Chiara Canonici - Psicologa

Chiara Canonici  - Psicologa "La grande Via è una strada spianata, ma gli uomini seguono sentieri distorti". Lao Tze Messaggi, risposte, interazioni sono molto gradite.

Questo spazio è dedicato a sguardi, spunti di riflessione e considerazioni sul tema della psicologia. Per informazioni sugli orari di ricevimento in studio, o per richiedere un appuntamento, potete scrivermi: chiaracanonici75@gmail.com o chiamarmi: 3393483506

Il lichene, piccolo e silenzioso, vive negli angoli più estremi del mondo, in luoghi che sembrano incapaci di sostenere ...
12/01/2026

Il lichene, piccolo e silenzioso, vive negli angoli più estremi del mondo, in luoghi che sembrano incapaci di sostenere la vita.

Nonostante le condizioni avverse, prospera lentamente, ma con costanza, grazie a una collaborazione invisibile tra il fungo e l'alga.

Questo piccolo organismo ci insegna qualcosa di molto interessante sulla vita: la resilienza discreta, la pazienza e il valore delle connessioni silenziose.

Anche quando tutto sembra ostile, anche quando i progressi sono impercettibili - sembra dirci il lichene - possiamo crescere, adattarci e persistere.

La vita si compie anche nelle pieghe invisibili, dove il mondo non guarda, ma il significato fiorisce, lento e costante.

Nell'emisfero boreale la falce della luna crescente appare verticale, mentre in quello australe è orizzontale. In realtà...
05/01/2026

Nell'emisfero boreale la falce della luna crescente appare verticale, mentre in quello australe è orizzontale. In realtà la luna è sempre la stessa, è la nostra posizione che cambia.

Guardare la luna dall’emisfero nord o da quello sud, quindi, cambia la sua forma, ma non la sua sostanza.
La natura ci ricorda che una verità unica e immobile è spesso un’illusione prospettica.

Così è per la realtà e per le persone: ciò che vediamo dipende dalla posizione da cui osserviamo.
Conoscere davvero significa spostarsi, cambiare punto di vista, accettare la parzialità dello sguardo.

Inizio il 2026 con un augurio: che possiamo moltiplicare le nostre prospettive per espandere non solo ciò che sappiamo, ma ciò che siamo.

Insisto spesso sul valore della solitudine, invitando a dedicarsi del tempo per poter restare soli con sé stessi. Lo sco...
29/12/2025

Insisto spesso sul valore della solitudine, invitando a dedicarsi del tempo per poter restare soli con sé stessi.

Lo scopo della solitudine non è l'isolamento, ma il raccoglimento.

Come la sistole serve la diastole affinché il cuore funzioni correttamente, e la notte segue il giorno per poter recuperare forze ed elaborare quanto trascorso, così il silenzio dovrebbe seguire momenti di socialità, in modo da attivare quel dialogo interiore che ci permette di elaborare il pensiero, di trovare senso e, di conseguenza, di renderci liberi.

Per nutrire e sviluppare coscienza e consapevolezza è fondamentale il raccoglimento. Senza questo spazio prezioso, la coscienza si assottiglia e l'uomo perde la sua grandezza, oltre che la propria libertà.

Ricordiamocelo. Attiviamo e curiamo il dialogo con noi stessi, ricerchiamo momenti in cui, raccolti in noi stessi, ricapitoliamo la quotidianità vissuta, magari la sera, prima di addormentarci; cerchiamo ciò che in essa ci ha rafforzato e ciò che invece possiamo lasciar andare; tentiamo di dare valore e senso ad ogni cosa che la vita ci ha messo di fronte.

Così rendiamo un grande servizio non solo a noi stessi, ma a tutta la comunità, perché solo uomini e donne pensanti e liberi rendono il mondo migliore.

