Dr Giovanni Casaretta - anatomo patologo

Dr Giovanni Casaretta - anatomo patologo Anatomia Patologica

H-SIL. Thin Prep. Pap smear
01/06/2022

H-SIL. Thin Prep. Pap smear

Common infectious findings on Pap smear: (A) herpes simplex virus, (B) trichomonas vaginalis (arrow pointing to trichomo...
04/05/2022

Common infectious findings on Pap smear: (A) herpes simplex virus, (B) trichomonas vaginalis (arrow pointing to trichomonal parasite), (C) actinomyces, (D) Clue cell (indicating a shift in vaginal flora).

Comuni infezioni sul Pap test: (A) virus dell'herpes simplex, (B) trichomonas vaginalis (freccia), (C) actinomyces, (D) Clue cell (che indica uno spostamento della flora vaginale).

Displasia cervicaleCervical dysplasia
03/05/2022

Displasia cervicale

Cervical dysplasia

Paptest: infezione da Candida albicansPaptest: Candida albicans infection
03/05/2022

Paptest: infezione da Candida albicans

Paptest: Candida albicans infection

Liposarcoma dedifferenziato.I sarcomi retroperitoneali sono tumori rari e costituiscono circa il 10-15% dei sarcomi dei ...
03/05/2022

Liposarcoma dedifferenziato.

I sarcomi retroperitoneali sono tumori rari e costituiscono circa il 10-15% dei sarcomi dei tessuti molli, vale a dire solamente l’1% di tutti i tumori. Spesso si tratta di voluminose lesioni, in media di 10 cm di dimensione, ma che possono raggiungere ragguardevoli dimensioni, fino anche ad occupare l’intero addome. Le forme più comuni tra i sarcomi del retroperitoneo sono il liposarcoma ben differenziato, il liposarcoma dedifferenziato, il leiomiosarcoma ed il tumore fibroso solitario. Una particolare presentazione, meno rara di quanto ritenuto in passato, è costituita dai leiomiosarcoma ad origine dalle grosse vene retroperitoneali (p.e. leiomiosarcoma della vena cava).

Il trattamento chirurgico di asportazione completa rappresenta il trattamento standard, e nei sarcomi del retroperitoneo in particolar modo la qualità della chirurgia iniziale è correlata con la sopravvivenza nel lungo termine.
Infatti, il rischio maggiore per questo tipo di malattie è rappresentato dalla recidiva locale, mentre meno frequente è l’evento di ricaduta con metastasi a distanza.
Per la particolare sede anatomica di origine (lo spazio retroperitoneale è situato nell’addome al di dietro dei visceri), spesso è tecnicamente complesso ottenere una resezione chirurgica con ampi margini di sicurezza

Dedifferentiated liposarcoma.

Retroperitoneal sarcomas are rare tumors and make up about 10-15% of soft tissue sarcomas, or only 1% of all cancers. Often these are voluminous lesions, on average 10 cm in size, but which can reach considerable dimensions, even to occupy the entire abdomen. The most common forms among retroperitoneum sarcomas are well-differentiated liposarcoma, dedifferentiated liposarcoma, leiomyosarcoma, and solitary fibrous tumor. A particular presentation, less rare than previously thought, is leiomyosarcoma originating from large retroperitoneal veins (e.g. leiomyosarcoma of the vena cava).

Complete removal surgical treatment is standard treatment, and in retroperitoneum sarcomas especially the quality of initial surgery correlates with long-term survival.

In fact, the greatest risk for this type of disease is represented by local recurrence, while the relapse event with distant metastases is less frequent.

Due to the particular anatomical site of origin (the retroperitoneal space is located in the abdomen behind the bowels), it is often technically complex to obtain a surgical resection with large margins of safety

Adenocarcinoma del colon-retto
21/03/2022

Adenocarcinoma del colon-retto

Poorly differentiated clusters (PDC) in colorectal cancer: what is and ought to be knownBackgroundThe counting of poorly...
21/03/2022

Poorly differentiated clusters (PDC) in colorectal cancer: what is and ought to be known

Background
The counting of poorly differentiated clusters of 5 or more cancer cells lacking a gland-like structure in a tumor mass has recently been identified among the histological features predictive of poor prognosis in colorectal cancer.

