Dottor Marco Conte, Specialista in Ortopedia e Traumatologia

Dottor Marco Conte, Specialista in Ortopedia e Traumatologia Passione, volontà, umiltà, empatia, altruismo ed entusiasmo devono accompagnarci nel nostro percorso . Faccio ai pazienti cio’ che farei ai miei genitori ❤️

L’IMPORTANZA DELLE SCUOLE E DEI MAESTRI Oggi sono a Torino al 5 annual Meeting della nostra società scientifica SIAGASCO...
19/03/2026

L’IMPORTANZA DELLE SCUOLE E DEI MAESTRI

Oggi sono a Torino al 5 annual Meeting della nostra società scientifica SIAGASCOT . E purtroppo potrò stare solo oggi perché gli impegni di lavoro in Sardegna mi danno poco spazio tra sale operatorie , scadenze e impegni con i pazienti .
Torino e’ una città magnifica che vale sempre la pena visitare , tra il suo bellissimo centro storico con i bellissimi edifici sabaudi , il museo egizio , la sacra sindone , il museo dell’auto e tanto altro.
Ricordo ancora quando venimmo al 86 congresso siot nel 2000 era l’ultimo anno della mia specializzazione prima del Dottorato di Ricerca .
C’era una bellissima sessione dedicata agli specializzandi dove fece una lettura magistrale il Prof Paolo Rossi , amico del mio Mentore Prof Claudio Velluti . E poi non guasta un ligure trasferito in Piemonte . Lo avevo già messo nei radar perché nelle prime siot che seguivo da specializzando ai primi anni mi piaceva la sua grinta , forza con cui presentava gli argomenti e partecipava alle discussioni senza mezzi termini e senza politica : era diretto !! Quindi pensai chi meglio di lui poteva farci una lezione magistrale ? Fece una lezione incredibile , tocco tutte le mie corde . Era uno stimolo allo studio , alla passione per il lavoro , all’essere retti , onesti e non piegarsi mai . Ogni slide erano consigli e noi eravamo tutti incantati a registrare con gli occhi . Un carico di endorfine e di adrenalina che ci galvanizzò .
lui stesso che aveva la platea in mano si commosse , stava per andare in pensione . Ci alzammo tutti in piedi ad applaudire , standing ovation 👏👏👏
Non si potevano ovviamente fare domande ma mi avvicinai a fare i complimenti e a ringraziarlo : ero di fronte a decisioni importanti .
Poi conobbi il figlio Roberto , persona squisita e grandissimo ortopedico , uomo di scienza e di sala . Ho avuto l’onore di essere con lui e Fabrizio Margheritini nel Comitato Sport della siagascot e fare un capitolo di libro sulle fratture da stress. Due vulcani sempre attivi , pieni di idee , girano il mondo in costante aggiornamento ed hanno un network pazzesco . Mi onoro di averli amici e di averli spesso come graditi e luminari ospiti al Carlofortho Meeting , calati in pieno nello spirito del congresso .
Oggi Roberto e’ il Presidente del 5 annual meeting a distanza di 26 anni di quel congresso del padre , oggi Presidente onorario . Roberto e’ uno di quei Professori Associati che adoro , che non è figlio di papa’ ma un eccellente professionista che ha selezionato e creato un team di assistenti giovani volenterosi , bravissimi ortopedici e studiosi : Federica , Davide , Umberto , Matteo , Giorgio e tanti altri . Una squadra “fortissimi” che ha elaborato un programma scientifico da accademy . 3 giorni pieni pieni di mille cose da seguire .
Complimenti a voi , a chi crede in questo lavoro e da la possibilità a tutti di crescere e di confrontarsi .👏👏😘
Portero ‘ una relazione sulla protesi di ginocchio in casi difficili con il ginocchio rigido : molto utile stimolante . Ho dedicato notti a cercare materiale , a riflettere e a cuocerla al punto giusto . Un piccolo contributo che per me e’ fondamentale . Ho scaricato un sacco di materiale , e manco a farlo apposta la review più utile è citata e’ quella dei miei amici della scuola torinese .

