Dr.ssa Claudia Corsini, Psicoterapeuta e Consulente Familiare e di Coppia Durante i colloqui (di 50 min.
La consulenza familiare è un'attività professionale di tipo specialistico alla quale individui singoli, coppie o famiglie possono rivolgersi per situazioni o difficoltà che rientrano nelle circostanze ordinarie della vita anzichè nella patologia vera e propria. ciascuno e coperti dal segreto professionale) le persone hanno la possibilità di prendere coscienza della propria realtà e delle loro difficoltà ed acquisiscono gli strumenti necessari per affrontarle. La metodologia è non direttiva e parte da una visione positiva dell'essere umano, dal presupposto, quindi, che ognuno ha in sé le capacità di trovare le proprie risposte. Il consulente ha il compito di accogliere, ascoltare, sostenere e facilitare questo processo, affinché i soggetti mobilitino le proprie risorse, motivazioni ed energie per superare il disagio.
21/11/2025
🌱 POST 5 — SERVE UN’INTERA COMUNITÀ EDUCANTE.
La scuola ha un ruolo importante nell’educazione dei giovani, anche nell’educazione all’affettività, ma non può farcela da sola.
L’educazione all’affettività è un percorso che coinvolge tutta la comunità educante: famiglia, scuola, parrocchie, associazioni, gruppi giovanili.
Ogni luogo frequentato dai ragazzi può diventare spazio di crescita, se offre ascolto, rispetto e dialogo.
Solo una rete di adulti coerenti e affidabili può trasmettere ai giovani messaggi chiari e stabili.
Per crescere bene non bastano nozioni o regole.
Serve una comunità di adulti che collaborano, che si confrontano e che condividono valori comuni.
💬 Per educare un ragazzo serve un villaggio.
E questo villaggio siamo noi.
Sei d’accordo? Scrivilo nei commenti.
19/11/2025
⏰ POST 4 — L’EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ RICHIEDE TEMPO.
Un vero percorso di educazione all’affettività non può essere condensato in pochi incontri a scuola.
Non basta “fare due lezioni sul tema”.
I ragazzi hanno bisogno di tempo per fidarsi, per aprirsi, per mettere in parole ciò che sentono. Hanno bisogno di un luogo protetto, dove possano riconoscersi nelle esperienze degli altri e sentirsi accolti.
Ecco perché l’educazione affettiva funziona solo se è un percorso esperienziale, fatto di ascolto, condivisione e dialogo.
Non è una lezione frontale: è un cammino in cui si cresce insieme.
Idealmente servirebbero almeno una decina di incontri, uno a settimana, per qualche mese. Solo così si crea quella continuità necessaria perché qualcosa dentro di loro cambi davvero.
Il problema è che spesso la scuola non riesce a garantire questo spazio, stretta tra orari, programmi e tempi didattici.
Ma l’affettività non si insegna in fretta: richiede pazienza, presenza e continuità.
💬 Se crediamo che l’educazione all’affettività sia importante, dobbiamo anche darle il tempo e il valore che merita.
18/11/2025
✨ SESSUALITÀ E INFERTILITÀ: QUANDO IL PIACERE DIVENTA DOVERE.
Quando il desiderio di concepire diventa il centro di tutto, la sessualità rischia di trasformarsi: da spazio di piacere e incontro, a calendario di “giorni fertili” e performance da ottimizzare.
La sessualità, però, coinvolge la persona a 360°. Quando due persone si amano, il rapporto sessuale li unisce e fonde in un amplesso emotivo, cognitivo e valoriale oltre che fisico.
È uno dei modi più completi con cui due persone si comunicano amore, cura e delicatezza.
Ed ha due scopi profondamente intrecciati: unitivo e procreativo.
UNITIVO perché, come dicevo, nel rapporto sessuale tutto dell’uno si unisce e fonde all’altra, corpo, mente, emozioni, sensazioni, valori; PROCREATIVO, perché è attraverso il rapporto sessuale che generiamo naturalmente una nuova vita.
Nelle coppie che affrontano difficoltà a concepire, spesso lo scopo procreativo prende il sopravvento, mentre quello unitivo, che nutre la relazione, la connessione, il desiderio, passa in secondo piano.
Così il piacere lascia spazio al dovere.
La spontaneità si perde.
L’ansia da prestazione cresce.
E ci si può ritrovare a inseguire un figlio… dimenticando di essere amanti, cioè esseri che si amano.
