è stato d'aiuto prima.
Quando comincerò a sentire i primi risultati?
Di solito dopo il primo trattamento, ma a volte, molto più raramente, dopo tre o quattro trattamenti si comincia a vedere cambiamenti davvero significativi.

Quali sono gli effetti collaterali?
Non ve ne sono. Tuttavia, un certo disagio può essere percepito dopo il trattamento a causa del ritorno in esercizio dei muscoli, rimasti in pausa per un lungo periodo di tempo, oppure dalla liberazione di impurità e tossine del nostro corpo, che prima del trattamento erano presenti in quantità nei tessuti.
Il trattamento è molto costoso?
No. Rispetto al costo di altri programmi terapeutici è abbastanza ragionevole, soprattutto se si tiene conto che siamo in grado di raggiungere risultati notevoli e duraturi con solo pochi trattamenti.
Bisogna evitare qualsiasi attività durante il ciclo di trattamento?
Sì. Si dovrebbero evitare attività fisica che coinvolge la zona trattata, per evitare abusi funzionali del distretto anatomico che viene trattato. La doccia, la vasca idromassaggio o più, generalmente, immergere la zona trattata in acqua, è possibile.
E' buona pratica aumentare l'apporto di fluidi e di vitamine, se non vi sono controindicazioni.
Devo interrompere la mia prescrizione di farmaci?
No. Non si deve interrompere l'assunzione dii farmaci da prescrizione. Basta monitorare il miglioramento e contattare il medico di base, per vedere se si possono gradualmente interrompere i farmaci.
Nel frattempo, potrebbe essere importante aumentare l'assunzione di magnesio, tutte le vitamine del gruppo B in particolare B12, ferro, acido folico e vitamina C. Si è rivelata molto utile e positiva l’assunzione di sostanze Micoterapiche specifiche e l’applicazione mirata del Kinesio Taping Neuromuscolare.

Che cosa significano il suono ed numeri sul monitor ?
Incorporando la tecnologia elettronica più avanzata, l'elettro-Acuscope è in grado di rilevare blocchi elettrici sottili e squilibri nelle zone del corpo. Acusticamente, è rappresentato da un tono basso del suono inoltre da un display digitale, con scala compresa tra 1 e 100.
Quando i tessuti della zona dolorosa trattati sono tornati ad uno stato elettrico altamente conduttivo, lo strumento fornisce un tono acuto e il numero sul display mostrerà valori prossimi al 100.
Quanta elettricità produce l'Acuscope ?
La quantità di energia elettrica prodotta dall'Acuscope è misurata in micro-ampere [milionesimi di un Ampere], una quantità estremamente bassa di corrente in confronto alla quantità di energia elettrica che siamo abituati ad usare nelle nostre attività quotidiane.
E ' scientificamente provato (Nobel per la ricerca) che questo livello di corrente produce un effetto più che benefico sulla cellule del nostro corpo.
La stimolazione elettrica del trattamento Acuscope è dolce e non invasiva. È simile, e compatibile con ciò che costantemente scorre attraverso ogni essere vivente e animale.
Perché i risultati di un trattamento Acuscope sono cumulativi?
Per definizione, l'effetto cumulativo significa che ogni trattamento di una determinata zona, di volta in voltà sarà sempre più duraturo. Il sollievo dal dolore, che segue, durerà più a lungo.
A differenza di altre forme di sollievo dal dolore, come la terapia con alcuni farmaci, il corpo non crea una tolleranza ai trattamenti Acuscope, anzi si verifica proprio l'effetto opposto.
La risposta del corpo ad ogni trattamento diventa sempre più forte e il sollievo dal dolore dura più a lungo.
Grazie al trattamento, i tessuti sono in grado di autoripararsi in modo più completo. Nella maggior parte dei casi, un ciclo di trattamenti porta al sollievo permanente o ad un livello notevolmente minore del dolore.

