Dott. Vito Rodio, Psicologo Clinico, Psicoterapia Umanistica/Bioenergetica

Dott. Vito Rodio, Psicologo Clinico, Psicoterapia Umanistica/Bioenergetica Dott. Vito Rodio, Psicologo Clinico, Psicoterapeuta ad indirizzo UMANISTICO/BIOENERGETICO

Tutto ciò che faifallo per te stesso,perché nessunopuò sapere quanto ti costao quanto ti riempie il cuore.Pratica il ...
05/05/2026

Tutto ciò che fai
fallo per te stesso,
perché nessuno
può sapere quanto ti costa
o quanto ti riempie il cuore.

Pratica il distacco,
prendi le distanze
da persone e situazioni
che ti rubano energia,
non lasciarti toccare
da inutili competizioni,
giudizi facili
rapporti sterili.

Non farti imprigionare dai ruoli,
concediti la libertà di essere chi sei,
nei tuoi limiti, dentro i sogni,
oltre le etichette.

Onora te stesso,
punta i tuoi obiettivi
e appassionati più che puoi.

Tutto ciò che conta,
dentro e oltre tutto,
sei Tu.

Essere maldicenti, esprimere dei giudizi senza avere alcuna conoscenza dei fatti, è un atteggiamento del tutto spontaneo...
01/05/2026

Essere maldicenti, esprimere dei giudizi senza avere alcuna conoscenza dei fatti, è un atteggiamento del tutto spontaneo. Ci sono individui che vivono soltanto di quest’attività, persone amareggiate dalla vita che non riescono mai a scorgere la minima luce nel panorama dell’esistenza. Ciò fa supporre che la maldicenza sia connessa con un sentimento di inferiorità. Colui il quale non si sente inferiore e combatte giorno dopo giorno per conquistare la sua vita non ha certo bisogno di essere maldicente, perché è stato capace di integrare all'interno della sua personalità sia la luce che l’ombra.
Aldo Carotenuto

Le emozioni non scompaiono quando le ignoriamo.Si trasformano, si accumulano, si manifestano in altri modi.Imparare ad a...
27/04/2026

Le emozioni non scompaiono quando le ignoriamo.
Si trasformano, si accumulano, si manifestano in altri modi.

Imparare ad ascoltarle è un atto di consapevolezza.

Si può soffrire di ansia per vari motivi.Tuttavia, qualsiasi sia il motivo, vi sono degli elementi comuni che è possibil...
14/04/2026

Si può soffrire di ansia per vari motivi.Tuttavia, qualsiasi sia il motivo, vi sono degli elementi comuni che è possibile controllare con alcuni consigli.

4 metodi infallibili per dire addio all'ansia

Si può soffrire di ansia per vari motivi. Un avvenimento drammatico, il nervosismo precedente ad un evento importante o un’immaginazione potente che ci fa andare oltre la realtà; tutti questi fattori possono portarci a soffrire i sintomi dell’ansia.

Tuttavia, qualsiasi sia il motivo, vi sono degli elementi comuni. Il primo è la necessità di calmarci per andare avanti. Il secondo sono i sintomi fisici provocati dal cortocircuito che dà luogo all’ansia e che possiamo controllare.

Come dire addio all’ansia

Controllate la respirazione
Non importa quale sia il motivo scatenante dell’ansia. In tutti i casi si produce una respirazione affannosa, che causa una specie di cortocircuito nel vostro corpo e nella vostra mente. La respirazione diventa veloce e superficiale, scatenando i sintomi dell’ansia.

In altre parole, se siete capaci di controllare la respirazione, potrete controllare anche i restanti sintomi dell’ansia. Ma come fare per controllare la respirazione in queste condizioni? È più semplice di quanto crediate.

Regola 7/11
Al fine di controllare la respirazione, dovete solo seguire questi semplici passaggi in modo da mettere in pratica la regola 7/11:

Fermatevi.
Concentratevi sulla vostra respirazione, senza pensare ad altro.
Inspirate lentamente e contate fino a 7.
Espirate lentamente e contate fino ad 11.
Mettete in pratica questa regola per un minuto. Ripetete fino a quando non ci riuscite. Il segreto sta nell’espirazione, che dev’essere più lunga dell’inspirazione.

Preparatevi ad affrontare le situazioni che vi provocano ansia
In molte occasioni sappiamo bene quali eventi ci possono provocare ansia perché li abbiamo già vissuti oppure perché il semplice fatto di pensare a questi ci altera. In questi casi, è necessario preparasi per non essere vittime dell’ansia.

