Maternità, infanzia e Psicologia, Dott. ssa Caterina Stolfa

Maternità, infanzia e Psicologia, Dott. ssa Caterina Stolfa Sono psicologa, mi occupo di psicologia perinatale, infanzia, adolescenza e psicologia scolastica.

Non ogni cambiamento indica necessariamente un problema psicologico.Ma alcuni segnali, soprattutto quando persistono nel...
21/05/2026

Non ogni cambiamento indica necessariamente un problema psicologico.
Ma alcuni segnali, soprattutto quando persistono nel tempo e modificano il funzionamento quotidiano dell’adolescente, meritano attenzione e ascolto.
Il disagio dei ragazzi non appare sempre in modo evidente.
Spesso non viene raccontato apertamente, ma emerge attraverso piccoli cambiamenti che tendono a essere sottovalutati: isolamento, irritabilità, chiusura, alterazioni del sonno, calo motivazionale o difficoltà scolastiche improvvise.
La prevenzione in età evolutiva non significa allarmarsi davanti a ogni difficoltà.
Significa non aspettare che la sofferenza diventi una crisi conclamata prima di intervenire.

Accorgersi prima può fare una grande differenza.
Ho raccolto nel carosello alcuni segnali che spesso vengono minimizzati, ma che possono rappresentare una richiesta di aiuto silenziosa.

Salvalo per rileggerlo con calma.
E se senti che qualcosa sta cambiando nel rapporto con tuo figlio, puoi scrivermi.

Hai bisogno di un traduttore per capire come sta tuo figlio?C'è l'adolescente che esplode — che urla, sbatte le porte, r...
19/05/2026

Hai bisogno di un traduttore per capire come sta tuo figlio?
C'è l'adolescente che esplode — che urla, sbatte le porte, risponde male. Quello lo vedi.
Ma c'è anche quello che sparisce in silenzio. Che dice ""va tutto bene"" con una piattezza che non convince. Che smette di parlare non perché stia bene — ma perché ha smesso di sperare di essere capito.
Il disagio adolescenziale non ha un solo volto. C'è chi lo porta fuori con la rabbia, chi lo nasconde dietro le prestazioni scolastiche, chi lo anestetizza con lo schermo, chi semplicemente scompare — fisicamente presente ma emotivamente altrove.
E i genitori spesso non mancano di amore. Mancano di strumenti per leggere quello che il figlio non riesce ancora a dire.
Perché gli adolescenti parlano una lingua che si impara. Fatta di segnali, di comportamenti, di quello che non dicono tanto quanto di quello che dicono.
Capire come sta tuo figlio non è istintivo. È una competenza. E si può acquisire.

16/05/2026

C'è un momento in cui la gioia e la paura smettono di essere opposti e iniziano a convivere.
Per molte donne, la gravidanza arcobaleno è esattamente questo — speranza e terrore nello stesso respiro, amore e distanza emotiva nello stesso istante.
Il corpo non dimentica una perdita. Ogni ecografia è un respiro trattenuto. Ogni sintomo che cambia, un allarme. Non perché tu sia fragile — ma perché il tuo sistema nervoso ha imparato, nel modo più doloroso possibile, che non tutto va sempre bene.
E quando il lutto che precede non è stato elaborato, la gravidanza arcobaleno diventa ancora più complessa da attraversare. Non perché tu abbia sbagliato qualcosa. Ma perché nessuno ti ha dato il tempo e lo spazio per stare dentro quella perdita davvero — prima di ricominciare ad aspettare.
Elaborare il lutto perinatale non significa dimenticare. Significa arrivare a questa gravidanza con meno peso da portare da sola.
Non devi fingere di stare bene. Non devi essere solo grata. Puoi avere paura e sperare allo stesso tempo.
Questo spazio esiste per te.

Scrivimi 🌈 in DM — non devi spiegare niente. Link in bio per prenotare una consulenza.