10/03/2016
13/01/2016

Terapia tumorale globale con funghi terapeutici

Nonostante gli intensi sforzi della medicina tradizionale per bloccare malattie tumorali, tramite interventi chirurgici, radio, chemio-terapie, trattamenti ormonali, etc., la percentuale di sopravvivenza delle persone colpite negli ultimi 30 anni, non ha ottenuto risultati rilevanti fatta eccezione nelle malattie di origine emolinfoproliferativa (linfomi e leucemie).
Al giorno d’oggi in Germania 3,3 milioni di persone hanno o hanno avuto una malattia neoplastica.
Attualmente le malattie neoplastiche sono tra le principali cause di morte in Europa e negli Stati Uniti.
Come mai nonostante gli innumerevoli sforzi della medicina convenzionale, questa malattia sembra non poter essere bloccata?

Cosa favorisce la formazione di una forma tumorale?
Molti fattori influiscono sullo sviluppo di questa patologia, e non sempre sono presi seriamente in considerazione;
tra questi vi sono:

- Gli effetti da sostanze tossiche presenti nell’ambiente
- Gli additivi contenuti negli alimenti e nella cosmetica
- Il sovraccarico degli organi emuntori
- lo squilibrio delle funzioni immunitarie
- Lo stress quotidiano
- Conflitti psichici, spesso inconsci

Le conseguenze dell’inquinamento ambientale, l’utilizzo di pesticidi così come di additivi nell’industria alimentare e cosmetica, non devono essere sottovalutate.
Il problema, infatti, sta nella quotidiana, anche se solo in piccole quantità, assunzione di sostanze nocive attraverso
l’alimentazione, la cosmetica, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo; tali sostanze, col tempo sovraccaricano i nostri organi emuntori: fegato, stomaco e intestino, reni, sistema linfatico e polmoni.
Questo crea nel nostro corpo un ambiente favorevole allo sviluppo di una forma tumorale in grado di progredire grazie anche al derivante squilibrio del sistema immunitario che non riconosce e distrugge in tempo le cellule cancerogene.