Quando cominciate a presentare le prime risposte fisiche all’ansia, causate da un evento che non si è ancora verificato, è allora che dovete iniziare a porvi rimedio. Non permettete all’ansia di impossessarsi di voi.

Queste prime risposte inizieranno con un acceleramento della respirazione, che si tradurrà in sudore freddo, mani umide, cattivo umore, movimenti scoordinati e altri sintomi che renderanno la vostra mente ancora più vulnerabile. La vostra immaginazione farà il resto.

Se vi trovate in questa situazione, applicate la regola 7/11. Non cercate di giustificare o capire la situazione, tanto meno proponetevi di razionalizzare ciò che vi sta capitando fino a quando non sarete riusciti a controllare la respirazione. E, per farlo, dovete liberare la vostra mente. In questo modo, vi preparerete per il momento definitivo e vi risulterà più facile calmarvi se vi sentirete di nuovo tranquilli.

Dominate la vostra immaginazione
L’immaginazione ha una funzione da svolgere, ovvero è la responsabile dei nostri obbiettivi e mete, e ci permette di essere capaci di pianificare la nostra vita e di sognare. Tuttavia, a volte, l’immaginazione può farci dei brutti scherzi.

Quando abbiamo una determinata aspettativa o quando sorge una nuova circostanza, è naturale pensare a ciò che succederà. Di solito siamo capaci di immaginare scenari che potremmo classificare in una scala che va dal più favorevole al meno. Tuttavia, ci sono persone in grado di immaginare solo quelli della parte bassa di questa scala e che, pertanto, danno troppo importanza alla probabilità che si verifichino fatti negativi.

Questo è comune quando le persone pensano che il mondo sia un luogo ostile, pieno di ostacoli, fatto per punirci. Bisogna applicare la regola dei 7/11. Questa tecnica ci permette di porci in una dimensione tale da farci capire in modo realistico le probabilità che le diverse situazioni si verifichino.

Razionalizzate le vostre emozioni

Quando si soffre d’ansia, è difficile pensare in modo chiaro. La nostra mente si offusca. Le nostre emozioni ci dominano. Quando le emozioni si affievoliscono, solo allora potremo iniziare a calmarci. Razionalizzando le emozioni, potremo modificare l’interruttore cerebrale e passare dal cervello emotivo a quello pensante.

A tale scopo, immaginate una scala da 1 a 10 e date un valore alla vostra paura. Facendo questo, il vostro cervello penserà e lotterà contro il dominio emotivo. Una volta che avrete dato un valore alla vostra paura, visualizzate il valore come se fosse un termometro e vi renderete conto che il livello si abbasserà poco a poco.

La causa della vostra obesitàLa causa del vostro sovrappeso o obesità non siete voi. Avere questo pensiero genererà solo...
07/04/2026

La causa della vostra obesità

La causa del vostro sovrappeso o obesità non siete voi. Avere questo pensiero genererà solo ansia che cercherete di ridurre con il cibo. Così non farete che accrescere il vostro senso di colpa. In questo articolo, parleremo di come spezzare questo circolo vizioso.
La causa della vostra obesità
“Domani inizio”, “È finita”, “Oggi dico addio a tutto questo cibo spazzatura”, “Mai più!”, “Non posso andare avanti così”, “Sto ingrassando”, “Devo cambiare”, “Ho preso una taglia in più”, “Non smetto di ingrassare”. Vi riconoscete in queste espressioni? Forse sono frasi che vi ripetete ogni giorno perché vi hanno fatto credere che site solamente voi la causa della vostra obesità.

Credete di essere gli unici responsabili del vostro corpo. Vi apprezzate solo in riferimento alla vostra immagine corporea. Vi sentite frustrati perché le vostre qualità non sono sufficientemente riconosciute dagli altri.

È possibile che vi sentiate ancora peggio perché avete un corpo che la società non accetta. Sapete che dovete cambiare stile di vita perché i problemi di salute non smettono di apparire o i medici vi hanno avvertito delle imminenti conseguenze di un peso eccessivo. Sono molte le ragioni che possono spingervi a voler cambiare aspetto fisico.

Dallo stress alla disperazione
Un giorno, presi dalla disperazione di cambiare, tutti questi pensieri compaiono nella vostra testa in modo frettoloso e disordinato. In quel preciso momento state male, vi chiedete perché non avete fatto nulla prima e vi puntate il dito contro addossandovi tutte le colpe.

In fondo, pensate di essere gli unici responsabili perché vi hanno fatto credere che cambiare è facile e che dovete soltanto avere forza di volontà.