Ohi madama ca ciarpa ca pia ca portame via ca casa attensiun ca ie’ el vigil ansel cantun…….😂😘

Sciu Megu ❤️

I ❤️ TORINO

“SE SEI LA PERSONA PIU’ INTELLIGENTE NELLA STANZA, ALLORA SEI NELLA STANZA SBAGLIATA”

ARTROFIBROSI DEL GINOCCHIO: QUANDO IL TESSUTO CICATRIZIALE DIVENTA UN OSTACOLO !!! 🔥🔥Il successo di un intervento chirur...
17/03/2026

ARTROFIBROSI DEL GINOCCHIO: QUANDO IL TESSUTO CICATRIZIALE DIVENTA UN OSTACOLO !!! 🔥🔥

Il successo di un intervento chirurgico (come la ricostruzione del LCA o una protesi di ginocchio o una frattura) o la guarigione da un trauma non dipendono solo dalla mano del chirurgo, ma anche dalla risposta biologica dell'organismo.

L'artrofibrosi rappresenta una delle complicazioni più sfidanti in ortopedia: una risposta cicatriziale eccessiva che "congela" l'articolazione.
Il paziente non ha più il movimento completo ma comincia a perdere gradi di flessione e di estensione .

Ricordiamo che per camminare serve poter avere la gamba dritta a 0 gradi e flettere sino a 65.
Per salire le scale servono 83 gradi
Per alzarsi da una sedia 93 gradi
Per allacciarsi le scarpe servono 106 gradi.

Immaginate la vostra vita se non riuscite ad estendere la gamba o se non flettete oltre 50 gradi ?

Che cos'è e cosa determina l’artrofibrosi ?

L'artrofibrosi è caratterizzata dalla formazione anomala di tessuto fibroso denso all'interno dell'articolazione e nei tessuti peri-articolari. È, in sostanza, una "cicatrice interna" che limita meccanicamente il range di movimento (ROM).

Le cause principali includono:
* Risposta Infiammatoria Prolungata: Un’infiammazione sistemica o locale che non si placa dopo il trauma o l'intervento. Per questo e’ importante prendere i farmaci prescritti

* Immobilizzazione Prolungata: La mancanza di movimento precoce favorisce l'adesione dei tessuti. Il timore del chirurgo , del fisioterapista e la kinesiofobia del paziente porta a disastri sicuri . Bisogna stringere i denti .

* Posizionamento dei Componenti/Graft: In ambito chirurgico, un errore nel posizionamento dei tunnel o della protesi può creare conflitti meccanici che innescano la fibrosi.

* Predisposizione Genetica: Alcuni pazienti presentano una tendenza biologica a produrre collagene in eccesso (pazienti "fibrotici").

Le aderenze posso essere intra articolari o extra articolari sui piani fasciali e muscolari e creano limitazioni e dolore .

I Rischi di un Trattamento Ritardato
Sottovalutare una rigidità articolare nelle prime settimane post-operatorie può portare a conseguenze croniche:
* Perdita Permanente del ROM: Difficoltà invalicabili nell'estensione completa o nella flessione profonda.
* Dolore Cronico: La tensione dei tessuti fibrosi genera uno stato algico persistente, anche a riposo.
* Atrofia Muscolare: L'impossibilità di caricare correttamente l'arto porta a un deperimento del quadricipite difficile da recuperare.
* Artrosi Precoce: La biomeccanica alterata accelera l'usura della cartilagine.

Il Ruolo Cruciale della Fisioterapia e del Monitoraggio Specialistico
Per un ortopedico, il fisioterapista è il primo alleato nella prevenzione. Ecco perché il lavoro di squadra è fondamentale:
* Il "Timing" è Tutto: La finestra temporale per agire sulla fibrosi è breve. Intervenire con mobilizzazioni specifiche nelle prime fasi può evitare un ritorno in sala operatoria per una lisi aderenziale o una mobilizzazione sotto narcosi.
* Protocolli Personalizzati: Non tutti i ginocchi reagiscono allo stesso modo. Lo specialista deve saper calibrare l'intensità: un esercizio troppo aggressivo su un ginocchio infiammato può, paradossalmente, stimolare ulteriore fibrosi.
* Gestione del Controllo Neuromuscolare: Non si tratta solo di "allungare", ma di rieducare il cervello a utilizzare un'articolazione che ha subito un trauma.
> Nota per i pazienti: La chirurgia è il primo passo, ma la guarigione è un percorso attivo. Affidarsi a un team coordinato tra chirurgo e fisioterapista è l'unica garanzia per tornare in campo o alla vita quotidiana con la piena funzionalità.