Non solo inizialmente bensì anche durante la malattia, le tossine svolgono un ruolo fondamentale.
La malattia stessa così come i trattamenti di radio o
chemioterapia determinano la formazione di sostanze tossiche che affaticano gli organi adibiti ai processi di detossificazione, in particolare fegato e reni, con peggioramento della funzionalità e
ristagno delle tossine.
Il tutto va ad alterare il funzionamento del sistema immunitario.
Contro questo surplus di scorie e tossine il nostro organismo
reagisce con un esaurimento psico-fisico che influisce
negativamente sullo stato di salute generale.
Se la capacità rigenerativa psico-fisica è limitata e l’organismo non
è più in grado di adattarsi a situazioni stressanti, si creano le condizioni predisponenti allo sviluppo di patologie croniche, che a loro volta contribuiscono al mantenimento dello squilibrio
immunologico.
Fattori negativi come stress, infiammazioni croniche, allergie e tumori determinano uno spostamento dell’attività del sistema immunitario verso la risposta umorale (produzione di anticorpi e stimolo infiammatorio).
La risposta umorale (definita TH1) e quella cellulo-mediata (TH2) sono mutuamente inibenti, e in condizioni di equilibrio
dovrebbero lavorare 12 ore l’uno e 12 ore l’altro.
Se permane lo stimolo per una risposta TH2, la risposta TH1 viene automaticamente inibita per cui l’organismo perde la capacità di difendersi da virus e cellule tumorali.
Il ripristino di un equilibrio tra risposta immunitaria umorale e cellulo-mediata è quindi assolutamente necessario per consentire all’organismo di poter funzionare sia contro i microrganismi che contro le cellule tumorali.
La diagnosi “tumore” rappresenta un forte peso psicologico per le persone colpite da questa patologia, infatti anche conflitti
emozionali possono creare le condizioni predisponenti per uno
sviluppo di malattia.
In alcuni casi i pazienti colpiti da questa patologia hanno la tendenza a mettere le proprie esigenze in secondo piano per il bene della società, reprimendo le loro visioni, idee e stili di vita.
Il corpo cerca di compensare a questo comportamento, e la cellula diventa “egoista” e dà origine alla patologia distruggendo
l’organismo e alla fine se stessa.
L’accettazione di sé e la capacità di lasciare spazio ad esigenze e
interessi personali, permetterebbe di prevenire tali situazioni.
Nel momento in cui si accetta amorevolmente questa
impostazione di vita, si è anche nelle condizioni di aiutare
altre persone e di dare il proprio contributo alla società
accettando inoltre di perdonare il prossimo, anche se a volte è
molto difficile. Pensieri negativi si ritorcono sempre contro come
energia negativa, e tramite sintomi fisici e malattie viene
evidenziato quello che noi nella vita non abbiamo osato vivere di persona.
Solo con questo equilibrio una persona può guarire o mantenersi
sana.
Cosa necessita il nostro organismo per guarire?
Visto che da una parte c’è un tumore e dall’altra parte c’è un organismo che ha permesso o addirittura causato questa malattia, è necessario scegliere una terapia globale.
Ciò significa che a seconda dell’età del paziente, del tipo e della progressione di malattia, è necessario che vi sia un preciso trattamento tradizionale (chirurgia, chemioterapia, radioterapia) supportato da terapie che permettano da una parte di contrastare gli eventuali effetti collaterali, e dall’altra di lavorare sulle cause.
Le classiche domande psico-emozionali che si pongono i malati di queste patologie sono imperniate sui motivi, sulle cause (perché proprio io, proprio ora, proprio quell’organo), e sulla nuova realtà quotidiana che modifica le abitudini, lo stile e la qualità della vita fino al punto da chiedersi se ha ancora senso vivere e per quale motivo.
Questi quesiti ci possono aiutare ad individuare azioni, pensieri e sogni che abbiamo soppresso dalla nostra mente e che messi in atto sono la chiave per cambiamenti radicali della vita ed anche per aprire la strada alla guarigione.
L. Hirneise analizzando storie di pazienti sopravissuti ad un tumore in fase terminale aveva notato che essi avevano in comune quanto segue: quasi il 100% hanno modificato radicalmente la loro vita, cambiando lavoro, la residenza, liberandosi dalle false amicizie o riappacificandosi con le persone con cui avevano litigato, frequentando corsi di Yoga, respirazione, Qi Gong o meditazione, e migliorando conseguentemente il loro stato psico-fisico.
L’80% delle persone guarite hanno corretto le loro abitudini alimentari e il 60% si sono sottoposti ad una intensiva cura di detossificazione, ripristinando un equilibrio del sistemaimmunitario fondamentale per ogni processo di guarigione.

Un eccellente supporto per una terapia globale è l’assunzione di
funghi terapeutici grazie alle loro straordinarie capacità di
detossificazione e di immunomodulazione.

