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📌 Vuoi ottenere di più senza scuse?C’è un modo migliore di chiedere quello che vuoi, e non è fare compromessi stupidi o ...
10/01/2026

📌 Vuoi ottenere di più senza scuse?
C’è un modo migliore di chiedere quello che vuoi, e non è fare compromessi stupidi o essere aggressivi 💥
Chris Voss, ex negoziatore dell’FBI, ha scoperto tecniche che funzionano davvero anche nella vita di tutti i giorni: come ascoltare davvero, gestire le emozioni e trasformare un “no” in opportunità.
👉 Scopri il metodo che ti fa ottenere di più:
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Perché Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss funziona: negoziazione emotiva, confronto con i classici e applicazioni reali.

Volere troppo e ottenerlo è un saggio di crescita professionale e negoziazione che si colloca a metà strada tra manuale ...
10/01/2026

Volere troppo e ottenerlo è un saggio di crescita professionale e negoziazione che si colloca a metà strada tra manuale pratico, racconto autobiografico e divulgazione psicologica.

Il libro nasce dall’esperienza diretta di Chris Voss come negoziatore dell’FBI specializzato in sequestri di persona e situazioni ad alto rischio. A differenza dei classici testi di negoziazione basati su compromesso e razionalità, Voss parte da una tesi provocatoria: la negoziazione non è un esercizio logico, ma profondamente emotivo.

La struttura dell’opera è modulare: ogni capitolo introduce un principio chiave, lo illustra attraverso casi reali (spesso drammatici) e lo traduce in strumenti applicabili alla vita quotidiana, dal lavoro alle relazioni personali. Il titolo originale, Never Split the Difference, chiarisce subito l’intento: il compromesso non è sempre la soluzione migliore, perché spesso nasce da una falsa idea di equità e ignora le vere leve decisionali.

Tra i concetti centrali spicca l’idea di ascolto tattico. Per Voss, saper negoziare significa prima di tutto saper ascoltare attivamente, riconoscere le emozioni dell’interlocutore e farle emergere. Tecniche come il mirroring (ripetere le ultime parole dell’altro), l’etichettatura emotiva (labeling) e le domande calibrate servono a creare fiducia e a spostare l’equilibrio della conversazione.

Un altro tema fondamentale è il rifiuto del mito della razionalità. Le persone non decidono in base a calcoli oggettivi, ma a percezioni, paure, bisogni di controllo e riconoscimento. Comprendere questo aspetto consente di negoziare in modo più realistico ed efficace. Il libro mostra come anche richieste apparentemente “eccessive” possano essere accettate, se inserite in una cornice psicologica corretta.

Tecniche operative e filosofia della trattativa

Uno dei punti di forza del libro è la capacità di trasformare esperienze estreme in strumenti concreti. Voss introduce il concetto di black swan (cigno nero): informazioni impreviste ma decisive, spesso di natura emotiva o relazionale, che possono ribaltare una trattativa. Il bravo negoziatore non impone soluzioni, ma crea le condizioni affinché questi elementi emergano.

Lo stile è diretto, narrativo, privo di formalismi accademici. L’autore alterna tensione e ironia, rendendo accessibili concetti complessi senza banalizzarli. L’atmosfera è quella di un racconto dal fronte, in cui ogni errore può avere conseguenze gravi. Questo conferisce al testo un senso di urgenza che manca in molti manuali di management.

Sul piano simbolico, il libro ribalta l’idea tradizionale di potere. Non vince chi parla di più o chi minaccia, ma chi sa gestire il silenzio, rallentare la conversazione, dare all’altro l’illusione del controllo. Voss insiste sul fatto che dire “no” non è un fallimento, ma l’inizio di una vera negoziazione: il “sì” prematuro spesso nasconde concessioni non consapevoli.

Il messaggio profondo dell’opera è che negoziare non significa manipolare, ma comprendere. Le tecniche proposte non funzionano se usate in modo meccanico; richiedono empatia, attenzione e autocontrollo. In questo senso, Volere troppo e ottenerlo va oltre il semplice manuale professionale e propone una vera e propria etica della comunicazione, fondata sulla lucidità emotiva più che sull’aggressività.

