Claudia Corsini Psicoterapeuta

Claudia Corsini Psicoterapeuta Dr.ssa Claudia Corsini, Psicoterapeuta e Consulente Familiare e di Coppia Durante i colloqui (di 50 min.

La consulenza familiare è un'attività professionale di tipo specialistico alla quale individui singoli, coppie o famiglie possono rivolgersi per situazioni o difficoltà che rientrano nelle circostanze ordinarie della vita anzichè nella patologia vera e propria. ciascuno e coperti dal segreto professionale) le persone hanno la possibilità di prendere coscienza della propria realtà e delle loro difficoltà ed acquisiscono gli strumenti necessari per affrontarle. La metodologia è non direttiva e parte da una visione positiva dell'essere umano, dal presupposto, quindi, che ognuno ha in sé le capacità di trovare le proprie risposte. Il consulente ha il compito di accogliere, ascoltare, sostenere e facilitare questo processo, affinché i soggetti mobilitino le proprie risorse, motivazioni ed energie per superare il disagio.

AMARE È UN ATTO DI GRANDE VULNERABILITÀ.Significa esporsi, permettere all’altro di vedere chi siamo davvero, senza armat...
13/01/2026

AMARE È UN ATTO DI GRANDE VULNERABILITÀ.
Significa esporsi, permettere all’altro di vedere chi siamo davvero, senza armature, senza certezze assolute, accettando il rischio di non essere capiti fino in fondo, o di sentirci giudicati.

Amare vuol dire rinunciare al controllo: non posso controllare l’altro, né quello che farà, né come reagirà. Posso solo scegliere di esserci, di aprirmi, anche sapendo che, a volte, questo può far male. Che si può soffrire, rimanere delusi, sentirsi fragili.

Eppure, è proprio da qui che nascono le relazioni profonde. Dal riconoscere e accogliere la vulnerabilità propria e dell’altro. È lì che inizia il viaggio insieme. L’amore non è una lotta di potere, ma una gara nello stimarsi a vicenda.

Chiunque può apprezzarci per i nostri punti di forza, ma chi ci ama davvero apprezza tutto di noi, anche le nostre debolezze, anzi l’amore diventa quel porto sicuro in cui stare con tutte quante le mie fragilità, perché lì nessuno mi farà male.

💔 L’amore è incertezza, rischio, apertura emotiva. Ma nella vita di coppia spesso confondiamo la protezione con la chiusura. Ci diciamo: “Se non mi espongo, non soffro”.

La verità è che chiudersi non ci protegge davvero. Al contrario, ci allontana. Ci spegne. E, col tempo, può farci sentire profondamente soli anche quando siamo in due. La chiusura impedisce di fare esperienza di una relazione in cui sentirsi davvero al sicuro: una relazione in cui essere visti, riconosciuti, valorizzati per ciò che siamo, non per il ruolo che ricopriamo o per quanto “teniamo duro”.

✨ Non esiste intimità senza vulnerabilità. Non esiste connessione senza il coraggio di mostrarsi. Non esiste contatto autentico se stiamo in relazione solo attraverso maschere che ci danno l’illusione di proteggerci.

Amare è un rischio. Ma anche vivere lo è.
E forse la vera domanda non è “come faccio a non soffrire?”, ma “in che tipo di relazione desidero vivere?”.

👉 In quale momento della tua relazione senti più paura di farti vedere davvero?
Concediti oggi uno spazio di riflessione.

✨ Quando la vita non va come avevi immaginato.🖋️ Questo nuovo anno mi ha portata a fermarmi e a riflettere su una parola...
09/01/2026

✨ Quando la vita non va come avevi immaginato.
🖋️ Questo nuovo anno mi ha portata a fermarmi e a riflettere su una parola che attraversa ogni storia che incontro nel mio lavoro: vulnerabilità.

