19/03/2026
Per chi ha un papà così, per chi questo il papà che gli manca, per chi il papà lo conserva nel proprio cuore e lo fa rivivere nei propri gesti, per gli uomini che è questo il papà con cui si trattano, per chi non è papà e lo “fa” nella relazione con gli altri. Buona festa del papà
Sono la figlia dell’operaio
che partiva col baracchino
e tornava con le mani sporche
del grasso delle macchine.
Sono la figlia del lavoratore
che partiva col baracchino
e tornava con le mani sporche
di carbone e le braccia indolenzite.
Sono la figlia del camionista
che partiva col baracchino
e tornava con troppe ore di guida
negli occhi.
Sono la figlia del contadino
che partiva senza il baracchino
e tornava sporco di terra
e col viso abbronzato.
Sono la figlia dell’imbianchino
che partiva col baracchino
e tornava con le mani, la faccia,
le scarpe sporche di vernice.
Sono la figlia dell’uomo
che scaricava le bombole del gas,
che partiva col baracchino
e tornava con la schiena dolorante.
Sono la figlia del cantoniere
che partiva col baracchino
e tornava imbrattato
di terra e catrame.
Sono la figlia del cassaintegrato
che non partiva e non tornava.
Sono la figlia dell’uomo
che sapeva farmi fare
il giro del mondo
nel giardino di casa.
Sono la figlia dell’uomo
che, quando lo chiamo,
inizia ogni telefonata con:
“Sangue del mio sangue,
piume delle mie piume”
Sono la figlia dell’uomo
a cui, se chiedessi la luna,
mi risponderebbe:
“dove la parcheggio?”
Auguri all’uomo la cui vita non è stata leggera,
eppure l’ha sempre vissuta con un largo sorriso sul viso.
Auguri papà. Auguri a tutti i papà che hanno voglia di esserci. Auguri al nostro prezioso papà, anche se le figlie direbbero "babbo".