Ritrovare il valore della coppia, riaccendere il desiderio, ricordarsi perché ci si sceglie ogni giorno è fondamentale: per il benessere emotivo, relazionale e – sì – anche riproduttivo.
Perché non può esserci un figlio là dove, prima, si è persa la coppia.
Sono Psicoterapeuta e Consulente di Coppia.
Accompagno persone e coppie che vivono difficoltà di fertilità o percorsi di PMA.
👉 Se ti riconosci in queste parole o senti che la tua coppia sta attraversando questo momento, scrivimi in privato: possiamo lavorarci insieme.
14/11/2025
👨👩👧 POST 3 — IL RUOLO DEI GENITORI: PRIMI EDUCATORI ALL’AFFETTIVITÀ.
L’educazione all’affettività non comincia a scuola, e nemmeno in adolescenza.
Inizia molto prima: in famiglia, fin dai primi anni di vita.
Ogni gesto quotidiano educa all’affettività.
Quando rispettiamo un “no” del nostro bambino, anche se riguarda un semplice bacio o un abbraccio che non vuole dare, gli stiamo insegnando il valore del consenso e del rispetto del proprio corpo.
Quando lo ascoltiamo senza giudicarlo, gli stiamo insegnando a fidarsi.
Quando ci mostriamo affettuosi come coppia anche davanti a lui, gli insegniamo con l’esempio un modo sano di stare in relazione con l’altro.
Oggi, però, molti genitori si sentono impreparati a parlare di sesso, emozioni e relazioni. E così finiscono per delegare completamente alla scuola questo compito. Ma la scuola può solo affiancare, non sostituire.
Per questo credo che servano percorsi di parent coaching dedicati ai genitori: spazi in cui imparare a comunicare con i figli anche su questi temi delicati, con serenità e competenza.
💬 Educare all’affettività è un compito di tutti, ma comincia sempre da casa.
13/11/2025
💭 POST 2 — EDUCARE ALLA SESSUALITÀ NON SIGNIFICA SOLO “PARLARE DI SESSO”.
Spesso si pensa che educare all’affettività e alla sessualità significhi semplicemente “spiegare il sesso” o “insegnare la prevenzione” di malattie sessualmente trasmissibili o gravidanze indesiderate.
Ma non è così.
La sessualità tocca ogni dimensione della persona: il corpo, la mente, le emozioni, i pensieri, i valori. Ridurla a un elenco di rischi e precauzioni significa svuotarla del suo significato più profondo: quello relazionale e umano.
Un buon percorso di educazione affettiva aiuta i ragazzi a conoscersi e a rispettarsi.
Li accompagna a comprendere i cambiamenti del proprio corpo e le emozioni nuove che arrivano con la crescita.
Li aiuta a sviluppare l’assertività: quella capacità preziosa di dire “no” quando voglio dire no, e “sì” quando voglio dire sì.
Ma soprattutto, insegna il rispetto: del proprio corpo, dei propri tempi, dei propri valori e di quelli dell’altro.
💬 Educare all’affettività è un percorso che parla di identità, rispetto e libertà. Non di regole, ma di consapevolezza.
07/11/2025
💞 INFERTILITÀ E COPPIA: COME RESTARE UNITI DURANTE LA TEMPESTA.
Quando arriva una diagnosi di infertilità, la coppia viene travolta da un’ondata di emozioni difficili da contenere: dolore, frustrazione, rabbia, paura, senso di colpa.
Spesso, in mezzo a questa tempesta, si perde di vista l’essenza del “noi”.
Ci si concentra sul diventare genitori, dimenticando di essere innanzitutto una coppia che si ama.
A volte la comunicazione si spezza, l’intimità si fa silenziosa, la sessualità diventa un compito da svolgere nei giorni fertili.
Il desiderio si spegne, la tenerezza si fa rara.
Eppure, è proprio in questi momenti che serve ricordare una cosa semplice ma fondamentale:
👉 il primo “figlio” di cui prendersi cura è la relazione stessa.
Non può esserci un figlio se prima non c’è una coppia che si ama, che sa parlarsi, sostenersi, coccolarsi anche nei giorni più difficili.
L’amore reciproco è la radice da cui nasce tutto il resto.
Quando la coppia si sente vista, accolta e nutrita, può ritrovare anche la forza di affrontare l’infertilità insieme.
💬 Cosa può aiutare in questi casi?
1️⃣ Parlate insieme, di voi, non solo dell’infertilità. Non nascondetevi nel vostro dolore per paura di ferire l’altro o di non essere capiti. Fate progetti per il vostro futuro insieme.