Main body
Poorly differentiated clusters can easily be recognized in the histological sections of colorectal cancer routinely stained with haematoxylin and eosin. Despite some limitations related to specimen fragmentation, counting can also be assessed in endoscopic biopsies. Based on the number of poorly differentiated clusters that appear under a microscopic field of a ×20 objective lens (i.e., a microscopic field with a major axis of 1 mm), colorectal cancer can be graded into malignancies as follows: tumors with

Esophageal squamous cell carcinoma (ESCC)Carcinoma squamoso dell’esofago
18/03/2022

Esophageal squamous cell carcinoma (ESCC)

Carcinoma squamoso dell’esofago

L-SIL
04/03/2022

L-SIL

Il Test genetico BRCA1 e BRCA2 analizza le mutazioni di questi geni al fine di valutare la predisposizione genetica del ...
02/03/2022

Il Test genetico BRCA1 e BRCA2 analizza le mutazioni di questi geni al fine di valutare la predisposizione genetica del paziente a sviluppare il tumore mammario ed ovarico.

FATTORI DI RISCHIO DEL CANCRO ALLA MAMMELLA E ALL’OVAIO

Esistono diversi fattori di rischio del cancro alla mammella e all’ovaio, ma non tutti sono prevedibili.

ETÀ. In più del 75% dei casi di tumore si tratta di donne con età superiore ai 50 anni. Difatti, con l’avanzare dell’età aumenta anche il rischio di sviluppare il tumore al seno
STORIA PERSONALE. Un precedente tumore alla mammella incrementa il rischio di svilupparne uno nuovo
ANAMNESI FAMILIARE. La familiarità per questo tipo di cancro aumenta la probabilità di insorgenza. È stato, infatti, dimostrato che chi ha una madre o una sorella con questa patologia, soprattutto se contratta in giovane età, corre un rischio maggiore di svilupparla nel corso della vita, rispetto a chi non ha mai avuto casi di tumore del seno in famiglia
USO ECCESSIVO DI ESTROGENI. Questi ormoni facilitano l’insorgenza del cancro mammario. Al contrario le gravidanze, riducendo la produzione di estrogeni, hanno un effetto “protettivo”
OBESITÀ. Essere in sovrappeso, soprattutto dopo la menopausa, alza il livello di rischio di ammalarsi
PRIMA GRAVIDANZA. Avere il primo figlio dopo i 35 anni di età è un altro fattore di rischio
TERAPIE ORMONALI SOSTITUTIVE
MENOPAUSA. L’inizio della menopausa oltre i 55 anni di età aumenta il rischio
ABUSO DI ALCOOL
ESPOSIZIONE A RADIAZIONI
FATTORI EREDITARI. Le mutazioni di alcuni geni (come BRCA1 e BRCA2) sono responsabili del 50% delle forme ereditarie di cancro al seno e/o all’ovaio
TEST GENETICO BRCA1 E BRCA2

Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 (BReast CAncer di tipo 1 e 2) sono i principali responsabili della maggior parte delle forme ereditarie di cancro al seno e/o all’ovaio.

Il Test genetico BRCA1 e BRCA2 è un esame di laboratorio grazie a cui è possibile verificare la presenza delle mutazioni e valutare la predisposizione genetica del paziente allo sviluppo dei tumori alla mammella e/o all’ovaio.

Il test genetico deve essere svolto in caso di reale necessità e solo dopo una consulenza onco-genetica. È consigliato sottoporsi al test nel caso in cui in famiglia si siano verificati più casi di tumore della mammella e/o dell’ovaio, soprattutto se questi casi si sono verificati in giovane età, se sono presenti casi di tumori mammari maschili o forme bilaterali.

Dopo il colloquio con un onco-genetista sulla storia clinica personale e familiare, si procede con un prelievo di sangue. In base al risultato del test, l’oncologo elaborerà un piano di prevenzione individuale basato su controlli frequenti e regolari. Questo permette di gestire al meglio il rischio e di individuare un eventuale tumore allo stadio 0.

È importante sottolineare che i soggetti portatori di mutazione hanno solamente una maggiore predisposizione a sviluppare il tumore nel corso della vita. Affinché la malattia insorga è necessario che avvenga una seconda mutazione sull’allele sano.

