Dott.ssa Roberta Tramontano IBCLC Allattare oltre i confini del nutrimento

Dott.ssa Roberta Tramontano IBCLC Allattare oltre i confini del nutrimento MEDICO CHIRURGO
CONSULENTE ALLATTAMENTO IBCLC
Specializzanda Radiodiagnostica
Dipl. SIUMB Ecografia pediatrica e neonatale
Autrice Dal 2023 certificata IBCLC.

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2017 con Lode. Con la nascita del mio primo bambino mi sono appassionata al mondo dell'allattamento. Nel 2020 ho iniziato il mio percorso di studi per diventare consulente. In questi anni mi sono dedicata con grande impegno e amore al supporto della diade che allatta, accompagnando le donne dalla gravidanza fino all'ultimo giorno di allattamento. Mi dedico ai c

orsi prenatali per l'allattamento e non solo; svolgo consulenze allattamento domiciliari, ambulatoriali e online; offro corsi di alimentazione complementare e consulenze dedicate; e infine accompagno le donne nel percorso di graduale interruzione dell'allattamento.

AUTOSVEZZAMENTO, CHE PAURA!!!Quando si parla di autosvezzamento e quando si mostra un video di un bambino che mangia cib...
19/08/2025

AUTOSVEZZAMENTO, CHE PAURA!!!
Quando si parla di autosvezzamento e quando si mostra un video di un bambino che mangia cibo in pezzi o in totale autonomia la prima reazione è di terrore, tutti temono che quel bambino possa soffocare.
Come si supera questa paura?

Come ogni altra paura la si supera con l'informazione, quindi oggi cercherò di spiegarvi perché un bambino non può soffocare mangiando cibo in piccoli pezzi o rispettando i tagli sicuri.

Per prima cosa che cos'è l'ostruzione delle vie aeree?
Per ostruzione della via aerea si intende che il passaggio dell'aria attraverso la trachea è bloccato da un corpo ostruente.
Potete immaginare la trachea come un tubicino, quindi a sezione cilindrica.
Che cosa può ostruire un tubo e bloccare in maniera completa il passaggio di aria? Solo una sfera o una sezione di sfera può bloccare in maniera completa un tubo rotondo.

Dunque se il mio bambino sta mangiando uno spaghetto, un fusillo, un quarto di Chicco d'Uva, un pezzettino di carne, l'infiorescenza di un broccolo ecc. nulla di tutto ciò ha la forma di una sfera, dunque se anche malauguratamente il bambino dovesse inalare un pezzo di questi cibi non potrebbe determinare un'ostruzione completa della via aerea quindi il bambino continuerebbe a respirare e mettendo in pratica le manovre di disostruzione si libererebbe completamente.

Ma da cosa nasce il terrore dell'offrire del cibo in pezzi?
Questa paura nasce dal fatto che i bambini mettono in atto dei meccanismi di autoprotezione delle vie aeree quando mangiano il cibo solido e questi meccanismi spaventano molto chi è inconsapevole della loro esistenza:
IL RIFLESSO FARINGEO che si traduce in un conato di vomito che consente al pezzo di cibo di essere cacciato fuori se il bambino sente di non poterlo gestire. Tale riflesso non ha nulla a che vedere con il soffocamento poiché viene attivato dalla presenza del cibo nella parte posteriore della lingua.
LA TOSSE che permette al bambino di disostruirsi autonomamente.

Ogni volta che qualcuno vede questi meccanismi pensa che il bambino stia soffocando...nulla di più sbagliato.
Se dunque escludiamo questi due meccanismi i reali soffocamenti sono evenienze rare ai quali naturalmente bisogna essere preparati seguendo un corso di disostruzione pediatrica.

Dott ssa Tramontano Roberta
Consulente allattamento IBCLC
Medico chirurgo

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A che età dovrei iniziare lo svezzamento?Ci sono dei requisiti ESSENZIALI che il tuo bambino deve raggiungere per poter ...
18/08/2025

A che età dovrei iniziare lo svezzamento?

Ci sono dei requisiti ESSENZIALI che il tuo bambino deve raggiungere per poter iniziare ad alimentarsi :
🔹Stare seduto senza supporto e ben dritto con la schiena
🔹Aver perso il riflesso di estrusione, che altrimenti rende impossibile l'alimentazione
🔹Mostrare interesse per il cibo che vede in tavola
🔹Deve aver COMPIUTO 6 MESI

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Reflusso gastroesofageo nel neonato.Parliamone
17/08/2025

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COME TERMINA L'ALLATTAMENTO?Esistono centinaia di libri che ti guidano nell'avvio dell'allattamento, ma pochissimi che t...
17/08/2025

COME TERMINA L'ALLATTAMENTO?