Funghi terapeutici come adattogeni
Le sostanze adattogene effettuano un ottimo lavoro nel ripristino dell’equilibrio immunologico.
Il termine “sostanza adattogena” è stato concepito dal medico
russo N.V. Lazarev, intendendo tutte quelle sostanze che
provvedono al sostentamento e mantenimento di un buon stato di salute e resistenza fisica, anche in situazioni di stress psico-fisico fino nella vecchiaia.
Nella sua definizione, un adattogeno deve avere le seguenti
caratteristiche:
− Non deve dare all’organismo alcuno stress organico
Supplementare
− Deve consentire un migliore adattamento organico
all’inquinamento ambientale (attraverso l’assunzione di funghi terapeutici, il sistema nervoso, endocrino ed immunitario da cui partono principalmente i meccanismi di adattamento, vengono supportati nella loro funzione)
− Devono esercitare un lavoro aspecifico sull’organismo
− Devono avere un effetto di immunomodulazione, per prevenire sia una ridotta che un’eccessiva reazione del sistema immunitario
Questa azione adattogena è stata dimostrata sul fungo Maitake: in condizioni di polarizzazione TH2, l’assunzione di Maitake ripristina l’equilibrio spostandolo verso TH1. L’azione adattogena avviene grazie alla presenza di polisaccaridi immunomodulanti in esso
contenuti.
Questo porta alla conclusione che anche altri funghi siano in grado di ripristinare l’equilibrio tra cellule TH1 e TH2, grazie al notevole contenuto di polisaccaridi, che svolgono questa modulazione in sinergia con tutte le altre sostanze bioattive contenute dal fungo nella forma naturale.
I Beta- Glucani sono polisaccaridi a catena lunga, contenuti in concentrazioni variabili in tutti i funghi che, a seconda del tipo, si presentano in varie strutture chimiche, con efficacia sul sistema
immunitario che aumenta a seconda della complessità della
struttura, che varia quindi anche a seconda del fungo.
Ai polisaccaridi isolati dai diversi funghi sono stati dati nomi specifici, ad es. lo Shiitake contiene Lentinan, il
Coriolus Krestin (PSK) e il Maitake Grifolan e la Frazione D.
I Beta-Glucani agiscono a vari livelli sia direttamente che
indirettamente sul sistema immunitario:
attivazione dei monociti/macrofagi, produzione di specifiche
citochine, proliferazione e attivazione delle cellule NK,
stimolazione di linfociti B e T.
L’aumentata produzione di citochine, specifiche a seconda dello
squilibrio in atto, fa partire specifici meccanismi di regolazione.
Tra i funghi contenenti grandi quantità di polisaccaridi
complessi vi è l’Agaricus Blazei Murrill (ABM);
l’ABM, associato a vitamina C che ne facilita
l’assorbimento, viene largamente utilizzato per la
regolazione del sistema immunitario in patologie tumorali.
Tra le azioni dell’ABM vi è quella di stimolare la rigenerazione del
midollo osseo e di conseguenza l’emopoiesi che può essere
pregiudicata da trattamenti radio e chemioterapici, risolvendo
situazioni di anemia e di immunodepressione.
Inoltre con l’aiuto dell’ABM possono essere controllate situazioni di
epatomegalia, caratteristiche di leucemie e linfomi.
Anche il fungo Maitake svolge un’importante azione sul
sistema immunitario in particolar modo quando è colpita la struttura ossea.
Questo fungo ha la capacità di rinforzare il tessuto osseo, caratteristica che lo rende molto utile nei casi di metastasi ossee, ma anche per la prevenzione delle metastasi; nei casi di tumori cerebrali è preferibile l’impiego del Maitake all’ABM.