2️⃣ Trovate momenti di leggerezza e condivisione, momenti speciali solo per voi: un viaggio, una cena.
3️⃣ Coltivate la tenerezza, fatta di piccoli gesti quotidiani, piccole attenzioni l’uno per l’altra.
4️⃣ Vivete la sessualità come un linguaggio d’amore, non come un obbligo.
5️⃣ Cercate sostegno se vi sentite distanti, non è un fallimento, ma un atto di cura.
La fecondità non è solo biologica.
Esiste anche una fecondità relazionale, fatta di amore, presenza, ascolto e delicatezza. 🌸
📩 Sono Psicoterapeuta e Consulente Familiare, mi occupo di coppie che vivono l’infertilità o percorsi di PMA. Se senti che questo tema ti riguarda, parlarne può aiutare.
06/11/2025
🌿 POST 1 — PERCHÈ OGGI SERVE PARLARE DI EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ.
Negli ultimi tempi si è molto parlato di educazione all’affettività e alla sessualità a scuola. È un tema che mi sta particolarmente a cuore: da oltre 15 anni accompagno bambini e ragazzi in percorsi di educazione all’affettività come Tutor TeenSTAR, e credo davvero che oggi questa sia una delle grandi emergenze educative del nostro tempo.
Basta guardare la cronaca per accorgersene: sempre più spesso leggiamo di comportamenti violenti o confusi messi in atto da ragazzi giovanissimi. Ragazzi che non hanno imparato a gestire emozioni, desideri, limiti. Ragazzi che, purtroppo, spesso imparano tutto ciò che sanno sulla sessualità da fonti distorte, come la pornografia — accessibile ormai a chiunque abbia uno smartphone in tasca.
Educare all’affettività significa allora offrire ai nostri figli una bussola per orientarsi tra corpo, emozioni, relazioni, rispetto e responsabilità. Aiutarli a capire chi sono, cosa provano, come rispettare sé stessi e gli altri.
Sì, serve farlo anche a scuola. Ma serve farlo bene, con competenza, delicatezza e tempo. Non basta essere medici, psicologi o insegnanti per improvvisare percorsi di educazione all’affettività, al contrario occorrono competenze specifiche.
💬 E tu? Hai mai pensato a chi (davvero) educa oggi i tuoi figli all’affettività?
04/11/2025
❤️ “QUANDO SI È COPPIA, NON SI SCEGLIE PIÙ DA SOLI.”
Quando si sceglie di vivere una relazione, non si è più due individui separati, ma si diventa qualcosa di nuovo e più complesso: una coppia.
E la coppia non è solo la somma di due persone che si amano, ma un noi che richiede nuove modalità di pensare, decidere, scegliere.
Dalle piccole scelte quotidiane — cosa mangiamo a cena — alle grandi decisioni — una casa, un figlio, un nuovo lavoro — non è più solo “io scelgo”, ma “noi scegliamo” ciò che corrisponde al bene di entrambi.
Questo passaggio non è sempre semplice: a qualcuno può sembrare una perdita di libertà.
In realtà è il contrario.
È la possibilità di costruire una libertà condivisa, che tiene conto del bene dell’altro e del bene comune.
💭 La domanda che ci aiuta a orientarci è:
“Questa decisione fa bene a me, ma anche a noi?”
Amare significa proprio questo: volere il bene dell’altro, anche quando implica fermarsi, ascoltare, confrontarsi.
💬 Ti capita di sentire il peso di dover scegliere “insieme”?
Scrivimi nei commenti cosa significa per te “decidere come coppia”.
Oppure salva il post per quando ti troverai davanti a una scelta importante ❤️
29/10/2025
💔 IL LUTTO INVISIBILE DELL’ INFERTILITÀ.
Quando il dolore non si vede, ma pesa.
Siamo abituati a pensare al lutto come alla perdita di una persona cara.
Ma esistono lutti che non si vedono, eppure fanno male allo stesso modo.
Uno di questi è il lutto per il figlio immaginato.
Quando una coppia desidera un figlio, quel bambino nasce prima nel cuore che nella carne.
Lo si sogna, lo si immagina, si costruisce una nuova immagine di sé come genitori.
Nascono speranze, progetti, un nuovo senso di sé.
Poi, mese dopo mese, i test negativi, i cicli che arrivano, la paura che qualcosa non vada.
Finché una diagnosi di infertilità infrange quell’universo di sogni.