Esistono centinaia di libri che ti guidano nell'avvio dell'allattamento, ma pochissimi che ti spiegano come concluderlo nel migliore dei modi possibili, se non desideri allattare fino al distacco spontaneo del tuo bambino.
Questa lettura ti spiegherà come compiere questo cammino con il tuo piccolo, accompagnandolo giorno dopo giorno nella scoperta di nuovi modi amarsi e coccolarsi, evitando di commettere i più comuni errori, dettati dalla fretta di concludere rapidamente l'allattamento e dai cattivi consigli che si ricevono ogni giorno.
Un approccio attento all'esigenza del Bimbo di avere tempo di adattarsi, ma anche alla necessità della Mamma di ascoltare il proprio bisogno di concludere il percorso.

"L’allattamento ha fatto parte delle vostre vite negli anni più delicati della crescita del tuo bambino, ha segnato l’inizio della Maternità, ti ha insegnato a cavartela da sola, a contare solo su di te e a combattere contro tutto e tutti. Regala a te stessa e al tuo bambino una conclusione degna di essere raccontata!"

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UNA VOLTA ERA CONSIDERATA LA "NUOVA MODA", OGGI E' RACCOMANDAZIONE E LINEE GUIDA OMS!PARLIAMO DI AUTOALIMENTAZIONE DEL B...
16/08/2025

UNA VOLTA ERA CONSIDERATA LA "NUOVA MODA", OGGI E' RACCOMANDAZIONE E LINEE GUIDA OMS!
PARLIAMO DI AUTOALIMENTAZIONE DEL BAMBINO

citazione presa dalla pagina ufficiale epicentro.iss:
- Raccomandazione 7 - Alimentazione responsiva
Le bambine/i di età compresa tra 6 e 23 mesi dovrebbero ricevere un'alimentazione responsiva, definita come "pratiche alimentari che incoraggiano il bambino e la bambina a mangiare autonomamente e in risposta ai bisogni fisiologici e di sviluppo, che possono incoraggiare l'autoregolazione nel mangiare e supportare le funzioni cognitive, emotive e sociali.

La pubblicazione delle ultime linee guida è recentissima e risale a ottobre 2023.
Invito tutti i diretti interessati nonché pediatri ed altri professionisti che ruotano intorno al neonato ad approfondire leggendo la miriade di documenti che si trovano sulla pagina ufficiale dell'epicentro iss. Questo è il link diretto al documento https://iris.who.int/bitstream/handle/10665/373358/9789240081864-eng.pdf?sequence=1
Quello che posso dirvi riassumendo e che da raccomandazione OMS il bambino va svezzato a partire dai sei mesi e non prima, proseguendo con l'allattamento per almeno due anni e oltre dove mamma e bambino lo desiderano.
Si incoraggia l'introduzione di tutti i cibi della dieta mediterranea a partire dal sesto mese favorendo l'auto alimentazione del bambino, che spiana la strada verso l'autoregolazione ed un sano approccio all'alimentazione.
Da nessuna parte si parla di cronoinserimenti.
Da nessuna parte si parla della necessità di ricorrere ad omogeneizzati e creme varie.

Finalmente viene messo nero su bianco che NON è opportuno utilizzare le formule di proseguimento dopo l'anno di vita nei bambini non allattati al seno, ovvero quelle che trovate commercializzati come latte 2 o 3.

Si sottolinea invece come l'auto alimentazione favorisca nel bambino una minore selettività soprattutto nei confronti delle verdure e nel complesso favorisca un minore rischio di obesità e di cattiva alimentazione.

Studierò nel dettaglio questo documento e vi darò ulteriori aggiornamenti ma penso proprio che sia arrivato il momento di mandare in pensione lo schemino vintage dello svezzamento e di obbligare tutti i professionisti all'adeguamento alle nuove linee guida.

Basta svezzamenti anticipati, basta cronoinserimenti e basta con il babyfoods.

Dott.ssa Roberta Tramontano
Consulente allattamento IBCLC
Medico chirurgo

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Mi raccomando, le sane abitudini sin da piccoli Il biscottino nel latte fa crescere meglio!Questo secondo voi è l'approc...
15/08/2025

Mi raccomando, le sane abitudini sin da piccoli
Il biscottino nel latte fa crescere meglio!

