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Un piede radicato a terra, l'altro verso il cielo.Ascolto questa fragilità delle posizioni di equilibrio.La stessa fragi...
21/05/2026

Un piede radicato a terra, l'altro verso il cielo.

Ascolto questa fragilità delle posizioni di equilibrio.
La stessa fragilità dei momenti di transizione, di quando "non sono più" ma "non sono ancora". La stessa fragilità di quando la vita mi chiama a cambiare sguardo sul passato, a rielaborare emozioni, a conoscermi per davvero: "Ma chi sono io senza le mie ferite?"

Ascolto questa forza delle posizioni di equilibrio. Quel fissare lo sguardo senza perdermi, quel pensiero confuso farsi chiaro, quel tremolio del corpo che racconta che il vero equilibrio non è staticità, ma possibilità.

La stessa forza che mi fa riprovare anche se è difficile, che mi fa cambiare anche se è doloroso, che mi fa sperimentare tanti modi di essere senza colpevolizzarmi e senza attaccarmici mai.

E questo insieme di fragilità e forza è anche un gioco tra pesantezza e grazia: non siamo qui solo per camminare e fare, ma anche per nobilitarci, per innalzarci. Il bello di essere umani.

Sarà stato il vento che scompigliava capelli e pensieri insieme, incoraggiandomi a respirare lo stesso, a respirare di p...
14/05/2026

Sarà stato il vento che scompigliava capelli e pensieri insieme, incoraggiandomi a respirare lo stesso, a respirare di più.

Sarà stata l'erba. Così alta nel campo dietro casa, da fluttuare come un mare in tempesta.

Sarà stato il dono della lezione di stamattina: quel lavoro di voce e ascolto, di vibrazione e silenzio.

Che cosa ci consente di danzare nonostante tutto, di danzare a prescindere da?
Di fare come Śiva, il Signore dello yoga, che danza per trasformare, per spezzare l'abitudine, per chiudere con ciò che è sterile.

Immersa nel vento, circondata da onde d'erba coraggiose, riequilibrata dalla pratica.

È stato allora che ho sentito la pace.

Accordarmi a una musica che non decido io perché la suona la Vita. Provare a danzarla con ciò che sono oggi, affinché il mio definire - ciò che è giusto, ciò che va bene- non metta catene a me stessa o ad altri.

Lasciarmi sbilanciare, lasciarmi modellare.
Come l'erba, come Śiva,.



Mi sono straiata sul tappetino dopo una lunga giornata piena di impegni domestici e lavorativi.Succede sempre una magia ...
01/05/2026

Mi sono straiata sul tappetino dopo una lunga giornata piena di impegni domestici e lavorativi.

Succede sempre una magia quando depongo a terra le stanchezze fisiche e mentali. Mi bastano pochi ampi respiri per stare immeditamente meglio e spesso è proprio in quel momento, nel completo abbandono delle forze, che qualche ispirazione arriva a soccorrermi.

Anche stavolta è stato così.
Fino a qualche minuto prima la mia mente cercava di tenere insieme i pezzi, di non lasciarsi sfuggire nulla di ciò che dovevo ancora fare, ma poco dopo la mia resa mi sono ricordata di lei e della sua "arte di non programmare il giorno dopo". Così mi sono alzata e ho riletto quei versi di Edith Stein. Una delle mie salvatrici.

"Questa è la mia ricetta: la mia vita comicia ogni mattina e finisce ogni sera: non ho ulteriori piani e intenzioni. Il lavoro quotidiano può naturalmente esigere una progettazione, ma questo non deve mai essere una preoccupazione per il giorno successivo"

Di cosa c'è bisogno per far si che la nostra vita "inizi ogni mattina e finisca ogni sera"?

Edith Stein, così come lo yoga, ci ricorda l'importanza di impegnarsi ma alla fine di affidarsi.
Lo sforzo e la resa devono viaggiare insieme.

"Condotti per mano da Dio" ci dice la Santa; "Īśvarapraṇidhāna: abbandonati al Signore" afferma Patañjali.

Allora posso togliere dal mio fare i "devo", gli assolutismi, il credere di essere indispensabile e sapere nel cuore che una Luce mi protegge, mi sostiene e mi guida.

Questa la ricetta.

Ogni volta che mettiamo insieme ascolto attento, respiro consapevole e gesti delle mani compiamo una piccola meraviglios...
26/04/2026

Ogni volta che mettiamo insieme ascolto attento, respiro consapevole e gesti delle mani compiamo una piccola meravigliosa alchimia.
Succede qualcosa di importante se tutti questi ingredienti vengono mescolati con la cura dell'amore per noi stessi.

