Dr.ssa Claudia Corsini, Psicoterapeuta e Consulente Familiare e di Coppia Durante i colloqui (di 50 min.
La consulenza familiare è un'attività professionale di tipo specialistico alla quale individui singoli, coppie o famiglie possono rivolgersi per situazioni o difficoltà che rientrano nelle circostanze ordinarie della vita anzichè nella patologia vera e propria. ciascuno e coperti dal segreto professionale) le persone hanno la possibilità di prendere coscienza della propria realtà e delle loro diff
icoltà ed acquisiscono gli strumenti necessari per affrontarle. La metodologia è non direttiva e parte da una visione positiva dell'essere umano, dal presupposto, quindi, che ognuno ha in sé le capacità di trovare le proprie risposte. Il consulente ha il compito di accogliere, ascoltare, sostenere e facilitare questo processo, affinché i soggetti mobilitino le proprie risorse, motivazioni ed energie per superare il disagio.
27/04/2026
👉 Prima la relazione, poi le regole.
Quanti genitori arrivano in terapia dicendo: “Mio figlio non mi ascolta.”
Ma la vera domanda è:
👉 Tuo figlio si sente incontrato?
Ogni bambino ha bisogno prima di relazione e solo dopo di educazione. Se si sente visto,
allora può fidarsi; se si sente compreso, allora può ascoltare; se si sente accolto, allora può crescere sicuro.
🌱 Educare non significa riempire tuo figlio di regole, ma creare le condizioni perché diventi ciò che è già potenzialmente.
Questo richiede una cosa difficile: fermarsi per guardarlo davvero e, a volte, guardare anche dentro di sé.
Perché quando il contatto si perde, spesso non è lì il problema.
👉 È dentro di noi.
💬 Ti succede di sentirti più concentrato/a sulle regole che sulla relazione?
24/04/2026
Non scegli solo l’amore.
Scegli una persona intera, con tutto ciò che porta.
La domanda è: sei disposto/a a scegliere davvero?
22/04/2026
“Nella buona e nella cattiva sorte” non è solo una formula: è una descrizione molto concreta di cosa significa scegliere davvero una relazione.
Quando scegliamo una relazione stabile, non scegliamo solo ciò che ci ha fatto innamorare dell’altro, ma anche ciò che ancora non conosciamo e che, con il tempo, emergerà.
Scegliamo una persona con le sue qualità, ma anche con le sue fragilità, le sue paure, i suoi modi di difendersi.
Scegliamo la sua storia: la famiglia, le esperienze, le ferite, ciò che ha ricevuto… e ciò che forse è mancato.
E scegliamo un futuro insieme che non sarà sempre lineare: fatto di momenti luminosi, ma anche di passaggi più complessi.
Allo stesso tempo, chiediamo all’altro di fare lo stesso con noi.
Di accogliere, nel tempo, anche le nostre parti più vulnerabili.
Per questo una relazione non può essere solo “sentita”: deve essere anche scelta.
Una scelta che implica responsabilità reciproca.
Che non significa accettare tutto, ma essere disponibili a incontrare anche le parti difficili, senza ridurle a un problema da eliminare.
Tu stai vivendo la tua relazione come un’emozione o come una scelta nel tempo?
Se ti va, scrivimelo nei commenti o in privato.
20/04/2026
Il problema non è il conflitto.
Il conflitto, quando c’è, è ancora una forma di contatto.
Il vero rischio è la rinuncia alla relazione, è quando si voltano le spalle all’altro e ai problemi che ci sono, facendo finta di niente o sperando che si risolvano da soli.
Quando anziché lottare per la coppia si cerca conforto e compensazione in qualcos’altro: il lavoro, lo sport, gli amici, le passioni o, peggio, un’altra persona.
17/04/2026
Molte coppie pensano che il problema siano i litigi, che discutere significhi stare male insieme.
In realtà, spesso, è vero il contrario.
Il segnale più delicato non è quando si litiga tanto, ma quando si smette di farlo.
Quando uno dei due inizia a trattenersi, quando si evitano certi argomenti per non creare distanza e senza accorgersene, quella distanza cresce comunque.
Succede quando dentro compare un pensiero silenzioso: “È inutile parlarne, tanto non cambierà mai niente.”
E da lì la relazione non esplode, ma si spegne lentamente.