Questo secondo voi è l'approccio giusto per fare crescere di più un neonato?
(che per altro si trova al 15th percentile!! non è che stia morendo di fame ed è allattato anche al seno oltre che con artificiale)

Biscottino granulare nel latte e poi si passa a mezzo biscotto.
Ovviamente non può mancare lo svezzamento precoce con l'omogeneizzato di frutta, come se questo potesse incrementare la crescita.

Leggiamo insieme gli ingredienti del biscottino granulato:

Farine di riso (farina di riso (22%) e farina di riso diastasata (10%))
Amido di mais
Zucchero
Olio di girasole
Latte scremato in polvere
Fecola di patate
Agente lievitante: bicarbonato di ammonio
Calcio fosfato
Calcio carbonato
Aroma
Ferro fumarato
Niacina
Riboflavina
Tiamina
Vitamina B6
Può contenere tracce di lupino
SENZA GLUTINE

Be',insomma.

Inoltre vi ricordo che prescrivere una data marca di latte artificiale è anche una violazione sanzionabile.
Io sono sempre più avvilita. Siamo nel 1800

PS. la prescrizione l'ho copiata dall'originale ( che la mamma mi ha mostrato) per potervela mostrare senza alcun riferimento personale

ALLATTAMENTO E ALLERGIE ALIMENTARI Sebbene non vi siano alimenti controindicati in allattamento o coliche dovute all'ali...
14/08/2025

ALLATTAMENTO E ALLERGIE ALIMENTARI
Sebbene non vi siano alimenti controindicati in allattamento o coliche dovute all'alimentazione materna, esiste un'eccezione.
Il più comune allergene dei lattanti è rappresentato dalle PROTEINE DEL LATTE VACCINO (non il lattosio, le proteine!). Queste proteine, assunte dalla madre, passano come tali attraverso il latte e in alcuni bambini determinano allergia o intolleranza.
Circa il 3 % dei bambini con meno di 12 mesi presenta tale problema.
Nel caso dell'allergia sarà possibile rilevare nel bambino ANTICORPI IgE specifici contro tali proteine e a differenza dell'intolleranza vi possono essere conseguenze a lungo termine.
Nella stragrande maggioranza dei casi il bambino riceve l'erronea diagnosi di REFLUSSO GASTROESOFAGEO o di COLICA e continuerà ad essere esposto all'allergene.
I sintomi ?
Le manifestazioni cliniche comprendono diarrea, feci sanguinolente, vomito, rifiuto dell'alimentazione, eczema, dermatite atopica, orticaria, angioedema, rinite allergica, tosse, respiro sibilante, ritardo della crescita e anafilassi.
Tali proteine sono presenti anche nelle formule per lattanti (tranne che in quelle specifiche per l'allergia alle proteine del latte vaccino)e in numerosissimi cibi.
In presenza di una diagnosi di allergia/intolleranza alle proteine del latte vaccino, la madre dovrà seguire una dieta di eliminazione di tali proteine ed essere seguita nel percorso di allattamento. In alcuni casi la dieta di eliminazione non sarà sufficiente a garantire la regressione dei sintomi, rendendo davvero complicata la gestione dell'alimentazione del lattante, ormai sensibilizzato all'allergene. Purtroppo ci sono situazioni in cui addirittura l'allattamento al seno non può essere proseguito, poichè i sintomi sono gravi e debilitanti e il bambino richiede un alimentazione specifica.
NB Purtroppo il latte di mucca non è un alimento per bambini ma un alimento per vitelli. Con l'avvento della pastorizzazione il consumo di tali prodotti è aumentato in maniera esponenziale anche nei bambini molto piccoli, aumentando il rilievo di manifestazioni allergiche.
E qui torna il concetto di alimento specie specifico. Ogni animale produce il latte specifico e idoneo alla sua specie.
lo studio completo https://www.redorbit.com/.../the_diagnosis_and.../

Dott.ssa Tramontano Roberta
Consulente allattamento IBCLC
Medico chirurgo

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SMETTERE DI ALLATTARE PER RISOLVERE "I PROBLEMI DI SVEZZAMENTO"?Un consiglio dato spesso e a cuor leggero."Questo bambin...
14/08/2025

SMETTERE DI ALLATTARE PER RISOLVERE "I PROBLEMI DI SVEZZAMENTO"?

Un consiglio dato spesso e a cuor leggero.
"Questo bambino vuole solo il seno perciò non mangia!"
"È già sazio di latte, non dovresti darglielo, vedi poi come mangia"

Ma sarà vero?