La vita è un’occasione, un dono fragile e potente al contempo.Spesso la trattiamo come se fosse infinita: rimandiamo le ...
22/12/2025

La vita è un’occasione, un dono fragile e potente al contempo.
Spesso la trattiamo come se fosse infinita: rimandiamo le scelte, le parole importanti, gli abbracci, i sogni. Ci diciamo “un giorno”, senza accorgerci che quel giorno è sempre oggi.
Invece, ogni istante che viviamo contiene qualcosa di unico: una possibilità di crescita, di amore, di cambiamento. Ma l’occasione nascosta nella vita è qualcosa che va riconosciuta.

Vivere davvero significa scegliere di esserci. Significa ascoltare invece di correre, sentire invece di distrarsi, rischiare invece di restare immobili per paura di sbagliare. Vuol dire accettare che il dolore fa parte del viaggio, ma non ne è il senso; che le cadute non ci definiscono, ma ci insegnano a rialzarci con più consapevolezza.
La vita richiede coraggio: il coraggio di essere autentici, di dire ciò che conta, di amare anche quando non abbiamo garanzie. Richiede di non sprecare tempo in versioni di noi stessi che non ci appartengono, di non vivere per compiacere, ma per essere veri.

Come facciamo a non perdere l’occasione che la vita nasconde?
Dobbiamo imparare a guardarla con occhi nuovi, ogni giorno. A ringraziare per ciò che c’è, a prenderci cura di ciò che siamo, a dare valore ai piccoli gesti, perché spesso è lì che si nasconde il senso più grande.
La vita non va solo vissuta: va onorata, facendo scelte sincere, con presenza, con amore.
Questa consapevolezza è, forse, il regalo migliore che possiamo fare a noi stessi.

Nella quotidianità, la mente tende a rimanere costantemente orientata al fare e al controllo, con un conseguente aumento...
15/12/2025

Nella quotidianità, la mente tende a rimanere costantemente orientata al fare e al controllo, con un conseguente aumento della tensione emotiva. Introdurre brevi momenti di consapevolezza può favorire una migliore regolazione emotiva e ridurre lo stress.

Ti consiglio di fare questi semplici esercizi:

1. Porta l’attenzione al tuo stato emotivo attuale e chiediti: “Quale emozione è presente in questo momento?”
Nominarla senza giudizio favorisce una maggiore consapevolezza e modulazione emotiva.

2. Formula una frase realistica e supportiva, ad esempio: “Posso affrontare questa situazione un passo alla volta.”

Sii costante in queste semplici pratiche quotidiane e contribuirai a migliorare il tuo benessere psicologico e a prevenire lo stress.

Dall’Immacolata Concezione alle antiche feste pagane della luce, questo periodo dell’anno ci ricorda che la luce vince s...
08/12/2025

Dall’Immacolata Concezione alle antiche feste pagane della luce, questo periodo dell’anno ci ricorda che la luce vince sempre sulle ombre.

Se l'8 dicembre celebra la purezza come possibilità di rinascita interiore, le feste della luce dei popoli antichi celebravano il ritorno del sole nel momento più buio dell’anno.
Due tradizioni diverse, rivolte allo stesso intento: ridare luminosità alla nostra vita.

Come si può coltivare la "luce interiore" nel quotidiano? Prova con le pratiche seguenti:

1. Accendi una luce con un’intenzione
Ogni mattina o sera accendi una candela, una lampada o anche solo un lume elettrico in modo consapevole. Prima di farlo, pensa a una qualità luminosa che vuoi portare nella tua giornata: chiarezza, calma, gentilezza, coraggio. Lascia che la fiamma ne sia il simbolo.

2. Fai pulizia interiore: tre minuti di “spazio bianco”
Siediti comodo e immagina un raggio di luce che entra dall’alto e scivola dentro di te. Lascia che si soffermi in un punto dove senti tensione, confusione o stanchezza. Respira profondamente finché non percepisci un senso di sollievo. Non devi “togliere” nulla: semplicemente illumina.