In terapia di coppia incontro spesso persone che mi dicono: “Non litigavamo quasi mai, ma a un certo punto eravamo diventati due estranei.”
Il conflitto non è sempre il problema, a volte è l’ultimo tentativo di restare in contatto, di attirare l’attenzione dell’altro sul mio dolore.
💬 Ti è mai capitato di vivere una fase così nella relazione?
Puoi condividerlo nei commenti o in privato, se ti va.
📌 Oppure salva questo post per tornarci quando ne senti il bisogno.
🔖
16/04/2026
L’eleganza del riccio: quando qualcuno ti vede davvero 🦔✨
Ci sono libri che dividono i lettori: o li ami o li rifiuti. Per me, L’eleganza del riccio di Muriel Barbery è uno di quei romanzi che restano, forse perché racconta qualcosa di profondamente umano: l’incontro vero tra persone molto diverse fra di loro.
Renée, portinaia che si nasconde dietro un’immagine semplice ma custodisce un mondo interiore ricchissimo.
Paloma, adolescente lucida e disincantata, che osserva gli adulti da lontano.
Kakuro Ozu, un ricco uomo d’affari giapponese, capace di andare oltre le apparenze e riconoscere ciò che negli altri resta invisibile.
Tre vite lontane, tre modi diversi di stare al mondo, eppure, quando si incontrano davvero, succede qualcosa di raro: riescono a vedersi. Non nei ruoli rivestiti o nelle etichette, ma nella loro umanità.
Nel mio lavoro con coppie e genitori, è spesso questo il punto cruciale: non è la perfezione a creare legame, ma la possibilità di essere visti e accolti, anche nelle proprie fragilità.
La vulnerabilità non è esporsi senza confini, è permettere, a qualcuno, di incontrarci davvero.
💬 Hai letto questo romanzo?
Ti è piaciuto?
💾 Salva il post se senti che parla anche di te.
📩 Condividilo con qualcuno con cui stai costruendo un legame autentico.
10/04/2026
“Non voglio essere vulnerabile.” Sei certa/o che sia possibile?
Da bambini pensiamo che diventare adulti significhi smettere di essere vulnerabili, essere forti, avere tutto sotto controllo.
Guardiamo i nostri genitori e ci sembrano eroi invincibili, potenti, senza paura.
Poi cresciamo e scopriamo che crescere significa accettare la vulnerabilità, non eliminarla.
Amare, essere genitori, stare in coppia, lavorare sulle relazioni ci espone ogni giorno a emozioni scomode: paura, insicurezza, incertezza, rischio.
💬 «Non voglio essere vulnerabile», «Non posso mostrarmi vulnerabile», sono frasi che sento spesso nel mio lavoro clinico.
A volte è legata al ruolo:
👉 “devo essere forte altrimenti perderò il rispetto e la stima”
altre al genere:
👉 “noi donne dobbiamo reggere tutto”
La verità?
👉 Non esiste una “uscita di sicurezza” dalla vulnerabilità, essere vivi significa essere vulnerabili. Se usciamo in un giorno di pioggia ci bagnamo, se tocchiamo il fuoco ci bruciamo.
✨ Non possiamo scegliere se essere o non essere vulnerabili, possiamo solo scegliere come rispondere alle esperienze della vita che inevitabilmente ci toccano.
📌Ti sei mai detta/o “Non posso essere vulnerabile”?
Se ti va, raccontamelo nei commenti 💬
08/04/2026
Quando il desiderio di un figlio incontra la realtà.
Di infertilità non si parla mai, o forse non se ne parla abbastanza, o ancora, non se ne parla nel modo giusto.
Qualche giorno fa una mia giovane paziente mi ha detto:
“Quando ero piccola, mia madre faceva terrorismo psicologico: stai attenta, è facilissimo rimanere incinta. Ora che lo vorrei, mi accorgo che non è così per niente.”
Ecco, spesso accade proprio così. Passiamo anni a proteggerci da una gravidanza e poi, quando il desiderio arriva, scopriamo che non è affatto scontato.
È allora che inizia l’attesa. La speranza che si rinnova e si spegne ogni mese, il corpo che sembra non rispondere, l’intimità che perde spontaneità.
E piano piano si fanno spazio emozioni difficili come tristezza, rabbia, senso di colpa, vergogna, paura, solitudine.
Finché diventa chiaro che c’è un problema.