Chris Voss: dall’FBI al mondo civile

Chris Voss nasce nel 1957 negli Stati Uniti. Dopo una formazione in ambito giuridico e un’esperienza iniziale nelle forze dell’ordine locali, entra nell’FBI, dove costruisce una carriera di oltre vent’anni come negoziatore di crisi. Lavora su casi di sequestri internazionali, estorsioni e situazioni di ostaggio, diventando uno dei massimi esperti del settore.

Il contesto in cui matura il suo metodo è quello della sicurezza post-Guerra Fredda, caratterizzato da criminalità transnazionale, terrorismo e crisi ad alta complessità emotiva. In questi scenari, le strategie classiche di negoziazione si rivelano spesso inefficaci. Voss contribuisce allo sviluppo di un approccio centrato sulla psicologia comportamentale, anticipando molte intuizioni oggi diffuse nelle scienze cognitive.

Dopo aver lasciato l’FBI, Voss fonda una società di consulenza e inizia a insegnare negoziazione a dirigenti, imprenditori e istituzioni. Volere troppo e ottenerlo, pubblicato nel 2016, segna il suo ingresso nel grande pubblico e diventa rapidamente un bestseller internazionale, apprezzato per il suo taglio pratico e anti-convenzionale.

A differenza di molti autori di self-help, Voss non promette successo facile né formule universali. Racconta fallimenti, errori e limiti personali, mostrando come la negoziazione sia un processo imperfetto, fatto di tentativi e aggiustamenti continui. Il suo lascito culturale risiede nell’aver portato tecniche nate in contesti estremi nella vita quotidiana, dimostrando che volere molto non è un difetto, se si impara a chiedere nel modo giusto.

📘 Ho scritto sul blog “Volere troppo e ottenerlo: il metodo di Chris Voss che funziona”
👉 Leggi al link: https://tinyurl.com/y33xd3sx

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😨 La paura ti fa bloccare?Non serve scacciarla o ignorarla: spesso peggiora solo. C’è un metodo strano ma efficace che t...
03/01/2026

😨 La paura ti fa bloccare?
Non serve scacciarla o ignorarla: spesso peggiora solo. C’è un metodo strano ma efficace che ti invita a evocare la paura prima che arrivi, così da perderle potere e controllarla meglio. 🧠😌 Questo stratagemma aiuta soprattutto contro ansia e attacchi di panico 👇

👉 Scopri come funziona 👉

Evocare le paure per allontanarle è uno stratagemma della psicoterapia strategica per ridurre gli attacchi di panico e l’ansia anticipatoria.

“Ciò che il paziente cerca di evitare con tutte le forze diventa ciò che lo controlla.”Milton H. EricksonChi soffre di a...
03/01/2026

“Ciò che il paziente cerca di evitare con tutte le forze diventa ciò che lo controlla.”
Milton H. Erickson

Chi soffre di attacchi di panico conosce bene questo paradosso:
più si cerca di allontanare la paura, più questa prende spazio.

Rassicurarsi, distrarsi, controllare il respiro…
tutte strategie comprensibili, ma che spesso finiscono per mantenere il problema.

Esiste però un approccio controintuitivo, utilizzato nella terapia strategica, che propone l’esatto opposto:
👉 evocare volontariamente la paura invece di evitarla.

Non per sfidarla, ma per smascherarne il funzionamento.

Nell' articolo approfondisco:
- perché il controllo alimenta il panico
- come funziona lo stratagemma dell’evocazione della paura
- il legame con il pensiero di Erickson e la Scuola di Palo Alto
- quando e perché questa tecnica può ridurre davvero gli attacchi di panico

📖 Leggi l’articolo completo qui:
👉 https://tinyurl.com/bdhsfuns

✋ Non riesci a dire “NO” e ti ritrovi sempre invischiato nelle cose degli altri?Imparare a dire no non è egoismo, è pren...
03/01/2026

✋ Non riesci a dire “NO” e ti ritrovi sempre invischiato nelle cose degli altri?
Imparare a dire no non è egoismo, è prendersi cura di te stesso 😌💪.
In questo articolo scopri perché è così difficile dire no e strategie pratiche per farlo con rispetto, senza sensi di colpa 👇

👉

Dire di no senza sentirsi in colpa è possibile. Scopri le strategie per rifiutare richieste, farti rispettare e migliorare le relazioni senza ferire gli altri

✅ TECNICA PSICOLOGICA PER DIRE NO SENZA SENSI DI COLPA(La regola del contraccambio… usata AL CONTRARIO)Hai presente quan...
03/01/2026

✅ TECNICA PSICOLOGICA PER DIRE NO SENZA SENSI DI COLPA
(La regola del contraccambio… usata AL CONTRARIO)

Hai presente quando qualcuno ti chiede un favore e tu vorresti dire NO…
ma ti senti uno st***zo? 😅
O peggio: dici sì, e poi ti penti.