Ogni giorno accompagno persone e coppie che convivono con un limite, una ferita, qualcosa che non è andato come speravano. E molto spesso la richiesta è una sola: “Come faccio a toglierlo? A guarire? A tornare come prima?”

Siamo cresciuti con l’idea che fragilità e limiti siano errori di percorso. Che se qualcosa fa male, allora va corretto, eliminato, superato il prima possibile.

Eppure, la vulnerabilità non è un difetto da cancellare. È una parte costitutiva di ciò che siamo.
I limiti abitano la nostra umanità, sono iscritti nella nostra storia, nel nostro corpo, nelle nostre relazioni.

Ogni crepa ci rende unici. E a volte, quando troviamo il coraggio di fermarci, ascoltarla e accettarla, può diventare uno spazio di trasformazione. Come nell’arte del kintsugi: non si nasconde la frattura, la si ripara con l’oro.

L’infertilità di coppia è una di queste ferite.
È profonda, spesso dolorosa, e tocca l’identità individuale e di coppia.
Rende difficile, talvolta impossibile, diventare genitori nel modo immaginato. Ma non definisce il valore di una persona o di una relazione. È un limite che parla di umanità, che può aprire strade nuove, inattese, personali di realizzazione e senso.

A una condizione importante: che tutte le energie non siano spese solo nel combatterla, ma anche nell’accoglierla, comprenderla e integrarla come parte della propria storia di vita.
💬 Cosa ti ha insegnato il tuo percorso finora?






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✨ Quando fare la cosa giusta mette tutto in discussione ✨Durante il periodo natalizio ho letto Piccole cose da nulla di ...
07/01/2026

✨ Quando fare la cosa giusta mette tutto in discussione ✨
Durante il periodo natalizio ho letto Piccole cose da nulla di Claire Keegan, un breve romanzo che ho trovato delizioso e profondamente disturbante.
Una storia che è insieme una carezza e uno schiaffo, non a caso ambientata proprio nei giorni di Natale.

Bill Furlong è un uomo “normale”: una nascita difficile, una vita costruita con sacrificio, una moglie, delle figlie di cui è orgoglioso, un lavoro che gli permette, anche se con enormi sacrifici, di offrire loro un futuro migliore del suo.
La vita scorre così, fatta di quelle piccole cose da nulla che le danno senso e valore.

Finché, nella carbonaia di un convento, Bill fa un incontro che cambia tutto.

Da quel momento emerge una domanda che attraversa il romanzo e che riguarda ciascuno di noi:
👉 voltarsi dall’altra parte e far finta di nulla, oppure lasciarsi toccare da ciò che si è visto, mettendo a rischio ciò che si è costruito?

Bill fa la sua scelta.

Questo romanzo, pur essendo di invenzione, affonda le radici in fatti storici realmente accaduti in Irlanda.
Nella sua semplicità, scuote e costringe a un esame di coscienza: ci parla di responsabilità, silenzi, complicità quotidiane.
E di quanto, nelle relazioni e nella vita, scegliamo di vedere o di non vedere.

📚 Come psicoterapeuta e consulente familiare, utilizzo spesso la libroterapia nei percorsi di coppia e di genitorialità. Alcune storie non danno risposte, ma aprono domande profonde. E questo libro è una di quelle.
Perché a volte sono proprio le piccole cose da nulla a rivelare chi siamo davvero.

💬 Ti è mai capitato di capire che fare la cosa giusta avrebbe avuto un prezzo troppo alto?
Raccontamelo nei commenti o scrivimi in privato.

Con oggi chiudo il mio anno lavorativo. Un anno denso di incontri, ascolto, storie.Ci rivedremo il 7 gennaio per cammina...
23/12/2025

Con oggi chiudo il mio anno lavorativo.
Un anno denso di incontri, ascolto, storie.
Ci rivedremo il 7 gennaio per camminare ancora insieme per un nuovo anno.
Felici e serene feste a tutti.