E a volte, nemmeno la medicina sa dare una spiegazione.
La verità è che l’infertilità è un lutto. Un lutto per ciò che manca, per ciò che si immaginava, per quel figlio già presente nel desiderio.
È un lutto per: l’immagine di sé e del proprio corpo; l’identità come possibile genitore; la coppia, che si immaginava “feconda”; un futuro che sembrava naturale, già delineato.
E come ogni lutto, attraversa delle fasi:
❓ incredulità: “Non può succedere a me”;
😡 rabbia: “Perché proprio a me?”;
😰 paura: “E se non accadesse mai?”;
😞 vergogna: “Tutti tranne me”;
😔 colpa: “Se avessi fatto diversamente…”:
👉 Se ti riconosci in queste emozioni che è normale sentirsi così.
Non sei sbagliata. Non siete sbagliati.
Accogliere ciò che si prova è il primo passo per attraversarlo.
✨ Nei prossimi mesi parleremo di questo, insieme.
💬 Se senti che questo tema ti tocca, puoi scrivermi in privato o lasciare un commento: leggere la tua esperienza può aiutare anche altri a sentirsi meno soli.
03/04/2026
Quando tuo figlio adolescente risponde male, è facile reagire d’impulso.
Correggere il tono.
Chiedere rispetto.
Alzare la voce.
Sono reazioni comprensibili.
Ma spesso alimentano il conflitto invece di ridurlo.
Nella mia esperienza, ciò che fa davvero la differenza è come stai nella relazione in quel momento.
💬 Scrivi RISPOSTE nei commenti se ti riconosci.
01/04/2026
Quando ogni conversazione con tuo figlio adolescente diventa una lite, è facile sentirsi frustrati e pensare che il problema sia nel suo atteggiamento. Ma spesso non è solo questo.
Molte di queste situazioni nascono da una dinamica relazionale che si è irrigidita nel tempo.
Nella mia esperienza, anche personale oltre che professionale, ci sono momenti in cui basta una domanda fatta con le migliori intenzioni per ricevere una risposta brusca, chiusa, infastidita.
E lì è facile sentirsi feriti, non visti, quasi respinti.
La tentazione è quella di reagire, di correggere, di far notare il tono, il modo, il rispetto.
Ma è proprio in quei momenti che spesso la relazione si irrigidisce ancora di più.
Quello che ho imparato, anche nel lavoro con i genitori, è che dietro molte di queste interazioni non c’è solo “un adolescente difficile”, ma un contatto che si interrompe e due persone che, senza volerlo, entrano in un’escalation reciproca.
E la buona notizia è che, proprio perché è relazionale, può essere trasformata.
Non cambiando tuo figlio, ma cambiando il modo in cui entrate in relazione in quei momenti.
💬 Scrivi LITE nei commenti se ti riconosci: nel prossimo post parlerò di come rispondere senza alimentare il conflitto.
30/03/2026
✨ Quando senti di diventare il genitore che non volevi essere.
“La vergogna isola. La comprensione apre possibilità.”
Quante volte, prima di diventare genitore, ti sei detto:
👉 “Quando avrò un figlio, non farò mai così.”
Non griderò.
Non perderò la pazienza.
Non userò il cellulare per tenerlo buono.
Non farò come hanno fatto con me.
E poi… succede. Succede che sei stanco, che il tempo non basta mai, che le risorse finiscono.
E ti ritrovi a fare proprio quello che avevi giurato di non fare.
Allora provi vergogna. Ti senti inadeguato, in colpa. Vorresti riparare tutto subito.
E intanto ti svuoti ancora di più. 💔
Se ti succede, fermati un attimo.
Non significa che sei un cattivo genitore, ma che sei umano.
Significa che stai facendo del tuo meglio anche quando il tuo meglio non assomiglia a come vorresti essere.
Perché una cosa è sapere cosa non fare, un’altra è sapere come fare quando sei dentro alla fatica.
🌱 Il cambiamento non passa dalla perfezione, passa dal contatto.
Contatto con te stesso: le tue emozioni, il tuo corpo, i tuoi limiti, la tua storia.
Contatto con tuo figlio: i suoi bisogni, i suoi segnali, il suo modo di dirti “ho bisogno di te”.
È da lì che nasce qualcosa di nuovo, più consapevole, più possibile, più tuo.
