Dott.ssa Giuseppina Saccaro Psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Giuseppina Saccaro Psicologa psicoterapeuta Studio di psicologia Dott.ssa Saccaro Psicoterapeuta
Terapie individuali, di coppia e familiari.

Sono la dottoressa Saccaro Giuseppina, psicologa psicoterapeuta, iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Sicilia. Mi occupo di terapie individuali, di coppia e familiari, con particolare riferimento a disturbi d'ansia, dell' umore, alimentari, psicosomatici, elaborazione del lutto, dipendenze da sostanze, da tabacco, da internet, gioco d azzardo, ritiro sociale, problemi di coppia e fam

iliari. Si riceve per appuntamento a Calatafimi Segesta in Via Avvocato Nicolò Zuaro, 18. Telefono
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04/04/2026
Le emozioni degli adolescenti non sono “troppo”. Sono intense. E hanno bisogno di spazio.Guardandoli da fuori, a volte s...
04/04/2026

Le emozioni degli adolescenti non sono “troppo”. Sono intense. E hanno bisogno di spazio.

Guardandoli da fuori, a volte sembrano un caos: rabbia, paura, entusiasmo, tristezza… tutto insieme, tutto velocemente. Un po’ come in , dove ogni emozione prova a prendere il comando.

Ma da psicologa, quello che vedo è altro: non è disordine, è costruzione.

L’adolescenza è il momento in cui si impara a riconoscere, nominare e regolare ciò che si prova. E questo processo passa inevitabilmente attraverso l’intensità.

Quando un ragazzo si arrabbia “troppo”, quando si chiude, quando reagisce in modo che sembra esagerato… spesso non sta cercando di sfidarti.

"Sta cercando di capirsi".

Il punto non è spegnere quelle emozioni, ma aiutarli a starci dentro senza perdersi.
Come adulti, il nostro ruolo cambia: non siamo più quelli che controllano, ma quelli che contengono.

Contenere significa: esserci senza invadere, ascoltare senza giudicare, restare anche quando è difficile.

Perché dietro ogni reazione forte, c’è spesso una domanda silenziosa: “Quello che provo va bene? Posso essere così e restare comunque amato?”

E la risposta, anche quando non viene detta, dovrebbe essere sempre la stessa: sì, puoi.

In adolescenza molti ragazzi vivono una vera e propria “altalena emotiva”.Passano rapidamente dalla distanza al bisogno ...
04/04/2026

In adolescenza molti ragazzi vivono una vera e propria “altalena emotiva”.
Passano rapidamente dalla distanza al bisogno di vicinanza, dalla rabbia alla ricerca di contatto. Questo movimento, spesso disorientante per gli adulti, non è casuale: è parte del loro processo di crescita.

Da psicologa, quello che osservo è che la difficoltà non sta nel “gestire” queste oscillazioni, ma nel sintonizzarsi con esse.
Quando erano piccoli, il vostro ruolo era chiaro: proteggerli, guidarli, “spingere” voi quell’altalena. Oggi, invece, la sfida è più sottile e complessa: capire quando è il momento di avvicinarsi e sostenere, quando è utile fare un passo indietro, e quando lasciare loro lo spazio per autoregolarsi.
Non esiste una risposta unica o sempre giusta. Esiste una relazione che si costruisce nel movimento, insieme.

Quello che però fa davvero la differenza è questo: la percezione della vostra presenza.
Anche quando vi respingono, anche quando sembrano non aver bisogno, anche quando mettono alla prova il legame.

Molti comportamenti adolescenziali possono essere letti come “test affettivi”: modi, spesso inconsapevoli, per verificare se la relazione regge, se l’altro resta.
Restare non significa invadere. Significa esserci in modo coerente, prevedibile, affidabile.

E forse è importante ricordarlo anche nei momenti più faticosi: questa intensità emotiva, oggi così complessa da gestire, è anche ciò che rende la relazione viva.
Col tempo cambierà. E, in modi diversi, potrebbe anche mancare.

Diventare se stessi non è qualcosa che accade all’improvviso.È un processo lento, fatto di piccoli atti di coraggio quot...
01/04/2026

Diventare se stessi non è qualcosa che accade all’improvviso.
È un processo lento, fatto di piccoli atti di coraggio quotidiani.