✨ “Essere genitori” non è solo biologico: la forza della fecondità.Ci hanno insegnato che generare significhi solo dare ...
23/12/2025

✨ “Essere genitori” non è solo biologico: la forza della fecondità.
Ci hanno insegnato che generare significhi solo dare alla luce un figlio.
Ma nella mia esperienza clinica so che non è così.

Io distinguo sempre tra fertilità e fecondità.
Una coppia può essere infertile, ma ogni coppia che si ama è feconda cioè capace di generare cura, amore, presenza.

La fertilità riguarda il corpo.
La fecondità riguarda la relazione.

Ogni relazione affettiva può sopravvivere all’infertilità, ma senza fecondità si inaridisce.

La fecondità è ciò che ci rende capaci di accogliere l’altro, prendercene cura, farlo oggetto di un amore che nasce nella coppia e può espandersi oltre la coppia stessa
Un amore che può toccare amici, parenti, persone incontrate lungo il cammino. Un figlio nato nella carne, ma anche un figlio adottato, accolto in affido, o, per alcuni, la scelta consapevole di non diventare genitori, senza per questo rinunciare a una vita piena di senso.

Adozione, affido, o non-genitorialità non sono “ripieghi”.
Sono processi decisionali profondi, carichi di emozioni, lutti, desideri e trasformazioni.
E meritano ascolto, rispetto e accompagnamento.
💬 Essere genitori, a volte, significa soprattutto imparare a essere fecondi nella relazione ricordando sempre che il primo figlio di cui dobbiamo prenderci cure sempre è la coppia.

👉 Ti sei mai chiesta cosa significa, per te, essere feconda nella tua vita e nelle tue relazioni?
Se senti che questo tema ti riguarda, puoi scrivermi o condividere il tuo pensiero nei commenti.






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19/12/2025

✨ Il mio spazio anche a Natale
Riposarsi non è egoismo. È cura.
Il Natale arriva spesso carico di aspettative.
Prima la corsa ai regali, poi gli addobbi, i pranzi da organizzare, i familiari da accontentare.
E così, senza quasi accorgercene, anche le feste diventano un’altra lista infinita di “devo”.

Eppure, il Natale può, e dovrebbe, essere anche un tempo per sé.
Un tempo per rallentare, respirare, chiudere un anno intenso e ricaricare le energie.

Prendersi uno spazio tutto tuo non ti rende egoista.
Ti rende più presente, più centrata, più autentica nelle relazioni.

Una tazza di cioccolata calda gustata lentamente.
Un film sul divano senza sensi di colpa.
Un libro letto con calma, una candela accesa.
Un bagno lungo, silenzioso, rigenerante.
Qualsiasi cosa ti nutra e ti ricarichi ha diritto di esistere anche a Natale.

Va bene dedicare tempo agli altri:
alla famiglia, al partner, ai figli, agli amici.
Ma non a costo di arrivare alla fine delle feste pensando:
“Anche quest’anno è andata… meno male che è finita.”

Il tempo non va solo riempito.
Va abitato, magari andando al ritmo del tuo respiro.
💛 Se ti concedi cura, stai insegnando anche ai tuoi figli e a chi ami che il benessere conta.

👉 E tu?
Qual è il tuo piccolo rituale di cura che non vuoi più rimandare questo Natale?
Scrivilo nei commenti o salvalo come promemoria per te ✨






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🎄 “Natale insieme… ma non per forza allo stesso modo”Per noi genitori il Natale rappresenta case addobbate, film sul div...
17/12/2025

🎄 “Natale insieme… ma non per forza allo stesso modo”
Per noi genitori il Natale rappresenta case addobbate, film sul divano, pranzi di famiglia, giochi da tavolo e momenti che mantengono vive le tradizioni di una volta.