💬 Ti è mai capitato di fare qualcosa che avevi promesso non avresti mai fatto?
Se ti va, raccontamelo nei commenti o scrivimi in privato.
🤍 Se senti che vuoi lavorare su questo, la consulenza genitoriale è uno spazio dove possiamo farlo insieme.
27/03/2026
Ci sono i figli, il lavoro, le responsabilità…
e senza accorgercene smettiamo di prendercene cura davvero.
Eppure è proprio lì che si costruisce la base.
Quando la coppia funziona, non è perché non ci sono difficoltà.
È perché esiste un “noi” capace di attraversarle.
🌷 Prendersi cura della relazione non è qualcosa da fare “quando resta tempo”.
È ciò che permette a tutto il resto di reggere.
Se ti va, fermati un momento a pensarci:
👉 in questo periodo, come state come coppia?
—
Salva questo reel se senti che questo è qualcosa che vuoi ricordarti.
Dr.ssa Claudia Corsini
Psicoterapeuta e Consulente Familiare
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Mi chiamo Claudia e sono una Psicoterapeuta, una professione che mi appassiona davvero tanto, perché mi permette di entrare in contatto con le persone, le loro storie, le loro sofferenze e aiutarle a risolvere quei problemi che magari le tormentano da anni, ed ogni volta ne esco arricchita umanamente e professionalmente.
In anni di professione, ho potuto constatare quanto la psicologia possa aiutare le persone a vivere meglio e più pienamente la vita, a costruire relazioni significative e appaganti sul piano affettivo e quanto spesso esse soffrano per un rapporto che non funziona, fra genitori e figli, fra marito e moglie, fra fratelli o nell’ambiente di lavoro.
Ascoltando le storie dei miei pazienti mi sono resa conto di come, molto spesso, dietro al problema che mi viene raccontato, c’è una storia di relazione dolorosa. Anche quando la persona mi chiede aiuto per un problema di ansia, di depressione, o per attacchi di panico, per non parlare di anoressia o bulimia, dietro si cela spesso tanta sofferenza per una relazione dolorosa, se non addirittura traumatica, o comunque la sensazione da parte del paziente di non essere amato abbastanza da persone per lui o per lei significative, come uno dei genitori o il partner.
Forse è successo anche a te di sentirti così!
Anche nella mia esperienza personale di moglie prima, di madre poi, sempre più mi sono accorta di come, per far funzionare bene un rapporto non sia sufficiente volersi bene, ma che sia necessario prendersi cura ogni giorno di quella relazione, con pazienza e costanza. Ho imparato sulla mia pelle di quanto imparare a comunicare bene possa aiutare a trasformare una crisi in un momento di crescita, sia con il coniuge che con i figli, soprattutto quando diventano adolescenti.
Ho capito dai miei errori che quando desidero cambiare qualcosa intorno a me, è inutile che cerchi di cambiare gli altri, ma devo imparare a cambiare qualcosa in me o nel mio modo di rapportarmi con gli altri, senza pormi obiettivi irraggiungibili, ma realistici e possibili.
Ho imparato a valorizzare i miei pregi anziché tormentarmi per i miei limiti, e a fare altrettanto anche nei confronti delle persone che amo.
Insomma ho fatto tesoro di ogni singola parola imparata durante la mia formazione in Psicoterapia, durante i corsi di aggiornamento e dagli innumerevoli libri letti e il risultato è stato che l’anno scorso ho festeggiato i miei primi 25 anni di matrimonio con mio marito e i nostri stupendi tre figli.
Ma quando si scopre un tesoro non si può tenerlo per sé, si desidera condividerlo con gli altri, perché anche gli altri possano goderne. Per questo oggi mi occupo, in modo specifico di Consulenza di Coppia e Familiare, per aiutare tutte quelle coppie che si trovano in un momento di difficoltà, a capire cosa vogliono fare del loro rapporto, a risolvere i loro problemi di comunicazione, anche a livello sessuale o i contrasti legati alle rispettive famiglie di origine, o, qualora abbiano già deciso di separarsi, a rimanere comunque una buona coppia di genitori, capaci di fare ancora insieme il bene dei figli.
Se vuoi saperne di più sul mio metodo di lavoro o desideri avere altre informazioni contattami in privato o mandami una mail a claudiacorsini64@gmail.com sarò felice di conoscerti e rispondere alle tue domande.