Dr.ssa Veronica Santoro

Dr.ssa Veronica Santoro Salute e benessere della mente
Metodo Psicologia Trasformativa®

Ci siamo! Un appuntamento che accende consapevolezza, motivazione e voglia di evolvere 📖 “Dentro la tua storia – Psicolo...
09/01/2026

Ci siamo!
Un appuntamento che accende consapevolezza, motivazione e voglia di evolvere

📖 “Dentro la tua storia – Psicologia e crescita personale per cambiare vita”
🗓 Sabato 10 gennaio – ore 17:00
📍 Sala Polifunzionale “I Portici – Biblioteca di Comunità Ignazio Ciaia”, Fasano

Avrò il piacere di dialogare con Pietro Trisciuzzi, psicologo e psicoterapeuta, autore di un libro denso di storie. Un vero viaggio dentro se stessi per capire come ogni storia può diventare una risorsa, e come il cambiamento non sia magia… ma scelta, allenamento e coraggio.

Parleremo di:
✨ crescita personale
✨ consapevolezza
✨ psicologia applicata alla vita reale
✨ possibilità concrete di cambiamento

Se senti che è il momento di riprendere in mano la tua storia e darle una nuova direzione, questo incontro è per te.

Ingresso libero
Energia, ispirazione e strumenti pratici

Ti aspetto, porta con te curiosità, apertura e voglia di evolvere!

𝐀 𝐅𝐚𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 "𝐃𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚": 𝐮𝐧 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
𝐿'𝑎𝑢𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑃𝑖𝑒𝑡𝑟𝑜 𝑇𝑟𝑖𝑠𝑐𝑖𝑢𝑧𝑧𝑖 𝑑𝑖𝑎𝑙𝑜𝑔ℎ𝑒𝑟𝑎̀ 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑡𝑡.𝑠𝑠𝑎 𝑉𝑒𝑟𝑜𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑜𝑟𝑜 𝑠𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 10 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝐵𝑖𝑏𝑙𝑖𝑜𝑡𝑒𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀

Il benessere psicologico e le dinamiche del cambiamento individuale approdano al centro del dibattito culturale fasanese. 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟎 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨, alle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕:𝟎𝟎, la 𝐒𝐚𝐥𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞 "𝐈 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢 – 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐈𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐂𝐢𝐚𝐢𝐚” ospiterà la presentazione del libro "𝘋𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 – 𝘗𝘴𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘦 𝘤𝘳𝘦𝘴𝘤𝘪𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘷𝘪𝘵𝘢", opera del 𝐝𝐨𝐭𝐭. 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐓𝐫𝐢𝐬𝐜𝐢𝐮𝐳𝐳𝐢, psicologo e psicoterapeuta.

Il nuovo appuntamento della 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 “𝐋𝐢𝐛𝐫𝐢 - 𝐋𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚”, patrocinato dal 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐚𝐬𝐚𝐧𝐨, si configura come un’occasione preziosa per approfondire i temi del mental coaching e della psicoterapia intesi come strumenti pratici per l'evoluzione personale. Il volume di Trisciuzzi propone infatti una guida per comprendere come le esistenze possano trasformarsi profondamente attraverso il lavoro clinico e l'auto-consapevolezza.

Ad accompagnare l’autore nel racconto delle pagine del libro sarà la 𝐝𝐨𝐭𝐭.𝐬𝐬𝐚 𝐕𝐞𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨𝐫𝐨, psicologa, che curerà il dialogo volto a esplorare il delicato legame tra il vissuto personale e le potenzialità di rinnovamento insite in ogni individuo.

L’incontro è a ingresso libero e aperto a tutta la cittadinanza.

“Sei troppo.”“Sei poco.”Due frasi diverse.Stesso messaggio nascosto.Quando qualcuno ti dice “sei troppo”, sta dicendo: “...
04/01/2026

“Sei troppo.”
“Sei poco.”
Due frasi diverse.
Stesso messaggio nascosto.
Quando qualcuno ti dice “sei troppo”, sta dicendo: “Io non sono in grado di reggere quello che sei.”
Quando qualcuno ti dice “sei poco”, sta dicendo: “Io non so riconoscere e nutrire quello che sei.”
In entrambi i casi, la verità non parla di te.
Parla dei limiti emotivi dell’altro.
Il messaggio reale è questo:
“Io non sono attrezzato/a per te", ma tu interiorizzi “sono sbagliato/a”, e così inizi a ridurti, trattenertii, spegnerti.
Quando invece riconosci “non era il posto giusto per me”, inizi a proteggerti, sceglierti, rispettarti.
Non tutte le persone sanno stare davanti alla tua intensità.
Non tutte sanno nutrire la tua sensibilità.
Non tutte meritano accesso a ciò che sei.
La domanda allora non è: “Come posso essere diverso/a per essere accettato/a?”
Ma: “Chi è capace di stare con me senza chiedermi di restringermi?”
Le relazioni giuste non ti chiedono di essere meno. Ti fa sentire a casa mentre sei tutto/a intero/a. E questo… si sente subito.

