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Non sempre manca la motivazione.A volte manca l’autoefficacia: la fiducia di riuscirci davvero.Ho scritto un articolo se...
24/01/2026

Non sempre manca la motivazione.
A volte manca l’autoefficacia: la fiducia di riuscirci davvero.
Ho scritto un articolo semplice e pratico sulla teoria di Bandura e su come svilupparla.
👇 Articolo completo nel primo commento

L’idea di autoefficacia è uno dei contributi più influenti della psicologia contemporanea. Albert Bandura usa questo ter...
24/01/2026

L’idea di autoefficacia è uno dei contributi più influenti della psicologia contemporanea. Albert Bandura usa questo termine per indicare la convinzione personale di essere in grado di organizzare e mettere in atto le azioni necessarie per raggiungere un obiettivo.

Non si tratta di semplice autostima o ottimismo generico: l’autoefficacia è specifica, legata a compiti concreti e situazioni reali. Una persona può sentirsi molto efficace nello studio ma insicura nelle relazioni, oppure determinata sul lavoro ma fragile nella gestione emotiva.

Bandura mostra che ciò che determina la riuscita non è solo il talento o l’intelligenza, ma soprattutto la percezione di controllo e competenza. Quando crediamo di poter riuscire, tendiamo a impegnarci di più, a tollerare meglio la frustrazione e a resistere agli ostacoli.

Quando invece ci percepiamo incapaci, rinunciamo in anticipo, evitiamo le sfide e interpretiamo gli errori come prove definitive del nostro limite. In questo senso l’autoefficacia non è un “sentimento”, ma un fattore che modella concretamente comportamento e risultati.

Un punto centrale della teoria è il legame tra autoefficacia e apprendimento. Le persone con alta autoefficacia non evitano l’errore: lo usano come informazione. Al contrario, chi ha bassa autoefficacia vive l’errore come una minaccia alla propria identità.
Questa differenza spiega perché alcuni migliorano velocemente e altri restano bloccati anche con le stesse risorse.

Bandura descrive anche le principali fonti dell’autoefficacia. La più potente è l’esperienza diretta di successo: riuscire davvero in un compito rafforza la convinzione di poter riuscire di nuovo. Seguono l’apprendimento per osservazione (vedere altri simili a noi farcela), la persuasione sociale (incoraggiamenti credibili) e la gestione degli stati emotivi e fisiologici (ansia, stress, attivazione). In altre parole: l’autoefficacia non nasce dal nulla, ma da esperienze e interpretazioni ripetute.

Impatto sulla vita: scuola, lavoro, salute e resilienza.

La forza della teoria di Bandura sta nel suo valore applicativo. L’autoefficacia influenza il modo in cui scegliamo obiettivi, affrontiamo le difficoltà e interpretiamo i risultati. A scuola, uno studente con alta autoefficacia tende a perseverare, a usare strategie migliori e a non farsi definire da un voto negativo. Nel lavoro, l’autoefficacia diventa un motore di iniziativa: chi si sente competente prende decisioni, si assume responsabilità e impara più rapidamente. Anche nella salute, Bandura mostra come la percezione di poter gestire un cambiamento (dieta, attività fisica, terapie) sia spesso decisiva quanto la conoscenza teorica di ciò che sarebbe “giusto fare”.

Lo stile teorico di Bandura è chiaro e rigoroso. Non propone slogan motivazionali, ma un modello verificabile: ciò che conta è come le credenze guidano le azioni, e come le azioni rinforzano o indeboliscono le credenze. L’atmosfera della sua psicologia è anti-fatalista: l’essere umano non è solo prodotto dell’ambiente o delle pulsioni interne, ma un agente capace di autoregolazione. Questo non significa negare le difficoltà reali, ma rifiutare l’idea che siamo totalmente determinati.

Un aspetto interessante è che l’autoefficacia può essere allenata, ma non con frasi vuote. Bandura mette in guardia dall’incoraggiamento generico: dire “sei bravissimo” non serve se non è collegato a competenze reali. L’autoefficacia cresce quando il soggetto sperimenta progressi concreti, quando vede modelli credibili, quando riceve feedback realistici e quando impara a leggere l’ansia come attivazione gestibile, non come prova di incapacità.