Ecco la soluzione più furba e più semplice che abbia mai letto.

Lo psicologo David J. Lieberman spiega un trucco basato sulla legge del contraccambio, ma ribaltata.

📌 Come funziona (in 10 secondi):

Qualcuno ti chiede un favore.

Tu dici NO.

SUBITO DOPO, chiedi TU un favore a quella persona.

Scegli un favore che probabilmente non vorrà concederti.

Lui ti dirà NO.

Fine: i conti sono pareggiati.

Tradotto per chi scorre Facebook:
👉 tu dici NO
👉 lui dice NO
👉 e incredibilmente si sente pure a posto.

Perché?
Perché a livello inconscio succede questo:
se solo tu rifiuti, sembra che tu “debba” qualcosa.
se anche lui rifiuta una tua richiesta, il debito sparisce all’istante.

👀 L’immagine qui sopra è esattamente questa dinamica.

👉 Link l'articolo al link https://tinyurl.com/jrd997e6

🧠 Ti critichi sempre nella testa?Quella vocina interna che ti dice “non ce la fai”, “sei un fallito” o “perché non ci ri...
03/01/2026

🧠 Ti critichi sempre nella testa?
Quella vocina interna che ti dice “non ce la fai”, “sei un fallito” o “perché non ci riesci?” è chiamata dialogo interiore negativo; e può rovinarti la giornata, la motivazione e la fiducia in te stesso.

👉 In questo articolo trovi 5 strategie pratiche per zittire quella voce e imparare a parlare con te stesso in modo più positivo e utile 💬✨:
➡️

Il dialogo interiore negativo è uno dei modi più insidiosi attraverso cui ci autosabotiamo. Quando sentiamo il nostro dialogo interiore negativo, dobbiamo

🧠 Quante volte la tua mente ti parla… contro?Ti critica.Ti ricorda errori passati.Ti dice che non sei abbastanza, che st...
03/01/2026

🧠 Quante volte la tua mente ti parla… contro?

Ti critica.
Ti ricorda errori passati.
Ti dice che non sei abbastanza, che stai sbagliando, che “tanto non cambierà nulla”.

Questo non è realismo.
È dialogo interiore negativo.
Ed è una delle principali cause di stress, insicurezza, autosabotaggio e stanchezza mentale.

La maggior parte delle persone prova a combatterlo nel modo sbagliato:
👉 ignorandolo
👉 forzando il “pensiero positivo”
👉 colpevolizzandosi ancora di più

Il risultato? Quel dialogo diventa più forte.

Nel tempo ho scoperto (e sperimentato) che esistono strategie concrete per ridurre davvero il rumore mentale.
Non teorie astratte, ma strumenti pratici che puoi usare quando la mente parte in automatico.

📌 In questa immagine trovi 5 strategie chiave per fermare il DIN (Dialogo Interiore Negativo):
– abbassare il volume della voce interna
– smettere di subirla passivamente
– imparare un ottimismo intelligente
– cambiare il tono dei pensieri
– sviluppare consapevolezza

Nel mio articolo spiego come funziona ognuna di queste strategie, perché funzionano e come applicarle nella vita quotidiana, anche se ti senti bloccato da anni.

👉 Se senti che la tua mente non è un alleato
👉 Se sei stanco di lottare contro te stesso
👉 Se vuoi più calma, lucidità e controllo emotivo

📖 Qui trovi l’articolo completo: https://tinyurl.com/yus5zpjv

🔥 Senti di non avere abbastanza fiducia in te stesso?La fiducia non è qualcosa che nasce dal nulla 🍃  si costruisce gior...
03/01/2026

🔥 Senti di non avere abbastanza fiducia in te stesso?
La fiducia non è qualcosa che nasce dal nulla 🍃 si costruisce giorno dopo giorno con piccoli gesti concreti. In questo articolo trovi 10 strategie pratiche per pensare meglio, agire meglio e sentirti più sicuro nella vita di tutti i giorni 👊💪.