Il trattamento dell’artrofibrosi e’ una corsa contro il tempo .
IL MOVIMENTO È MEDICINA , MA DEVE ESSERE IL MOVIMENTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO !!💪💪

Quando tutti i trattamenti conservativi sono falliti allora si procede con lo sblocco o manipolando l’articolazione in anestesia in sala operatoria , o con il release artroscopico o open . Ed infine se vi e’ anche un marcato interessamento articolare , con la protesi totale di ginocchio che ha non pochi rischi di complicanze in questi pazienti .

Fondamentali sono la conoscenza della risk map e le soluzioni , insieme all’esposizione graduale .
Senza mai dimenticare l’informazione del paziente prima e dopo.
E tu hai esperienze da raccontare ?

Ne parlerò al 5 annual meeting della SIAGASCOT che faremo tra poco a TORINO il 19-21 Marzo 2026.
Evento annuale molto interessante della nostra società dove si fa il punto , si discute e ci si confronta con le nuove tecniche e opportunità .

Aiutaci a CONDIVIDERE la conoscenza .

Sciu Megu
I ❤️ my job 💪💪

14/03/2026

UNA FORZA DELLA NATURA: PROTESI DI GINOCCHIO BILATERALE 💪

signora Rosaria ha 75 anni e in 4 mesi ha fatto due protesi di ginocchio robotiche . Recupero velocissimo , ha utilizzato pochissimo le stampelle . Strafelice vuole rivivere la sua vita.
Ed io sono felice ad avere pazienti così attivi e collaboranti 👏👏❤️

2 MESI AL CARLOFORTHO MEETING: SI PARTE CON IL MANAGEMENT DELLE LESIONI MUSCOLARI. COME EVITARE GLI ERRORI PIU’ FREQUENT...
14/03/2026

2 MESI AL CARLOFORTHO MEETING:
SI PARTE CON IL MANAGEMENT DELLE LESIONI MUSCOLARI. COME EVITARE GLI ERRORI PIU’ FREQUENTI 💪🏀🏐🏈⚽️🎾

Eccovi qui il programma che vi illustrerò o prossimi giorni .
Abbiamo organizzato un programma vasto ed interessante su tematiche attuali e molto discusse in letteratura .
Ho chiesto rigorosamente ai relatori di parlare di insuccessi , suggerimenti , best practice e evidenze contro la fashion o le terapie inutili .
La mattina del venerdì 15 maggio si inizia con la sessione di comunicazioni a tema , libere e poster per chi vuole presentare i propri lavori .
I migliori verranno premiati con bioskill ed altre cose

Dopo l’inaugurazione ed i saluti ufficiali si entra subito in un tema caldo . Il management delle lesioni muscolari nello sportivo .
Valutazione clinica , ecografica , RM con le nuove classificazioni e nuove tecnologie .
Le novità sul management conservativo e chirurgico di lesioni frequenti che tengono gli sportivi lontano dai campi .
Quindi una relazione sugli errori più frequenti nel management diagnostico e terapeutico delle lesioni .
Faccio da 30 anni questi lavoro e noto sempre lo stesso tipo di problemi nella gestione delle lesioni muscolari .

A come il compito di fare il primo disturbatore con i take home message della sessione , dove tutto riviene messo in discussione , partono domande ai relatori su casi strani .

Come RAIS del congresso controllerò la MATTANZA DELLE DOMANDE: per vincere la timidezza o la paura di esporsi sarà consentito in una chat di fare domande anche scomode ai relatori . Così tutta la platea verrà coinvolta .

La discussione ed il dibattito , l’interazione ed il clima del CarlofORTHO Meeting devono arricchire tutti i partecipanti .

Potete iscrivervi presso segreteria OIC
abbiamo già tante richiesto ed il numero chiuso è a 150.