Come ci ricorda , essere autentici significa attraversare paure, mettere in discussione le aspettative degli altri e, soprattutto, tollerare il disagio di non piacere a tutti.

E qui sta uno dei passaggi più difficili in terapia: accettare che essere se stessi può comportare anche solitudine, incomprensione, distanza.

Ma è una solitudine diversa: non è vuota, è piena di verità.
Restare “comodi” spesso ha un prezzo alto: perdere il contatto con ciò che siamo davvero.
Scegliere l’autenticità, invece, è una forma di rispetto profondo verso se stessi.
Oggi prova a chiederti: sto vivendo per essere compreso… o per essere vero?

A volte restiamo aggrappati al dolore come se lasciarlo andare significasse perderci qualcosa. Ma spesso è proprio il co...
01/04/2026

A volte restiamo aggrappati al dolore come se lasciarlo andare significasse perderci qualcosa. Ma spesso è proprio il contrario: trattenere ci tiene fermi, lasciare andare ci rimette in movimento.

Come suggeriva , quando smettiamo di controllare tutto e permettiamo alle emozioni di fare il loro corso, anche il male trova un suo limite. Non è eterno. Non è infinito.

Lasciar andare non vuol dire dimenticare o far finta che non sia successo.
Vuol dire scegliere di non restare intrappolati lì. È un atto di fiducia.
Verso la vita, ma soprattutto verso se stessi.

Oggi chiediti: cosa sto trattenendo che potrei iniziare, anche solo un po’, a lasciare andare?

Ci sono giorni che pesano. Giorni in cui tutto sembra fermo, faticoso, senza via d’uscita.Eppure è proprio lì, dentro qu...
01/04/2026

Ci sono giorni che pesano. Giorni in cui tutto sembra fermo, faticoso, senza via d’uscita.

Eppure è proprio lì, dentro quei “giorni neri”, che spesso nascono le trasformazioni più profonde.

Trasformare il dolore in disciplina non significa diventare duri o insensibili.Significa imparare a stare, a reggere, a non scappare da ciò che fa male.E da lì costruire, passo dopo passo, qualcosa di nuovo.

La calma nella rivincita non è vendetta, ma consapevolezza:“Ce l’ho fatta. Nonostante tutto.”

Se oggi dubiti di te, fermati un attimo.Guarda indietro.Ricorda quante volte hai resistito, anche quando pensavi di non farcela.

Dentro di te ci sono già le risorse che cerchi.A volte hanno solo bisogno di essere riconosciute. 🤍

Ci indigniamo, ci spaventiamo, cerchiamo un colpevole. Ma troppo spesso arriviamo dopo.Un ragazzo di 13 anni non diventa...
29/03/2026

Ci indigniamo, ci spaventiamo, cerchiamo un colpevole. Ma troppo spesso arriviamo dopo.

Un ragazzo di 13 anni non diventa “pericoloso” all’improvviso. Ci sono segnali, silenzi, rabbia che cresce, frustrazione che non trova parole.E spesso… nessuno spazio dove poterla davvero ascoltare.

Da psicologa, la domanda che mi faccio non è solo “come è potuto accadere?”Ma soprattutto: “dov’eravamo prima?”

La scuola è il luogo dove i ragazzi passano gran parte della loro vita.Eppure, nella maggior parte dei casi, manca una presenza psicologica stabile, accessibile, quotidiana.Non interventi “quando succede qualcosa”, ma prevenzione vera.

Uno psicologo a scuola non è un lusso.È uno spazio sicuro dove un ragazzo può dire:“sto male”,“sono arrabbiato”,“non ce la faccio”.

È un ponte tra emozioni e parole.È la possibilità di fermare una caduta… prima che diventi un crollo.

Non possiamo continuare a stupirci davanti alle conseguenzese continuiamo a ignorare le cause.

La prevenzione non fa rumore. Ma salva.

E oggi, più che mai, la scuola ha bisogno di ascolto, non solo di voti.

26/03/2026
Le emozioni negative represse ci danneggiano la salute e possono causare problemi fisici. Qualsiasi emozione che non vie...
22/03/2026

Le emozioni negative represse ci danneggiano la salute e possono causare problemi fisici. Qualsiasi emozione che non viene espressa crea un conflitto interno, che poi si manifesta con delle malattie.