Gioia e terrore insieme. Speranza e distanza emotiva nello stesso respiro.Se stai vivendo una gravidanza dopo una perdit...
14/05/2026

Gioia e terrore insieme. Speranza e distanza emotiva nello stesso respiro.
Se stai vivendo una gravidanza dopo una perdita, probabilmente sai già di cosa parlo.
Quello che senti non è esagerato. Non stai rovinando questa gravidanza permettendoti di avere paura.
Nel carosello che segue trovi alcune delle emozioni più comuni che accompagnano la gravidanza arcobaleno — quelle di cui spesso non si parla, quelle che fanno sentire sole o "sbagliate" anche quando si sta facendo una cosa coraggiosissima.
Perché riconoscere quello che si prova è il primo passo. Non per smettere di avere paura, ma per non doverla attraversare da soli.
Scorri — e se ti rispecchi, sappi che c'è uno spazio pensato per te.

Salva questo carosello e scrivimi 🌈 in DM se vuoi parlarne. Link in bio per prenotare una consulenza.

Si può essere felice ed avere paura allo stesso momento?La gravidanza arcobaleno è la gravidanza che arriva dopo una per...
12/05/2026

Si può essere felice ed avere paura allo stesso momento?
La gravidanza arcobaleno è la gravidanza che arriva dopo una perdita — un ab**to spontaneo, un parto prematuro, una morte in utero. È la speranza che si rimette in cammino dopo il dolore.
Ma nessuno ti prepara a quanto possa essere complicato stare dentro questa gioia.
Perché insieme alla notizia positiva non arriva solo sollievo. Arriva anche la paura. Il terrore che possa succedere di nuovo. La difficoltà ad affezionarsi, ad esultare, a permettersi di sognare.
E non è perché sei negativa. È perché il tuo corpo ricorda.
Il trauma perinatale lascia una traccia nel sistema nervoso. Ogni ecografia diventa un respiro trattenuto. Ogni sintomo che cambia, un allarme. L'ansia in gravidanza dopo una perdita non è irrazionale — è una risposta intelligente di un corpo che ha già vissuto il peggio e cerca di proteggerti.
Quello che senti — la gioia e il terrore insieme, la speranza e la distanza emotiva — non è una contraddizione. È la realtà di chi ama già profondamente e sa quanto possa fare male perdere.
Non devi attraversare tutto questo da sola, e non devi fingere di stare bene solo perché questa volta "dovrebbe andare diversamente".
Questo spazio esiste per te.

Se stai vivendo una gravidanza arcobaleno o ci stai pensando, salva questo post. E se vuoi uno spazio per parlarne, sono qui — link in bio.

10/05/2026

Cinque artisti. Cinque secoli diversi. Un'unica verità: la maternità non ha mai avuto un solo volto.
Frida Kahlo — L'amoroso abbraccio dell'universo (1949)
Il corpo che contiene e viene contenuto. La maternità come forza cosmica, fatta di radici, dolore e nutrimento insieme. Frida, che non poté mai portare a termine una gravidanza, dipinse la maternità con una profondità che solo chi l'ha desiderata intensamente conosce.
Vincent van Gogh — La ninna nanna (1889)
Una madre davanti al fuoco, un bambino in braccio. La fatica silenziosa del postparto, il calore fisico della cura, la solitudine intima di chi veglia di notte. Van Gogh la dipinse pensando alle madri operaie — ma è universale.
Pablo Picasso — Maternità (1901)
La tenerezza assoluta. Il corpo che si piega, si offre, si dona. Uno dei periodi più umani di Picasso — prima che la sua arte diventasse frammentazione.
Piero della Francesca — Madonna del Parto (1459)
L'attesa. Il ventre aperto, le mani che lo reggono, lo sguardo lontano. Dipinta per le donne incinte che venivano a pregare — e che oggi tornerebbero per gli stessi motivi: speranza, paura, il desiderio che tutto vada bene.

L'arte ha sempre saputo contenere quello che le parole faticano a dire.
In psicologia questo si chiama arte-terapia — la capacità delle immagini di raggiungere emozioni profonde, di dare forma a esperienze che non riusciamo ancora a nominare. Un quadro può fare quello che una conversazione a volte non riesce: farci sentire visti, riconosciuti, meno soli.
Ogni maternità è reale. Quella gioiosa e quella faticosa. Quella attesa e quella perduta. Quella che si costruisce con la scienza e quella che arriva per sorpresa. Quella che fa sentire adeguate e quella che logora.
Oggi, festa della mamma, questo post è per tutte.