👉 Scopri come migliorare subito 👉

Scopri come rafforzare la fiducia in se stessi con 10 strategie pratiche basate su esercizi, micro-abitudini e riflessioni guidate per una

A un certo punto quasi tutti arrivano a questa conclusione:“Io lo so cosa dovrei fare… ma non ci riesco.”Sai che dovrest...
03/01/2026

A un certo punto quasi tutti arrivano a questa conclusione:
“Io lo so cosa dovrei fare… ma non ci riesco.”

Sai che dovresti smettere di svalutarti.
Sai che dovresti dire di no più spesso.
Sai che dovresti affrontare certe paure invece di evitarle.
Eppure continui a rimandare, a stringere i denti, a dubitare di te stesso.

Non perché sei debole.
Ma perché nessuno ti ha mai spiegato come si costruisce davvero la fiducia in se stessi.

Non con le frasi motivazionali.
Non “credendo di più in te”.
Ma attraverso scelte quotidiane, spesso piccole, spesso invisibili.

L’immagine che vedi qui sopra riassume 10 strategie concrete.
Nell’articolo, invece, spiego come usarle nella vita reale, quando sei stanco, insicuro, pieno di dubbi.
Non per diventare sicuro al 100%, ma per smettere di abbandonarti ogni volta che sbagli.

Se ti riconosci in queste parole, probabilmente non sei tu il problema.
Forse ti serve solo un approccio diverso.

👉 Qui trovi l’articolo completo : https://tinyurl.com/46stb8xa

🔎 Capito davvero cos’è la propaganda?Non è solo chiacchiere politiche o menzogne da partito. Jacques Ellul dice che la p...
03/01/2026

🔎 Capito davvero cos’è la propaganda?
Non è solo chiacchiere politiche o menzogne da partito. Jacques Ellul dice che la propaganda è ovunque: ci entra nella testa tramite media, educazione e persino le cose che ci sembrano naturali. Non è che cambia una sola opinione; modella come reagiamo emotivamente e mentalmente a tutto. 📲
Leggi l’articolo 👇
👉

Analisi di Propaganda di Jacques Ellul: teoria della propaganda, confronto con Bernays e attualità del pensiero nelle società di massa.

Propaganda di Jacques Ellul, è uno dei saggi più lucidi e inquietanti del Novecento. Ellul non si concentra sui casi est...
03/01/2026

Propaganda di Jacques Ellul, è uno dei saggi più lucidi e inquietanti del Novecento. Ellul non si concentra sui casi estremi di menzogna politica o sulle tecniche grossolane di indottrinamento. La sua domanda è più radicale: perché la propaganda funziona così bene nelle società che si definiscono libere?

Pubblicato nel 1962, il libro nasce in un contesto dominato dai mass media tradizionali, ma la sua forza sta nell’aver individuato un meccanismo strutturale della modernità, non legato a una specifica tecnologia.

Per Ellul, la propaganda non è un’anomalia, né una patologia temporanea: è una risposta sistemica al bisogno di coesione, stabilità e prevedibilità delle società tecnologiche di massa. Non serve solo a convincere, ma a integrare l’individuo in un ordine sociale che deve funzionare senza attriti.

Ciò che rende Propaganda un testo ancora attuale è la sua capacità di spostare il problema dal “chi manipola” al “come viviamo”. Ellul non offre consolazioni né soluzioni rapide. Il suo obiettivo non è smascherare complotti, ma mostrare come la propaganda diventi un ambiente mentale, una cornice invisibile entro cui pensieri, emozioni e reazioni prendono forma.

Leggere questo libro significa rinunciare a una posizione comoda: quella di chi si crede spettatore esterno della manipolazione. Ellul costringe il lettore a riconoscersi come parte del problema, non come eccezione.

Jacques Ellul e la propaganda. Perché il consenso è l’ambiente della modernità

Nel cuore dell’analisi di Ellul vi è un’idea tanto semplice quanto destabilizzante: la propaganda non è principalmente un insieme di tecniche, ma un ambiente sociale totale.

Essa non opera attraverso l’inganno diretto, bensì attraverso la normalizzazione di determinati atteggiamenti, valori e riflessi emotivi. In questo senso, la propaganda non è un evento straordinario, ma una condizione permanente della società moderna.

