19/01/2026
🥚🍳 UOVA & ALIMENTAZIONE UMANA
L’uovo rappresenta da sempre uno degli alimenti più versatili e nutrienti : la sua composizione, caratterizzata da un equilibrio ottimale tra proteine ad alto valore biologico, lipidi funzionali e micronutrienti essenziali, lo eleva al rango di alimento funzionale per eccellenza.
La struttura dell’uovo si articola in tre componenti principali: il guscio, che costituisce circa l’11% del peso totale, il tuorlo che ne rappresenta il 31%, e l’albume che occupa il restante 58%. Questa suddivisione anatomica riflette una differenziazione biochimica profonda, con il tuorlo che concentra la frazione lipidica e numerosi composti bioattivi, mentre l’albume custodisce un patrimonio proteico di qualità eccezionale.
Dal punto di vista proteico, l’uovo fornisce circa 6,3 grammi di proteine caratterizzate da un valore biologico così elevato da essere utilizzate dall’organismo con un’efficienza del 94%, equiparabile solamente a quella del latte materno. Questa peculiarità conferisce all’uovo lo status di “proteina di riferimento” nella valutazione nutrizionale.
⭕️ L’albume si distingue per la presenza di proteine specifiche dalle proprietà funzionali notevoli: l’ovoalbumina, che costituisce il 54% delle proteine totali dell’albume, possiede gruppi sulfidrilici capaci di chelare ioni metallici esercitando un’azione antiossidante; l’ovotransferrina, presente al 12%, manifesta proprietà di pulizia dai radicali superossido grazie alla sua capacità chelante; l’ovomucoide (3,5%) inibisce lo stress ossidativo mediato dal perossido di idrogeno; il lisozima (3,4%) inibisce la produzione di specie reattive dell’ossigeno e l’espressione genica dello stress ossidativo. Queste proteine non solo contribuiscono al valore nutrizionale dell’alimento, ma esplicano funzioni immunoprotettive e antimicrobiche attraverso meccanismi molecolari diversificati.
Il tuorlo d’uovo costituisce un concentrato di componenti bioattivi di rilevanza metabolica. La fosvitina, che rappresenta il 4% delle proteine del tuorlo, esercita un’attività antiossidante basata sulla chelazione dei metalli, proteggendo efficacemente contro il danno ossidativo ferro-indotto. I fosfolipidi, presenti al 10%, contribuiscono alle proprietà antiossidanti attraverso le ammine idrossiliche delle catene laterali, mentre i carotenoidi, in particolare luteina e zeaxantina, benché presenti in concentrazioni inferiori all’1%, svolgono un ruolo cruciale nella neutralizzazione dell’ossigeno singoletto e dei radicali liberi. La vitamina E, anch’essa presente in tracce, completa il sistema di difesa antiossidante proteggendo le lipoproteine ad alta densità dall’ossidazione. Questa architettura molecolare conferisce al tuorlo proprietà che vanno ben oltre il semplice apporto calorico, trasformandolo in un vero e proprio concentrato di molecole bioattive.
🔷 La frazione lipidica dell’uovo merita particolare attenzione dal punto di vista nutrizionale e metabolico. Ogni 100 grammi di uovo apportano 131 kilocalorie, con una composizione in acidi grassi caratterizzata da 2,52 grammi di acidi grassi saturi, 3,43 grammi di monoinsaturi e 1,44 grammi di polinsaturi, includendo 0,13 grammi di omega-3 e 1,31 grammi di omega-6. Gli acidi grassi predominanti sono l’acido palmitico e l’acido oleico, mentre la presenza di acidi grassi trans risulta trascurabile. Il contenuto di colesterolo, pari a circa 350 milligrammi per 100 grammi di prodotto, ha storicamente alimentato controversie circa l’opportunità di un consumo regolare di uova, sebbene le evidenze scientifiche più recenti abbiano sostanzialmente ridimensionato tali preoccupazioni, dimostrando come il colesterolo alimentare influenzi in misura limitata i livelli di colesterolo LDL circolante nella maggior parte degli individui sani.
I peptidi bioattivi derivati dalle proteine dell’uovo rappresentano un capitolo affascinante della ricerca nutrizionale contemporanea. Queste molecole, costituite tipicamente da 3 a 20 aminoacidi, rimangono inattive quando incorporate nella struttura proteica originaria, ma vengono liberate attraverso idrolisi enzimatica durante la digestione gastrointestinale o mediante processi tecnologici in vitro. I peptidi così generati esercitano molteplici attività biologiche: inibizione dell’enzima di conversione dell’angiotensina, effetti antipertensivi, proprietà antiossidanti e antimicrobiche, azioni antinfiammatorie e antidiabetiche, oltre alla capacità di legare ferro e calcio. Tra i peptidi più studiati emergono IRW, IQW e LKP, potenti inibitori dell’ACE derivati dall’ovotransferrina, che hanno dimostrato efficacia nella modulazione della pressione arteriosa in modelli animali. La capacità di questi peptidi di influenzare l’omeostasi glucidica attraverso l’inibizione dell’α-glucosidasi e della dipeptidil peptidasi IV apre prospettive interessanti nella gestione nutrizionale del diabete di tipo 2.
