Leonora Cupane psicologa psicoterapeuta

Leonora Cupane psicologa psicoterapeuta Consulenza e psicoterapia individuale e di coppia. Percorsi di sostegno alla genitorialità

Percorsi di scrittura terapeutica autobiografica e poetica

Leonora Cupane, nata nel 1968, è una psicologa clinica laureata alla Sapienza di Roma. E' diventata esperta in scrittura creativa, poesia terapia e scrittura terapeutica grazie a diversi corsi di formazione frequentati in giro per l'Italia e a studi personali; si è poi specializzata in metodologie narrative autobiografiche alla Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari, di cui è stata anch

e collaboratrice scientifica e docente; infine è diventata psicoterapeuta della Gestalt diplomandosi all'Istituto HCC Italy (sede di Palermo). Recentemente ha conseguito a New York il diploma in "developmental somatic approach" con Ruella Frank, un metodo terapeutico gestaltico di approccio al gesto e al movimento. L'obiettivo di uan formazione così composita è di mettere a punto un metodo originale che coniughi attenzione al corpo e al movimento ed esperienza di scrittura - lettura, senza tenere separate le due sfere come si è soliti fare. Coordina il Centro Studi Narrazione Le Città Invisibili a Palermo, al cui interno sono presenti una scuola di formazione autobiografica e una scuola di scrittura d'invenzione condotta da scrittori.Ha condotto molti percorsi formativi nelle scuole sua con bambini e ragazzi che con i docenti. Conduce privatamente percorsi di consulenza e psicoterapia individuali e di coppia e di sostegno alla funzione genitoriale. Si prende cura soprattutto di prolematiche legate alla vita affettiva e sociale, difficoltà realzionali, di coppia e familiari, timidezza, ansia, disturbi post-traumatici da stress, stress da sovraccarico lavorativo e burn out, ansia, depressione, blocchi nella creatività e nell'autorealizzazione, bassa autostima, difficoltà a comunicare e a essere assertivi Lo studio è nella stessa sede del Centro Studi Narrazione: via Evangelista Torricelli 32, Palermo.Ha condotto gruppi di poesia terapia sperimentali e sta inaugurando altri gruppi di scriptoterapia.Coordina l'agriturismo letterario Fattoria Pianetti, a Gibilmanna (Parco delle Madonie), dove si svolgono percorsi formativi e terapeutici incentrati sulla scrittura, la lettura, la narrazione.Conduce spesso laboratori formativi in giro per l'Italia e d è disponibile a partecipare a progetti formativi nelle scuole e in altre organizzazioni -istituzioni sia in Italia che all'estero.Per informazioni 377 0994695.

Le persone hanno moltissima fretta e leggono spesso sommariamente comunicati più lunghi di 5 righe. Perciò sto incontran...
15/12/2023

Le persone hanno moltissima fretta e leggono spesso sommariamente comunicati più lunghi di 5 righe. Perciò sto incontrando difficoltà nel promuovere un gruppo di psicoterapia che vorrei inaugurare a gennaio: forse anche per la mia figura professionale ibrida, molte persone comprendono che la proposta riguardi un laboratorio di scrittura (più o meno terapeutica) e desidererebbero iscriversi... ma magari hanno in corso altre psicoterapie, o comunque sono miei amici e conoscenti e certamente non potrei seguirli come psicoterapeuta.

Volevo quindi sottolineare che il comunicato che segue riguarda un vero e proprio percorso di psicoterapia di gruppo dove io sarei la psicoterapeuta e le persone che vi partecipano sarebbero i pazienti.

Ci sono pochissimi gruppi psicoterapia della Gestalt in Sicilia e a Palermo forse nessuno. Poiché la psicoterapia della Gestalt consente di lavorare sul piano emozionale e corporeo e la scrittura poetica essendo un linguaggio ritmico è ancorato al respiro e al battito cardiaco, penso che possa essere un'esperienza interessante e non comune.
Grazie dell'attenzione. 🌷

Da fine gennaio 2024 a Palermo si inaugura un nuovo percorso di psicoterapia di gruppo dove la scrittura e il lavoro corporeo avranno un ruolo centrale, ma sará dato spazio anche ad altri strumenti espressivi.

