Elda Corazzin Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale

Elda Corazzin Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale Psicoterapia Cognitivo-comportamentale. Consulenza e sostegno psicologico. Psicologia clinica. Psicologia dell'apprendimento.

Ricevo a Termoli, a Campobasso e ONLINE. CONSULENZA PSICOLOGICA, PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE. POTENZIAMENTO E STRATEGIE COMPENSATIVE PER I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA). CONSULENZA E FORMAZIONE PER LE SCUOLE

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27/02/2026
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NEURODIVERGENZE E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA): cosa ci dicono davvero i dati

Negli ultimi anni la ricerca ha chiarito un punto fondamentale:
autismo e ADHD sono molto più frequenti nelle persone con disturbi del comportamento alimentare di quanto ci aspetteremmo nella popolazione generale.

Non si tratta di interpretazioni soggettive, ma di dati epidemiologici solidi, supportati da studi clinici e meta-analisi.

Questo significa che, in molti casi, il disturbo alimentare non può essere compreso pienamente senza considerare il funzionamento neurodivergente della persona.

QUANTO SONO FREQUENTI?

AUTUSMO E ANORESSIA NERVOSA

Circa 3 persone su 10 con anoressia nervosa mostrano caratteristiche autistiche clinicamente significative quando valutate con strumenti standardizzati (ADOS)

Se consideriamo solo le diagnosi formali di autismo, le percentuali scendono (circa 5–16%), ma questo dato è fortemente influenzato dalla sottodiagnosi, soprattutto nelle presentazioni femminili.

In altre parole: i tratti autistici sono spesso presenti, ma non sempre riconosciuti.

ADHD E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Le persone con ADHD presentano un rischio circa 4 volte maggiore di sviluppare un disturbo alimentare rispetto alla popolazione generale.

Il rischio è particolarmente elevato per:
- binge eating,
- bulimia,
- pattern di perdita di controllo sul cibo.

Qui giocano un ruolo centrale impulsività, disregolazione emotiva e difficoltà organizzative, che possono portare a pasti irregolari e a un uso del cibo come strumento rapido di regolazione emotiva.

ARFID: UN FOCUS IMPORTANTE

Tra i disturbi alimentari, ARFID è quello che mostra il legame più forte e diretto con le neurodivergenze.
ARFID è l’acronimo di Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder, in italiano "Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo" , ed è una diagnosi ufficiale riconosciuta nel DSM-5-TR.

La differenza chiave rispetto ad anoressia e bulimia:
- Nell’ARFID NON c’è paura di ingrassare;
- NON c’è distorsione dell’immagine corporea.

La restrizione alimentare non nasce dal desiderio di dimagrire, ma dal bisogno di evitare un’esperienza vissuta come intollerabile o minacciosa.

Perché una persona con ARFID mangia poco o evita certi cibi?
Le motivazioni principali sono tre (spesso coesistono):

1. Sensibilità sensoriale
Alcuni alimenti risultano insopportabili per consistenza, odore, gusto o temperatura.
Non è “schizzinosità”: è una reazione neurofisiologica intensa, spesso presente fin dall’infanzia.

2. Paura delle conseguenze del mangiare
Evitamento legato al timore di soffocare, vomitare, stare male o provare dolore. Può insorgere dopo un evento negativo (es. soffocamento), ma poi mantenersi nel tempo.

3. Scarso interesse per il cibo
Alcune persone sentono poco la fame, si dimenticano di mangiare o vivono il pasto come faticoso. Qui entrano in gioco interocezione atipica e difficoltà attentive.

Le conseguenze dell’ARFID
ARFID può portare a:
- perdita di peso o mancato accrescimento,
- carenze nutrizionali,
- necessità di integratori o nutrizione assistita,
- forte limitazione della vita sociale (mangiare a scuola, fuori casa, con altri).

Il problema non è solo cosa si mangia, ma quanto questo interferisce con la vita quotidiana.

ARFID E NEURODIVERGENZE : UN LEGAME ROBUSTO

La ricerca mostra che:
circa 16% delle persone con ARFID ha una diagnosi di autismo,
oltre 11% delle persone autistiche presenta ARFID.

Questo perché alcune caratteristiche neurodivergenti aumentano la vulnerabilità

- ipersensibilità sensoriale,
- bisogno di prevedibilità,
- difficoltà a riconoscere fame e sazietà,
- ansia elevata,
- rigidità cognitiva come strategia di autoregolazione.

In questi casi, l’evitamento del cibo non è oppositività né capriccio, ma una forma di protezione dal sovraccarico.

LA QUESTIONE DELLA PRESENTAZIONE FEMMINILE

Molte ragazze e donne arrivano ai servizi per i DCA senza una diagnosi neurodivergente, nonostante tratti presenti da sempre.

Questo porta a errori clinici frequenti:
rigidità letta come “resistenza”,
difficoltà comunicative interpretate come scarsa motivazione,
sovraccarico scambiato per mancanza di collaborazione.

Il problema non è la persona, ma un modello clinico che spesso non riconosce la neurodivergenza.

