Claudia Corsini Psicoterapeuta

Claudia Corsini Psicoterapeuta Dr.ssa Claudia Corsini, Psicoterapeuta e Consulente Familiare e di Coppia Durante i colloqui (di 50 min.

La consulenza familiare è un'attività professionale di tipo specialistico alla quale individui singoli, coppie o famiglie possono rivolgersi per situazioni o difficoltà che rientrano nelle circostanze ordinarie della vita anzichè nella patologia vera e propria. ciascuno e coperti dal segreto professionale) le persone hanno la possibilità di prendere coscienza della propria realtà e delle loro difficoltà ed acquisiscono gli strumenti necessari per affrontarle. La metodologia è non direttiva e parte da una visione positiva dell'essere umano, dal presupposto, quindi, che ognuno ha in sé le capacità di trovare le proprie risposte. Il consulente ha il compito di accogliere, ascoltare, sostenere e facilitare questo processo, affinché i soggetti mobilitino le proprie risorse, motivazioni ed energie per superare il disagio.

🎄 Il Grinch: un classico natalizio che ci aiuta a parlare di emozioni (anche quelle scomode).Lo conosciamo tutti, magari...
27/11/2025

🎄 Il Grinch: un classico natalizio che ci aiuta a parlare di emozioni (anche quelle scomode).
Lo conosciamo tutti, magari grazie al film con Jim Carrey che è ormai diventato un must delle feste. Ma prima di essere un film, Il Grinch è un albo illustrato di Dr. Seuss, scritto in rima e perfetto da leggere insieme ai bambini durante questo periodo di Avvento.

📖 Il Grinch vive isolato sul Monte Briciolaio, infastidito dall’allegria e dalla frenesia natalizia degli abitanti di Chinonsò. Decide allora di “rubare il Natale”. Scoprirà, però, grazie al coraggio e alla gentilezza della piccola Cindy Chi Lou, che il Natale non è fatto di pacchetti, decorazioni o tavole imbandite… ma di relazioni, presenza e autenticità.

✨ Perché lo consiglio alle famiglie?
La storia, divertente e scorrevole, è un’occasione preziosa per parlare con i bambini (e con noi stessi!) di:
• Emozioni difficili come rabbia, solitudine ed esclusione.
• Desiderio di connessione e bisogno di essere visti.
• Consumo eccessivo e significato autentico del Natale.
• Cambiamento: anche i cuori “troppo piccoli” possono crescere.

Come psicoterapeuta e consulente familiare, trovo che questo libro offra un modo semplice e giocoso per affrontare temi profondi senza appesantire, lasciando spazio alla tenerezza e al dialogo.

Le illustrazioni originali di Dr. Seuss, vivaci e surreali, rendono il libro ancora più coinvolgente e perfetto come buonanotte natalizia.

🎁 Un piccolo spunto per i genitori.
Dopo la lettura, potete chiedere ai vostri figli:
“Che cosa rende il Natale davvero speciale per te?”
È un modo semplice per riportare l’attenzione su ciò che conta davvero.

👉 Quali libri natalizi state leggendo in famiglia quest’anno?
Raccontatemelo nei commenti 💬

Ci sono pazienti che mettono alla prova non solo a livello professionale, ma emotivo. 💛Anche facendo un lavoro “particol...
26/11/2025

Ci sono pazienti che mettono alla prova non solo a livello professionale, ma emotivo. 💛
Anche facendo un lavoro “particolare”, resto un essere umano.
E alcune storie, soprattutto quelle che portano un dolore emotivo e fisico, come i pazienti oncologici, arrivano in profondità.

Vengo da una laurea in medicina e anni di lavoro come internista. Poi la specializzazione in psicologia clinica e psicoterapia, e la scelta di lasciare il camice. 👩‍⚕️➡️👩‍💼
Ma in certe situazioni il medico dentro di me riaffiora, vorrebbe curare tutto: mente e corpo.

Racconto questo perché chi vive la malattia oncologica, anche da familiare o amico, prova sentimenti simili: impotenza, frustrazione, paura di dire la cosa sbagliata.
La malattia non colpisce una sola persona, ma interi sistemi affettivi. ❤️‍🩹

E allora cosa cerca davvero un paziente oncologico?
✨ Normalità.
✨ Uno spazio in cui non essere “la malattia”.
✨ Libertà di portare paura, speranza, rabbia, pianto.
✨ Presenza, non pietà.
✨ Ascolto autentico, non finte rassicurazioni.