La necessità di pari è diversa dalla necessità di gente.La gente riempie lo spazio.I pari nutrono l’identità.Puoi avere ...
30/12/2025

La necessità di pari è diversa dalla necessità di gente.
La gente riempie lo spazio.
I pari nutrono l’identità.
Puoi avere bisogno di socialità, movimento, presenza intorno: è fisiologico, umano, regolativo.
Ma il bisogno di pari riguarda un altro livello:
quello in cui puoi incontrare qualcuno senza dover scendere di tono, salire di ruolo o trattenerti.
I pari sono quelli con cui non devi essere “utile” per essere accolto. Con cui puoi essere forte senza spaventare e fragile senza essere salvato.
Quando questo bisogno resta scoperto, non senti solo solitudine: senti disallineamento.
Come se fossi sempre un passo avanti o di lato rispetto a chi hai intorno.
Riconoscere questa differenza non ti rende difficile.
Ti rende onesto con il tuo sistema nervoso e con la tua evoluzione.
E da lì in poi, cambia tutto:
non cerchi più presenza a caso,
cerchi risonanza.

E a te ti é mai capitato di avere necessitá di pari?

🎄 Le Feste di Natale sono un megafono 🎄Amplificano tutto.La gioia, se c’è.La nostalgia, se bussa.Le relazioni, nel bene ...
29/12/2025

🎄 Le Feste di Natale sono un megafono 🎄

Amplificano tutto.
La gioia, se c’è.
La nostalgia, se bussa.
Le relazioni, nel bene e nel male.
I vuoti… e anche i pieni.

Non creano emozioni nuove:
📣 le rendeno solo più forti.

In questi giorni non esiste un modo “giusto” di sentirsi.
C’è solo il tuo modo.
E merita rispetto.

Se senti entusiasmo, vivilo.
Se senti fatica, rallenta.
Se senti mancanza, accoglila.

Quest’anno abbassa il volume del “dovrei”
e ascolta davvero cosa sta amplificando il tuo cuore 💛

✨ Il Natale non va aggiustato.
Va ascoltato, con gentilezza.

🎁 Il regalo di Natale che non trovi sotto l’alberoQuesta è una vera richiesta di consulenza.Una donna che scrive: “Da an...
20/12/2025

🎁 Il regalo di Natale che non trovi sotto l’albero

Questa è una vera richiesta di consulenza.
Una donna che scrive: “Da anni vivo emotivamente sulle montagne russe… ho perso entrambi i miei genitori… ho deciso di farmi un regalo di Natale.”

Ecco. Fermiamoci qui un attimo.

Perché il punto non è la consulenza.
Il punto non è lo studio.
Il punto non è “andare dallo psicologo”.

Il vero regalo è la scelta.

La scelta di smettere di resistere.
La scelta di non normalizzare più il dolore.
La scelta di non dire “prima o poi passerà” mentre dentro sei stanca.
La scelta di guardarti con onestà e dire: “Così non voglio più vivere.”

Ci insegniano a regalare oggetti.
Ma nessuno ci ha mai insegnato a regalarci uno spazio sicuro.
Un tempo solo nostro.
Un luogo in cui non dobbiamo essere forti, capaci, all’altezza.

🎄 Il regalo più importante non è qualcosa che si compra.
È qualcosa che si decide.

Decidere di ascoltarti.
Decidere di prenderti sul serio.
Decidere che la tua salute emotiva vale quanto (se non più di) tutto il resto.

Se questo post ti ha toccata, non è un caso.
Forse anche tu, quest’anno, non hai bisogno di un altro oggetto.
Forse hai bisogno di iniziare da te.

E no, non è egoismo.
È maturità.
È amore adulto.
È cura.

✨ Il regalo più grande sei tu, quando smetti di rimandarti.

Testimoniare il vissuto di una persona è un atto di verità.E la verità, anche quando fa male, cura.C’è un dolore che non...
15/12/2025

Testimoniare il vissuto di una persona è un atto di verità.
E la verità, anche quando fa male, cura.

C’è un dolore che non si vede.
Quello che nasce dai traumi, dagli abusi, dalle parole non dette e da quelle dette troppo forte.
Un dolore che spesso viene minimizzato, negato, messo a tacere con frasi come
“è passato”, “devi andare avanti”, “non pensarci più”.

Ma il corpo ricorda.
La mente protegge come può.
E l’anima, se non viene ascoltata, urla in silenzio.