Ellul distingue con precisione tra propaganda politica e propaganda sociologica. La prima è intenzionale, organizzata, spesso riconoscibile: discorsi ufficiali, slogan, campagne elettorali. La seconda, invece, è diffusa e invisibile. Agisce attraverso l’educazione, i media, il linguaggio quotidiano, i modelli di successo e di fallimento.

È questa forma a risultare decisiva, perché non si presenta come imposizione, ma come evidenza condivisa. L’individuo non percepisce di essere influenzato: percepisce di “pensare come tutti”.

Un aspetto centrale del libro è il rapporto tra propaganda e informazione. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Ellul non ritiene che la propaganda prosperi sull’ignoranza. Al contrario, essa funziona meglio in contesti di iper-informazione.

L’eccesso di notizie, dati e opinioni genera confusione, affaticamento cognitivo e bisogno di sintesi. La propaganda risponde a questo bisogno offrendo spiegazioni semplici, coerenti e rassicuranti, capaci di ordinare il caos senza metterlo realmente in discussione.

La propaganda, dunque, non elimina la libertà formale, ma la rende irrilevante. L’individuo è libero di scegliere, ma solo all’interno di un perimetro simbolico già definito. È qui che Ellul individua il vero pericolo: la progressiva interiorizzazione del conformismo.

Non serve più imporre dall’esterno ciò che è giusto pensare; basta creare le condizioni affinché certe idee appaiano naturali, inevitabili, persino desiderabili. In questo senso, la propaganda diventa una funzione essenziale della modernità tecnica, che non tollera imprevedibilità.

Tecniche, miti e consenso

Ellul dedica un’analisi approfondita alle tecniche attraverso cui la propaganda riesce a produrre consenso senza ricorrere alla coercizione. Il cuore di queste tecniche non è la logica, ma l’emozione. La propaganda non persuade con argomenti razionali, bensì attraverso miti collettivi, simboli e narrazioni capaci di mobilitare sentimenti profondi.

Il mito del progresso, della sicurezza, della nazione, della libertà o della felicità funziona come una struttura emotiva entro cui l’individuo colloca se stesso.

Un ruolo centrale è svolto dalla ripetizione. La propaganda efficace non introduce idee nuove, ma rafforza convinzioni già presenti, rendendole più familiari e quindi più credibili.

La ripetizione non è percepita come imposizione, ma come conferma: “se tutti lo dicono, deve essere vero”. In questo processo, i media di massa agiscono come amplificatori, privilegiando messaggi semplici, immediati e facilmente riconoscibili.

Ellul insiste sul fatto che la propaganda non mira a cambiare opinioni isolate, ma a modellare atteggiamenti globali. Non interessa cosa l’individuo pensi su un singolo tema, ma come reagisce in generale: con fiducia, paura, entusiasmo, rassegnazione.

L’obiettivo è creare riflessi automatici, riducendo lo spazio della riflessione critica. In questo senso, la propaganda non elimina il pensiero, ma lo rende superfluo.

Lo stile stesso del libro riflette questa analisi. Ellul scrive in modo asciutto, severo, privo di retorica. Non cerca di convincere il lettore con esempi emotivi, ma di costringerlo a osservare la struttura del problema. Il risultato è un testo esigente, che non offre soluzioni né vie di fuga.

Ellul non crede che basti “informarsi meglio” o “pensare con la propria testa”. La propaganda, per lui, è intrecciata al funzionamento stesso della società tecnica, che ha bisogno di individui adattabili, prevedibili e integrati. Comprenderla non significa liberarsene, ma almeno smettere di considerarla un fenomeno esterno.

Ellul e Bernays: due visioni opposte della propaganda

Il confronto con Propaganda di Edward Bernays chiarisce in modo esemplare la portata critica del pensiero di Ellul. I due libri condividono il titolo, ma rappresentano posizioni radicalmente opposte.

Bernays, scrivendo nel 1928, concepisce la propaganda come strumento necessario alla democrazia di massa. In una società complessa, frammentata e sovraccarica di informazioni, le masse non sarebbero in grado di orientarsi autonomamente. Di conseguenza, spetta a élite competenti guidare l’opinione pubblica attraverso tecniche psicologiche e comunicative.

Per Bernays, la manipolazione non è un problema etico, ma una funzione organizzativa. La propaganda serve a creare consenso, stabilità e ordine. È un’arte da padroneggiare, non un pericolo da denunciare. Il suo linguaggio è pragmatico, ottimista, quasi manageriale: la società è vista come un sistema da gestire in modo efficiente.