La verità è che a volte ci allontaniamo perché il dolore dell’altro ci mette davanti al nostro: fragilità, malattia, morte.
Ma proprio quel momento è un’occasione preziosa per essere umani insieme. 🤝

Perché ciò che spesso cura di più… è esserci.
Con semplicità, verità, e un posto sicuro in cui tutto può essere accolto.

✨ IL SENSO DI COLPA NELL’INFERTILITÀ: da dove nasce e come puoi imparare a gestirlo. ✨Quando una coppia attraversa l’inf...
24/11/2025

✨ IL SENSO DI COLPA NELL’INFERTILITÀ: da dove nasce e come puoi imparare a gestirlo. ✨
Quando una coppia attraversa l’infertilità, la mente corre subito alla domanda più pericolosa: “Di chi è la responsabilità?”
La medicina, a volte, indica un fattore più legato all’uno o all’altra, e lì si apre un mondo emotivo complesso, fatto di colpa, paura, vergogna e vulnerabilità.

Forse ti è capitato di pensarlo anche tu:
“Con un’altra persona potrebbe diventare mamma…”
“È colpa mia se non riesce a realizzare il suo sogno…”
“O magari si stancherà di me, perché sono io a ‘non funzionare’…”

Questi pensieri fanno male.
A te, alla tua autostima e alla relazione.

Se ti riconosci in questi vissuti, prova a tenere a mente queste tre verità:

1️⃣ Non hai scelto tu la tua infertilità.
La salute riproduttiva non dipende da noi.
Non scegliamo di avere o perdere la fertilità, esattamente come non scegliamo la salute del cuore, del fegato o dei polmoni.
La colpa non c’entra nulla. Mai.

2️⃣ Non si è fertili da soli.
La fertilità — così come l’infertilità — è sempre di coppia.
È un processo che riguarda entrambi, come un’unità.
Non esiste “colpa mia” o “colpa tua”: esiste un percorso condiviso.

3️⃣ L’amore vero non è condizionato dai risultati.
Chi ti ama davvero ti sceglie per ciò che sei, non per ciò che il vostro corpo riesce o non riesce a fare.
Spesso, ciò che temiamo di perdere ha più a che fare con la nostra storia personale, con ferite antiche, che non con ciò che l’altro prova davvero.

Se stai vivendo tutto questo, ricordati:
non sei sola.
E non c’è nulla da espiare, solo da accogliere, elaborare, condividere.

💬 Se ti va, condividi nei commenti o in privato quale pensiero ti pesa di più in questo momento? Potrebbe aiutarti a sentirti meno sola.

🌱 POST 5 — SERVE UN’INTERA COMUNITÀ EDUCANTE.La scuola ha un ruolo importante nell’educazione dei giovani, anche nell’ed...
21/11/2025

🌱 POST 5 — SERVE UN’INTERA COMUNITÀ EDUCANTE.
La scuola ha un ruolo importante nell’educazione dei giovani, anche nell’educazione all’affettività, ma non può farcela da sola.
L’educazione all’affettività è un percorso che coinvolge tutta la comunità educante: famiglia, scuola, parrocchie, associazioni, gruppi giovanili.

Ogni luogo frequentato dai ragazzi può diventare spazio di crescita, se offre ascolto, rispetto e dialogo.
Solo una rete di adulti coerenti e affidabili può trasmettere ai giovani messaggi chiari e stabili.

Per crescere bene non bastano nozioni o regole.
Serve una comunità di adulti che collaborano, che si confrontano e che condividono valori comuni.

💬 Per educare un ragazzo serve un villaggio.
E questo villaggio siamo noi.

Sei d’accordo? Scrivilo nei commenti.

⏰ POST 4 — L’EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ RICHIEDE TEMPO.Un vero percorso di educazione all’affettività non può essere con...
19/11/2025

⏰ POST 4 — L’EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ RICHIEDE TEMPO.
Un vero percorso di educazione all’affettività non può essere condensato in pochi incontri a scuola.
Non basta “fare due lezioni sul tema”.

I ragazzi hanno bisogno di tempo per fidarsi, per aprirsi, per mettere in parole ciò che sentono. Hanno bisogno di un luogo protetto, dove possano riconoscersi nelle esperienze degli altri e sentirsi accolti.

Ecco perché l’educazione affettiva funziona solo se è un percorso esperienziale, fatto di ascolto, condivisione e dialogo.
Non è una lezione frontale: è un cammino in cui si cresce insieme.

Idealmente servirebbero almeno una decina di incontri, uno a settimana, per qualche mese. Solo così si crea quella continuità necessaria perché qualcosa dentro di loro cambi davvero.