Se stai attraversando un momento difficile legato alla maternità — in qualsiasi forma — sono qui. Link in bio.

09/05/2026

Essere un genitore presente, affettuoso, vicino ai figli è una cosa bellissima.
Ma c'è una differenza sottile — e importante — tra un genitore che si connette con il proprio figlio e un genitore che cerca di diventare il suo migliore amico.
Quando un adulto rinuncia al proprio ruolo per evitare il conflitto, per essere amato, per non deludere, il bambino si ritrova senza una guida. E un bambino senza guida non diventa più libero: diventa più insicuro, più ansioso, più in difficoltà nel gestire frustrazioni e regole nel mondo esterno.
Il ruolo genitoriale non è simmetrico. Non deve esserlo. Quella asimmetria — fatta di limiti, di direzione, di una presenza adulta riconoscibile — è esattamente ciò che permette al bambino di crescere con una base sicura.
Investire oggi nella chiarezza del proprio ruolo genitoriale significa prevenire domani la fatica emotiva e relazionale che molte famiglie portano in adolescenza.
↓ Questa settimana nel post e nel carosello trovi strumenti concreti su come farlo.
Hai mai sentito questa tensione tra voler essere vicino a tuo figlio e tenere fermo il tuo ruolo? Scrivimi in DM o prenota una consulenza dal link in bio.

Dire “non ora” a un figlio può attivare un senso di colpa molto intenso.Non riguarda solo quel momento, ma il significat...
07/05/2026

Dire “non ora” a un figlio può attivare un senso di colpa molto intenso.

Non riguarda solo quel momento, ma il significato che come genitori attribuiamo al limite: come se dire no, o rimandare, equivalesse a essere meno presenti.

Il contenimento emotivo e comportamentale non allontana il bambino dal genitore — costruisce la base sicura da cui il bambino esplora il mondo.

Quando un bambino non incontra confini chiari, non diventa più autonomo: diventa più ansioso, più agitato, più in difficoltà nella regolazione emotiva. Perché il limite, paradossalmente, dice al bambino che qualcuno si prende cura di lui abbastanza da guidarlo.
Per questo, anticipare, validare e mantenere non sono semplici strategie,
ma modalità relazionali che aiutano il bambino a tollerare l’attesa e a orientarsi.

Se questi momenti diventano frequenti o difficili da gestire,
può essere utile fermarsi a comprenderli meglio.

Investire oggi in una genitorialità consapevole significa prevenire domani difficoltà emotive, relazionali e scolastiche che molte famiglie affrontano in adolescenza.






Se ti senti in colpa quando dici ‘aspetta’ o ‘non ora’… non sei sola e devi sapere che non stai necessariamente sbaglian...
05/05/2026

Se ti senti in colpa quando dici ‘aspetta’ o ‘non ora’… non sei sola e devi sapere che non stai necessariamente sbagliando.
Un genitore sempre disponibile rischia:
-sovraccarico emotivo,
-perdita di confini,
-relazione sbilanciata.

I bambini non hanno bisogno di genitori sempre disponibili.
Hanno bisogno di genitori emotivamente disponibili.
Disponibili a tracciare confini.

Salva questo post per ricordartelo nei momenti di fatica💜

Non sai cosa fare e inizi a dubitare di te.Ti chiedi se stai sbagliando… e finisci per sentirti sbagliato.Qualsiasi cosa...
30/04/2026

Non sai cosa fare e inizi a dubitare di te.

Ti chiedi se stai sbagliando… e finisci per sentirti sbagliato.

Qualsiasi cosa fai sembra non essere abbastanza.

Ma forse il punto non è che stai sbagliando.

Se ti ritrovi in questa sensazione, puoi scrivermi.

29/04/2026

A volte il problema non è la mancanza di impegno.
È la fatica invisibile.

Quando un bambino fa più sforzo degli altri
solo per stare al passo,
può arrivare a fermarsi.

Capire questo cambia il modo di leggere
molti comportamenti.

Se ti ritrovi, puoi scrivermi.

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