Le sostanze utilizzate nella chemioterapia non danneggiano solo le cellule tumorali, ma anche i tessuti sani, in particolar modo quelli costituiti da cellule in attiva replicazione, come per esempio la cute, le mucose e il midollo osseo.
Alterazioni dell’emopoiesi (ridotta sintesi di globuli rossi e
bianchi), stanchezza, nausea, vomito, perdita di capelli o danni alla mucose possono essere effetti collaterali di tali terapie.
L’utilizzo dei funghi a scopo terapeutico permettono di tenere
sotto controllo la tossicità di tali terapie salvaguardando e
rinforzando i tessuti sani.
Il fungo Reishi (Ganoderma lucidum)
tonifica e protegge il fegato agevolando l’eliminazione dal nostro organismo delle tossine in eccesso, con
conseguente riduzione dei danni.
Il Reishi insieme all’ABM è molto efficace nel ripristinare una corretta emopoiesi.
Il Reishi supporta l’eritropoiesi, riducendo la sintomatologia legata all’anemia ossia una scarsa ossigenazione
sanguigna e conseguente stanchezza fisica.
Questo fungo viene utilizzato sopratutto nei tumori che colpiscono
il fegato o il tessuto polmonare.
Il fungo Coriolus (Trametes versicolor)
viene invece impiegato prima o durante una radioterapia.
Le conseguenze negative delle radiazioni sull’emopoiesi e sulle
mucose possono essere ridotte anche in fase preventiva (uso
profilattico).
Singoli studi dimostrano l’efficacia del Coriolus a fronte di tumori caratterizzati da componente ormonale come carcinomi mammari e prostatici.
In presenza di metastasi è consigliabile l’impiego del fungo Polyporus umbellatus (Eichhase).
Il sistema linfatico trasporta molto sostanze tossiche dai tessuti organici ai vasi sanguigni per poterle eliminare attraverso fegato e reni ed ha inoltre un ruolo importante nel nostro organismo, tant’è vero che un suo blocco genera un sovraccarico di scorie che vanno ad incidere sul funzionamento del sistema immunitario.
Appunto per questo, nelle malattie tumorali è fondamentale che vi sia una buona funzionalità del sistema linfatico soprattutto in caso di linfoadenectomie che possono condurre a blocchi e edemi.
Nel quadro di una terapia globale, queste situazioni potrebbero essere risolte con l’utilizzo di Polyporus. Spesso, anche il sovraccarico del tratto intestinale può creare dei problemi, perché la mucosa intestinale ha un ruolo rilevante sulla stabilizzazione, regolazione e sviluppo del sistema immunitario:
le placche di Peyer in esso contenute sono importanti per le difese immunitarie, che si diffondono in tutto il corpo attraverso la
circolazione sanguigna.
Per rinforzare la mucosa gastro-intestinale viene utilizzato il fungo Hericium erinaceus così come nei casi di tumori intestinali o all’esofago.
Molti malati tumorali si sentono generalmente molto debilitati. Questa sensazione può essere legata allo stato di salute ma può anche derivare dagli effetti collaterali della chemio-radioterapia che genera quello stato d’animo ansioso e di abbattimento che fa
pensare di non possedere più la forza di superare la malattia.
Questo evidenzia chiaramente come sia importante lo stato mentale della persona colpita da questo male.
Come supporto psico-fisico viene utilizzato il fungo Cordyceps perchè aiuta a migliorare questi stati di paura, depressione, demotivazione e abbattimento.
Accettare questa momentanea situazione
Frequentando eventualmente come supporto, delle sedute
psicoterapeutiche, è un segnale di forza.
Solo un fisico forte ed una mente sana possono aiutare il corpo nel processo di guarigione.
Fondamentale comunque è l’impiego della polvere dell’intero
fungo, perché solo questa ha le proprietà adattogene descritte precedentemente.
Dato che i funghi possono assorbire le sostanze nocive dal terreno, non dovrebbero essere utilizzati quelli raccolti in natura bensì preferibilmente quelli di origine biologica.
La polvere derivata dal solo micelio dovrebbe essere evitata per il contenuto di oltre il 50% di farina perché a questa mancano determinate sostanze presenti solo nelle lamelle del fungo.
L’utilizzo degli estratti, anche se molto pubblicizzati, non è sempre valido, perché effettuano stimolo e non modulazione delle difese
immunitarie, aumentandone in qualche caso lo squilibrio.
Qui di seguito presentiamo alcune indicazioni terapeutiche:

Tumore al seno: prevenire è meglio che curare.
Prestate attenzione al sistema linfatico dove il fungo Polyporus può essere d’aiuto.
Un’altra misura preventiva è il controllo del il livello del colesterolo e in special modo l’HDL che deve essere comunque assolutamente superiore a 60 mg/dl; in caso non lo fosse lo Shiitake può migliorare questo valore.
In presenza di un tumore è da tener presente quali sono le terapie mediche utilizzate, perchè il primo obiettivo è quello di ridurre gli effetti collaterali delle terapie.
Dato che spesso durante una mastectomia vengono asportati i linfonodi, è molto importante l’uso del Polyporus anche perché aiuta il sistema linfatico ad eliminare le sostanze nocive della chemio-terapia.
Per detossificare il fegato che risente molto della tossicità da chemioterapici è appropriata la somministrazione del fungo Reishi.
Durante la radio-terapia dovrebbe invece essere impiegato il Coriolus per la capacità di ridurre gli effetti collaterali delle radiazioni.
Anche nei casi di carcinoma mammario ormono-dipendente si consiglia il Coriolus perchè migliora l’efficacia a lungo tempo del blocco ormonale.