E ciò che si perde non è solo un figlio che non arriva, ma molto di più:
👉 l’immagine di sé come genitori
👉 la fiducia nel proprio corpo
👉 la sensazione di poter scegliere il proprio futuro.
Questo dolore è invisibile, spesso taciuto.
Perché quel figlio “non c’era ancora”.
Eppure il vuoto è reale.
Il lutto esiste, anche se nessuno lo vede.
✨ Ne parliamo abbastanza di questo dolore?
Io credo di no. Eppure, è condiviso da tante donne, tante coppie.
Riconoscerlo è il primo passo per attraversarlo, insieme.
🔗 Se ti ritrovi in queste parole, sappi che non sei sola.
Condividi questo post o salvalo per quando ne avrai bisogno 💬
28/10/2025
🎮 “Nei videogiochi non muori mai. Hai infinite vite.”
📚 Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow – Gabrielle Zevin
Un romanzo che mi ha introdotta nel mondo dei videogiochi da una prospettiva completamente nuova.
Per Sam e Sadie, i protagonisti, i videogiochi sono molto più che un passatempo: sono il filo conduttore di tutta la loro storia.
È grazie a un videogioco che nasce la loro amicizia.
I videogiochi li uniscono, diventano strumento di comunicazione, di incontro delle loro sofferenze, ma anche via per la loro realizzazione personale e professionale.
Nel tempo, diventano espressione della loro creatività e genialità, mondi paralleli in cui trovare rifugio — perché, come dice Sam, nei videogiochi non muori mai: puoi sempre ricominciare da capo.
Questo romanzo mi ha portata a guardare con occhi diversi mio figlio quando è alla consolle.
Non dico che non serva educare a un uso consapevole dei videogiochi, ma forse dovremmo anche noi adulti ascoltare e osservare:
sapere quali giochi amano, quali personaggi li appassionano, potrebbe aiutarci a conoscerli più a fondo.
📘 Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow non è una storia d’amore, ma parla d’amore in tutte le sue forme: amicizia, dolore, arte, crescita e connessione.
Un libro che consiglio a chi ama le relazioni autentiche, la creatività e le storie che curano.
✨
👩💼 Sono una psicoterapeuta e consulente familiare, mi occupo di libroterapia e accompagno donne e uomini a trovare nei libri nuovi sguardi su sé stessi e le relazioni.
📖 Ti va di scoprire insieme altri romanzi che “curano”?
👉 Seguimi per nuove letture che nutrono mente e cuore.
24/10/2025
🌿 “VORREI SOLO RIAVERE LA MIA VITA NORMALE”
È quello che mi ha detto di recente una mia paziente.
Per lei, “vita normale” significava quella prima della malattia:
una vita fatta di lavoro, viaggi, progetti, desideri.
Una vita che non ruotasse solo attorno alle terapie, alle visite, ai controlli.
Ma cos’è davvero una vita normale?
Nella mia esperienza professionale, ho capito che la normalità è un concetto profondamente soggettivo.
Per chi ha perso il lavoro, è normale riaverlo.
Per chi non riesce ad avere un figlio, è normale poterlo abbracciare.
Per chi vive l’ansia, è normale poter respirare con serenità.
Per chi ha subito un lutto, la normalità era quella prima della perdita.
Allora… una vita normale è forse una vita senza problemi, dolore o sfide?
O è, invece, una vita attraversata anche da tutto questo — ma non definita solo da esso?
Forse “vita normale” significa proprio questo:
una vita imperfetta, autentica, dove si cade e ci si rialza,
dove non tutto si realizza, ma si continua a sperare e a provarci.
Una vita che non possiamo controllare del tutto, ma che possiamo imparare ad abitare.
✨ Forse la vera normalità è accettare che la vita sia fatta di luce e ombra, di gioia e fatica.
📌 E tu? Cosa significa per te una vita “normale”?
Scrivilo nei commenti, se ti va. 💬
23/10/2025
💬 “Non pensavo che potesse succedere a me.”
Le emozioni dopo una diagnosi di infertilità
C’è un momento, dopo una diagnosi di infertilità, in cui tutto sembra fermarsi.
Le parole del medico continuano a rimbombare nella mente, e dentro di te si apre un vuoto difficile da descrivere.
È come se qualcosa si spezzasse: l’immagine di te come madre o padre “un giorno, naturalmente”, quella certezza che davi per scontata, improvvisamente non c’è più.
Da lì, inizia un viaggio emotivo complesso — e profondamente umano.