Il messaggio profondo della teoria è che la libertà personale non è solo una questione di desiderio, ma di fiducia operativa: sentirsi in grado di agire cambia il modo in cui viviamo il futuro. L’autoefficacia non garantisce il successo, ma aumenta drasticamente la probabilità di provarci davvero. E spesso, nella vita, la differenza tra chi cambia e chi resta fermo non è la possibilità oggettiva, ma la convinzione soggettiva di poterla costruire.

L’autore e il contesto

Albert Bandura nasce nel 1925 a Mundare, una piccola comunità rurale dell’Alberta, in Canada, da una famiglia di origini europee. Cresce in un ambiente lontano dai grandi centri culturali, ma sviluppa presto un forte interesse per lo studio e per i comportamenti umani. Dopo gli studi universitari, si trasferisce negli Stati Uniti, dove costruisce la sua carriera accademica e diventa uno dei più importanti psicologi del Novecento.
Bandura è noto soprattutto per la teoria dell’apprendimento sociale, poi evoluta nella teoria sociale cognitiva. Uno dei suoi esperimenti più celebri è quello della “bambola Bobo”, che dimostrò come i bambini imparino comportamenti aggressivi osservando modelli adulti, senza bisogno di rinforzi diretti. Questa intuizione segnò una svolta: l’essere umano non apprende solo per condizionamento, ma anche per imitazione, osservazione e interpretazione.

Nel contesto storico del secondo dopoguerra, la psicologia era dominata da due grandi filoni: il comportamentismo, che vedeva l’individuo come risposta a stimoli esterni, e la psicoanalisi, centrata su conflitti inconsci. Bandura propose una terza via: l’essere umano è un agente attivo, capace di pianificare, valutare e autoregolarsi. In questa cornice nasce la teoria dell’autoefficacia, diventata uno dei concetti più citati e applicati in psicologia, educazione, sport e management.

Bandura muore nel 2021, lasciando un’eredità enorme. La sua influenza si vede ovunque si parli di resilienza, motivazione, coaching e cambiamento comportamentale. Ma il suo merito più grande è aver dato un fondamento scientifico a un’idea potente: ciò che crediamo di poter fare non è solo un pensiero, è una forza che modella la realtà. E capire questa forza significa capire meglio come diventiamo, giorno dopo giorno, la versione di noi stessi che siamo in grado di immaginare e costruire.

📘 Articolo completo:
https://www.samuelecorona.com/autoefficacia-albert-bandura-motivazione/

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10/01/2026

📌 Vuoi ottenere di più senza scuse?
C’è un modo migliore di chiedere quello che vuoi, e non è fare compromessi stupidi o essere aggressivi 💥
Chris Voss, ex negoziatore dell’FBI, ha scoperto tecniche che funzionano davvero anche nella vita di tutti i giorni: come ascoltare davvero, gestire le emozioni e trasformare un “no” in opportunità.
👉 Scopri il metodo che ti fa ottenere di più:
🔗

Perché Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss funziona: negoziazione emotiva, confronto con i classici e applicazioni reali.

Volere troppo e ottenerlo è un saggio di crescita professionale e negoziazione che si colloca a metà strada tra manuale ...
10/01/2026

Volere troppo e ottenerlo è un saggio di crescita professionale e negoziazione che si colloca a metà strada tra manuale pratico, racconto autobiografico e divulgazione psicologica.

Il libro nasce dall’esperienza diretta di Chris Voss come negoziatore dell’FBI specializzato in sequestri di persona e situazioni ad alto rischio. A differenza dei classici testi di negoziazione basati su compromesso e razionalità, Voss parte da una tesi provocatoria: la negoziazione non è un esercizio logico, ma profondamente emotivo.

La struttura dell’opera è modulare: ogni capitolo introduce un principio chiave, lo illustra attraverso casi reali (spesso drammatici) e lo traduce in strumenti applicabili alla vita quotidiana, dal lavoro alle relazioni personali. Il titolo originale, Never Split the Difference, chiarisce subito l’intento: il compromesso non è sempre la soluzione migliore, perché spesso nasce da una falsa idea di equità e ignora le vere leve decisionali.