Per la protezione del tumore osseo è molto d’aiuto il Maitake.
Dopo un trattamento con la medicina tradi-zionale, l’ABM è in grado di bilanciare il sistema immunitario onde evitare una possibile recidiva di malattia.

Tumore alla prostata:
anche qui è molto sensato prevenire piuttosto di curare prestando molta attenzione che i valori del colesterolo rientrino nei parametri e, come sempre, che l’HDL sia superiore a 60 mg/dl.
Sembra che i farmaci ipo-colesterolemizzanti possano favorire
questo tipo di malattia.
Un’intensa attività fisica come il ciclismo può aumentare il rischio di tumore alla prostata, e ABM può essere di supporto.
Anche le infiammazioni alla vescica sono responsabili di elevati valori del PSA ma che possono essere regolarizzati con
Auricularia.
Per chi soffrisse di mani, piedi freddi è utile il Cordyceps.

Dopo una diagnosi di neoplasia, si dovrebbe assolutamente far uso prima del Polyporus per migliorare il sistema linfatico poi del Maitake per prevenire metastasi ossee.
Nei casi di tumori derivati da problemi o blocchi ormonali si consiglia l’utilizzo del Coriolus.

Leucemia: qui si differenzia in base ad aumento o diminuzione dei
leucociti.
Se risultassero aumentati è utile lo Shiitake,
se diminuiti la scelta ricade sul Reishi.
In presenza di un splenomegalia è il caso di aggiungere l’ABM.
Se fosse colpito il sistema linfatico, come per esempio nei linfomi, è da aggiungere il Polyporus.

Tumore intestinale:
per la prevenzione si dovrebbe dare la massima attenzione alla digestione.
Con feci indurite sono utili il Reishi e l’Auricularia
mentre per frequenti e prolungate diarree è utile il Maitake.
Una delle regole più importanti per migliorare la digestione consiste in una dieta ricca di fibre e nel masticare il cibo bene e più a lungo. Nei casi di bruciore di stomaco non si dovrebbero
assumere solo pastiglie per sopprimere il sintomo bensì eliminarne la causa (mucosa danneggiata).
In questi casi viene utilizzato l’Hericium.
Dopo un intervento chirurgico si dovrebbe prestare attenzione al sistema linfatico per il quale è indicato il Polyporus.
Il Reishi e l’Hericium sono sempre da consigliare come complemento.
Naturalmente questi esempi pratici non sostituiscono i consigli di un medico curante, ma danno delle indicazioni di base per conoscere meglio i funghi e aiutano anche ad identificare quali sono i più idonei in una determinata situazione.

Autrice: Cathrin Spuck Heilpraktikerin

Fonti bibliografiche:
(1) Lothar Hirneise: “Chemotherapie heilt Krebs und die Erde ist eine
Scheibe”, SENSEI Verlag 2005
(2) Th. Dethlefsen, R. Dahlke: “Krankheit als Weg”, Goldmann, 1990 (3) Christopher

31/03/2015

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SCIATALGIA DA ERNIA ESPULSALombosciatalgiaPer lombosciatalgia si intende una sindrome dolorosa che dalla regione sacrale...
01/02/2015