Sede probabile: Studio "Spazio con Te" di via Borremans 9, Palermo.

Si comincerà al raggiungimento del numero minimo di 6 partecipanti. (il numero massimo è 10).
La partecipazione è subordinata a un colloquio individuale iniziale orientativo e gratuito.

Per prendere parte al percorso occorre avere compiuto 20 anni, non avere una diagnosi di disturbo psicotico e non avere in corso altre psicoterapie.

Il gruppo si incontrerá tre volte al mese dalle 18.00 alle 20.30 in giorno da concordare, e un mezzo fine settimana ogni due mesi (sabato pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00 e domenica mattina dalle 9.00 alle 13.00).

Il COSTO sarà di 90 euro al mese e di 180 euro nei mesi del fine settimana intensivo.
Nei mesi dell'intensivo gli incontri infrasettimanali dalle 18.00 alle 20.30 saranno due anziché tre.

Il gruppo farà pausa da metà luglio a metà settembre (quindi nel mese di agosto non ci saranno incontri).

Una volta l'anno é previsto un fine settimana più lungo - dal venerdì pomeriggio alla domenica pomeriggio - con formula residenziale , all'agriturismo Bosco Pianetti. In quell'occasione il gruppo farà anche esperienza di onoterapia (terapia con gli asini) e forest bathing (bagno di foresta, o silvoterapia).

In quel mese, probabilmente giugno, l'incontro infrasettimanale sarà soltanto uno e il costo totale del mese sarà di 400 euro (inclusa la permanenza in agriturismo).

Il gruppo sarà condotto da Leonora Cupane psicologa psicoterapeuta della Gestalt specialista in poesia terapia, metodologie autobiografiche per le relazioni d'aiuto, somatic developmental approach, interventi assistiti con gli animali.

Cenni sulla cornice teorica:

Secondo la Psicoterapia della Gestalt il malessere deriva da una mancanza di integrità, pienezza e consapevolezza nella relazione con l'ambiente. L'obiettivo della terapia è ritrovare l'intenzionalità e la direzione perdute e un "Io posso" fluido, creativo e pieno, recuperando la connessione con il proprio sentire corporeo, con la propria storia e posto nel mondo e con i propri autentici desideri, senza sottrarre pezzi significativi all'esperienza per paura di restare soli, o di essere invasi, o di essere sopraffatti dalle emozioni.
Un gruppo di terapia permette di lavorare (in modo più diretto rispetto a un percorso individuale) sulle intenzionalità di contatto bloccate o non riconosciute, sostenendone l'espressione.

Vi chiedo gentilmente di condividere e passare parola.

Leonora Cupane
Via G. Borremans 9, Palermo
Tel. 377 099 4695
Email: leonoracupane@gmail.com

Da 14 anni, ottobre è stato proclamato "mese del benessere psicologico", e molti professionisti in questo periodo offron...
14/10/2022

Da 14 anni, ottobre è stato proclamato "mese del benessere psicologico", e molti professionisti in questo periodo offrono consulenze psicologiche gratuite o a prezzo ridotto.

Anche quest'anno ho scelto di offrire, a chi si prenota entro il mese di ottobre, un primo colloquio gratuito (individuale o di coppia) e un eventuale secondo colloquio con il 50% di sconto.
Non vi è alcun impegno alla continuazione del percorso oltre il primo o il secondo colloquio.

A richiesta, sarà possibile dedicare una parte dell'incontro alla scrittura terapeutica.

Ricevo su appuntamento allo studio "Spazio con te" in via Borremans 9, Palermo.

Per maggiori informazioni potete scrivere o chiamare il 377 0994695 (va bene anche un primo contatto tramite WhatsApp).