Vi aspettiamo numerosi e carichi per vivere il congresso a cui non potete mancare.
L’invito ai Relatori e Moderatori e’ di dare il massimo per gli obiettivi dell’evento e per rispondere alle esigenze dei partecipanti .
L’invito ai congressisti e’ di fare tesoro dei consigli di una big faculty .
L’invito per tutti è di godersi la CarlofORTHO Experience 😍ma prenotatevi per tempo i posti letto …..

E tu sei interessato ? e se hai partecipato agli altri 5 eventi precedenti cosa ti e’ piaciuto ?
oppure raccontaci se hai avuto lesioni muscolari da sportivo e problemi nella gestione ?
Il dibattito è le testimonianze ci aiutano a crescere

Sciu Megu ❤️
ÖGAAAAAAA

LA ROTTURA DEL LEGAMENTI CROCIATO ANTERIORE ( LCA): OLTRE L’INTERVENTO CHIRURGICOLa rottura del LCA è uno degli infortun...
12/03/2026

LA ROTTURA DEL LEGAMENTI CROCIATO ANTERIORE ( LCA): OLTRE L’INTERVENTO CHIRURGICO

La rottura del LCA è uno degli infortuni più temuti dagli atleti. Tuttavia, la chirurgia ricostruttiva è solo una parte dell'equazione. Per un ritorno allo sport (Return to Play) di successo, il focus deve spostarsi sulla prevenzione e sulla gestione del rischio di re-infortunio.

🛡️ Prevenzione Primaria: Si può evitare?

Non tutti i traumi sono da contatto. Molte lesioni avvengono per meccanismi di non-contatto (decelerazioni brusche, cambi di direzione). La prevenzione si basa su:
* Allenamento Neuromuscolare: Programmi come il FIFA 11+ riducono l'incidenza degli infortuni fino al 50%.
* Controllo del Valgo Dinamico: Educare l'atleta a evitare il "collasso" del ginocchio verso l'interno durante l'atterraggio o il pivot.
* Rapporto Hamstrings/Quadriceps: Un corretto bilanciamento di forza tra flessori e estensori è fondamentale per la stabilità dinamica.

🔄 Ridurre il Rischio di Ri-rottura (Prevenzione Secondaria)
Il rischio di una nuova lesione (al trapianto o al ginocchio controlaterale) è una realtà clinica.
Ecco i pilastri per minimizzarlo:
* Criteri di Ritorno allo Sport (RTS): Non basarsi solo sul tempo (i classici 6 mesi), ma su test funzionali oggettivi.

* Limb Symmetry Index (LSI) > 90% nei test di salto (Hop Tests).

* Test di forza isocinetica.

* Riabilitazione Propriocettiva: Ripristinare la comunicazione tra articolazione e sistema nervoso centrale per migliorare i tempi di reazione muscolare.

* Gestione del Carico: Un aumento troppo repentino dello stress meccanico post-operatorio è il nemico numero uno del neolegamento in fase di "ligamentizzazione".

* Aspetto Psicologico: La Kinesiofobia (paura del movimento) aumenta la rigidità biomeccanica, elevando paradossalmente il rischio di nuovo infortunio.
Il messaggio chiave: La chirurgia ricostruisce l'anatomia, ma è la riatletizzazione che ricostruisce l'atleta.

i giovani sportivi agonisti di età inferiore si 25 anni hanno un rischio del 40% di rirottura .

Non so torna in campo prima degli 8-9 mesi , solo quando si sono superati tutti gli step .

Io rischio di rirottura maggiore e! entri i due anni . Ergo fatevi seguire da persone competenti in materia e non smettete di allenarvi e rinforzare i muscoli .

Di questo è tanto altro discuteremo nella sessione IL CARLOFORTHO incontra lo Sport con Faculty prestigiosa e vari sportivi top player.

Aiutatemi a CONDIVIDERE la conoscenza

Se vedemmu
Sciu Megu ❤️

11/03/2026

🦴 ARTROFIBROSI POST-PROTESI: QUANDO IL RECUPERO SI BLOCCA !!