Il problema è che spesso la scuola non riesce a garantire questo spazio, stretta tra orari, programmi e tempi didattici.
Ma l’affettività non si insegna in fretta: richiede pazienza, presenza e continuità.

💬 Se crediamo che l’educazione all’affettività sia importante, dobbiamo anche darle il tempo e il valore che merita.

✨ SESSUALITÀ E INFERTILITÀ: QUANDO IL PIACERE DIVENTA DOVERE.Quando il desiderio di concepire diventa il centro di tutto...
18/11/2025

✨ SESSUALITÀ E INFERTILITÀ: QUANDO IL PIACERE DIVENTA DOVERE.
Quando il desiderio di concepire diventa il centro di tutto, la sessualità rischia di trasformarsi: da spazio di piacere e incontro, a calendario di “giorni fertili” e performance da ottimizzare.

La sessualità, però, coinvolge la persona a 360°. Quando due persone si amano, il rapporto sessuale li unisce e fonde in un amplesso emotivo, cognitivo e valoriale oltre che fisico.
È uno dei modi più completi con cui due persone si comunicano amore, cura e delicatezza.
Ed ha due scopi profondamente intrecciati: unitivo e procreativo.

UNITIVO perché, come dicevo, nel rapporto sessuale tutto dell’uno si unisce e fonde all’altra, corpo, mente, emozioni, sensazioni, valori; PROCREATIVO, perché è attraverso il rapporto sessuale che generiamo naturalmente una nuova vita.

Nelle coppie che affrontano difficoltà a concepire, spesso lo scopo procreativo prende il sopravvento, mentre quello unitivo, che nutre la relazione, la connessione, il desiderio, passa in secondo piano.

Così il piacere lascia spazio al dovere.
La spontaneità si perde.
L’ansia da prestazione cresce.
E ci si può ritrovare a inseguire un figlio… dimenticando di essere amanti, cioè esseri che si amano.

Ritrovare il valore della coppia, riaccendere il desiderio, ricordarsi perché ci si sceglie ogni giorno è fondamentale: per il benessere emotivo, relazionale e – sì – anche riproduttivo.
Perché non può esserci un figlio là dove, prima, si è persa la coppia.

Sono Psicoterapeuta e Consulente di Coppia.
Accompagno persone e coppie che vivono difficoltà di fertilità o percorsi di PMA.

👉 Se ti riconosci in queste parole o senti che la tua coppia sta attraversando questo momento, scrivimi in privato: possiamo lavorarci insieme.

👨‍👩‍👧 POST 3 — IL RUOLO DEI GENITORI: PRIMI EDUCATORI ALL’AFFETTIVITÀ.L’educazione all’affettività non comincia a scuola...
14/11/2025

👨‍👩‍👧 POST 3 — IL RUOLO DEI GENITORI: PRIMI EDUCATORI ALL’AFFETTIVITÀ.
L’educazione all’affettività non comincia a scuola, e nemmeno in adolescenza.
Inizia molto prima: in famiglia, fin dai primi anni di vita.

Ogni gesto quotidiano educa all’affettività.
Quando rispettiamo un “no” del nostro bambino, anche se riguarda un semplice bacio o un abbraccio che non vuole dare, gli stiamo insegnando il valore del consenso e del rispetto del proprio corpo.
Quando lo ascoltiamo senza giudicarlo, gli stiamo insegnando a fidarsi.
Quando ci mostriamo affettuosi come coppia anche davanti a lui, gli insegniamo con l’esempio un modo sano di stare in relazione con l’altro.

Oggi, però, molti genitori si sentono impreparati a parlare di sesso, emozioni e relazioni. E così finiscono per delegare completamente alla scuola questo compito. Ma la scuola può solo affiancare, non sostituire.

Per questo credo che servano percorsi di parent coaching dedicati ai genitori: spazi in cui imparare a comunicare con i figli anche su questi temi delicati, con serenità e competenza.

💬 Educare all’affettività è un compito di tutti, ma comincia sempre da casa.

13/11/2025

💭 POST 2 — EDUCARE ALLA SESSUALITÀ NON SIGNIFICA SOLO “PARLARE DI SESSO”.
Spesso si pensa che educare all’affettività e alla sessualità significhi semplicemente “spiegare il sesso” o “insegnare la prevenzione” di malattie sessualmente trasmissibili o gravidanze indesiderate.
Ma non è così.

La sessualità tocca ogni dimensione della persona: il corpo, la mente, le emozioni, i pensieri, i valori. Ridurla a un elenco di rischi e precauzioni significa svuotarla del suo significato più profondo: quello relazionale e umano.