Senza accorgercene diamo spazio ad una nuova strada, a una via sottile, energetica, che ha una sola priorità: evitare che quel soffio che è la nostra anima si disperda tra i rumori del mondo.

Le nostre meditazioni sono molto semplici ma è questa facilità ad essere il potente motore che ci fa prendere l'impegno di seminarla in noi e magari di ripercorrerla più e più volte.

È questa familiarità con noi stessi che in fondo ci permette di ricucire i pezzi, di darci sostegno, di ricordarci che prima di ogni soluzione mentale abbiamo bisogno di pacificare pancia e cuore, che prima di ogni nuova scelta occorre liberare la mente.

Possiamo fare così tanto per noi con così poco.

L'anticamera al silenzio passa per questo avvolgerci da piccoli gesti sacri.

Rallento, ascolto, accolgo, amo.





Una delle cose che mi affascina dei testi antichi è la loro capacità di trasmettere quella sapienza che non ha tempo, né...
12/04/2026

Una delle cose che mi affascina dei testi antichi è la loro capacità di trasmettere quella sapienza che non ha tempo, né confini. In poche, essenziali parole riescono a farmi sempre da specchio dandomi la possibilità di osservarmi nel momento in cui mi trovo.

“Dalla perfetta contentezza si raggiunge una felicità senza pari” Yoga-sūtra II, 42

Il secondo dei cinque suggerimenti per prenderci cura di noi è coltivare saṃtoṣa: l’appagamento o contentezza.
Quella contentezza che non deriva da un momento particolarmente speciale, ma che è esito dell’accoglienza dell’istante, così come si presenta.

Possiamo dire che saṃtoṣa diventa più facile se seguiamo anche la prima indicazione dataci da Patañjali: śauca, la purezza. Quando riusciamo ad alleggerire corpo e mente da tutti gli ingombri emotivi (giudizi, lamenti, risentimenti), da tutte le pretese e rimuginii, (i “se fossi”, i “se avessi”) allora quella leggerezza porta a riconoscere i doni da cui siamo sempre, costantemente, circondati.

Così saṃtoṣa diventa un delicato risveglio a ciò che abbiamo dentro e fuori.

Diventa il riconoscere le risorse che possediamo anche nei momenti più critici.

Diventa il godere con sensi aperti e gratitudine nel cuore quell’incontro, quella parola casuale, quel cielo, quel fiore, quel gusto.

Diventa il sapore della vita.

Diventa, infine, la più libera tra le felicità.



Questa è stata una settimana di buone e cattive notizie, ma oggi guardo fuori. Guardo con più attenzione del solito quel...
22/03/2026

Questa è stata una settimana di buone e cattive notizie, ma oggi guardo fuori. Guardo con più attenzione del solito quel pezzo di prato che lasciamo appositamente fiorito per api e farfalle.

Guardo a questa energia potentissima della primavera che ormai è qui a ricordarmi che il senso è sempre oltre: oltre a quello che vedo con i sensi, oltre a quello che comprendo con la mente, oltre a ciò che ritengo essere giusto per la mia individualità.

Lo yoga è l’applicazione di una visione saggia: “Nella fusione c’è sofferenza” -ci dice Patañjali, intendendo che quando non distinguiamo quello che proviamo dalla coscienza che siamo, quando crediamo di essere solamente quelle emozioni passeggere o quei pensieri che tanto desiderano o rifiutano; quando ci allontaniamo da quel mistero che abita nel nostro profondo, allora proviamo dolore.

Così mi prendo cura di questo giorno di festa con piccole fiduciose azioni, sapendo che non so vedere il disegno, che non so cogliere lo scopo, che non posso comprendere il perché.

La vita è qui.
È in questo pezzo di giardino di cui mi innamoro ogni volta.
È in questa primavera che è nata in seno all'inverno e che si fonderà con l'estate.
È in questa amorevole danza che si addobba di stagioni.

"Non confondere ciò che è temporaneo con ciò che è eterno"
"Non confondere il seme dal vero dono"
Il senso è sempre oltre.

La Comunicazione Non Violenta (CNV) è un approccio alla comunicazione sviluppato per migliorare la qualità delle relazio...
14/03/2026

La Comunicazione Non Violenta (CNV) è un approccio alla comunicazione sviluppato per migliorare la qualità delle relazioni e favorire un dialogo più autentico, empatico e rispettoso.