Dopo un intervento di protesi d'anca, di ginocchio o di spalla , l'obiettivo è tornare a muoversi senza dolore. Tuttavia, a volte il corpo reagisce in modo eccessivo: è il caso dell'artrofibrosi.

Cos’è l’artrofibrosi?
In termini semplici, è una sorta di "cicatrizzazione interna" eccessiva. Il corpo produce un accumulo anomalo di tessuto fibroso (tessuto cicatriziale) all'interno e intorno all'articolazione.

Questo tessuto agisce come una colla biologica che limita il range di movimento (ROM), causando rigidità e, spesso, dolore persistente.

Come si può prevenire?
La prevenzione inizia prima ancora di entrare in sala operatoria. Come chirurgo, credo fermamente che la chiave sia la sinergia tra tecnica e riabilitazione:

* Gestione dell'infiammazione: Un controllo rigoroso del dolore e del gonfiore post-operatorio riduce lo stimolo alla formazione di fibrina.

* Mobilizzazione precoce: "Motion is lotion". Muovere l'articolazione già nelle prime ore post-intervento è fondamentale per evitare che le aderenze si stabilizzino.

* Pre-abilitazione: Arrivare all'intervento con un buon trofismo muscolare e una mobilità preservata facilita il decorso post-op.

* Protocolli personalizzati: Non tutti i pazienti guariscono alla stessa velocità. Adattare il carico e l'intensità della fisioterapia è essenziale.

Come si cura?
Se la rigidità si è già manifestata, l'approccio è graduale:

* Fisioterapia intensiva e mirata: Stretching dolce ma costante, terapia manuale e l'uso di presidi come il CPM (cinetica passiva).

* Terapia farmacologica: Anti-infiammatori specifici o infiltrazioni per calmare la tempesta fibrotica.

* Lisi chirurgica (Artrolisi): Nei casi più resistenti, interveniamo per via artroscopica o open per rimuovere meccanicamente il tessuto cicatriziale e "liberare" l'articolazione.

* Manipolazione sotto narcosi: Una procedura rapida per rompere le aderenze mentre il paziente è rilassato.

> Il consiglio dell'esperto: Se dopo una protesi senti che l'articolazione è "bloccata" o il dolore invece di diminuire aumenta, non aspettare. Il tempo è il fattore più critico nel trattamento dell'artrofibrosi.

nb: l’artrofibrosi si può verificare anche per traumi , fratture o altri interventi chirurgici articolari .

Hai domande su come gestire il tuo percorso post-operatorio o sospetti una rigidità eccessiva? Scrivimi nei commenti o in DM. 👇

Sciu Megu ❤️💪💪



MAGARI FOSSE POSSIBILEAccendo la macchina ed il display mi fa vedere i numeri in rubrica . Mi mostra subito i primi due ...
10/03/2026

MAGARI FOSSE POSSIBILE

Accendo la macchina ed il display mi fa vedere i numeri in rubrica . Mi mostra subito i primi due preferiti 😍

Vorrei tanto chiamare e parlare un po’ con loro , scherzare come sempre .

Continuano ad esserci , in un modo o nell’altro .
E ne sono grato 💝

“Quelli che abbiamo amato e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo." – Sant'Agostino❤️

E CON OGGI ABBIAMO SUPERATO LE 300 CANDELINE 💪💪❤️Con la seduta di oggi siamo arrivati a 303 protesi fatte con il robot R...
10/03/2026

E CON OGGI ABBIAMO SUPERATO LE 300 CANDELINE 💪💪❤️

Con la seduta di oggi siamo arrivati a 303 protesi fatte con il robot Rosa Knee System.
Orgoglioso e felice di poterlo utilizzare , confrontarmi con il team e con i colleghi e crescere
E’ un percorso continuo di crescita e di interazione con le nuove tecnologie . Grazie a Kormed della opportunità , al mio staff e a tutto il personale

I ❤️ THIS JOB

Sciu Megu

ERRARE UMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM!! ⛔️⛔️Ancora una volta torno su un tema già discusso : i pazienti anzian...
10/03/2026

ERRARE UMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM!! ⛔️⛔️

Ancora una volta torno su un tema già discusso : i pazienti anziani ottantenni che arrivano in ambulatorio con RISONANZA E SENZA RADIOGRAFIE !!!!