I metodi restrittivi sono la causa della vostra obesità

La disperazione vi porta a non accettare il vostro corpo e, data l’enorme responsabilità che avvertite, decidete che avete bisogno di un cambiamento immediato. In questi casi, desiderate adottare un metodo per dimagrire che soddisfi due condizioni. La prima è punirvi per non averci pensato prima. La seconda, ottenere risultati eclatanti in un breve periodo di tempo. La triste realtà è che questi metodi esistono davvero e che molti tendono a scegliere la via della “punizione”

Questi metodi vengono presentati come necessari e salutari. Si sostiene che bisogna essere forti per portare avanti un programma di dimagrimento basato su un sacrificio che sembra eccessivo. Diete ipocaloriche, esercizio fisico intenso, autocontrollo assoluto, ecc. Siamo sicuri che conoscete già questi metodi.

La causa della vostra obesità: il disagio della restrizione
Il disagio che vi causa il vostro corpo è grande. Siete disperati e immersi in un processo la cui durezza rende la vostra insoddisfazione insopportabile. È una situazione insostenibile. Non ne potete più, tutto vi sembra impossibile. La disperazione di porre fine a questa pressione rende il processo di cambiamento più duro, al punto che il disagio va oltre le sensazioni fisiche.

A quanto detto in precedenza, dobbiamo aggiungere che la vostra autostima diminuisce giorno dopo giorno senza che ve ne accorgiate. Vi guardate e provate disprezzo per voi stessi. E questo non riguarda solo il rapporto con il vostro corpo, ma anche quello con la vostra psiche. Sapete perché?

Le cause del vostro disagio

Ogni giorno valutate voi stessi solo per l’aspetto fisico. Come se fosse l’unico elemento importante.

Vi ripetete che avete un brutto corpo.
Ogni giorno provate a cambiare il vostro corpo per farlo sembrare come desiderate che sia e come lo desiderano gli altri

Quando provate a modificare il vostro corpo, lo fate in un modo insostenibile. Questo è autodistruttivo.
Non siete capaci di seguire la nuova disciplina che vi siete imposti, ma non vene accorgete. Inoltre, pensate di non riuscirci perché non vi ritenete abbastanza forti.

Tutti i giorni vi sentite in colpa perché non riuscite a cambiare e seguite messaggi fuorvianti come “tutto è possibile, basta volerlo!”.
Ogni giorno il cibo che vorreste rifiutare vince la battaglia. Avete bisogno di mangiare per alleviare la vostra insoddisfazione e calmare l’ansia. Il risultato è che la voglia di cibo non termina e il sollievo è breve.

Il messaggio che mandate a voi stessi è che non siete capaci, che la causa della vostra obesità siete voi, che non vi impegnate abbastanza.
Vi ripetete di continuo frasi come: “Non ce la fai”, “Non sei capace”, “Fai schifo”, “Sei un fallito”.

Un’abbuffata per alleviare la sofferenza

Il disagio diventa difficile da sopportare e per stare bene abbassate la guardia. Iniziate a mangiare tutto quello che non avete mangiato nei giorni precedenti. E lo fate in maniera ansiosa, senza gioia e vivendo questo atto con disagio. Vi abbandonate a una vera e propria abbuffata che, sebbene fisicamente sia poco salutare, vi dona sollievo e vi calma mentalmente per un po’ di tempo.

L’abbuffata riesce a placare l’ansia creata da un insopportabile cambiamento. Il ciclo ricomincerà: pressione, disperazione, controllo eccessivo, insoddisfazione, abbuffata e senso di colpa.

La causa della vostra obesità

Purtroppo, il sollievo è stato breve e adesso vi sentite di nuovo in colpa. Vi sentite colpevoli perché non siete in grado di “fare ciò che deve essere fatto” per avere un bel corpo e controllare la pressione e l’insoddisfazione che ne derivano. Vi addossate la colpa di tutto.

Il ciclo inizia di nuovo. Vi sentirete sotto pressione e troverete le motivazioni per il cambiamento. Adotterete di nuovo un metodo insostenibile. Non riuscirete a sopportarlo e vi abbufferete per alleviare lo stato di profonda insoddisfazione in cui vi troverete. Di nuovo, proverete il senso di colpa. E così il ciclo si ripeterà facendovi sentire ogni volta peggio.

Vi hanno fatto credere che voi siete la causa della vostra obesità. Vi sentite così responsabili che la pressione diventa insopportabile. Questo vi porta a scegliere dei metodi per dimagrire insostenibili e che aggravano la vostra situazione. La soluzione è rompere questo circolo vizioso.