💔 Arriva la tristezza, quella che si nasconde dietro un sorriso o nelle notti in cui il pensiero non smette di girare. È il dolore di un sogno che si incrina.
😔 Si affaccia il senso di colpa, la sensazione di non essere “abbastanza”, di avere un corpo che non risponde come dovrebbe. Ma non c’è colpa, mai. L’infertilità non definisce il tuo valore né definisce chi sei.
😡 C’è la rabbia, contro la vita, contro le ingiustizie, contro chi “non capisce” e dice frasi che feriscono. È normale sentirla, e ha diritto di esistere.
😢 Poi la paura, quella del futuro incerto, dei tentativi, dei fallimenti.
E spesso, anche la solitudine — perché poche persone comprendono davvero cosa significhi vivere tutto questo.
Ma non sei sola.
Dare spazio a queste emozioni, riconoscerle e imparare a conviverci è il primo passo per ricostruire senso e fiducia.
La terapia, di coppia o individuale, può diventare un luogo sicuro dove non serve essere forti, ma autentici.
Dove puoi ritrovare respiro, parole e speranza. 🌿
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Mi chiamo Claudia e sono una Psicoterapeuta, una professione che mi appassiona davvero tanto, perché mi permette di entrare in contatto con le persone, le loro storie, le loro sofferenze e aiutarle a risolvere quei problemi che magari le tormentano da anni, ed ogni volta ne esco arricchita umanamente e professionalmente.
In anni di professione, ho potuto constatare quanto la psicologia possa aiutare le persone a vivere meglio e più pienamente la vita, a costruire relazioni significative e appaganti sul piano affettivo e quanto spesso esse soffrano per un rapporto che non funziona, fra genitori e figli, fra marito e moglie, fra fratelli o nell’ambiente di lavoro.
Ascoltando le storie dei miei pazienti mi sono resa conto di come, molto spesso, dietro al problema che mi viene raccontato, c’è una storia di relazione dolorosa. Anche quando la persona mi chiede aiuto per un problema di ansia, di depressione, o per attacchi di panico, per non parlare di anoressia o bulimia, dietro si cela spesso tanta sofferenza per una relazione dolorosa, se non addirittura traumatica, o comunque la sensazione da parte del paziente di non essere amato abbastanza da persone per lui o per lei significative, come uno dei genitori o il partner.
Forse è successo anche a te di sentirti così!
Anche nella mia esperienza personale di moglie prima, di madre poi, sempre più mi sono accorta di come, per far funzionare bene un rapporto non sia sufficiente volersi bene, ma che sia necessario prendersi cura ogni giorno di quella relazione, con pazienza e costanza. Ho imparato sulla mia pelle di quanto imparare a comunicare bene possa aiutare a trasformare una crisi in un momento di crescita, sia con il coniuge che con i figli, soprattutto quando diventano adolescenti.
Ho capito dai miei errori che quando desidero cambiare qualcosa intorno a me, è inutile che cerchi di cambiare gli altri, ma devo imparare a cambiare qualcosa in me o nel mio modo di rapportarmi con gli altri, senza pormi obiettivi irraggiungibili, ma realistici e possibili.
Ho imparato a valorizzare i miei pregi anziché tormentarmi per i miei limiti, e a fare altrettanto anche nei confronti delle persone che amo.
Insomma ho fatto tesoro di ogni singola parola imparata durante la mia formazione in Psicoterapia, durante i corsi di aggiornamento e dagli innumerevoli libri letti e il risultato è stato che l’anno scorso ho festeggiato i miei primi 25 anni di matrimonio con mio marito e i nostri stupendi tre figli.
Ma quando si scopre un tesoro non si può tenerlo per sé, si desidera condividerlo con gli altri, perché anche gli altri possano goderne. Per questo oggi mi occupo, in modo specifico di Consulenza di Coppia e Familiare, per aiutare tutte quelle coppie che si trovano in un momento di difficoltà, a capire cosa vogliono fare del loro rapporto, a risolvere i loro problemi di comunicazione, anche a livello sessuale o i contrasti legati alle rispettive famiglie di origine, o, qualora abbiano già deciso di separarsi, a rimanere comunque una buona coppia di genitori, capaci di fare ancora insieme il bene dei figli.
Se vuoi saperne di più sul mio metodo di lavoro o desideri avere altre informazioni contattami in privato o mandami una mail a claudiacorsini64@gmail.com sarò felice di conoscerti e rispondere alle tue domande.