Tra i concetti centrali spicca l’idea di ascolto tattico. Per Voss, saper negoziare significa prima di tutto saper ascoltare attivamente, riconoscere le emozioni dell’interlocutore e farle emergere. Tecniche come il mirroring (ripetere le ultime parole dell’altro), l’etichettatura emotiva (labeling) e le domande calibrate servono a creare fiducia e a spostare l’equilibrio della conversazione.

Un altro tema fondamentale è il rifiuto del mito della razionalità. Le persone non decidono in base a calcoli oggettivi, ma a percezioni, paure, bisogni di controllo e riconoscimento. Comprendere questo aspetto consente di negoziare in modo più realistico ed efficace. Il libro mostra come anche richieste apparentemente “eccessive” possano essere accettate, se inserite in una cornice psicologica corretta.

Tecniche operative e filosofia della trattativa

Uno dei punti di forza del libro è la capacità di trasformare esperienze estreme in strumenti concreti. Voss introduce il concetto di black swan (cigno nero): informazioni impreviste ma decisive, spesso di natura emotiva o relazionale, che possono ribaltare una trattativa. Il bravo negoziatore non impone soluzioni, ma crea le condizioni affinché questi elementi emergano.

Lo stile è diretto, narrativo, privo di formalismi accademici. L’autore alterna tensione e ironia, rendendo accessibili concetti complessi senza banalizzarli. L’atmosfera è quella di un racconto dal fronte, in cui ogni errore può avere conseguenze gravi. Questo conferisce al testo un senso di urgenza che manca in molti manuali di management.

Sul piano simbolico, il libro ribalta l’idea tradizionale di potere. Non vince chi parla di più o chi minaccia, ma chi sa gestire il silenzio, rallentare la conversazione, dare all’altro l’illusione del controllo. Voss insiste sul fatto che dire “no” non è un fallimento, ma l’inizio di una vera negoziazione: il “sì” prematuro spesso nasconde concessioni non consapevoli.

Il messaggio profondo dell’opera è che negoziare non significa manipolare, ma comprendere. Le tecniche proposte non funzionano se usate in modo meccanico; richiedono empatia, attenzione e autocontrollo. In questo senso, Volere troppo e ottenerlo va oltre il semplice manuale professionale e propone una vera e propria etica della comunicazione, fondata sulla lucidità emotiva più che sull’aggressività.

Chris Voss: dall’FBI al mondo civile

Chris Voss nasce nel 1957 negli Stati Uniti. Dopo una formazione in ambito giuridico e un’esperienza iniziale nelle forze dell’ordine locali, entra nell’FBI, dove costruisce una carriera di oltre vent’anni come negoziatore di crisi. Lavora su casi di sequestri internazionali, estorsioni e situazioni di ostaggio, diventando uno dei massimi esperti del settore.

Il contesto in cui matura il suo metodo è quello della sicurezza post-Guerra Fredda, caratterizzato da criminalità transnazionale, terrorismo e crisi ad alta complessità emotiva. In questi scenari, le strategie classiche di negoziazione si rivelano spesso inefficaci. Voss contribuisce allo sviluppo di un approccio centrato sulla psicologia comportamentale, anticipando molte intuizioni oggi diffuse nelle scienze cognitive.

Dopo aver lasciato l’FBI, Voss fonda una società di consulenza e inizia a insegnare negoziazione a dirigenti, imprenditori e istituzioni. Volere troppo e ottenerlo, pubblicato nel 2016, segna il suo ingresso nel grande pubblico e diventa rapidamente un bestseller internazionale, apprezzato per il suo taglio pratico e anti-convenzionale.

A differenza di molti autori di self-help, Voss non promette successo facile né formule universali. Racconta fallimenti, errori e limiti personali, mostrando come la negoziazione sia un processo imperfetto, fatto di tentativi e aggiustamenti continui. Il suo lascito culturale risiede nell’aver portato tecniche nate in contesti estremi nella vita quotidiana, dimostrando che volere molto non è un difetto, se si impara a chiedere nel modo giusto.

