02/01/2026
LISTE DI ATTESA RESIDENZE PER ANZIANI. Gli impressionanti dati regionali e le non meno preoccupanti affermazioni dell’assessore Calcinaro
Il 30 dicembre il Pesaro - Il Resto del Carlino, https://www.ilrestodelcarlino.it/marche/cronaca/rsa-lincubo-liste-dattesa-anziani-3db06bd5, ha ripreso e rilanciato il dato della drammatica situazione delle liste di attesa residenziali nelle strutture per anziani non autosufficienti. Qui, https://www.grusol.it/apriSocialeN.asp?id=1151, il dettaglio dei dati insieme all’analisi del Gruppo Solidarietà.
Il giornale, opportunamente, ha chiesto conto della situazione al nuovo assessore alla sanità Paolo Calcinaro, https://www.ilrestodelcarlino.it/marche/cronaca/lassessore-calcinaro-presto-il-nuovo-9fd80a2f. Vale la pena evidenziare qualche passaggio dell’intervista.
- Un primo aspetto riguarda il cosiddetto fabbisogno. L’assessore sembrerebbe affermare che il Piano che dovrà aggiornare quello del 2017 non inciderebbe sui convenzionamenti. Se così fosse, conviene da subito non continuare un lavoro che si rivelerebbe inutile. Un Piano di fabbisogno che non indica il numero dei posti contrattualizzabili non è tale.
- Un secondo, riguarda le tariffe. Tutte, anche quelle riguardanti le residenze per anziani, devono remunerare il costo del servizio e la Regione è chiamata a definire tale costo. L’assessore aggiunge un altro aspetto, di non facile comprensione. L’aumento dei posti convenzionati senza incremento della spesa (vengono alla mente gli aumenti tariffari a budget invariati di Saltamartini nella precedente legislatura). Un’ipotesi che appare soffrire di qualche incertezza contabile. Ma, forse, più sotto si chiarisce l’ipotesi. Proviamo a tradurre: “Aumentiamo i posti convenzionati (dunque i budget delle residenze) mantenendo ferme le tariffe".
Se così fosse, si percorrerebbe la strada fin qui praticata; ovvero caricare sugli utenti la differenza monetaria non remunerata nella tariffa, attraverso il sistema delle prestazioni aggiuntive (anche sanitarie) a pagamento. E questo potrebbe aiutare a spiegare il silenzio delle organizzazioni di rappresentanza degli enti gestori.
Speriamo, inoltre, che il confronto Regione/Enti gestori/organizzazioni sindacali non abbia gli stessi esiti di quello della scorsa estate che, sembrerebbe, nella inconsapevolezza dei più (non di tutti), ha stabilito aumenti stratosferici a carico degli utenti, https://www.grusol.it/apriSocialeN.asp?id=1142 .
In tutto il ragionamento non un riferimento al potenziamento della domiciliarità per diminuire il ricorso alla residenzialità.
- In un terzo passaggio l’assessore sembrerebbe, infine, auspicare un intervento da parte delle associazioni (quindi, sostanzialmente al Gruppo Solidarietà che ha posto la questione) nei confronti delle strutture perché mitighino le richieste tariffarie. Speriamo di aver capito male.
Difficile non essere preoccupati dei contenuti dell’intervista dell’assessore che sembra tracciare la strada della programmazione regionale, ovvero delle scelte politiche ed economiche della nuova giunta. Spacca, circa 25 anni fa, affermava che si potevano dare più risposte “sociali”, se l’economia cresceva (sappiamo tutti com’è andata!); Calcinaro ora dice che qualcosa si potrà fare se arriveranno più soldi dallo Stato.
Dunque la Regione, a suo dire, avrebbe poche responsabilità a riguardo. Se tutto questo non accade, per quelle 7.650 persone in lista per un posto la prospettiva continua a rimanere quella di “ultimi della fila” e “poveri di diritti”.
Tornano alla mente, trasponendolo alle responsabilità regionali, le parole della Commissione Romanow che oltre circa 20 anni fa fornì al governo canadese suggerimenti per migliorare la sanità pubblica e per affrontare i problemi che stavano minando il futuro del servizio. “Non vi è alcun standard su quanto un paese dovrebbe spendere per la salute. La scelta riflette la storia, i valori e le priorità di ciascuno. Il sistema è tanto sostenibile quanto noi vogliamo che lo sia”.
Questioni, queste e altre, sulle quali siamo chiamati a ritornare a breve.