Ogni volta che una mamma viene a chiedere il mio aiuto per questa problematica, analizzando la situazione, viene sempre fuori uno svezzamento fatto male.
Magari la madre ha seguito il consiglio di sostituire la poppata con il cibo, pressoché sempre si tratta di bambini svezzati con creme e pappe, piccoli che hanno iniziato lo svezzamento senza avere alcun reale interesse verso il cibo, senza requisiti per alimentarsi.

In realtà sono bambini che sono cresciuti grazie al latte e senza quello chissà come si sarebbero sostentati.
Eliminare le poppate rappresenta solo il rischio di togliere l'attuale unica fonte di apporto nutrizionale!

Come risolvere la questione allora?

Per prima cosa fare un reset totale!
Ricominciamo dal primo giorno di svezzamento.

Diamoci un nuovo obiettivo:
Dare al bambino la possibilità di scoprire il cibo da solo, di toccarlo, di autoalimentarsi, di schiacciare, pasticciare e assaggiare. Senza pressione, senza stress .
Eliminiamo i dispositivi elettronici che altro non fanno che allontanare ancora di più il bambino dall'esperienza tattile e visiva, oltre che gustativa, che con il cibo dovrebbe fare.
Rendiamolo partecipe nella preparazione dei cibi.
Parola d'ordine AUTONOMIA.

Non negare mai la poppata, anzi soddisfa il bisogno del piccolo di poppare tutte le volte che vuole. Un bambino sereno è un bambino che mangia meglio e anche di più.
Varia gli orari. Occhio a non mettere il bambino a tavola assonnato, altrimenti vorrà solo poppare

Di sicuro non dovremmo preoccuparci che muoiano di fame, perché questo dalla nostra parte del mondo non lo vedrete.
Quanto cibo ingerisce è davvero l'ultimo dei problemi.
È molto più importante la varietà e la qualità del cibo assaggiato.

Tutto ciò, se fatto prima dell'anno darà sicuramente buoni risultati.
Nei bambini più grandicelli, probabilmente un reale cambiamento nell'alimentazione lo si vedrà dopo i 5-6 anni, quando termina la fase della selettività e il bambino ricomincia ad assaggiare cose nuove. Diciamo che ormai il danno è fatto e possiamo solo cercare di arginarlo, evitando di strasmettere al bambino ansia legata al momento del pasto.

Le uniche volte in cui effettivamente ho visto bambini, che nonostante uno svezzamento ottimale, non erano buone forchette, si trattava di bambini nutriti da una madre che aveva un'eccessiva produzione di latte.
In questi casi si trattava di neonati da sempre cresciuti al 90esimo percentile e oltre, prendendo sempre molto più peso di quello che ci si aspettava, il tutto solo con latte materno. In questi casi può accadere che il bambino apprezzi più il latte che il cibo. Ma non c'è da preoccuparsi perché la crescita sarà ottimale, e con un buon approccio alimentare saranno comunque bambini che assaggiano tutto e prima o poi mangeranno anche in quantitativi maggiori.

Curiosità per voi: sapete quanto latte mediamente assume un bambino di 18 mesi in una giornata? Circa 330-400 (esagerando!) . Sono due bicchieri, assunti in 24h. Pensate che un tale quantitativo, dilazionato in una giornata di piccole poppate, possa davvero indurre un senso di pancia piena?
Tuo figlio non mangia perché probabilmente non ci ha mai visto nulla di interessante nel cibo! Forse non lo ha nemmeno mai toccato, probabilmente erano pappe che nemmeno tu mangeresti mai.

Il latte di mamma non è la causa di tutti i mali del mondo mie care!

Dott ssa Roberta Tramontano
Consulente allattamento IBCLC
Medico chirurgo

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IL DOLORE MAMMARIO IN ALLATTAMENTOLE VESCICHETTE DI LATTEAvete mai sentito parlare di "perle di latte"? Talune donne son...
13/08/2025

IL DOLORE MAMMARIO IN ALLATTAMENTO

LE VESCICHETTE DI LATTE
Avete mai sentito parlare di "perle di latte"?
Talune donne sono più predisposte e le sperimentano più di una volta nel corso del loro allattamento, altre non sanno di cosa si tratti.

In parte è dovuta alla composizione del latte e ai suoi acidi grassi.
Una precipitazione del calcio determinano l'addensamento del latte nella parte terminale del dotto, quella che sbocca alla punta del capezzolo e si rende visibile come una perla dura e bianca , maggiormente apprezzabile dopo la poppata.