Mettere da parte l’euforia e adottare un approccio più ponderato, adeguato e realistico non significa tornare all’inizio del circolo vizioso e perdere tutti i progressi fatti, bensì mantenere gli obiettivi raggiunti.

Dovete sviluppare uno spirito critico che vi permetta di controllare la vostra vita e le vostre decisioni. Adottare un approccio indipendente rispetto al pensiero di massa.

Cosa fare per rompere il circolo vizioso?

Per rompere il circolo vizioso, bisogna eliminare la pressione. È altrettanto importante avere un’idea realistica di voi stessi, essere responsabili del vostro corpo e comprendere la rilevanza che esso ha all’interno della vostra vita. Allo stesso tempo, dovete avere uno spirito critico nei confronti della società che vi circonda e migliorare il vostro dialogo interiore.

Voi valete più del vostro corpo o delle parti di esso che non vi piacciono. Dovete capire che siete già belli così. In questo modo, se non doveste riuscire nei vostri intenti, la vostra autostima non ne risentirà.

Affrontando la situazione con calma, sarete in grado di iniziare un processo di cambiamento sano, progressivo e sostenibile. È opportuno scegliere un modello generale che, oltre a insegnarvi come mangiare, vi consenta anche di stare meglio.

Grazie a ciò, eliminerete la pressione, la disperazione e l’insoddisfazione. Non sarete costretti a ricorrere al cibo come unica fonte di benessere e, se ne avrete bisogno, saprete che “mangiare tanto per mangiare” a volte ha un effetto protettivo. L’abbuffata non avrà più i risultati di prima. Il senso di colpa scomparirà e il circolo vizioso verrà interrotto.

La causa della vostra obesità risiede nel senso di colpa che vi hanno fatto provare e in tutto quello che ha generato.

L’autorealizzazione rappresenta il processo attraverso cui una persona sviluppa ed esprime il proprio potenziale, costru...
29/03/2026

L’autorealizzazione rappresenta il processo attraverso cui una persona sviluppa ed esprime il proprio potenziale, costruendo un percorso coerente con i propri valori, bisogni e aspirazioni. Non è un traguardo definitivo, ma un’evoluzione continua che accompagna le diverse fasi della vita.
Promuoverla nel proprio percorso di benessere significa imparare a riconoscere le proprie risorse, orientare le scelte in modo consapevole e adattarsi ai cambiamenti, mantenendo una direzione personale significativa. Questo processo rafforza il senso di identità, dando maggiore coerenza alle proprie esperienze.
La costruzione dell’autorealizzazione può favorire:
* una maggiore chiarezza rispetto ai propri obiettivi e desideri
* scelte più intenzionali e in linea con i propri valori
* una percezione più stabile di soddisfazione personale
Nel tempo, contribuisce a sostenere un senso di direzione, continuità e qualità della vita.

Con Dott. Luca Napoli Psicoterapeuta - Sto andando forte! Ho ottenuto un posto tra i fan più attivi per 4 mesi consecuti...
11/03/2026

Con Dott. Luca Napoli Psicoterapeuta - Sto andando forte! Ho ottenuto un posto tra i fan più attivi per 4 mesi consecutivi. 🎉

BUONA DOMENICA ☕🌾🫶💛 Non è la Festa della Donna solo l’8 marzo.È la Festa della Donna ogni volta che puoi uscire di casa ...
08/03/2026

BUONA DOMENICA ☕🌾🫶

💛 Non è la Festa della Donna solo l’8 marzo.

È la Festa della Donna ogni volta che puoi uscire di casa senza paura.
Ogni volta che puoi mostrare il tuo viso senza doverlo nascondere.

È la Festa della Donna ogni volta che puoi dire ciò che pensi
senza che qualcuno provi a spegnere la tua voce.

Ogni volta che qualcuno ti ascolta davvero.

È la Festa della Donna ogni volta che una mano sceglie di accarezzare,
e non di fare male.

Ogni volta che uno sguardo ti rispetta,
invece di giudicare.

È la Festa della Donna ogni volta che non devi abbassare lo sguardo.
Ogni volta che puoi camminare a testa alta.

È la Festa della Donna ogni volta che puoi essere te stessa
senza dover chiedere il permesso a nessuno.

Ogni volta che la tua dignità viene rispettata.
Ogni volta che la tua voce conta.

È la Festa della Donna ogni volta che ciò che fai
è una scelta.
La tua.

Quando scegli chi amare.
Quando scegli la strada da percorrere.
Quando scegli chi vuoi diventare.

È la Festa della Donna quando doni la vita.
Quando doni forza.
Quando doni un abbraccio.