Un buon percorso di educazione affettiva aiuta i ragazzi a conoscersi e a rispettarsi.
Li accompagna a comprendere i cambiamenti del proprio corpo e le emozioni nuove che arrivano con la crescita.
Li aiuta a sviluppare l’assertività: quella capacità preziosa di dire “no” quando voglio dire no, e “sì” quando voglio dire sì.

Ma soprattutto, insegna il rispetto: del proprio corpo, dei propri tempi, dei propri valori e di quelli dell’altro.

💬 Educare all’affettività è un percorso che parla di identità, rispetto e libertà. Non di regole, ma di consapevolezza.

💞 INFERTILITÀ E COPPIA: COME RESTARE UNITI DURANTE LA TEMPESTA.Quando arriva una diagnosi di infertilità, la coppia vien...
07/11/2025

💞 INFERTILITÀ E COPPIA: COME RESTARE UNITI DURANTE LA TEMPESTA.
Quando arriva una diagnosi di infertilità, la coppia viene travolta da un’ondata di emozioni difficili da contenere: dolore, frustrazione, rabbia, paura, senso di colpa.
Spesso, in mezzo a questa tempesta, si perde di vista l’essenza del “noi”.
Ci si concentra sul diventare genitori, dimenticando di essere innanzitutto una coppia che si ama.

A volte la comunicazione si spezza, l’intimità si fa silenziosa, la sessualità diventa un compito da svolgere nei giorni fertili.
Il desiderio si spegne, la tenerezza si fa rara.
Eppure, è proprio in questi momenti che serve ricordare una cosa semplice ma fondamentale:
👉 il primo “figlio” di cui prendersi cura è la relazione stessa.

Non può esserci un figlio se prima non c’è una coppia che si ama, che sa parlarsi, sostenersi, coccolarsi anche nei giorni più difficili.
L’amore reciproco è la radice da cui nasce tutto il resto.
Quando la coppia si sente vista, accolta e nutrita, può ritrovare anche la forza di affrontare l’infertilità insieme.

💬 Cosa può aiutare in questi casi?
1️⃣ Parlate insieme, di voi, non solo dell’infertilità. Non nascondetevi nel vostro dolore per paura di ferire l’altro o di non essere capiti. Fate progetti per il vostro futuro insieme.
2️⃣ Trovate momenti di leggerezza e condivisione, momenti speciali solo per voi: un viaggio, una cena.
3️⃣ Coltivate la tenerezza, fatta di piccoli gesti quotidiani, piccole attenzioni l’uno per l’altra.
4️⃣ Vivete la sessualità come un linguaggio d’amore, non come un obbligo.
5️⃣ Cercate sostegno se vi sentite distanti, non è un fallimento, ma un atto di cura.

La fecondità non è solo biologica.
Esiste anche una fecondità relazionale, fatta di amore, presenza, ascolto e delicatezza. 🌸

📩 Sono Psicoterapeuta e Consulente Familiare, mi occupo di coppie che vivono l’infertilità o percorsi di PMA. Se senti che questo tema ti riguarda, parlarne può aiutare.

🌿 POST 1 — PERCHÈ OGGI SERVE PARLARE DI EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ.Negli ultimi tempi si è molto parlato di educazione a...
06/11/2025

🌿 POST 1 — PERCHÈ OGGI SERVE PARLARE DI EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ.
Negli ultimi tempi si è molto parlato di educazione all’affettività e alla sessualità a scuola. È un tema che mi sta particolarmente a cuore: da oltre 15 anni accompagno bambini e ragazzi in percorsi di educazione all’affettività come Tutor TeenSTAR, e credo davvero che oggi questa sia una delle grandi emergenze educative del nostro tempo.

Basta guardare la cronaca per accorgersene: sempre più spesso leggiamo di comportamenti violenti o confusi messi in atto da ragazzi giovanissimi. Ragazzi che non hanno imparato a gestire emozioni, desideri, limiti. Ragazzi che, purtroppo, spesso imparano tutto ciò che sanno sulla sessualità da fonti distorte, come la pornografia — accessibile ormai a chiunque abbia uno smartphone in tasca.

Educare all’affettività significa allora offrire ai nostri figli una bussola per orientarsi tra corpo, emozioni, relazioni, rispetto e responsabilità. Aiutarli a capire chi sono, cosa provano, come rispettare sé stessi e gli altri.
Sì, serve farlo anche a scuola. Ma serve farlo bene, con competenza, delicatezza e tempo. Non basta essere medici, psicologi o insegnanti per improvvisare percorsi di educazione all’affettività, al contrario occorrono competenze specifiche.