Che tipo di dolore provoca?
Un dolore puntorio, come uno spillo, anche piuttosto intenso e che dura per tutta la poppata rendendola quasi insostenibile!

Cosa può provocare?
La perla di latte blocca la fuoriuscita di latte da quello specifico dotto, che dunque sarà ostruito e determinerà un ingorgo nel lobulo mammario ad esso collegato. Se non prontamente disostruito potremmo notare una regione indurita e nodulare nel seno, un grumo di latte, che diventa via via più dolente ed infiammato, fino a poter sfociare in una mastite.

Come curare la vescica?
Essendo un cumulo di calcio, l'aceto ha il potere di dissolverlo.
Applichiamo sul seno un dischetto di cotone imbevuto di aceto e teniamolo in posizione per una decina di minuti.
Massaggiamo poi il capezzolo (possiamo usare anche un po di olio di oliva) facendo delle delicate spremiture e cerchiamo di far fuoriuscire il grumo di latte.

Spesso però a bloccare la fuoriuscita della perla c'è un sottilissimo strato di pelle e finchè non lo rimuoviamo sarà difficile liberare il dotto.
L'ideale è farsi aiutare da un sanitario, che in modo sterile e servendosi di un ago potrà sollevare quel sottile lembo di pelle e liberare la vescichetta.
La disinfezione accurata prima di effettuare questa procedura è importante poichè rischiate la contaminazione batterica e la successiva infezione mammaria.

Purtroppo il problema tende a recidivare perchè spesso di fondo c'è la predisposizione della madre.

Come prevenire la ricomparsa?
Una cura a base di lecitina di soia (1200mg per 4-6 volte al giorno) è in grado di migliorare la composizione in termini di acidi grassi del vostro latte e renderlo meno propenso a questa precipitazone del calcio, inoltre riduce il colesterolo, quindi ben venga!

Le madri in genere diventano poi molto brave ad intervenire immediatamente sulle perle di latte quando queste si presentano e pian piano il problema si risolve.

Dott.ssa Tramontano Roberta
Consulente allattamento IBCLC
Medico chirurgo

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DOLORE AL SENO POST POPPATA?!PARLIAMO DI VASOSPASMOProblematica poco conosciuta e sottodiagnosticata, ma che senza tratt...
12/08/2025

DOLORE AL SENO POST POPPATA?!
PARLIAMO DI VASOSPASMO

Problematica poco conosciuta e sottodiagnosticata, ma che senza trattamento causa il fallimento dell'allattamento.
Vediamo in quante si riconoscono nei sintomi:
Dolore, bruciore, intorpidimento, tipicamente POST POPPATA, raramente durante la poppata.
Le madri descrivono questo dolore come "lancinante", "una morsa sul capezzolo", un "fuoco".
Il dolore dura anche diverse ore dopo la poppata e coinvolge tutto il seno e talora anche il dorso.

Qualcuno avrà sentito parlare del Fenomeno di Raynaud riferito alle mani, ma pochi sanno che tale fenomeno può interessare anche il capezzolo.
Di cosa si tratta?
Il vasospasmo delle arteriole provoca l'interruzione intermittente di afflusso di sangue ossigenato al capezzolo, il quale dopo la poppata assume un aspetto cianotico;
Segue una fase in cui il capezzolo diventa bluastro;
Infine, con la vasodilatazione riflessa, diventa rosso o color prugna.
La diagnosi è clinica, ed è molto facile confonderlo con la candida, con la quale condivide la maggior parte dei sintomi.
Cosa si può fare?
-attacco al seno ottimale
-mantenere i capezzoli al caldo, anche con delle coppette di lana
-asciugare il capezzolo appena il bambino si stacca
-applicare un impacco caldo e asciutto al seno
-smettere di fumare
-ridurre o eliminare la caffeina
-integratori di calcio, magnesio e B6
-olio di pesce e e/o supplementi di olio di primula notturna
-in casi non responsivi a tutto ciò , una cura farmacologica adeguatamente scelta e valutata da un esperto di allattamento (nonchè medico)
Questa manifestazione può inficiare seriamente il successo dell'allattamento e la sua gestione ottimale è fondamentale.
Come sempre, seguire passo passo la mamma fa la differenza.
riferimenti bibliografici
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30969221/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15060268/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17018510/

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Dott.ssa Tramontano Roberta
consulente allattamento IBCLC
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CANDIDA AL SENOSapevi che la candida può colpire il seno ed essere la causa di forti dolori durante la poppata?Come si p...
11/08/2025

CANDIDA AL SENO
Sapevi che la candida può colpire il seno ed essere la causa di forti dolori durante la poppata?