📘 Ho scritto sul blog “Volere troppo e ottenerlo: il metodo di Chris Voss che funziona”
👉 Leggi al link: https://tinyurl.com/y33xd3sx

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😨 La paura ti fa bloccare?Non serve scacciarla o ignorarla: spesso peggiora solo. C’è un metodo strano ma efficace che t...
03/01/2026

😨 La paura ti fa bloccare?
Non serve scacciarla o ignorarla: spesso peggiora solo. C’è un metodo strano ma efficace che ti invita a evocare la paura prima che arrivi, così da perderle potere e controllarla meglio. 🧠😌 Questo stratagemma aiuta soprattutto contro ansia e attacchi di panico 👇

👉 Scopri come funziona 👉

Evocare le paure per allontanarle è uno stratagemma della psicoterapia strategica per ridurre gli attacchi di panico e l’ansia anticipatoria.

“Ciò che il paziente cerca di evitare con tutte le forze diventa ciò che lo controlla.”Milton H. EricksonChi soffre di a...
03/01/2026

“Ciò che il paziente cerca di evitare con tutte le forze diventa ciò che lo controlla.”
Milton H. Erickson

Chi soffre di attacchi di panico conosce bene questo paradosso:
più si cerca di allontanare la paura, più questa prende spazio.

Rassicurarsi, distrarsi, controllare il respiro…
tutte strategie comprensibili, ma che spesso finiscono per mantenere il problema.

Esiste però un approccio controintuitivo, utilizzato nella terapia strategica, che propone l’esatto opposto:
👉 evocare volontariamente la paura invece di evitarla.

Non per sfidarla, ma per smascherarne il funzionamento.

Nell' articolo approfondisco:
- perché il controllo alimenta il panico
- come funziona lo stratagemma dell’evocazione della paura
- il legame con il pensiero di Erickson e la Scuola di Palo Alto
- quando e perché questa tecnica può ridurre davvero gli attacchi di panico

📖 Leggi l’articolo completo qui:
👉 https://tinyurl.com/bdhsfuns

✋ Non riesci a dire “NO” e ti ritrovi sempre invischiato nelle cose degli altri?Imparare a dire no non è egoismo, è pren...
03/01/2026

✋ Non riesci a dire “NO” e ti ritrovi sempre invischiato nelle cose degli altri?
Imparare a dire no non è egoismo, è prendersi cura di te stesso 😌💪.
In questo articolo scopri perché è così difficile dire no e strategie pratiche per farlo con rispetto, senza sensi di colpa 👇

👉

Dire di no senza sentirsi in colpa è possibile. Scopri le strategie per rifiutare richieste, farti rispettare e migliorare le relazioni senza ferire gli altri

✅ TECNICA PSICOLOGICA PER DIRE NO SENZA SENSI DI COLPA(La regola del contraccambio… usata AL CONTRARIO)Hai presente quan...
03/01/2026

✅ TECNICA PSICOLOGICA PER DIRE NO SENZA SENSI DI COLPA
(La regola del contraccambio… usata AL CONTRARIO)

Hai presente quando qualcuno ti chiede un favore e tu vorresti dire NO…
ma ti senti uno st***zo? 😅
O peggio: dici sì, e poi ti penti.

Ecco la soluzione più furba e più semplice che abbia mai letto.

Lo psicologo David J. Lieberman spiega un trucco basato sulla legge del contraccambio, ma ribaltata.

📌 Come funziona (in 10 secondi):

Qualcuno ti chiede un favore.

Tu dici NO.

SUBITO DOPO, chiedi TU un favore a quella persona.

Scegli un favore che probabilmente non vorrà concederti.

Lui ti dirà NO.

Fine: i conti sono pareggiati.

Tradotto per chi scorre Facebook:
👉 tu dici NO
👉 lui dice NO
👉 e incredibilmente si sente pure a posto.

Perché?
Perché a livello inconscio succede questo:
se solo tu rifiuti, sembra che tu “debba” qualcosa.
se anche lui rifiuta una tua richiesta, il debito sparisce all’istante.

👀 L’immagine qui sopra è esattamente questa dinamica.

👉 Link l'articolo al link https://tinyurl.com/jrd997e6

🧠 Ti critichi sempre nella testa?Quella vocina interna che ti dice “non ce la fai”, “sei un fallito” o “perché non ci ri...
03/01/2026

🧠 Ti critichi sempre nella testa?
Quella vocina interna che ti dice “non ce la fai”, “sei un fallito” o “perché non ci riesci?” è chiamata dialogo interiore negativo; e può rovinarti la giornata, la motivazione e la fiducia in te stesso.