Testimoniare il vissuto di una persona non significa rivivere il trauma.
Significa dargli un senso, rimettere ordine, riprendersi la propria storia.
Significa dire: quello che mi è successo è reale, e io sono reale.

La verità non distrugge.
La verità libera.
È il primo passo per smettere di colpevolizzarsi, per uscire dalla vergogna, per tornare a sentirsi interi.

Se hai vissuto dolore, traumi o abusi, sappi questo:
non sei fragile.
Sei sopravvissuto.
E ora puoi scegliere di guarire.

Parlare è un atto di coraggio.
Essere ascoltati è un atto di cura.
Testimoniare è trasformazione.

💛
Il tuo vissuto merita rispetto.
La tua storia merita spazio.
Tu meriti pace.

14/12/2025

La psicologia non vive solo nello studio. Vive dove ci sono persone.

Sul palco di un festival, in una sala riunioni, in un circolo sportivo, attorno a un tavolo con del cibo, in un gruppo di coaching aziendale o nella stanza della terapia.
La mia mission: tradurre la psicologia in esperienze comprensibili, concrete e trasformative.

Ogni contesto richiede linguaggio, ritmo ed energia diversi, ma il cuore resta lo stesso: aiutare le persone a capirsi meglio e a funzionare meglio, senza semplificare, senza perdere profondità.

Parlare in pubblico, per me, non è “esporre contenuti”.
È creare connessione, tenere lo spazio emotivo, rendere la psicologia viva, utile e incarnata.
Se la psicologia deve uscire dai libri e incontrare la vita reale, io sono lì.

COME VIVERE BENE ANCHE ONLINEViviamo in un mondo pieno di notifiche, immagini filtrate, aggiornamenti continui.La tecnol...
09/12/2025

COME VIVERE BENE ANCHE ONLINE

Viviamo in un mondo pieno di notifiche, immagini filtrate, aggiornamenti continui.
La tecnologia e i social — se usati inconsapevolmente — possono diventare un terreno fertile per ansia, stress, paura di non essere “abbastanza”, insonnia, senso di vuoto.

Ma non è la tecnologia ad essere “il problema”: è il modo in cui la usiamo.

⚠️ Cosa può succedere con un uso poco consapevole

Confronto sociale continuo: vedere solo momenti “belli”, successi, corpi “perfetti” — può farci sentire inadeguati, aumentare ansia o malinconia.

Disturbi del sonno e affaticamento mentale: stare al telefono fino a tardi, scorrere “senza fine”, può interferire con il riposo e ridurre la capacità di rilassarci davvero.

Isolamento reale: passare troppo tempo online può sostituire relazioni vere, empatiche, faccia a faccia — e togliere quella profondità di contatto che nutre il nostro equilibrio.

Dipendenza digitale / sovraccarico: l’uso continuo, “automatico”, può generare un senso di ansia o stress persistente — una vera e propria “tecno-tensione”.

💡 Come usare i social in modo sano e consapevole

1. Stabilisci dei limiti temporali

2. Controlla come ti fanno sentire
Dopo ogni sessione, chiediti: “Mi sento meglio o peggio?” Se ti senti agitato, triste, invidiosa, può essere un segnale per fare una pausa.

3. Dai priorità al “reale” rispetto al “virtuale”
Coltiva relazioni autentiche: una chiacchierata con un amico, un’uscita, un’abitudine sana (camminata, sport, meditazione).

4. Usa la tecnologia con consapevolezza
Utilizza i social per connetterti, creare comunità, trovare supporto — ma evita di usarli come rifugio da disagio, noia o solitudine.

5. Riconosci i segni di uso problematico
Se ti accorgi che pensieri, umore o sonno dipendono da quanto stai online — se senti il bisogno continuo di scrollare, anche se ti senti male — considera un “detox digitale.

Un tempo si rideva dell’asino, come se fosse il buffone della fattoria.Testardo, lento, “poco utile”.Ma la verità è più ...
03/11/2025

Un tempo si rideva dell’asino, come se fosse il buffone della fattoria.
Testardo, lento, “poco utile”.
Ma la verità è più scomoda: l’asino non obbedisce se qualcosa lo mette in pericolo.
Non si butta nel burrone per compiacere.
Non accelera se sente che c’è un rischio.
Si ferma, valuta, si protegge.

E questa qualità, negli animali come nelle persone, a volte dà fastidio.
Perché chi sa preservare se stesso non è facilmente controllabile.
Chi ha un forte istinto di sopravvivenza non si sacrifica sull’altare delle aspettative altrui.

Forse l’asino non è “testardo”.
È intelligente.
È libero.
E sa che la vita vale.