Quando doni tempo.
Quando doni coraggio.
Quando doni te stessa.

È la Festa della Donna ogni volta che una bambina cresce libera di sognare.
Ogni volta che una ragazza non deve avere paura del futuro.
Ogni volta che una donna non deve dimostrare di valere.

È la Festa della Donna ogni volta che sei libera di vivere la tua vita.
Di scegliere.
Di sbagliare.
Di rialzarti.

Di essere semplicemente te stessa.

Perché la libertà non dovrebbe avere una data.

E la Festa della Donna non dovrebbe durare un giorno.

Ma una vita intera.

Ogni giorno.

Diceva Oscar Wilde, in Il ritratto di Dorian Gray "L’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi."In psicologia...
24/02/2026

Diceva Oscar Wilde, in Il ritratto di Dorian Gray "L’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi."
In psicologia sappiamo che ciò che reprimiamo non scompare: scende nell’inconscio. E nell’inconscio non muore, si organizza.
Diventa sintomo, ossessione, impulso improvviso.
Freud parlava di rimozione. Jung di Ombra.
L’ermetismo direbbe: “Ciò che è in basso preme per salire in alto”.
Il viaggio dell'eroe la chiamerebbe soglia: la materia scura che chiede di essere vista, non negata.
La tentazione, allora, non è il male.
È energia grezza, brama animica bambina che tramite la saturazione dell'esperienza (desiderio non integrato: agire e subire) matura per trasmutare in adulta.
Reprimerla significa chiuderla in cantina.
E in cantina, lo sappiamo, le cose fermentano.
Cedere - nel senso profondo - non significa agire compulsivamente ogni impulso.
Significa entrare in relazione con ciò che desideriamo.
Guardarlo negli occhi.
Chiederci: “Cosa stai cercando di dirmi?”
A volte dietro una tentazione c’è fame di amore.
A volte c’è bisogno di vitalità riempiendo il tempo per non sentirsi soli.
A volte c’è rabbia che vuole essere riconosciuta.
A volte compensazione da vendetta.
A volte voglia di essere visti, richiesta di attenzioni.
A volte c’è semplicemente la vita che vuole essere vissuta. Una esperienza bassa (materiale) che vuole alzare la vibrazione.
L’alchimista non distrugge il piombo, non lo reprime.
Lo trasforma.
Così anche noi: non siamo chiamati a combattere i nostri desideri come fossero nemici, ma a trasmutarli in coscienza.
Perché il desiderio represso diventa coazione a ripetere.
Il desiderio compreso diventa maestro.
Lord Henry, nel romanzo, parla di anima che si ammala di nostalgia per ciò che si è negata.
E in fondo è vero: quando diciamo sempre “no” per paura, per morale rigida, per immagine, per compiacere gli altri, una parte della nostra anima sperimentatrice resta congelata nel tempo.
Ma attenzione: non è l’impulso cieco che libera.
È la consapevolezza che integra.
Non si tratta di indulgere.
Si tratta di non scindersi.
L’ermetismo insegna: “Come dentro, così fuori.”
Se dentro di me combatto una guerra, fuori vivrò conflitto.
Se dentro integro, fuori creo.
La vera libertà non è fare tutto.
È non essere più posseduti da ciò che desideriamo.
E forse il senso più profondo della frase di Wilde non è: “Cedi a tutto.”
Ma: “Smetti di fuggire da te stess*.”
Perché ciò che attraversi con coscienza ti trasforma.
Ciò che reprimi ti governa senza rotta, senza scopo e senza senso.
E allora la domanda non è: “Devo cedere o resistere?”
La domanda è: “Posso restare presente mentre questa energia mi attraversa?”
Se sì, sei già nell’oro.
E l’oro, in alchimia, non è il metallo.
È l’integrità dell’anima che viene raggiunta tramite mille processi di frammentazione (solve et coagula).
Se questo ti ha toccato, forse non stavi cercando una frase di Wilde.
Stavi cercando un pezzo di te.
Cedi per capire.
Cedi per osservare.
Cedi per integrare.
Cedi per diventare flessibile.
Cedi per farti contaminare.
Cedi per trasformare la materia grezza in energia spirituale.
Ma cedi.
Altrimenti la rigidità sarà la tua forma.
E la rigidità, si sà, è la forma della morte.

