23/01/2026
Freud non la manda a dire: la vita amorosa, per molti uomini, si degrada.
E non intende “si rovina” nel senso romantico. Intende una cosa più crudele e più precisa: l’amore si spacca. Ve lo ricordate il meraviglioso film di ? Ecco, precisamente così: da una parte la donna che si ama, dall’altra la donna che si desidera.
Senza sovrapposizioni.
L’amore finisce in alto, idealizzato. Il desiderio finisce in basso, erotizzato.
E nel mezzo resta un vuoto: l’impossibilità di unire tenerezza e passione nello stesso oggetto.
Freud osserva una scena tipica: l’uomo “per bene” vuole una compagna pura, quasi intoccabile, come compagna e magari madre dei suoi figli e poi cerca altrove la sessualità, quella che non può tollerare accanto all’amore.
Come se la persona amata dovesse essere preservata dal corpo. E il corpo dovesse essere “sporcato” lontano dall’amore.
Cosa c’è in gioco?
Freud ce lo spiega così: tutta “colpa” dell’Edipo. Come abbiamo visto, nell’Edipo si definisce la madre come oggetto d’amore e il padre come rivale —che impedisce l’unione del bambino con la madre minacciando la castrazione. La traccia che si deposita nell’inconscio può far sì che, da adulti, la donna resti investita di idealizzazione, ma anche proibizione: da qui, la difficoltà a erotizzarla (cioè a desiderarla $e$$ualmənte).
L’inconscio, quindi, spacca in due l’oggetto del desiderio e assegna le parti del copione: da un lato la donna “ufficiale” è amata, ma intoccabile. Dall’altra, una seconda donna viene desiderata, ma disprezzata, considerata non degna.
In questa scissione, ci spiega Freud, e’ come se si definissero quindi due ruoli: la Madonna e la pr******ta.
Questo è il motivo per cui vediamo uomini (ma anche donne, sebbene Freud non ne parli) letteralmente spezzati in due.