02/04/2026
Durante il 6° fine settimana di Immersion Anusara abbiamo studiato e praticato gli insegnamenti della Bhagavad Gita nel suo commento Tantrico di Abhinavagupta.
La metafora più che mai attuale in questo breve testo è quella di un campo di battaglia sul quale Krishna rivela gli insegnamenti sullo Yoga: della Conoscenza, dell’Amore e dell’agire.
È una “storia” affascinante nella quale per 18 capitoli entrambi gli eserciti rimangono fermi, affrontandosi in silenzio, mentre Krishna e Arjuna (Maestro e studente” si impegnano in una discussione profonda.
In questa visione tantrica, ogni parte del grande spettro della diversità della vita è considerata una porta d’accesso alla realizzazione estatica della propria intrinseca unità con il potere della pura Coscienza.
Gli insegnamenti tantrici, come riflessi nella _Bhagavad Gita_ , offrono un percorso di vita che è _dharmico_ , ovvero in linea con la volontà creativa del Divino.
È un percorso onnicomprensivo per la vita nel mondo che integra le attività quotidiane, le emozioni e l’intelletto nella pratica spirituale di ogni giorno.
Anzichè cercare di trascendere le fluttuazioni della vita quotidiana, il Ta**ra non dualistico ci insegna a immergerci completamente in ogni aspetto della vita come modo per penetrare l’essenza divina in tutte le cose.
Per rivelare la beatitudine del più alto risveglio interiore, occorre imparare a danzare in armoniosa relazione con il Divino nella sua forma mondana e a interagire abilmente con le forze mutevoli del mondo materiale invece di rifiutarle.
Questa è una delle lezioni centrali che Arjuna riceve da Krishna.
La Gita è amata da quasi un miliardo di indù sul pianeta e da tanti altri milioni di persone di varie tradizioni religiose.
Molti grandi pensatori occidentali sono stati profondamente influenzati da questo venerato testo, tra cui Henry David Thoreau, Carl Jung, Herman Hesse, Ralph Waldo Emerson e Aldous Huxley.