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La psicoterapia della Gestalt è un approccio umanistico basato sulla autenticitá della relazione fra paziente e terapeuta, secondo il quale Il benessere psicologico corrisponde all'integrità e alla pienezza della persona.
Si sta bene quando ci si sente interi, non mutilati di parti vitali, e si puó abitare ogni emozione senza farsene destabilizzare; quando si riconoscono i propri bisogni e si riesce ad armonizzarli con le richieste dell'ambiente senza sentirsi schiacciati o fuori equilibrio; quando si sa dire di sì ma anche di no, avendo chiari i propri confini e riuscendo a essere autentici senza paura di essere abbandonati o rifiutati; quando si possono affrontare le perdite attraversando il dolore senza negarlo né farsene travolgere, e affrontare l'ansia cogliendo il messaggio che vi si cela dentro; quando si affronta il conflitto senza evitarlo, ma anche accettando l'eventuale impossibilità temporanea di affrontarlo; quando si sa stare con quello che si prova, respirando con tutto il corpo, senza dimenticarsi del respiro e del corpo dell'altro.

Ho toccato soltanto alcuni nodi essenziali per la crescita e il benessere personale e relazionale. Ve ne sono molti altri e tutti possono essere approfonditi e dipanati in un percorso di psicoterapia o in una consulenza psicologica, che nella mia visione è un viaggio esistenziale condiviso, volto anche alla prevenzione del malessere, dunque può rivolgersi anche a chi "sta bene".

19/10/2018

Rinviata a gennaio la formazione del gruppo di psicoterapia della Gestalt, che prevede tre colloqui individuali propedeutici di orientamento, conoscenza reciproca, consulenza psicologica.
Partecipare ai colloqui non è vincolante, al termine di essi si può decidere anche di non prendere parte al percorso. Potete prenotare i colloqui al 339 6587379.

12/12/2017

L’esperienza di interrompere un rapporto o di subire un’interruzione è forse una delle più dolorose. Sia che la si agisca, sia che la si subisca, questa scelta è quasi sempre frutto di un percorso rabbioso e nasce spesso come atto di disperazione o di arresa. A volte ci arriviamo dopo aver lo...

Ancora una riflessione sull'importanza di stare con quello che c'è nel momento presente."Un dialogo: - Accetta ciò che è...
09/12/2017

Ancora una riflessione sull'importanza di stare con quello che c'è nel momento presente.

"Un dialogo:

- Accetta ciò che è.

- Non posso assolutamente farlo. Sono agitata e arrabbiata per questa cosa.

- Allora accetta ciò che é.

- Accettare che sono agitata e arrabbiata? Accettare che non posso accettare?

- Sì, porta l'accettazione nella non accettazione. Porta l'arrendersi nel non arrendersi. Poi osserva cosa accade".

Eckart Tolle, "Parole dalla quiete"

A volte ciò che angoscia di più in assoluto è l'ignoto. Mettere un piede nel vuoto, in fallo, e precipitare nell'abisso ...
29/11/2017

A volte ciò che angoscia di più in assoluto è l'ignoto. Mettere un piede nel vuoto, in fallo, e precipitare nell'abisso di ciò che non si conosce, provoca un'emozione più spaventosa rispetto al mettere sempre i piedi nelle stesse, solite, vecchie care tagliole.

Questa vignetta illustra il fenomeno in modo magistrale: perlomeno sbaglio nel modo che conosco, tutto il resto è fuori controllo. Ed ecco che così l'automatismo che implica mettersi da soli in trappola, in cella, in scacco, diventa l'unico comportamento accettabile e corretto, tutto il resto è sbagliato per definizione in quanto nuovo e minaccioso.

Un terapeuta accorto rende consapevole il paziente delle tagliole in cui cade, ma senza pretendere di cambiare in modo violento e radicale il percorso e senza costringerlo a rinunciare agli "errori sicuri", agli automatismi che gli sono familiari.

Prima di cominciare a camminare in una strada diversa, nuova, che genera ansia, è auspicabile iniziare a guardare i propri piedi imprigionati nella tagliola, ogni giorno, ogni ora, ogni istante. Guardare e guardare e sentire, sentire e abitare le proprie sensazioni, e chiedersi sempre "Che cosa succederebbe se non facessi così, se il mio cammino fosse un altro? Che cosa proverei? Quali sarebbero le conseguenze? Che cosa NON succederebbe? A cosa dovrei rinunciare e invece a che cosa sto rinunciando ORA? Stando così, intrappolato in questo comportamento, cosa sento? E cosa sto evitando di sentire?" ...finché qualcosa non avviene spontaneamente.