VAMPIRI ENERGETICI: LE VITTIME SONO I CARNEFICI DELL'ANIMATi è mai capitato che una persona che pensavi di conoscere ben...
19/02/2026

VAMPIRI ENERGETICI:
LE VITTIME SONO I CARNEFICI DELL'ANIMA

Ti è mai capitato che una persona che pensavi di conoscere bene, alla quale ti lega un forte affetto, dalla quale mai ti saresti aspettato comportamenti crudeli o scorretti, improvvisamente si sia comportata come un'estranea?
Che abbia detto o fatto cose con rabbia e tu ti sia trovato a chiederti:

"Cosa le è successo? È impazzita?".

Se ti è capitato significa che hai conosciuto il potente vampiro chiamato VITTIMA! Uno dei manipolatori più astuti che esistano.

Si manipolatori, o meglio definiti VAMPIRI ENERGETICI o VAMPIRI PSICHICI.
Ce ne sono moltissimi e di diverso tipo, individui che anche senza saperne il meccanismo, riescono a manovrare e influenzare gli altri.

Per interferire nella vita e sulla volontà delle altre persone non è infatti necessario fare delle azioni con questa intenzione, perché tutti siamo collegati alle persone con le quali interagiamo e per le quali nutriamo un sentimento, che sia di amore o di odio. Semplicemente, chi è più consapevole o anche solo più forte energeticamente e psicologicamente, riesce a proiettare sugli altri i suoi desideri e la sua volontà anche senza doverlo fare apertamente, addirittura anche senza sapere di farlo.

E' sufficiente che con degli atteggiamenti un po’ offensivi, o freddi, o poco limpidi manchi di rispetto all'altro e calpesti la sua dignità. In questo modo gli porta via un po’ di energia, l'altro si sente improvvisamente un po' debole e confuso senza capirne il motivo, e finisce per fare ciò che il VAMPIRO si ASPETTA, in positivo o in negativo.

Ogni categoria e tipologia di manipolatori ha i suoi trucchi e le sue armi.

Qual è il trucco malefico e quasi infallibile delle VITTIME?

CREARE SENSI DI COLPA negli altri, per legare e vincolare le loro azioni.

Sono meccanismi psicologici molto sottili mirati a rubare l’energia vitale delle persone.
Non sono infatti attacchi casuali, no, questi vampiri energetici non si limitano ad alimentare sensi di colpa da situazioni esistenti, CREANO LORO stessi le situazioni in cui gli altri sembrano ferirli, così da poter mettere in atto il loro dramma.

Ad esempio con i fidanzati o gli amici o chiunque abbia un ruolo che richieda una certa integrità di comportamento, loro creano con questa persona (spesso inconsapevolmente) una situazione in cui sanno già che proveranno fastidio, in cui sanno già che la persona in questione le farà soffrire.

Creano situazioni in cui sanno di mettere alla prova la persona in un contesto in cui non potrebbe MAI E POI MAI riuscire a rispettare i loro altissimi canoni morali, sentimentali, di altruismo, di rispetto, di amore, di coerenza ecc. così che poi quando arrivano a soffrire (e naturalmente ci arrivano perché fa parte dello schema di dolore) a quel punto SONO LORO a smascherare il “peccatore” e a rinfacciare il torto al mal capitato ignaro del trabocchetto e, facendolo sentire inadeguato, gli succhiano l’energia.

Se poi la cosa avviene con una persona che le ha accettate e approvate nella loro vita, allora l’azione vampira è ancora più potente perché legata al potere dell’affetto o dell’amore.

Anche perché LA VITTIMA non si limita a rinfacciare le cose al “colpevole”, ma cerca di dichiarare la sua parte di povera creatura indifesa e raggirata anche a chi gli è vicino, ancora meglio se coinvolto nella questione. In questo modo, scalfendo l’immagine del “colpevole” e attirando la compassione e l’APPROVAZIONE degli altri, la VITTIMA succhia ENERGIA A TUTTI quelli coinvolti.

LE VITTIME SONO PERICOLOSISSIME!
SONO I CARNEFICI DELL’ANIMA!

In un attimo distruggono e sconvolgono i risultati derivati da mesi o anni di percorsi evolutivi, sia per chi subisce l'attacco che rimane sconvolto, sia per chi lo sferra. E si.

Com'è possibile?

Perchè il vampiro non è la persona, no.
Possiamo considerare il vampiro come un'entità energetica, un corpo di dolore che vive nella persona e che ne prende in qualche modo il controllo ogni volta che una data situazione lo attiva.

Come nasce questa entità energetica vampira e come può insinuarsi in una persona?

Ogni volta che subiamo un trauma, a qualunque età esso avvenga e indipendentemente dalla reale gravità del fatto, perdiamo una piccola parte di noi, una piccola parte della nostra anima si stacca e se ne va.
Lo spazio che viene lasciato vuoto viene occupato da un'entità energetica di dolore. Alcuni lo chiamano SPIRITO DEL TRAUMA, o DEMONE DELLA MEMORIA, o CORPO DI DOLORE.