Ma i nostri figli adolescenti, spesso, sognano altro:
👉 dormire fino a tardi;
👉 stare con gli amici;
👉 chiudersi in camera a giocare o ascoltare musica;
👉 evitare pranzi infiniti e domande imbarazzanti tipo:
“Come va a scuola?”
“Ce l’hai il fidanzatino/la fidanzatina?”

E qui nasce la frustrazione:
noi cerchiamo connessione, loro sembrano scappare.

💡 Ma se il Natale fosse l’occasione non per fare più cose insieme, ma per incontrarli là dove sono, raggiungendoli nella loro zona di comfort?

Se vuoi davvero avvicinarti a tuo figlio adolescente in questo periodo, ma anche durante tutto l’anno:
• crea momenti speciali partendo dai suoi interessi, non dai tuoi;
• accetta che per lui il tempo con gli amici è nutriente quanto quello in famiglia;
• cerca un equilibrio tra stare insieme e lasciarlo andare.

A volte la connessione nasce:
✨ in un viaggio fatto insieme;
✨ in una giornata di shopping per scegliere i suoi regali;
✨ guardando il film che piace a lui;
✨ giocando ai suoi giochi, anche se non li capisci del tutto.

🤍 Non serve un Natale perfetto.
Serve un Natale abbastanza sintonizzato.

👉Ti riconosci in questa situazione?
Scrivimi nei commenti: qual è la cosa che più ti mette in difficoltà durante il Natale con tuo figlio o tua figlia adolescente?




“Chi sono se non divento genitore?”Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.Quando un figlio non arriva, la fer...
16/12/2025

“Chi sono se non divento genitore?”
Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.
Quando un figlio non arriva, la ferita non è solo nel corpo o nel progetto di vita.
Spesso tocca qualcosa di ancora più profondo: l’identità.

Viviamo in una società che ci abitua presto a misurarci in base ai risultati.
Da bambini nello studio, poi nel lavoro, nelle relazioni, nelle esperienze, nella casa…
E, a un certo punto, anche nella capacità di diventare genitori.

Così, quasi senza accorgercene, iniziamo a confondere chi siamo con ciò che otteniamo.
E quando un obiettivo così carico di significati non si realizza, l’autostima vacilla.
“Se non riesco in questo… chi sono?”

Ma la fertilità non è una misura del tuo valore.
Non dice nulla sulla tua dignità, sulla tua completezza, sulla persona che sei.
Il tuo valore esiste prima e oltre i risultati, anche quando la vita prende strade diverse da quelle immaginate.

Ritrovare sé stessi, in questi momenti, significa tornare a distinguere che:
👉 io sono è diverso da io riesco;
👉 io valgo è diverso da io ottengo.
È un lavoro profondo, delicato, e spesso necessario per attraversare l’infertilità senza perdere sé stessi.

🧠 Come psicoterapeuta e consulente di coppia mi capita spesso di accompagnare persone e coppie che vivono l’infertilità in questo percorso di ricostruzione dell’identità e dell’autostima.

💬 Cosa ti definisce davvero, al di là dei risultati?
Se ti va, scrivilo nei commenti o prenditi un momento per pensarci.








“Chi sono se non divento genitore?”Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.Quando un figlio non arriva, la fer...
16/12/2025

“Chi sono se non divento genitore?”
Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.
Quando un figlio non arriva, la ferita non è solo nel corpo o nel progetto di vita.
Spesso tocca qualcosa di ancora più profondo: l’identità.

Viviamo in una società che ci abitua presto a misurarci in base ai risultati.
Da bambini nello studio, poi nel lavoro, nelle relazioni, nelle esperienze, nella casa…
E, a un certo punto, anche nella capacità di diventare genitori.

Così, quasi senza accorgercene, iniziamo a confondere chi siamo con ciò che otteniamo.
E quando un obiettivo così carico di significati non si realizza, l’autostima vacilla.
“Se non riesco in questo… chi sono?”

Ma la fertilità non è una misura del tuo valore.
Non dice nulla sulla tua dignità, sulla tua completezza, sulla persona che sei.
Il tuo valore esiste prima e oltre i risultati, anche quando la vita prende strade diverse da quelle immaginate.