Gli scienziati stimano che in più di un terzo dei casi, la causa dei sintomi fisici non sono virus o batteri, ma lo stress, i traumi emotivi e i conflitti interiori.

Si può dire che le malattie psicosomatiche sono il dolore e la sofferenza dell’anima che non trovano un’altra via d’uscita se non attraverso il corpo. È come un grido dell’anima, afferma la psicologa Irina Kostina.

La cosa più curiosa è che il motivo psicologico che ha scatenato la malattia può risalire a molto tempo prima, anche se all’inizio una persona non se ne rende conto, finché arriva il momento di crisi. Dentro ognuno di noi c’è una bomba a orologeria.

Malattie della pelle

La pelle rappresenta sia il limite che il contatto con il mondo esterno. Ci protegge e, attraverso il tocco, trasmette affetto e amore.

Quando ci vergogniamo, la pelle diventa rossa; quando abbiamo paura, diventa pallida e sudata. La pelle rivela tutti i nostri segreti.

Le malattie psicosomatiche della pelle derivano dal conflitto "tocca-mi, non toccarmi". In fondo all’anima può esserci rabbia repressa: verso chi ha oltrepassato i limiti con troppo affetto o verso chi ci ha rifiutato.

Ad esempio, una madre troppo protettiva abbraccia il figlio senza dargli spazio personale anche quando cresce. L’adolescente non riesce a esprimere la sua rabbia verso la madre perché la vede fragile e affettuosa, quindi si sente in colpa. Così può comparire la dermatite.

Disturbi gastro-intestinali

Stomaco e vita vanno di pari passo. Da piccoli riceviamo non solo latte, ma anche calore, cura, affetto e comodità.

Se la madre nutre il bambino in tempo, lui si sente amato, protetto e pieno di amore per la vita.

Un senso prolungato di fame può far arrabbiare una persona, che poi tende a divorare il cibo.

Quanti sentimenti girano intorno al cibo! Le malattie psicosomatiche legate alla nutrizione sono tantissime.

Bulimia: insoddisfazione, fame insaziabile, come metafora per la mancanza di amore e sicurezza.

Anoressia: rifiutare il cibo è una ribellione, un modo per attirare l’attenzione. Lo sciopero della fame diventa espressione di rabbia e risentimento.

Malattie respiratorie

Respirare bene significa libertà, leggerezza e soddisfazione. Respirare male è collegato a rabbia e indignazione. Inspirare è riempirsi, espirare è svuotarsi.

Alla base dell’asma c’è il conflitto tra il bisogno di amore e la paura di essere rifiutati.

Il bisogno di affetto e appoggio è forte, ma viene represso perché si teme che "soffochi" l’altro. Anche la rabbia viene repressa, perché potrebbe portare al rifiuto. Chi soffre d’asma vive tra l’inspirazione e l’espirazione.

Malattie del cuore

Se un bambino non impara a esprimere bene la propria rabbia o a rispettare i suoi valori, tenderà a reprimerla per sembrare sempre calmo.

"Voglio essere un esempio per voi, avere tutto sotto controllo, anche te. Sono molto arrabbiato, ma non è giusto mostrare la mia rabbia. Devo mantenere la facciata, quindi ora sorrido", dice in pratica chi soffre di pressione alta. Non a parole, ma col misuratore.

Problemi metabolici ed endocrini

I processi di cambiamento nel corpo avvengono senza che ce ne accorgiamo: vediamo solo il risultato, come cambi d’umore, sonnolenza o energia.

Diagnosticarli non è facile, perché il "processo di cambiamento" in sé non causa dolore. Le malattie più comuni in quest’area sono: diabete, ipo- e ipertiroidismo.

L’ipotiroidismo si manifesta con stanchezza, poca attenzione e memoria debole. La persona smette di essere attiva. Dietro possono esserci delusione e senso di rifiuto.

L’ipertiroidismo porta a battito accelerato, sudorazione e metabolismo veloce a causa degli ormoni tiroidei. Può essere provocato dalla mancanza di sicurezza e protezione fin dall’infanzia.

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