Diagnosi dell'Artrosi (Osteoartrosi)
A 80 anni, il sospetto clinico principale è quasi sempre l'artrosi. E questo c’è lo dice la clinica , la statistica e l’epidemiologa .

L'RX è il "Gold Standard": Per valutare il grado di usura articolare (restringimento della rima, osteofiti, sclerosi subcondrale), la radiografia in carico è l'esame più efficace e diretto.

Sovradiagnosi della RM: Una RM a 80 anni mostrerà inevitabilmente lesioni degenerative (menischi sfilacciati, piccole lesioni tendinee) che sono parafisiologiche per l'età. Il rischio è di focalizzarsi su dettagli irrilevanti che non cambiano la strategia terapeutica.

Appropriatezza e Gestione Chirurgica
Se l'obiettivo è valutare l'indicazione a una protesi, l'RX è l'unico esame che permette di pianificare correttamente l'intervento.

Studio degli assi: La RM non permette di valutare l'allineamento dell'arto sotto carico, fondamentale per un chirurgo ortopedico.

Pianificazione: Le dimensioni e l'orientamento delle componenti protesiche si studiano sulle lastre, non sulla risonanza.

Tollerabilità e Sicurezza del Paziente
Il paziente ottuagenario può presentare criticità che rendono la RM sconsigliabile o difficile:

Controindicazioni fisiche: Presenza di vecchi modelli di pacemaker, clip vascolari o schegge metalliche non compatibili.

Comfort: La RM richiede di restare immobili per 20-30 minuti in uno spazio ristretto, spesso in posizioni scomode. L'RX si esegue in pochi secondi.

Insufficienza renale: Se fosse necessaria una RM con contrasto, la funzione renale (spesso ridotta nell'anziano) rappresenterebbe un limite per il mezzo di contrasto (Gadolinio).

È poi c’è l’errata convinzione che con la RM si veda tutto; per cui lo specialista che non opera o il medico di famiglia ti inviano il paziente per fare un intervento al menisco , come il caso nella foto , quando il ginocchio e’ distrutto da una artrosi avanzata . E si aspetta un interventino in artroscopia per risolvere

Facciamo sempre delle radiografie . Solo dopo lo specialista valuterà se occorre o meno anche una RM o una TAC. Se no non risparmiamo tempo ne’ agevoliamo le cose : anzi , si spreca solo tempo e si confondono le idee.
Oltre a far sprecare soldi al paziente ed allo stato in un periodo in cui i tempi di attesa sono biblici .
Magari la RM servirebbe a qualcun altro per qualcosa di più serio ed importante .
E poi altre volte qua si chiediamo una RM per motivi validi , non viene richiesta non si sa per quali motivi .

C’è qualcosa , che non va ..( cit VASCO)

Dobbiamo impegnarci tutti per migliorare la sanità

Aiutami a CONDIVIDERE la conoscenza

E a voi e’ successo ? raccontateci la vostra esperienza.

Sciu Megu ❤️

ÖGAAAAA 💪💪

NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI PESO, E’ UNA QUESTIONE DI VITA.Spesso ai pazienti OBESI viene detto: "Dimagrisci e poi torn...
09/03/2026

NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI PESO, E’ UNA QUESTIONE DI VITA.

Spesso ai pazienti OBESI viene detto: "Dimagrisci e poi torna per l'intervento!!!"

Ma come si può perdere peso se ogni passo è un dolore lancinante? Ma il movimento e’ importante per tutto.

È vero, operare un paziente con obesità comporta sfide maggiori intra e post-operatorie .
> ⚠️ Tempi chirurgici più lunghi, maggiori rischi anestesiologici e di complicanze
> ⚠️ Un rischio più alto di infezioni o problemi di cicatrizzazione.
> ⚠️ Una gestione anestesiologica più complessa.
Per non parlare del rischio di maggior dolore
Ma siamo anche medici ed i problemi dobbiamo affrontarli.