Ritrovare sé stessi, in questi momenti, significa tornare a distinguere che:
👉 io sono è diverso da io riesco;
👉 io valgo è diverso da io ottengo.
È un lavoro profondo, delicato, e spesso necessario per attraversare l’infertilità senza perdere sé stessi.

🧠 Come psicoterapeuta e consulente di coppia mi capita spesso di accompagnare persone e coppie che vivono l’infertilità in questo percorso di ricostruzione dell’identità e dell’autostima.

💬 Cosa ti definisce davvero, al di là dei risultati?
Se ti va, scrivilo nei commenti o prenditi un momento per pensarci.









✨ Regali o presenza? Il dono che i figli ricordano davvero ✨Si comincia con l’elfo che fa scherzetti ogni notte, si cont...
12/12/2025

✨ Regali o presenza? Il dono che i figli ricordano davvero ✨
Si comincia con l’elfo che fa scherzetti ogni notte, si continua con Babbo Natale che riempie l’albero di doni, poi arriva la Befana con la calza piena di dolci.
Ogni genitore, in questo periodo, fa di tutto: crea tradizioni, corre per trovare “quel” regalo richiesto nella letterina a Babbo Natale, prepara sorprese… tutto con un unico desiderio: rendere i figli felici.

E lo facciamo perché li amiamo.
Li amiamo davvero tanto.

Il rischio però, a Natale come ai compleanni, è confondere l’amore con l’eccesso di doni.

Quando ero piccola ricevevo un solo regalo. Ricordo ancora la gioia per aver ricevuto il mio primo e unico Cicciobello, che trattavo con cura perché per me aveva un valore speciale.
Oggi tanti bambini ricevono molto di più… ma ciò che conta non è la quantità.

Perché nessun gioco ha valore se tuo figlio poi ci gioca da solo.

Il vero regalo sei tu.
Il tuo tempo.
La tua presenza.

✨ I biscotti preparati insieme.
✨ Quel Lego montato con calma.
✨ Il film di Natale guardato tutti insieme stretti sotto una coperta.
✨ Farti insegnare a giocare al suo videogioco preferito.
✨ Ascoltare la sua musica, anche se lontana dai tuoi gusti.

Il Natale è un tempo speciale: trasformalo in momenti di connessione, non di accumulo.
È lì che si costruisce il dialogo. È lì che nasce la magia che i tuoi figli ricorderanno davvero.
A Natale, come tutto l’anno, il dono più grande che puoi fare a tuo figlio… sei tu.

👉 E tu, cosa ricordi dei Natali della tua infanzia?

🎄 NATALE PERFETTO? NO, GRAZIE.Mancano due settimane a Natale e, oltre agli impegni di sempre, casa, lavoro, scuola, arri...
10/12/2025

🎄 NATALE PERFETTO? NO, GRAZIE.
Mancano due settimane a Natale e, oltre agli impegni di sempre, casa, lavoro, scuola, arrivano cene, eventi, regali da scegliere, pacchi da fare, menù da decidere, spostamenti da organizzare.
E poi? La tavola perfetta, il centrotavola, i segnaposti, le candele, il pranzo tradizionale…
Tutto dovrebbe essere impeccabile.

Ma questa corsa alla perfezione spesso porta con sé ansia, fatica e un unico desiderio: “che passi in fretta”.

E allora chiediamoci: è davvero la perfezione a rendere speciale il Natale?

✨ Io credo di no.
Ho imparato negli anni che ciò che conta davvero, oltre naturalmente l’aspetto religioso, che non tutti però condividono, è lo sguardo sull’altro.

A Natale facciamo gesti semplici: salutiamo, ci scambiamo auguri autentici, pensiamo a cosa può rendere felice una persona, ci prendiamo più tempo, più attenzione.
Rallentiamo.
Facciamo cose che durante l’anno non facciamo mai: giochi in scatola, film di Natale tutti uguali (e un po’ scontati), ma visti insieme.