SCIATALGIA DA ERNIA ESPULSA
Lombosciatalgia
Per lombosciatalgia si intende una sindrome dolorosa che dalla regione sacrale si irradia con distribuzione radicolare all’arto inferiore, nel territorio del nervo sciatico.
L’ernia discale rappresenta la causa più comune di lombosciatalgia.
Colpisce preferibilmente il sesso maschile nell’età compresa tra i 35 e i 50 anni. Si verifica quando, sotto l’impulso di sollecitazioni talora anche lievi, il nucleo polposo, ancora ben idratato, riesce a superare le fibre dell’anulus.
Normalmente l’ernia appare come una tumefazione circoscritta, delle dimensioni che vanno da un grano di riso a quelle di una nocciola.
Abitualmente sporge nella zona postero-laterale del disco, che rappresenta il punto di minor resistenza alla forza espulsiva del nucleo. Qui infatti, il disco, dato il progressivo assottigliarsi in senso medio-laterale del legamento longitudinale posteriore, non fruisce più di quel valido sistema di rinforzo rappresentato dallo spessore del legamento longitudinale posteriore in sede mediana, dove appunto l’ernia discale “mediana” è più rara.
In rapporto alla diversa estrinsecazione topografica dell’ernia rispetto alla radice nervosa distinguiamo:
- Ernia postero-laterale
- Ernia postero-mediale
- Ernia mediana

In rapporto alla forza espulsiva del nucleo e alla resistenza opposta dalle strutture fibrose, si distinguono diversi gradi di protrusione dell’ernia:
n rapporto alla forza espulsiva del nucleo e alla resistenza opposta dalle strutture fibrose, si distinguono diversi gradi di protrusione dell’ernia:

Ernia contenuta:
quando è ancora trattenuta dal legamento longitudinale posteriore
Ernia protrusa:
quando pur essendo riuscita a far breccia tra questa struttura non si allontana dal punto di origine
Ernia espulsa o migrata:
quando il nucleo polposo fuoriuscito dall’anulus si distacca liberamente o resta in rapporto con il punto di origine tramite un peduncolo.

La sintomatologia:
è rappresentata da dolore lombare trafittivo che si irradia lungo l’arto inferiore con associata una notevole contrattura muscolare antalgica che si rende evidente anche alla ispezione per la salienza delle masse paravertebrali sulla parete lombare, per l’appianamento della fisiologica lordosi, per l’atteggiamento scoliotico ed in flessione anteriore mantenuto dal paziente nella stazione eretta.
La sintomatologia periferica è rappresentata da:
Irradiazione del dolore nella specifica zona di innervazione della radice compressa e dalla possibilità di riacutizzare il dolore con opportune manovre semeiologiche che consistono nel mettere in tensione il nervo sciatico o nell’esercitare una pressione diretta sul nervo stesso (segno di Walleix o segno di Lasegue).
Alterazioni della sensibilità cutanea:
parestesie (formicolii), ipoestesie o nei casi più gravi anestesie con distribuzione topografica analoga a quella del dolore.
Alterazioni dei riflessi osteotendinei.
Deficit del tono muscolare.
Deficit motori:
precoce esauribilità, paresi o meno frequentemente paralisi.
Le indagini strumentali che più frequentemente vengono in ausilio per la conferma della diagnosi sono la TAC lombo-sacrale e la RMN.

Paziente giovane, che come da TAC, presentava un’ernia laterale sx espulsa in zona L5, con sintomatologia dolorosa ma senza parestesie, blocchi articolari o intervento di risoluzione chirurgica.
Dopo terapie fisioterapiche di vario genere senza risultati positivi, pur vivendo in una regione lontana dalla Lombardia, decide di provare ad interagire con la Terapia Acuscope, trasferendosi momentaneamente a Milano per un tempo da valutare in funzione dei risultati.