Come si presenta: il capezzolo può essere arrossato e sensibile, anche se nella maggior parte dei casi non ha alcun segno particolare. Quando attacchi il bambino avverti un dolore lancinante che in alcuni casi sembra arrivare alla schiena! Descritto come spilli e f***e.
Tipicamente la madre riferisce che prima non aveva al un dolore! Poi improvvisamente tutto è iniziato.
Questa differenziazione è importante perché se il dolore invece è presente sin dalla nascita I problemi sono altri.

Cosa sta succendo?! Anche se il tuo bambino non sembra avere nulla nel cavo orale può essere una candida.
Terapie antibiotiche, stress, carenze immunitarie possono determinarne la comparsa

Cosa devo fare? La candida al seno si cura mediante creme antimicotiche e in alcuni casi mediante farmaci assunti per via orale (tutto ovviamente compatibile con l'allattamento) . È opportuno trattare anche la bocca del bambino con un apposito gel antimicotico.
Potrai continuare ad allattare durante queste cure.

Se sospetti di avere un'infezione da candida chiedi aiuto alla tua consulente allattamento!

Attenzione! Le cause di dolore al seno possono essere molte altre, prima di iniziare delle cure è opportuno farsi visitare da una persona competente in allattamento.

Dott.ssa Tramontano Roberta
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RUBRICA ALLATTAMENTODALLA SESTA SETTIMANA AI QUATTRO MESII dubbi delle prime settimane sono superati (si spera). I probl...
08/08/2025

RUBRICA ALLATTAMENTO
DALLA SESTA SETTIMANA AI QUATTRO MESI

I dubbi delle prime settimane sono superati (si spera).
I problemi più comuni dovrebbero ormai essere stati risolti.
Sei più serena rispetto alla produzione di latte e hai imparato a riconoscere al volo i segnali di fame del tuo bambino. Ora i suoi pianti sono quasi come parole, sai sempre ciò che vuole.
Hai capito che ci saranno giorni in cui vorrà poppare ogni 10 minuti e altri in cui tutto sembra regolare. Non ci sono regole fisse e il tuo bambino cambia in continuo, ormai è chiaro. Solo tu lo conosci davvero.
Mentre poppa fa dei gran sorrisi, ti da schiaffetti sul seno, qualche volta lo strizza addirittura. Ci scappa anche qualche dolcissima carezza al viso. Ti fa sciogliere il cuore.
Intorno al quarto mese potrebbe manifestare una certa irrequietezza al seno. Si distrae facilmente, si stacca dal seno ad ogni minimo rumore, vuole osservare tutto. Non durerà molto questa fase ma è utile ridurre al minimo le distrazioni e magari allattare in una stanzia in penombra.
I bimbi che avevano iniziato a dormire tutta la notte, intorno ai 4 mesi potrebbero riprendere a svegliarsi di frequente. E' una fase della crescita che richiede molte energie e dormire tutta la notte potrebbe ridurre la produzione di latte, dunque il bambino risolve il problema svegliandosi spesso! Così avrà tutto il latte di cui ha bisogno.
Allatta molto durante il giorno, anche quando non lo richiede, per soddisfare le sue esigenze e tentare di ridurre i risvegli.
Altro dubbio esistenziale, la popò!
Intorno alle sesta settimana, quel bambino che prima si scaricava ad ogni poppata, potrebbe smettere di fare la popò regolarmente. Può essere un cambiamento davvero repentino!
Questo cambiamento non giustifica l'utilizzo di farmaci, latte artificiale o altro per aumentare le scariche.
Il bambino dovrà imparare a coordinare bene la spinta con il rilasciamento dello sfintere a***e.
Se il piccolo non manifesta grandi fastidi legati a questo "intasamento" non serve forzarlo. Talora un ba***e massaggio della zona peria***e lo aiuterà a rilassare la zona e a scaricarsi.
Rischi una nuova gravidanza?
L'amenorrea lattazionale è un metodo efficace per prevenire una gravidanza se :
-il bambino ha meno di 6 mesi
-non sono ricomparse le mestruazioni
-l'allattamento è esclusivo e non assume alimenti, acqua o altre bevande.

Dott.ssa Tramontano Roberta
Consulente allattamento IBCLC
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