Attraverso questo corso base i partecipanti impareranno a riconoscere e trasformare modalità comunicative che possono generare conflitti, sviluppando invece strumenti per esprimersi con chiarezza e ascoltare gli altri con apertura.

Il percorso introdurrà i principi fondamentali della CNV: osservare senza giudicare, riconoscere e nominare i propri sentimenti, individuare i bisogni alla base delle emozioni e formulare richieste chiare e rispettose. Attraverso esempi pratici ed esercitazioni, i partecipanti potranno sperimentare come applicare questi strumenti nella vita quotidiana, sia in ambito personale che professionale.

Il corso è pensato per chi desidera migliorare la propria capacità di comunicare, gestire i conflitti in modo costruttivo e creare relazioni più consapevoli e collaborative.


Ākāśa: lo spazio.Questo quinto elemento che noi non contempliamo. Forse perché troppo grande, troppo impalpabile, troppo...
13/03/2026

Ākāśa: lo spazio.

Questo quinto elemento che noi non contempliamo. Forse perché troppo grande, troppo impalpabile, troppo lontano dai nostri sensi che sempre hanno bisogno di afferrare e interpretare.
Ma l’India sì. L’India lo mette al primo posto perché senza spazio nulla si può manifestare, nulla può esistere.

È questo posare lo sguardo sullo spazio che cerchiamo in qualche modo di praticare a lezione. Perché nello spazio non c’è più “io” nè “mio”. "Le mie ragioni, le mie vittorie, le mie sconfitte, io sono fatta così" si perdono nell'infinito.

Nello spazio qualcosa accade: si esce da questo gioco di continue delimitazioni e si inizia invece a respirare uno spazio di possibilità.
Nello spazio si amplia lo sguardo e anche se non riusciamo a cogliere la verità delle cose possiamo però intuirne il non-confine e forse accorgerci che dietro alle nostre definizioni c’è sempre e solo tanta paura.

Nello spazio il mio credere e il mio pensare cedono il passo a qualcosa di più armonico, a una sensazione diversa, in cui corpo, mente e cuore trovano ampiezza e libertà.

Che insegnamento meraviglioso quello indiano: lasciarsi abitare dallo spazio per far posto al nuovo, agli imprevisti, al movimento e ai doni della Vita.

Giusto una settimana fa, sul finire del giorno, sono rimasta incantata da questo abbraccio di acqua e cielo.
Un niente, eppure così pieno di pace.

Quante possibilità mi sono tolta di essere Amore?
Quante possibilità ancora la Vita mi sta dando?
Grazie spazio.




"Non sarai mai prigionierafinché ti abita la libertà -in persona-"(Emily Dickinson )Non aspettare il fuoriLasciarsi abit...
08/03/2026

"Non sarai mai prigioniera
finché ti abita
la libertà -in persona-"

(Emily Dickinson )

Non aspettare il fuori
Lasciarsi abitare
Lasciarsi Essere


A cosa serve lo yoga se non ci fa accogliere, se non ci insegna a stare, se non ci dà il coraggio di elaborare e trasfor...
01/03/2026

A cosa serve lo yoga se non ci fa accogliere, se non ci insegna a stare, se non ci dà il coraggio di elaborare e trasformare il nostro dolore?

A cosa serve la nostra pratica se continuiamo a vederla e a viverla solo come movimento del corpo, del respiro e centratura della mente?

Eppure in un corpo più sano e agile stiamo meglio. Eppure coltivando una corretta respirazione possiamo avere più energia e indubbiamente una mente più centrata ci aiuta a non farci trascinare via dai pensieri più astuti.

Ma non c'è solo questo.

C'è anche un impegno più profondo, più sottile.
È il richiamo a seguire la Vita. Quella Vita che non ha inizio, né fine.
È la promessa di non identificarci ancora una volta con quello che ci accade, di sentirci vittime dell'esistenza, della società o di qualcuno . È la salda decisione di non nutrire il non-amore in tutte le sue sfaccettature:paura, sensi di colpa, giudizi.

E questo impegno è un gioco felice in cui sei disposto mille volte a perderti ma sempre a ricominciare, sempre a ridefinirti.

E oggi, adesso, proprio qui, osservo maestra primavera ormai in arrivo e non posso che sentire la sua fiducia pulsarmi forte dentro le vene.

E tu?

Buon inizio di marzo.




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