💬 E tu? Hai mai pensato a chi (davvero) educa oggi i tuoi figli all’affettività?

❤️ “QUANDO SI È COPPIA, NON SI SCEGLIE PIÙ DA SOLI.”Quando si sceglie di vivere una relazione, non si è più due individu...
04/11/2025

❤️ “QUANDO SI È COPPIA, NON SI SCEGLIE PIÙ DA SOLI.”
Quando si sceglie di vivere una relazione, non si è più due individui separati, ma si diventa qualcosa di nuovo e più complesso: una coppia.
E la coppia non è solo la somma di due persone che si amano, ma un noi che richiede nuove modalità di pensare, decidere, scegliere.

Dalle piccole scelte quotidiane — cosa mangiamo a cena — alle grandi decisioni — una casa, un figlio, un nuovo lavoro — non è più solo “io scelgo”, ma “noi scegliamo” ciò che corrisponde al bene di entrambi.

Questo passaggio non è sempre semplice: a qualcuno può sembrare una perdita di libertà.
In realtà è il contrario.
È la possibilità di costruire una libertà condivisa, che tiene conto del bene dell’altro e del bene comune.

💭 La domanda che ci aiuta a orientarci è:
“Questa decisione fa bene a me, ma anche a noi?”
Amare significa proprio questo: volere il bene dell’altro, anche quando implica fermarsi, ascoltare, confrontarsi.

💬 Ti capita di sentire il peso di dover scegliere “insieme”?
Scrivimi nei commenti cosa significa per te “decidere come coppia”.
Oppure salva il post per quando ti troverai davanti a una scelta importante ❤️

💔 IL LUTTO INVISIBILE DELL’ INFERTILITÀ.Quando il dolore non si vede, ma pesa.Siamo abituati a pensare al lutto come all...
29/10/2025

💔 IL LUTTO INVISIBILE DELL’ INFERTILITÀ.
Quando il dolore non si vede, ma pesa.
Siamo abituati a pensare al lutto come alla perdita di una persona cara.
Ma esistono lutti che non si vedono, eppure fanno male allo stesso modo.
Uno di questi è il lutto per il figlio immaginato.

Quando una coppia desidera un figlio, quel bambino nasce prima nel cuore che nella carne.
Lo si sogna, lo si immagina, si costruisce una nuova immagine di sé come genitori.
Nascono speranze, progetti, un nuovo senso di sé.

Poi, mese dopo mese, i test negativi, i cicli che arrivano, la paura che qualcosa non vada.
Finché una diagnosi di infertilità infrange quell’universo di sogni.
E ciò che si perde non è solo un figlio che non arriva, ma molto di più:
👉 l’immagine di sé come genitori
👉 la fiducia nel proprio corpo
👉 la sensazione di poter scegliere il proprio futuro.

Questo dolore è invisibile, spesso taciuto.
Perché quel figlio “non c’era ancora”.
Eppure il vuoto è reale.
Il lutto esiste, anche se nessuno lo vede.

✨ Ne parliamo abbastanza di questo dolore?
Io credo di no. Eppure, è condiviso da tante donne, tante coppie.
Riconoscerlo è il primo passo per attraversarlo, insieme.

🔗 Se ti ritrovi in queste parole, sappi che non sei sola.
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Indirizzo

Via Di Prato 26
Calenzano
50041

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:00

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La mia storia

Mi chiamo Claudia e sono una Psicoterapeuta, una professione che mi appassiona davvero tanto, perché mi permette di entrare in contatto con le persone, le loro storie, le loro sofferenze e aiutarle a risolvere quei problemi che magari le tormentano da anni, ed ogni volta ne esco arricchita umanamente e professionalmente.

In anni di professione, ho potuto constatare quanto la psicologia possa aiutare le persone a vivere meglio e più pienamente la vita, a costruire relazioni significative e appaganti sul piano affettivo e quanto spesso esse soffrano per un rapporto che non funziona, fra genitori e figli, fra marito e moglie, fra fratelli o nell’ambiente di lavoro.

Ascoltando le storie dei miei pazienti mi sono resa conto di come, molto spesso, dietro al problema che mi viene raccontato, c’è una storia di relazione dolorosa. Anche quando la persona mi chiede aiuto per un problema di ansia, di depressione, o per attacchi di panico, per non parlare di anoressia o bulimia, dietro si cela spesso tanta sofferenza per una relazione dolorosa, se non addirittura traumatica, o comunque la sensazione da parte del paziente di non essere amato abbastanza da persone per lui o per lei significative, come uno dei genitori o il partner.