Dalla prima visita di controllo risulta che, pur avendo nettamente evidente un blocco energetico in zona L5, a parte una limitata funzionalità in flessione anteriore, non è presente nessuna reazione algica in area lombare in quanto la sintomatologia sciatica dolorosa si irradiava nell’arto inferiore sx arrivando sino al piede.
I principali punti di acutizzazione si trovavano nel gluteo, a metà della coscia, a lato del ginocchio e lateralmente circa metà del polpaccio.
La verifica diagnostica Acuscope evidenziava forte resistenza nelle aree relative a:
Quadrato dei lombi, Ileopsoas, Piriforme e nel decorso del nervo sciatico dal piede sino alla zona 4°- 5° vertebra lombare e sacrale S2.

Si decide quindi di procedere con una applicazione giornaliera per il periodo di sei giorni consecutivi dal lunedì al sabato, utilizzando le apparecchiature Algonix, Acuscope e Myopulse unite a manovre di pompage osteopatico e applicazioni finali di KinesioTaping neuromuscolare.

La prima applicazione è mirata alla normalizzazione dell’area lombosacrale, all’ileopsoas e al decorso del nervo sciatico.
I valori alterati vengono normalizzati con l’Algonix utilizzando l programmi: generico uno e due, riduzione dello stato infiammatorio, polarizzazione dei nervi. Poi si interviene con il Myopulse con programma base e poi in positivo, per ottenere rilassamento e riequilibrio muscolare.
Con L’Acuscope in modo automatico continuo si completa l’intervento utilizzando una piastra in zona lombare collegata a una piastrina sul punto di agopuntura Vescica 62 per interagire con l’intero decorso sciatico.
La terapia si conclude con l’applicazione del KinesioTaping.
La prima valutazione è molto positiva, il dolore nell’area del gluteo è quasi scomparso, quello nella coscia è sensibilmente diminuito, rimane solo un risentimento a lato del ginocchio e sulla parte esterna del polpaccio. Anche la mobilità in flessione anteriore è aumentata, le dita della mano all’inizio arrivavano al di sopra della rotula, ora raggiungevano con facilità la metà della tibia e con una leggera flessione delle ginocchia il palmo delle mani si appoggiava al pavimento.

La seconda e la terza applicazione continuano con il medesimo programma terapeutico, guadagnando ulteriori miglioramenti generali.
Il quarto giorno al contrario sembra presentarsi una modifica allo stato di benessere ottenuto nelle aree, gluteo, ginocchio e polpaccio. Si può pensare a due possibili varianti, la prima una nuova modifica posturale di assestamento e la seconda ad una interazione atmosferica in quanto dal sereno con sole si è passati al nuvoloso con freddo intenso e umido.
Le zone algiche e le misurazioni Acuscope indicano in modo inequivocabile un positivo netto cambiamento energetico, solo punto di interesse terapeutico evidentemente alterato, rimane quello del Piriforme nell’area glutea.
La terapia viene così dedicata esclusivamente alla normalizzazione dell’area, concludendosi come sempre con Acuscope sul decorso sciatico e KinesioTaping però questa volta con applicazione compressiva anziché decompressiva, in quanto, per maggior
sicurezza, nel tardo pomeriggio dello stesso giorno viene programmata un’altra applicazione.

La scelta fatta si rivela vincente e il quinto giorno vede un ritorno nello stato di benessere, anche se nella notte era caduta la neve.
La terapia viene velocemente eseguita nelle aree iniziale anche se continuano ad essere libere da resistenze, concentrandosi però sempre nella zona del Piriforme in quanto pare ormai evidente essere il principale punto dove operare.
A mio parere, in questo caso così particolare (ernia espulsa) sarebbero necessarie ancora altre tre applicazioni a giorni alternati e la proposta viene accettata dal paziente.
Il sesto giorno lo stato di benessere si è mantenuto stabile, ma per problemi di lavoro e famiglia il paziente non può rimanere in Milano ancora per un’altra settimana e così dopo un ultimo intervento e la consegna di una serie di esercizi posturali mirati, parte per la sua residenza con una situazione nettamente migliorata con l’accordo di mantenerci in contatto per la verifica del risultato nel tempo.

Indirizzo

Corso Sempione
Busto Arsizio
21052

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