Magari dovremmo imparare qualcosa da lui:
fermarsi, ascoltare il corpo, proteggere il proprio benessere.
Non sempre correre vuol dire vivere.

Essere “asini” ogni tanto è un superpotere.
E se qualcuno storce il naso, è un buon segno: vuol dire che stai scegliendo te stesso. 🫏✨

Immagina di entrare nella tua mente e trovare due sedie.Su una c’è il bambino che sei stato: occhi grandi, cuore sensibi...
02/11/2025

Immagina di entrare nella tua mente e trovare due sedie.
Su una c’è il bambino che sei stato: occhi grandi, cuore sensibile, desiderio di essere visto.
Sull’altra c’è la voce che corre a giustificare sempre i grandi: “Facevano del loro meglio”, “Non sapevano”, “È passato tanto”.

Il punto non è giudicare i genitori.
Il punto è: da che parte ti siedi?

Molti di noi si piazzano accanto agli adulti della propria storia, come avvocati d’ufficio che difendono a tutti i costi.
E nel frattempo quel bambino interiore resta lì, ancora una volta, da solo nella stanza.

Stare dalla sua parte non vuol dire accusare.
Vuol dire riconoscere il dolore, dare nome ai bisogni, dire “ti vedo, e non ti lascio”.
Significa capire che due verità possono convivere:
i genitori possono aver avuto i loro limiti, e tu puoi aver sofferto lo stesso.

Quando smetti di correre subito a proteggere gli adulti, succede qualcosa:
inizi a proteggere te.
Costruisci confini nuovi, relazioni più sane, e quella forza tranquilla che nasce quando non devi più urlare per sentirti reale.

Stare dalla parte del bambino interiore è un atto di giustizia interna.Non per punire, ma per liberarti.
Per diventare l’adulto che avresti voluto accanto.

E tu, oggi, su quale sedia scegli di sederti? 💛✨

Scrivimi nei commenti: la tua voce interiore di solito si prende cura del tuo bambino interiore o giustifica i tuoi genitori?

"La pace inizia da te."Non è solo uno slogan: è una verità profonda.  Il mondo non cambia tutto in una volta. Cambia qua...
03/10/2025

"La pace inizia da te."

Non è solo uno slogan: è una verità profonda.
Il mondo non cambia tutto in una volta. Cambia quando ogni essere umano sceglie, ogni giorno, di spezzare il ciclo della rabbia, dell'indifferenza, della violenza sottile delle parole.

Portare pace nel mondo non significa andare lontano.
Significa iniziare da vicino:
- Con il modo in cui parli a te stesso.
- Con la pazienza che offri a chi ti è accanto.
- Con il perdono che scegli, anche quando fa male.
- Con il silenzio che offri al posto del giudizio.
- Con la gentilezza, anche quando nessuno la nota.

Ogni volta che scegli la calma invece del caos, ogni volta che smetti di reagire e inizi a comprendere, ogni volta che ascolti prima di rispondere… stai piantando un seme di pace.
E quei semi, coltivati nei cuori, cambiano i mondi.

Sii il luogo dove la pace prende forma.
Perché solo chi ha pace dentro può portarla fuori.
E il mondo, oggi più che mai, ha bisogno di questo.

(Foto di A. Leo)

Il modo migliore per garantire ad un bambino una buona salute mentale?  Essere presenti. Non per correggere ciò che sent...
15/09/2025

Il modo migliore per garantire ad un bambino una buona salute mentale?
Essere presenti. Non per correggere ciò che sente, ma per accompagnarlo mentre lo sente.

Nel mio lavoro, vedo spesso genitori ansiosi di “togliere” le emozioni difficili: la rabbia, la tristezza, la paura. Ma i bambini non hanno bisogno che le emozioni vengano eliminate.
Hanno bisogno che qualcuno resti accanto a loro mentre le attraversano.

Quando un’emozione viene ignorata o zittita, il bambino non solo resta solo con ciò che prova, ma impara anche a pensare che quella parte di sé sia sbagliata.

Nei miei training sulle emozioni lavoriamo proprio su questo: accogliere e poi contenere.
In foto vedete un modo creativo per farlo: portare la rabbia dal corpo… al foglio (solo dopo aver portato il sistema nervoso del bambino in uno stato di calma tramite strategie senso-motorie).

Solo quando le emozioni si possono vivere in modo sicuro, anche i bambini si sentono al sicuro.
Il piccolo paziente, é arrivato strillando, ma alla fine del training, ha detto: "È stato difficile oggi con la rabbia". Eppure, lo ha fatto. Non da solo: insieme.

Ecco dove inizia la salute mentale.

Indirizzo

Via Aldo Moro, 21
Céglie Messápica
72013

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