Da quel momento non siamo più interamente noi stessi, anzi peggio, non siamo più solo NOSTRI.

Purtroppo infatti quando qualcuno entra nel proprio dramma, nel proprio corpo di dolore (come lo definirebbe E.Tolle) NON E’ PIU’ la stessa persona, è come se avesse la vista annebbiata e la mente conscia disattivata.

Anche la persona migliore e più evoluta del mondo finisce per comportarsi da automa in una recita che ha il pieno potere sul suo volere.
Il dramma infatti prende completamente il sopravvento e il protagonista non si rende conto di nulla. Entra in una realtà diversa e quando lo schema si è attuato e ha preso l’energia necessaria per ricondensarsi e riaffermarsi, la VITTIMA non sa più cosa sia successo. Non sa di aver urlato, insultato, ferito ed è facile sentirle dire:
“Ma com’è possibile che sia successa una cosa simile? Com’è possibile che quella persona si sia comportata in quel modo? Com’è possibile che mi abbia deluso così tanto?”. Quando invece ha fatto tutto lei!

Questo perché la VITTIMA non era più in sé e alla fine ha la sensazione che siano gli altri ad aver agito in modo insolito o scorretto.

La vittima è davvero convinta di essere VITTIMA.

Oltre che come conseguenza di un trauma, il corpo di dolore può essere attivato per necessità dalla persona stessa, per prendere energia agli altri.
Questo di solito avviene quando si è bambini e si desidera attirare l’attenzione degli adulti, con il passare del tempo però lo schema doloroso diventa indipendente. Più energia la persona attira e più quella va a dare potere e autonomia allo schema, al corpo di dolore, quindi in seguito non è più alla persona che l’energia rubata arriva, ma va direttamente al DRAMMA che ormai è un’entità vampira autonoma.

Per questo devi liberare l’energia da tutti i tuoi schemi di dolore, RIPULENDOTI, portandoli alla luce, affrontandoli con sincerità, OSSERVANDOLI con distacco, trasformandoli e trasformando l’energia in essi bloccata, perché di quell’energia a te non tocca nulla.

Tu sei solo uno strumento del corpo di dolore e della mente, che attraverso la tua inconsapevolezza e il tuo dramma si NUTRONO.

Se dentro di te c’è una vittima: amala, ignorala o uccidila!
Credi di essere immune?

Credi che a te non potrebbe mai capitare di comportarti in questo modo perché sei una persona consapevole e corretta e le persone le tratti bene?

E se invece ti dicessi che senza rendercene conto tutti lo facciamo, perché nella nostra coscienza, dove abbiamo subìto dei traumi infantili, ci sono degli angoli ciechi attraverso i quali talvolta agiamo in modo "cattivo", senza però rendercene assolutamente conto?

Le nostre parti nascoste dietro alla vergogna agiscono a nostra insaputa mentre noi siamo sotto ipnosi, e hanno il potere di rovinarci la vita.

Tratto dal libro di :
GEORGIA BRIATA
"ALLA MIA PARTE BAMBINA"

"Il trucco è semplice: dai la colpa a qualcosa o a qualcuno, così potrai sentirti bene e continuare a essere come sei, n...
17/01/2026

"Il trucco è semplice: dai la colpa a qualcosa o a qualcuno, così potrai sentirti bene e continuare a essere come sei, non c'è bisogno di passare attraverso alcuna trasformazione.
L'uomo è in un tale stato di inconsapevolezza che qualsiasi cosa faccia, continua a portare sempre più infelicità a se stesso e agli altri. Continua a dare la colpa al destino, alla società: da sempre la colpa agli altri, mai a se stesso!
Non dare la colpa agli altri e non cercare le cause all'esterno, è facile: trovare le cause da qualche altra parte è la strategia dell'ego, perché così non c'è alcun bisogno di cambiare.
Cosa puoi farci? La società è fatta male, la struttura sociale è sbagliata, l'ideologia politica non ha funzionato, il governo non funziona, neanche la struttura economica: è tutto sbagliato tranne te. Sei una persona meravigliosa che è precipitata in un universo sbagliato, cosa puoi farci?
Nel momento in cui raccogli abbastanza coraggio da ammettere i tuoi torti, nel momento in cui accetti la responsabilità di qualsiasi cosa tu sia, un raggio di luce penetra nel tuo essere e ti ritrovi sul sentiero della trasformazione interiore.
Si raccoglie solo ciò che si è seminato: diventarne consapevoli è il momento più importante della vita, perché da lì inizia la trasformazione, da li comincia una nuova vita."