Perché la magia, quella vera, è essere presenti, non perfetti.
Forse il Natale “sufficientemente buono” è proprio questo: fare meno, ma esserci di più.

👉 E tu? Qual è la tua idea di un Natale “sufficientemente buono”?

✨ Come rispondere alle domande invadenti come: “Quando fate un figlio?”.Le feste, i pranzi in famiglia, gli incontri con...
09/12/2025

✨ Come rispondere alle domande invadenti come: “Quando fate un figlio?”.
Le feste, i pranzi in famiglia, gli incontri con parenti che vediamo una volta l’anno.
Ed ecco che torna lei, la domanda più temuta:
“E voi quando fate un figlio?”

Una domanda che spesso nasce da leggerezza, abitudine o mancanza di consapevolezza…
ma che può ferire profondamente chi sta affrontando infertilità o percorsi di PMA.

Come rispondere, quindi, ad una domanda apparentemente innocente, ma che può generare tanti sentimenti dolorosi e contrastanti?
Non esistono risposte “giuste” per tutti.
Esiste ciò che tutela te, i tuoi tempi e la tua sensibilità.

💬 Se la persona è significativa nella tua vita, puoi scegliere di condividere un accenno, aprendo uno spazio di rispetto:
• “È un tema delicato per noi. Se vuoi, ne parliamo con più calma un’altra volta.”
• “Non è un momento semplice, ti chiedo gentilezza.”

💬 Se non desideri entrare nel personale puoi proteggerti senza spiegare nulla:
• “Preferisco non parlarne.”
• “È una domanda più intima di quanto sembri.”

💬 Se vuoi usare leggerezza e autoironia con quelle persone che non meritano la tua energia puoi usare frasi del tipo:
• “Appena accade, facciamo un annuncio ufficiale!”
• “Sto ancora cercando il manuale per capire come si fa, ti aggiorno.”
• “È in alto mare, ma ti farò sapere.”
• “Per ora niente spoiler!”

💬 Se vuoi chiudere con eleganza:
• “Grazie dell’interesse, ma preferisco spostare la conversazione su altro.”

Ricorda: non devi giustificarti. Non devi spiegare. Non devi rispondere a tutto o a tutti.
Proteggere il tuo spazio emotivo è un atto di cura verso te stessa.

Ti è mai capitato di sentirti fare questa domanda?
Se vuoi, puoi condividere nei commenti come hai risposto (o come avresti voluto rispondere).



Indirizzo

Via Di Prato 26
Calenzano
50041

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:00

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La mia storia

Mi chiamo Claudia e sono una Psicoterapeuta, una professione che mi appassiona davvero tanto, perché mi permette di entrare in contatto con le persone, le loro storie, le loro sofferenze e aiutarle a risolvere quei problemi che magari le tormentano da anni, ed ogni volta ne esco arricchita umanamente e professionalmente.

In anni di professione, ho potuto constatare quanto la psicologia possa aiutare le persone a vivere meglio e più pienamente la vita, a costruire relazioni significative e appaganti sul piano affettivo e quanto spesso esse soffrano per un rapporto che non funziona, fra genitori e figli, fra marito e moglie, fra fratelli o nell’ambiente di lavoro.

Ascoltando le storie dei miei pazienti mi sono resa conto di come, molto spesso, dietro al problema che mi viene raccontato, c’è una storia di relazione dolorosa. Anche quando la persona mi chiede aiuto per un problema di ansia, di depressione, o per attacchi di panico, per non parlare di anoressia o bulimia, dietro si cela spesso tanta sofferenza per una relazione dolorosa, se non addirittura traumatica, o comunque la sensazione da parte del paziente di non essere amato abbastanza da persone per lui o per lei significative, come uno dei genitori o il partner.