3. Fai un gesto immacolato al giorno
Scegli un gesto “puro”, nel senso di gratuito e privo di secondi fini:
- invia un messaggio di incoraggiamento;
- riordina un piccolo spazio;
- riduci un eccesso (oggetti, parole, critiche);
- aiuta qualcuno senza dirlo a nessuno.

Questo giorno di festa sarebbe certamente migliore se decidessimo di leggerlo, oltre che nei suoi significati teologici, anche come un invito simbolico a riportare luminosità nella nostra vita quotidiana, proprio come i popoli antichi facevano attraverso i riti della luce, cosicché la luce possa iniziare a brillante anche dentro di noi.

È arrivato il freddo e tra poco entrerà l’inverno. È una stagione che amo, perché insegna chenon tutto ciò che evolve de...
01/12/2025

È arrivato il freddo e tra poco entrerà l’inverno. È una stagione che amo, perché insegna che
non tutto ciò che evolve deve essere visibile.
A volte i cambiamenti più profondi avvengono proprio nei momenti in cui sembriamo fermi.

È la stagione in cui la natura rallenta, raccoglie le energie, seleziona l'essenziale.
E noi possiamo fare lo stesso.

Ecco alcuni esercizi quotidiani per trasformare l’inverno in un laboratorio di crescita interiore:

1. Allenati all’autoascolto
Ogni mattina chiediti: “Di cosa ho bisogno oggi per stare bene?”
Non “cosa devo fare”, ma “come voglio sentirmi”. Cambia tutto.

2. Rallenta un’attività al giorno
Un pasto, una doccia, una camminata. Rallentare non significa perdere tempo, ma recuperare presenza. È così che si sviluppa la consapevolezza.

3. Diario della chiarezza
Scrivi ogni giorno tre cose:
• qualcosa da lasciare andare
• qualcosa da mantenere
• qualcosa verso cui vuoi andare
L’inverno è perfetto per fare pulizia mentale e ridefinire priorità.

4. Mini-azione di crescita (10 minuti)
Leggi una pagina di un libro che ti ispira, impara una cosa nuova, organizza un piccolo spazio. Il miglioramento è un muscolo: va allenato ogni giorno, anche poco alla volta.

5. Esci comunque
Anche solo per cinque minuti. L’aria fredda è come un reset: aumenta energia, lucidità mentale e disciplina interna.
Ogni passo nella stagione più dura rafforza la tua resilienza.

6. Rituale della sera: chiudi il giorno con gentilezza
Chiediti: “Quale progresso ho fatto oggi, anche piccolo?”
La crescita personale non è fatta solo di grandi conquiste, ma di micro-passaggi quotidiani.

L’inverno è il terreno in cui si prepara la tua prossima versione.
Ascolta le tue radici e lascia che questo periodo diventi il tuo allenamento silenzioso alla forza, alla chiarezza e alla rinascita.

Nasciamo con un potenziale immenso, ma senza cura e senza cultura rimaniamo terreno che non dà frutto. Crescere signific...
24/11/2025

Nasciamo con un potenziale immenso, ma senza cura e senza cultura rimaniamo terreno che non dà frutto. Crescere significa rompere la crosta dell’ignoranza, irrigare la mente con letture, ascolto e confronto autentico, e togliere ogni giorno le “erbacce” dell’indifferenza e dell’automatismo.

Come ricordava Erich Fromm, solo ciò che nasce dalla nostra attività spontanea dà forza al nostro io: quando rinunciamo a esprimere ciò che sentiamo davvero, iniziamo a costruire maschere che ci indeboliscono.

Realizzarsi non è accumulare informazioni, ma trasformare se stessi: far diventare la zolla un giardino.

Come pui coltivare concretamente il tuo campo interiore?

- Leggi e ascolta con intenzione: scegli ogni settimana un testo o un contenuto che allarghi la tua visione, non solo che confermi ciò che già sai.

- Scrivi per chiarirti: anche poche righe al giorno. La scrittura è una vanga che smuove la terra e porta alla luce ciò che pensi davvero.

