05/01/2026
𝗟𝗮 𝗕𝗲𝗳𝗮𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮 𝗳𝗼𝗹𝗸𝗹𝗼𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮.
È un archetipo antico, precedente al cristianesimo, legato al Divino Femminino e alla Grande Madre.
La sua notte è l’Epifania, la dodicesima dopo il solstizio d’inverno: un tempo sacro dove, secondo gli antichi culti, si celebrava l’emergere della vita dal ventre oscuro della Terra.
➡️ Un passaggio sottile, in cui la fine non era temuta, ma riconosciuta come parte del ciclo.
🔥 I riti legati al fuoco non parlavano di distruzione, ma di trasformazione:
si onorava ciò che doveva morire affinché la Natura potesse rinascere, propiziando fertilità, abbondanza e continuità.
Nella Befana vive l’archetipo della Vecchia Saggia, della Crona, della Dea Oscura: colei che accetta il declino non come punizione, ma come atto necessario perché la Primavera possa tornare a fiorire.
🌱 Non fine, ma passaggio.
Non colpa, ma trasformazione.
Nei secoli questo archetipo è stato distorto, ridicolizzato, reso grottesco.
Eppure sotto gli stracci della “vecchina” sopravvive il volto delle antiche Dee Madri generatrici del Tutto, affini alle tradizioni celtiche e germaniche, custodi dei ritmi della Terra e dei passaggi dell’anima.
Come Terapista e Naturopata, vedo in questa figura una potente medicina simbolica:
🌿 la capacità di ascoltare i cicli naturali del corpo, di accogliere i tempi del cambiamento, di riconoscere che la guarigione non è negare il declino, ma attraversarlo con consapevolezza.
In un mondo che teme l’invecchiamento e idolatra la permanenza, la Befana ci ricorda che ogni rinascita autentica nasce dal lasciare andare.
💬 Ti chiedo:
cosa senti che, in questo momento della tua vita, è pronto a trasformarsi?
Se vuoi, scrivilo nei commenti o semplicemente prenditi un momento per ascoltarlo.
Daniela