~ Osho

Opporsi ai cambiamenti è causa di dolorePerché opporsi ai cambiamenti se la vita è fatta di essi? Il cambiamento è l’uni...
04/01/2026

Opporsi ai cambiamenti è causa di dolore

Perché opporsi ai cambiamenti se la vita è fatta di essi? Il cambiamento è l’unica costante, l’unica sicurezza che vige nell’universo. Oggi non siamo la stessa persona che eravamo ieri e non saremo la stessa domani, per quanto ci sforziamo.

Sono moltissime le circostanze che determinano i cambiamenti che viviamo, pur non accorgendocene. Per questo, è fondamentale sconfiggere la paura di cambiare. Esistono modi più sani di vivere la vita che opporsi ai cambiamenti. Perché allora spesso ci convinciamo che il passato sia sempre migliore?

Idealizzare il passato è una delle nostre abitudini, frutto della tendenza a dimenticare le cose negative e selezionare unicamente i ricordi positivi. Per questo siamo soliti ricordare più facilmente le esperienze felici dell’infanzia. Inoltre, se stiamo vivendo un periodo di preoccupazione o disperazione, è facile paragonarlo a momenti felici in cui vivere sembrava più facile.

La memoria non è degna di fiducia in quanto cambia in modo costante. I ricordi sono infatti caratterizzati da un periodo sensibile in cui possono essere modificati in relazione ai nuovi eventi. Così, tendiamo ad addolcire tutto quello che abbiamo vissuto e a farlo riaffiorare ogni volta che ci succede qualcosa di brutto.

Tenendo a mente questo, non è difficile comprendere che il nostro cervello è predisposto a temere i cambiamenti, che siano in bene o in male. Il principale obiettivo del nostro cervello è sentirsi al sicuro e restare nella sua zona di confort, al contrario di quanto accade con i cambiamenti. Come potrebbe non temere l’inaspettato?

D’altro canto, l’eccesso di adrenalina che generiamo per affrontare i cambiamenti spesso viene confusa dal cervello con sensazioni simili alla mancanza di fiducia o al pericolo. In realtà, l’adrenalina viene rilasciata per poter affrontare al meglio le nuove situazioni.

“Non ci bagniamo mai due volte nello stesso fiume perché il fiume scorre di continuo e anche noi cambiamo di continuo.”

-Eraclito di Efeso-

Scopriamo dunque perché i cambiamenti, anche i più attesi, portano con sé una certa malinconia.

Quando si profila la possibilità di cambiare, fatelo
Lo scrittore, poeta e filosofo Henry David Thoreau fece un’affermazione molto giusta: le cose non cambiano, siamo noi a cambiare.
Il fluire della vita ci colpisce e ci trasforma, in un modo o nell’altro. Prima lo accettiamo, prima impareremo a gestire i cambiamenti. È l’unico modo per non restare incatenati al passato né alle illusioni del futuro, ma di vivere il presente in modo cosciente.

Perché non siamo le stesse persone dell’anno passato, così come non lo sono le persone che amiamo. Eppure, la cosa straordinaria è che cambiare non significa smettere di amare, che sia gli altri o noi stessi.

“Ogni mattina mi sono guardato allo specchio chiedendomi -Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?-. Quando la risposta era No per troppi giorni consecutivi, sapevo che dovevo cambiare qualcosa.”

-Steve Jobs-

Opporsi ai cambiamenti rivela le nostre debolezze
La salute mentale dipende dalla capacità di una persona di evolversi e adattarsi alle circostanze della vita. Rimanere saldamente ancorati a modelli o schemi primordiali servirà soltanto ad accumulare angoscia. Non bisogna dunque opporsi all’esperienza che ci insegna e ci cambia.

Resistere di fronte alle cose non fa che rafforzarle. La libertà di spirito non va d’accordo con la resistenza dettata dalla paura.

Evitare di cambiare rivela il desiderio intimo di restare nel posto più comodo, là dove non ci sono paure da affrontare.
Cambiare significa affrontare a viso aperto l’incertezza e sapere che ciò comporterà insicurezza e ansia.

D’altra parte, opporsi ai cambiamenti può voler dire che la persona non si assume le responsabilità dei problemi e preferisce evitarli, o cercarne le cause al di fuori incolpando gli altri dei suoi errori. Una via decisamente più facile, seppur priva di soddisfazioni reali.

“Quando cambiano i fatti, cambiano le mie opinioni.”

-John Maynard Keynes-

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