The BRCA1 and BRCA2 Genetic Test analyzes mutations in these genes in order to assess the patient’s genetic predisposition to develop breast and ovarian cancer.

RISK FACTORS FOR BREAST AND O***Y CANCER

There are several risk factors for breast and ovarian cancer, but not all of them are predictable.

AGE. In more than 75% of cancer cases, these are women over the age of 50. In fact, as we age, the risk of developing breast cancer also increases

PERSONAL HISTORY. Previous breast cancer increases risk of developing new one

FAMILY HISTORY.. Familiarity with this type of cancer increases the likelihood of onset. It has been shown, in fact, that those who have a mother or sister with this pathology, especially if contracted at a young age, are at a greater risk of developing it during their lives, compared to those who have never had cases of breast cancer in the family

EXCESSIVE USE OF ESTROGEN. These hormones facilitate the onset of breast cancer. On the contrary, pregnancies, by reducing estrogen production, have a “protective” effect

OBESITY. Being overweight, especially after menopause, raises the level of risk of getting sick

FIRST PREGNANCY. Having the first child after 35 years of age is another risk factor

HORMONAL REPLACEMENT THERAPIES

MENOPAUSE. The onset of menopause beyond 55 years of age increases the risk

ALCOHOL ABUSES

RADIATION EXPOSURE

HEREDITARY FACTORS. Mutations in certain genes (such as BRCA1 and BRCA2) are responsible for 50% of inherited forms of breast and/or ovarian cancer

BRCA1 AND BRCA2 GENETIC TEST

Mutations in the BRCA1 and BRCA2 genes (BReast CAncer type 1 and 2) are primarily responsible for most inherited forms of breast and/or ovarian cancer.

The BRCA1 and BRCA2 Genetic Test is a laboratory test thanks to which it is possible to verify the presence of mutations and evaluate the patient's genetic predisposition to the development of breast and/or ovarian cancers.

Genetic testing should be done in case of real need and only after onco-genetic counseling. It is recommended to undergo the test if multiple cases of breast and/or ovarian cancer have occurred in the family, especially if these cases occurred at a young age, if there are cases of male breast cancers or bilateral forms.

After the interview with an onco-geneticist on personal and family medical history, we proceed with a blood draw. Based on the test result, the oncologist will draw up an individual prevention plan based on frequent and regular checkups. This makes it possible to better manage the risk and to identify any stage 0 cancer.

Importantly, mutation sufferers only have a greater predisposition to develop cancer later in life. For the disease to arise, a second mutation on the healthy allele must occur.

Carcinoma intraduttale (duttale in situ, CDIS, DIN)E’ un tumore senza evidenza istologica di superamento della membrana ...
02/03/2022

Carcinoma intraduttale (duttale in situ, CDIS, DIN)

E’ un tumore senza evidenza istologica di superamento della membrana basale delle strutture ghiandolari terminali dutto-lobulari; pur essendo sprovvisto di capacità metastatica può evolvere verso forme infiltranti e quindi invasive.

Si tratta di un gruppo eterogeneo di lesioni, non è una singola entità, è una patologia con differenti potenziali di malignità e non è un precursore obbligato del carcinoma infiltrante.

Il 30% delle lesioni non palpabili della mammella sono carcinomi in situ.

La neoplasia duttale intraepiteliale (DIN) conosciuta anche come CDIS o carcinoma in situ rappresenta il 20% di tutte le lesioni di carcinoma della mammella.

Nel 70% dei casi si presenta alla mammografia con calcificazioni vermiculari, ramificate o polimorfe raggruppate in aree di piccole dimensioni.

Intraductal cancer (ductal in situ, CDIS, DIN)

It is a tumor without histological evidence of overcoming the basal membrane of the ducto-lobular terminal glandular structures; despite being devoid of metastatic capacity, it can evolve towards infiltrating and therefore invasive forms.

It is a heterogeneous group of lesions, it is not a single entity, it is a pathology with different malignancy potentials and is not an obligatory precursor of infiltrating cancer.

30% of non- palpable breast injuries are carcinomas in situ.

Intraepithelial ductal cancer (DIN) also known as CDIS or carcinoma in situ accounts for 20% of all breast cancer lesions.

In 70% of cases it occurs to mammography with vermicular, branched or polymorphic calcifications grouped into small areas.

27/02/2022

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