Un frangente cruciale per un percorso psicoterapeutico è il cosiddetto MOMENTO ORA o NOW MOMENT. E' stato teorizzato da ...
27/11/2017

Un frangente cruciale per un percorso psicoterapeutico è il cosiddetto MOMENTO ORA o NOW MOMENT. E' stato teorizzato da Daniel Stern, nel suo testo “Il momento presente”: un'occasione di vitale importanza, in cui succede qualcosa di completamente inaspettato e critico, che minaccia la relazione e l'andamento della terapia, segnando la transizione irreversibile a un nuovo stato. Gli schemi abituali devono essere rinegoziati, il terapeuta si sente disarmato e insicuro.

Naturalmente il now-moment non nasce dal nulla: era "nel campo", si poteva fiutare nell'aria, tuttavia ai nostri sensi esso “ emerge improvvisamente e rapidamente, come una balena affiora dal mare” e richiede non un approccio tecnico, ma un momento di incontro.

Possiamo considerare come now - moment un contatto fisico improvviso da parte del paziente, o un’espressione di ira non prevista, una domanda molto personale, la richiesta di cambiare il setting, un’iniziativa o reazione completamente spiazzante, etc.
Secondo Stern, è del tutto improduttivo definire e liquidare questi momenti come "acting out", agiti, "deviazioni" o tenativi di manipolazione e /o boicottaggio da parte del paziente. Definirli now-moments, momenti-ora, cambia radicalmente la nostra percezione e ce ne fa percepire la generatività.

In tali circostanze non abbiamo altri salvagenti se non la nostra capacità creativa e trasformativa, e la nostra autenticità. Ci salva ciò che siamo, non ciò che sappiamo. Rispondere in maniera integra, vitale, spontanea (che non significa impulsiva), alle emozioni portate dal paziente in modo che lui possa fare un'esperienza nuova rispetto a ciò che già conosce: questo sarà il vero fattore di cambiamento terapeutico - e non certo le interpretazioni, i consigli, le spiegazioni.

Durante i now-moment, il terapeuta è spesso tentato di fornire una risposta tecnica neutrale per ridurre l’ansia e/o il senso di impotenza, ma così facendo ripeterebbe in modo devitalizzato schemi relazionali di cui il paziente ha già fatto esperienza in precedenza, mentre l’unica possibilità veramente terapeutica è “cavalcare la cresta dell’istante” presente (il now) mentre diventa l’istante successivo(next) co-costruendo insieme al paziente il senso di quel momento nuovo e inatteso, e la possibilità di soluzioni creative condivise che traghettino oltre il fiume della crisi la coppia paziente-terapeuta sulle sponde di una nuova terra, alla ricerca di un equilibrio diverso.
Non avere paura dell'ignoto e dell'imprevisto e non rifugiarsi dietro risposte preconfezionate e date dall'alto è un requisito fondamentale per potere affrontare i now moment in modo integro e fecondo, insieme al paziente, al suo fianco.

Un BLACK FRIDAY scherzoso ma non troppo, non consumistico e finalizzato alla rcerca di un maggiore benessere psicofisico...
24/11/2017

Un BLACK FRIDAY scherzoso ma non troppo, non consumistico e finalizzato alla rcerca di un maggiore benessere psicofisico: per chi mi scrive entro domani (meglio sul cellulare, whatsapp o sms, 339 6587379) per iniziare un percorso di sostegno psicologico, consulenza psicologica o psicoterapia, sia individuale che di coppia, i primi DUE colloqui saranno GRATUITI.

Importante: la richiesta può non essere subito chiara, e questo va benissimo. Spesso, infatti, non è semplice capire se si ha bisogno di intraprendere un certo tipo di percorso anziché un altro, e incontrarsi due volte può servire anche a orientarsi, farsi un'idea, comprendere meglio le proprie intenzioni e che tipo di aiuto si desidera.