- Fai spazio al silenzio: dieci minuti al giorno per fermarti, respirare e osservare come stai. Le intuizioni più fertili germogliano nella quiete.

- Esprimi ciò che senti: allenati a dire una verità scomoda ma autentica, prima a te stesso e poi agli altri.

- Cura l’ambiente che ti circonda: frequenta persone e luoghi che nutrono, non che prosciugano. L’energia è il vero fertilizzante.

- Agisci in piccolo: ogni giorno un gesto che ti avvicina a chi vuoi diventare. La trasformazione non è un lampo, ma una coltivazione.

Il giardino che puoi diventare non nasce per caso: nasce da cura, scelta, presenza. E solo tu puoi decidere di coltivarlo. Se valga la pena farlo è qualcosa che puoi considerare mettendo a confronto l'impressione che ti lascia la visione di un giardino ben curato rispetto a quella di un campo incolto.

La serenità interiore è una delle forme più profonde di forza, oltre che una delle vette più elevate dell'essere umano. ...
17/11/2025

La serenità interiore è una delle forme più profonde di forza, oltre che una delle vette più elevate dell'essere umano.
Essere sereni significa restare centrati anche quando la vita si muove in direzioni imprevedibili; significa saper gestire ciò che accade dentro di noi con coraggio, responsabilità e gentilezza verso sé stessi.

Ma come possiamo coltivare la serenità nella vita quotidiana?

1. Usa il respiro come àncora:
Ogni volta che senti il cuore correre, riporta l’attenzione al respiro. Inspira lentamente, espira più lentamente ancora.
Lascia che il mondo continui a muoversi, mentre tu ritrovi il tuo ritmo.

2. Ascolta il corpo: Chiudi gli occhi e nota dove si accumula una tensione: spalle, gola, addome. Appoggia mentalmente una mano su quel punto e respira dentro la tensione. Spesso, il corpo parla prima della mente.

3. Chiediti: “Cosa posso davvero lasciar andare?”. Ci sono pesi che non ci appartengono più. Ogni sera scegli un pensiero, una preoccupazione, un giudizio e immagina di riporlo a terra.
La libertà spesso inizia da un minuscolo abbandono.

4. Prima di iniziare la giornata, formula un’intenzione semplice:
“Oggi voglio portare calma”, “Oggi ascolterò con più gentilezza”, “Oggi sarò presente”. Per orientare l'anima non serve molto: basta una direzione.

5. Trova un momento della giornata che ti ha sfiorato di bellezza: un sorriso, un colore, un attimo di silenzio e annotalo.
Così è come se accendessi una piccola luce interna che rimane accesa anche dopo il tramonto.

La serenità non arriverà all'improvviso. Crescerà, silenziosa, ogni volta che sceglierai di tornare a te stesso. Passo dopo passo, smetterà di essere un ideale lontano e diventerà una presenza quotidiana.

Troppo spesso confondiamo il conoscere con un processo mentale. Pensiamo che comprendere significhi analizzare, spiegare...
10/11/2025

Troppo spesso confondiamo il conoscere con un processo mentale. Pensiamo che comprendere significhi analizzare, spiegare, definire.

Ma la mente separa, distingue, ordina.
La verità, invece, accade solo quando ogni separazione si dissolve.

Conoscere davvero non è pensare: è essere presenti all’esperienza, senza filtri, senza interpretazioni.
Quando riusciamo ad andare oltre il pensiero comprendiamo che la verità ultima non si conosce, si esperisce.
Non è un concetto da afferrare, ma una realtà da vivere.

È nel silenzio che rimane quando il pensiero tace, che la realtà si mostra nella sua semplicità: non come oggetto di conoscenza, ma come pura esperienza dell’essere.