👉 In questo articolo trovi 5 strategie pratiche per zittire quella voce e imparare a parlare con te stesso in modo più positivo e utile 💬✨:
➡️

Il dialogo interiore negativo è uno dei modi più insidiosi attraverso cui ci autosabotiamo. Quando sentiamo il nostro dialogo interiore negativo, dobbiamo

🧠 Quante volte la tua mente ti parla… contro?Ti critica.Ti ricorda errori passati.Ti dice che non sei abbastanza, che st...
03/01/2026

🧠 Quante volte la tua mente ti parla… contro?

Ti critica.
Ti ricorda errori passati.
Ti dice che non sei abbastanza, che stai sbagliando, che “tanto non cambierà nulla”.

Questo non è realismo.
È dialogo interiore negativo.
Ed è una delle principali cause di stress, insicurezza, autosabotaggio e stanchezza mentale.

La maggior parte delle persone prova a combatterlo nel modo sbagliato:
👉 ignorandolo
👉 forzando il “pensiero positivo”
👉 colpevolizzandosi ancora di più

Il risultato? Quel dialogo diventa più forte.

Nel tempo ho scoperto (e sperimentato) che esistono strategie concrete per ridurre davvero il rumore mentale.
Non teorie astratte, ma strumenti pratici che puoi usare quando la mente parte in automatico.

📌 In questa immagine trovi 5 strategie chiave per fermare il DIN (Dialogo Interiore Negativo):
– abbassare il volume della voce interna
– smettere di subirla passivamente
– imparare un ottimismo intelligente
– cambiare il tono dei pensieri
– sviluppare consapevolezza

Nel mio articolo spiego come funziona ognuna di queste strategie, perché funzionano e come applicarle nella vita quotidiana, anche se ti senti bloccato da anni.

👉 Se senti che la tua mente non è un alleato
👉 Se sei stanco di lottare contro te stesso
👉 Se vuoi più calma, lucidità e controllo emotivo

📖 Qui trovi l’articolo completo: https://tinyurl.com/yus5zpjv

🔥 Senti di non avere abbastanza fiducia in te stesso?La fiducia non è qualcosa che nasce dal nulla 🍃  si costruisce gior...
03/01/2026

🔥 Senti di non avere abbastanza fiducia in te stesso?
La fiducia non è qualcosa che nasce dal nulla 🍃 si costruisce giorno dopo giorno con piccoli gesti concreti. In questo articolo trovi 10 strategie pratiche per pensare meglio, agire meglio e sentirti più sicuro nella vita di tutti i giorni 👊💪.

👉 Scopri come migliorare subito 👉

Scopri come rafforzare la fiducia in se stessi con 10 strategie pratiche basate su esercizi, micro-abitudini e riflessioni guidate per una

A un certo punto quasi tutti arrivano a questa conclusione:“Io lo so cosa dovrei fare… ma non ci riesco.”Sai che dovrest...
03/01/2026

A un certo punto quasi tutti arrivano a questa conclusione:
“Io lo so cosa dovrei fare… ma non ci riesco.”

Sai che dovresti smettere di svalutarti.
Sai che dovresti dire di no più spesso.
Sai che dovresti affrontare certe paure invece di evitarle.
Eppure continui a rimandare, a stringere i denti, a dubitare di te stesso.

Non perché sei debole.
Ma perché nessuno ti ha mai spiegato come si costruisce davvero la fiducia in se stessi.

Non con le frasi motivazionali.
Non “credendo di più in te”.
Ma attraverso scelte quotidiane, spesso piccole, spesso invisibili.

L’immagine che vedi qui sopra riassume 10 strategie concrete.
Nell’articolo, invece, spiego come usarle nella vita reale, quando sei stanco, insicuro, pieno di dubbi.
Non per diventare sicuro al 100%, ma per smettere di abbandonarti ogni volta che sbagli.

Se ti riconosci in queste parole, probabilmente non sei tu il problema.
Forse ti serve solo un approccio diverso.

👉 Qui trovi l’articolo completo : https://tinyurl.com/46stb8xa

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