La relazione tra consumo di uova e sindrome metabolica costituisce un ambito di ricerca particolarmente rilevante considerando l’epidemiologia di questa condizione. La sindrome metabolica, definita dalla presenza di almeno tre fattori tra ipertensione arteriosa, ipertrigliceridemia, bassi livelli di colesterolo HDL, obesità addominale e glicemia a digiuno elevata, rappresenta un importante predittore di eventi cardiovascolari e diabete. Studi epidemiologici condotti su ampie coorti di popolazione coreana hanno evidenziato come un consumo di uova compreso tra quattro e sette volte alla settimana si associ a una riduzione della prevalenza di sindrome metabolica, probabilmente attraverso l’incremento dei livelli di colesterolo HDL e la riduzione dell’infiammazione sistemica. Interessante notare come questa relazione non segua un andamento lineare: il consumo di due o più uova al giorno non sembra conferire ulteriori benefici, suggerendo l’esistenza di un plateau nell’efficacia dell’intervento nutrizionale.
⚙️ L’impatto del consumo di uova sul metabolismo glucidico e sul rischio di diabete mellito di tipo 2 presenta aspetti di notevole complessità. Da un lato, peptidi derivati dall’albume dimostrano capacità di migliorare la tolleranza glucidica attraverso meccanismi che coinvolgono la stimolazione della secrezione insulinica e la riduzione della resistenza insulinica. Il tripeptide IRW, in particolare, promuove l’uptake di glucosio stimolato dall’insulina favorendo la fosforilazione del recettore dell’insulina e di Akt, mentre riduce l’attivazione delle chinasi p38 e JNK in cellule muscolari scheletriche.
Luteina e zeaxantina contribuiscono al miglioramento della sensibilità insulinica epatica incrementando l’espressione di IRS-2, fosfatidilinositolo 3-chinasi e del trasportatore del glucosio GLUT-4. Dall’altro lato, studi epidemiologici hanno prodotto risultati contrastanti circa l’associazione tra consumo di uova e incidenza di diabete di tipo 2, probabilmente in ragione delle diverse abitudini alimentari e dei fattori socioeconomici delle popolazioni studiate, nonché della complessità dei pattern dietetici complessivi.
Riguardo alla salute cardiovascolare, la ricerca contemporanea ha progressivamente sfumato le preoccupazioni legate al contenuto di colesterolo delle uova. Studi clinici controllati hanno dimostrato come l’intervento con uova non alteri parametri cardiovascolari critici quali pressione arteriosa, proteina C-reattiva plasmatica, apolipoproteina B e peso corporeo. Al contrario, si osserva una riduzione della proteina sierica amiloide A e del fattore di necrosi tumorale alfa, accompagnata da un incremento delle particelle HDL di grandi dimensioni e una riduzione delle VLDL. La composizione e la funzionalità delle lipoproteine, piuttosto che la loro mera concentrazione, sembrano determinare il rischio cardiovascolare: particelle HDL più grandi si associano a un rischio cardiovascolare ridotto, mentre particelle LDL più piccole risultano più suscettibili all’ossidazione e all’accumulo nelle pareti arteriose.
L’arginina presente nelle uova fornisce il substrato per la sintesi di ossido nitrico, fondamentale per la funzione endoteliale e la vasodilatazione. Meta-analisi recenti hanno concluso che il consumo di 6-12 uova settimanali non esercita effetti negativi sui fattori di rischio cardiovascolare in individui a rischio di diabete o con patologie cardiovascolari, sebbene permangano eterogeneità metodologiche che impediscono conclusioni definitive.
👨🏻⚕️ L’evidenza scientifica attuale delinea un profilo nutrizionale dell’uovo sostanzialmente favorevole, configurandolo come componente valido di un pattern alimentare equilibrato. La complessità biochimica di questo alimento, che integra proteine di elevata qualità, lipidi funzionali, peptidi bioattivi e micronutrienti essenziali, giustifica pienamente il suo ruolo nella nutrizione umana.
•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
🖋🗓 INFO E PRENOTAZIONI
☎ 3394130964 (anche WhatsApp 📱)
📧 a.molinari2589@gmail.com
📍CAMPAGNA
Via della Democrazia, 2
📍BATTIPAGLIA
Via Rosa Jemma, 52 (STUDIO DI LUCIA)
📍OLIVETO CITRA
Via Felice Cavallotti, 84 (FisioClem)
•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
📌 PER APPROFONDIRE:
📚 Alexander, D. D., Miller, P. E., Vargas, A. J., W**d, D. L., & Cohen, S. S. (2016). Meta-analysis of egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke. Journal of the American College of Nutrition, 35(8), 704–716.
📚 Ballesteros, M. N., Valenzuela, F., Robles, A. E., Artalejo, E., Aguilar, D., Andersen, C. J., & Fernandez, M. L. (2015). One egg per day improves inflammation when compared to an oatmeal-based breakfast without increasing other cardiometabolic risk factors in diabetic patients. Nutrients, 7(5), 3449–3463.
📚 Blesso, C. N., & Fernandez, M. L. (2018). Dietary cholesterol, serum lipids, and heart disease: Are eggs working for or against you? Nutrients, 10(4), 426.
📚 Jahandideh, F., Chakrabarti, S., Majumder, K., Li, Q., Panahi, S., Morton, J. S., Davidge S. T., & Wu, J. (2016). Egg white protein hydrolysate reduces blood pressure, improves vascular relaxation and modifies aortic angiotensin II receptors expression in spontaneously hypertensive rats. Journal of Functional Foods, 27, 667–673.