Ellul ribalta completamente questa prospettiva. La propaganda non è uno strumento nelle mani di pochi, ma un ambiente totale che avvolge anche coloro che la producono. Non serve solo a governare le masse, ma a garantire il funzionamento di una società tecnica che non tollera il dissenso profondo. Dove Bernays vede razionalità ed efficienza, Ellul vede alienazione e perdita della libertà interiore.

La differenza fondamentale sta nel punto di vista. Bernays spiega come costruire il consenso; Ellul analizza cosa accade all’essere umano quando il consenso diventa permanente. Letti insieme, i due testi non si contraddicono: si completano.

Bernays fornisce il manuale operativo del potere moderno; Ellul ne scrive l’autopsia morale. Se il primo giustifica la propaganda come necessità democratica, il secondo ne mostra il costo umano: individui formalmente liberi, ma interiormente adattati.

Jacques Ellul: autore, contesto e lascito

Jacques Ellul nasce a Bordeaux nel 1912, in una famiglia di origini modeste. Studia giurisprudenza e storia del diritto, intraprendendo una carriera accademica che lo porterà a insegnare per decenni all’Università di Bordeaux.

La sua formazione avviene in un’Europa attraversata da crisi profonde: le due guerre mondiali, l’ascesa dei totalitarismi, l’espansione della tecnica e dell’industrializzazione.

Durante l’occupazione nazista, Ellul partecipa alla Resistenza francese. Questa esperienza segna in modo decisivo il suo pensiero, rafforzando la sua diffidenza verso ogni forma di potere ideologico e ogni promessa di salvezza collettiva.

A differenza di molti intellettuali del suo tempo, Ellul non aderisce a grandi sistemi politici. Il suo sguardo resta radicalmente critico, spesso isolato.

Il nucleo della sua riflessione è il rapporto tra uomo e tecnica. In opere fondamentali come La tecnica o la sfida del secolo, Ellul sostiene che la tecnica non sia un semplice insieme di strumenti, ma un sistema autonomo che tende a sottomettere ogni ambito della vita alla logica dell’efficienza.

Propaganda è una conseguenza diretta di questa visione: la manipolazione delle coscienze è il prezzo pagato da società che vogliono funzionare senza attriti.

Ellul attraversa anche una profonda crisi spirituale, approdando a un cristianesimo personale, non istituzionale, che influenza la sua etica della responsabilità e del limite. Muore nel 1994, ma il suo lascito è oggi più attuale che mai.

Nell’epoca dei social media, degli algoritmi e della comunicazione continua, Propaganda resta uno strumento essenziale per comprendere non tanto chi ci manipola, ma perché siamo così disponibili a essere integrati.

Propaganda di Jacques Ellul, un libro scomodo

A distanza di oltre sessant’anni, Propaganda non è diventato un libro storico: è diventato un libro scomodo. Le intuizioni di Ellul risuonano con forza in un presente dominato da flussi informativi incessanti, reazioni emotive immediate e polarizzazione permanente.

La propaganda non si presenta più come un messaggio imposto dall’alto, ma come una conversazione continua, un ambiente comunicativo che non lascia spazio al silenzio né alla distanza critica.

Il confronto con Bernays rende questo scenario ancora più inquietante. Se Bernays ha insegnato al potere come orientare le masse, Ellul ha mostrato cosa accade all’uomo quando l’orientamento diventa una condizione permanente.

Non siamo manipolati perché ignoranti, ma perché adattati. Non perché passivi, ma perché integrati in un sistema che premia la reazione immediata e scoraggia la riflessione.

Il valore più duraturo del libro sta forse in questa intuizione: la propaganda più efficace non ci dice cosa pensare, ma ci abitua a pensare sempre dentro un perimetro dato. Non elimina la libertà, ma la svuota di significato.

Ellul non offre soluzioni, né invita alla fuga. Ci invita a riconoscere un limite: quello oltre il quale l’informazione smette di chiarire e inizia a modellare.

Propaganda non rende liberi. Ma rende più difficile continuare a credere, senza esitazione, di esserlo già. Ed è forse proprio questo, oggi, il suo gesto più radicale.

📘 Ho scritto sul blog “Jacques Ellul e la Propaganda: analisi di un classico scomodo”
👉 Leggi al link: https://tinyurl.com/3kdf7d6k

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