Offerta valida fino a domani, sabato 25, a mezzanotte.

Molta della sofferenza che i pazienti portano in terapia è dovuta a una sensazione di lacerazione conflittuale fra parti...
20/11/2017

Molta della sofferenza che i pazienti portano in terapia è dovuta a una sensazione di lacerazione conflittuale fra parti di sé vissute come profondamente inconciliabili, o a una sensazione di mancanza e incompletezza perché una delle parti contrapposte è stata del tutto esclusa dalla consapevolezza.

Il malessere psicofisico è direttamente proporzionale all'aumentare dell'esclusione e della mutilazione di parti di sé (vissuti, potenzialità, aree di esperienza, aree espressive).

Il terapeuta della Gestalt consente al paziente, che spesso ha la sensazione di essere frammentato o senza forma, di esprimersi nella sua interezza.

Piero Cavaleri afferma: «quando l’esperienza non prende una forma coerente noi soffriamo, non riusciamo a elaborare i frammenti in una totalità, in una completezza. È come una tazza che si rompe, fatta di parti che non si integrano. Rianimare il sé significa restituirgli la sua funzione organizzatrice, significa dare forma e integrazione. Il lavoro con le polarità è centrale a tale scopo: infatti, ciò che si perde è proprio la capacità di integrare polarità vissute come incompatibili, una delle quali solitamente è atrofizzata, mentre l’altra è ipertrofizzata, in ombra».

Integrare, nel senso indicato da Piero Cavaleri, vuol dire alimentare una costante oscillazione fra due opposti uniti da una continua reciprocità. Le polarità che neghiamo sono come fratelli e sorelle di sangue, che non sappiamo di avere ma che dobbiamo imparare a legittimare e amare, accorgendoci che sono facce di una stessa medaglia ed espressione di una stessa storia. Solo così potremo riattivare la nostra vitalità e sviluppare una vera creatività, perché la mutilazione non ce lo consente.

Non vogliamo condurre il paziente a una sintesi, a un amalgama fusionale in cui le sue differenze si perdono, né ad abbandonare una delle due polarità, bensì lo aiutiamo a lasciare in vita le differenze con un “et…et” e non con un “aut…aut”.

E' straordinario l'effetto benefico e riparativo che può essere prodotto dal reintegrare una parte di sé che fino è quel momento non era stata riconosciuta, accolta, nutrita.

La scrittura può aiutare in questa impresa "reintegrativa" attraverso molteplici strumenti. Si può, per esempio, chiedere al paziente di raccontare le sue differenti parti descrivendole e denominandole come fossero personaggi, costruendo una fiaba o una rappresentazione; oppure si può costruire una poesia fatta di antitesi e ossimori, o ancora individuare metafore per definire le parti contrapposte, facendole dialogare attraverso un epistolario immaginario: le tecniche sono tante, l'obiettivo solo uno: la ricomposizione armonica dei contrasti e la loro convivenza, la reintegrazione di parti perdute e la possibilità di esprimerle senza dolorose rinunce ad aspetti fondamentali della propria personalità ed esistenza.

Una psicoterapia può aiutare a mettere il pensiero fra l'emozione e l'azione, aiutando a esprimere quello che si prova c...
17/11/2017

Una psicoterapia può aiutare a mettere il pensiero fra l'emozione e l'azione, aiutando a esprimere quello che si prova con le parole anziché con la violenza. Un gesto di rabbia trattenuto di cui non si è consapevoli, non elaborato, sommerso o negato, può esplodere all'improvviso: se si diventa consapevoli, questo gesto può trasformarsi e lentamente distillarsi in parole appropriate, vibranti, cariche di tutto il vissuto, che possano anche esprimere il dolore, la mortificazione, il senso di abbandono o di tradimento, la fame e il desiderio di contatto che si celano dietro quella rabbia così intensa e travolgente.

Vale la pena di provarci a esprimerlo a parole, sempre. :-)

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Via Borremans 9
Caltanissetta

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