Tuttavia, negare l'intervento significa spesso negare la salute. La chirurgia protesica può essere il "motore" che permette di ricominciare a muoversi, a camminare e, finalmente, a perdere peso con successo, seguendo i consigli di un team multidisciplinare

Il mio obiettivo non è evitare i casi difficili, ma gestirli con una pianificazione attenta e un percorso personalizzato.
Perché la mobilità è un diritto, non un premio per chi è già in forma.

Il diritto alla salute e’ di tutti ed il paziente obeso ha bisogno di aiuto.

Avete mai ricevuto un 'no' a causa del peso? Parliamone nei commenti 👇

Grazie
Sciu Megu ❤️

spalla

🛡️ PREVENZIONE DELLE INFEZIONI PERIPROTESICHE: La Sfida della Chirurgia ModernaL'infezione periprotesica (PPI) rappresen...
08/03/2026

🛡️ PREVENZIONE DELLE INFEZIONI PERIPROTESICHE: La Sfida della Chirurgia Moderna

L'infezione periprotesica (PPI) rappresenta una delle complicanze più temute in chirurgia ortopedica. Nonostante l'evoluzione delle tecniche e dei materiali, la prevenzione rimane il gold standard per garantire il successo dell'intervento e la qualità della vita del paziente.

L'approccio moderno non si limita alla sala operatoria, ma segue un protocollo rigoroso suddiviso in tre fasi critiche:

1. Fase Pre-operatoria: Ottimizzare l'Ospite

La preparazione inizia settimane prima dell'incisione.
È fondamentale:
* Screening microbiologico: Identificazione e trattamento di eventuali colonizzazioni (es. Staphylococcus aureus)

* Gestione delle comorbidità: Controllo rigoroso del compenso glicemico (la glicata deve essere sotto 7) e ottimizzazione dello stato nutrizionale. Ridurre o eliminare alcool e fumo che aumentano il rischio di infezioni .

* Bonifica dei focolai: Controllo odontoiatrico e urinario per eliminare potenziali sorgenti batteriche distanti.

2. Fase Intra-operatoria: Il Fortino Sterile
Il blocco operatorio deve seguire standard d'eccellenza:

* Profilassi antibiotica: Somministrata con tempistiche precise (timing entro 30 minuti dall’incisione ) per garantire il picco ematico durante l'intervento.

* Gestione dei tessuti: Una tecnica chirurgica meticolosa e il rispetto della vitalità tissutale riducono gli spazi morti dove i batteri potrebbero annidarsi.

* Ambiente controllato: Utilizzo di flussi laminari e riduzione al minimo del turnover del personale in sala.

3. Fase Post-operatoria: La Vigilanza Continua

Il monitoraggio non finisce con le dimissioni:
* Cura della ferita: Gestione sterile delle medicazioni fino alla completa riepitelizzazione.
* Educazione del paziente: Istruire il paziente a riconoscere segni precoci (rossore, calore, secrezioni) e a mantenere un'igiene rigorosa. NON PERDERE TEMPO PREZIOSO.
* Protezione nel tempo: È essenziale informare il paziente sulla necessità di profilassi antibiotica per procedure invasive future (es. cure dentali) per evitare la via ematogena.

Il Biofilm: Il Nemico Invisibile
Una volta che i batteri aderiscono alla superficie della protesi, producono una matrice protettiva (biofilm) che li rende estremamente resistenti agli antibiotici. Ecco perché la prevenzione è l'unica vera arma definitiva.
NON BISOGNA MAI ABBASSARE LA GUARDIA.

Il tasso 0 di infezioni non esiste: le infezioni esistono e come . Chi opera le ha . Chi ci dice zero o non visita i suoi pazienti , o le vedono altri o e’ bugiardo .

La chirurgia protesica e sportiva di successo è frutto di una sinergia tra precisione tecnica e prevenzione ossessiva. Proteggere l'impianto significa proteggere la funzione.

Per vincere contro le infezioni occorre un team multidisciplinare dinamico . E la collaborazione del paziente e’ fondamentale . Non si deve trascurare nulla .

Ne parleremo al 6 CarlofORTHO Meeting con faculty di esperti il 16 maggio mattina .

Sciu Megu ❤️💪💪

ögaaaaa

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Indirizzo

Via Meucci 40
Cagliari
09100

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

Telefono

3392773995

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