Ogni giorno, per qualche minuto, scegli un momento semplice: bere un sorso d’acqua, camminare, guardare il cielo.
Sospendi ogni pensiero sul gesto: non chiamarlo, non descriverlo, non spiegarlo.
Semplicemente sii dentro quell’esperienza.
Senti, osserva, vivi senza il bisogno di capire.
In quella presenza silenziosa, inizia a rivelarsi ciò che nessun pensiero può dire.

Viviamo in una società che celebra la velocità, la giovinezza, la prestazione immediata.Ci viene insegnato che il talent...
03/11/2025

Viviamo in una società che celebra la velocità, la giovinezza, la prestazione immediata.
Ci viene insegnato che il talento deve manifestarsi presto, altrimenti è “sprecato”.
Ma l’anima non conosce orologi.
Ha i suoi tempi, i suoi silenzi, le sue stagioni interiori.

Ci sono talenti che dormono dentro di noi per anni, forse per decenni.
Restano lì, come semi sotto la neve, in attesa del primo sole che li risvegli.
E quando finalmente fioriscono, portano con sé la profondità di chi ha vissuto, la calma di chi ha ascoltato, la verità di chi non ha più bisogno di dimostrare.

La natura ci ricorda questa verità semplice.
Ci sono alberi che impiegano una vita prima di dare frutto. Il baobab, ad esempio, può attendere decenni prima di fiorire, ma quando lo fa, i suoi frutti nutrono intere comunità.
Non è in ritardo, esprime semplicemente la pienezza del tempo.

Eppure, nella nostra cultura, si tende a pensare che con l’età si perda qualcosa: energia, possibilità, creatività.
Ma forse, più che perdere, ci si trasforma.
Il talento che arriva tardi è come un frutto che nasce dopo una lunga maturazione: meno impetuoso, più legato all’essenza di chi siamo diventati.

Non avere paura di ascoltare ciò che oggi vuole emergere in te, anche se non lo avevi mai visto prima.
Non è un “nuovo inizio”, è la continuazione naturale del tuo cammino.
Perché ciò che fiorisce tardi, fiorisce dal profondo.

[In foto: frutti del baobab]

In questo periodo le colline si tingono d’oro e di rame, l’aria è carica del profumo di terra umida e di mosto, e la cam...
27/10/2025

In questo periodo le colline si tingono d’oro e di rame, l’aria è carica del profumo di terra umida e di mosto, e la campagna offre i suoi doni migliori.

Nel silenzio dei boschi, tra la luce dorata dei pomeriggi autunnali, i miei pensieri rallentano e le maschere della fretta si sciolgono. Lentamente affino la percezione di ciò che conta davvero.

Se la terra si riposa e si trasforma, per me questo è il tempo dell’ascolto e della riflessione.
Mi raccolgo per comprendere ciò che è maturato dentro di me, per onorare ciò che ho seminato, per riconoscere ciò che va lasciato andare.

Come i frutti maturi raccontano la bellezza del compimento e della pienezza silenziosa della terra, così mi fermo a riflettere e ad osservare: dove è stata la mia cura, cosa ha preso forma, cosa ancora chiede tempo.

L’autunno diventa lo specchio dell’anima: un tempo di raccoglimento e di gratitudine dentro il quale imparo a leggere i segni di un ciclo interiore: ciò che va colto, ciò che va deposto, ciò che va custodito.

Pratiche semplici completano queste riflessioni: camminare a passo lento, respirare contando l’inspirazione e l’espirazione; raccogliere una foglia e osservare la sua trama come se fosse un mandala; scrivere, ogni sera, tre cose per cui essere grati. Questi piccoli gesti sono offerte: ci radicano, ci ricordano che apparteniamo al mondo e alla sacralità dei cicli e ci donano equilibrio e saggezza.

Indirizzo

Via G. Di Vittorio, 22
Camerata Picena
60020

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 13:00
14:00 - 21:00
Martedì 08:00 - 13:00
14:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 13:00
14:00 - 21:00
Giovedì 08:00 - 13:00
14:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 13:00
14:00 - 21:00
Sabato 08:00 - 12:00

Telefono

+393393483506

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