PERCHÉ TUTTO QUESTO È CLINICAMENTE IMPORTANTE

Riconoscere il legame tra neurodivergenze e DCA permette di:
adattare gli interventi (sensorialità, comunicazione, tempi),
ridurre la colpevolizzazione,
aumentare l’efficacia del trattamento.

In alcuni Paesi esistono già percorsi specifici per DCA in persone autistiche, basati su accomodamenti e approcci neurodiversity-affirming.

Per molte persone neurodivergenti, il disturbo alimentare non è una questione di estetica o di volontà.
È spesso una strategia di regolazione in un sistema nervoso già sotto pressione.

Capirlo non significa giustificare il disturbo, ma curarlo meglio.

Dott.ssa Aurora Bellucci

Per saperne di più – Riferimenti essenziali

DSM-5-TR
American Psychiatric Association
Manuale diagnostico ufficiale: criteri per DCA, ARFID, ADHD e disturbi del neurosviluppo.

Nazar et al., 2016
The risk of eating disorders in individuals with ADHD: a meta-analysis
→ Meta-analisi che mostra un rischio significativamente aumentato di DCA nelle persone con ADHD.

Westwood & Tchanturia, 2017
Autism spectrum disorder in anorexia nervosa: a systematic review
→ Review fondamentale sul legame tra tratti autistici e anoressia nervosa.

Koomar et al., 2023
Autism and ARFID: prevalence and clinical implications
→ Dati aggiornati sul forte overlap tra ARFID e spettro autistico.

Dell’Osso et al., 2018 / 2021
Broad autism phenotype and eating disorders
→ Studi sui tratti autistici subclinici nei disturbi alimentari.

Tchanturia et al., 2020
The PEACE pathway: adapting eating disorder treatment for autistic people
→ Modello clinico per trattamenti dei DCA adattati all’autismo.

12/11/2025

Le mie riflessioni sull'educazione: "L'importanza dei limiti ed il dialogo scuola-famiglia"

Gli adolescenti hanno bisogno di limiti e confini per sentirsi sicuri, amati e protetti. Quando mancano regole chiare, si sentono smarriti e abbandonati, e spesso reagiscono con comportamenti provocatori o aggressivi per attirare a sè attenzione e contenimento. Stabilire dei confini non significa affatto essere autoritari o punitivi, ma aiuta i ragazzi a sviluppare autocontrollo, resilienza e capacità di affrontare le difficoltà. Imparare ad accettare le regole insegna a gestire frustrazioni, fallimenti e ostacoli senza scoraggiarsi, con un atteggiamento resiliente, rendendoli più forti e capaci di affrontare la vita. Viceversa un' educazione improntata al laissez faire induce nei ragazzi disorientamento, insicurezza, disorganizzazione e mancanza di stabilità. Lasciare i ragazzi liberi di agire senza limiti comporta una scarsa capacità di autogestione e una dipendenza costante da una guida esterna per mantenere il proprio ordine interiore, generando disadattamento e possibile sviluppo di problemi comportamentali. Naturalmente il lavoro educativo va condotto in primis dalle famiglie, sempre in sinergia e in costante dialogo con le agenzie educative a cui il ragazzo viene affidato. Non può esserci un felice sviluppo per i bambini ed i ragazzi senza un continuo interfacciarsi tra la scuola e la famiglia. Un dialogo costante, costruttivo, proficuo. Il percorso educativo di un individuo è come una melodia suonata a quattro mani, si nutre di reciprocità, altrimenti diventa sterilmente monocorde.

Dott.ssa Elda Corazzin
Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale

ARTE e SALUTE MENTALE 🖌️🎨🫟🖼️Uno studio realizzato recentemente dimostra che partecipare ad attività culturali, come assi...
06/11/2025

ARTE e SALUTE MENTALE 🖌️🎨🫟🖼️
Uno studio realizzato recentemente dimostra che partecipare ad attività culturali, come assistere a spettacoli teatrali, concerti, mostre o corsi artistici, migliora la salute fisica e mentale, può ridurre depressione, dolore, stress, solitudine e fragilità, oltre a ritardare il declino cognitivo e la demenza.
Questi effetti si traducono in minori costi sanitari, maggiore produttività e migliore qualità della vita. Ad esempio, gli anziani che hanno frequentato corsi di disegno settimanali hanno riportato un notevole miglioramento del benessere e minori visite mediche, mentre i giovani coinvolti in attività artistiche si sono dichiarati più felici e appagati.
Investire nella cultura è una forma di prevenzione sanitaria.

CONSULENZA PSICO-EDUCATIVA PER I GENITORISi realizzano interventi di consulenza, sostegno e formazione per i genitori ch...
31/10/2025

CONSULENZA PSICO-EDUCATIVA PER I GENITORI

Si realizzano interventi di consulenza, sostegno e formazione per i genitori che rilevino difficoltà nella gestione educativa dei propri figli.

Durante i colloqui, sarà possibile esaminare la domanda d'aiuto, facilitare la comprensione del problema e guidare i genitori nella ricerca attiva di possibili soluzioni, attraverso il suggerimento di strategie educative per affrontare meglio le situazioni che creano maggiori difficoltà.

Alcune delle problematiche affrontate tramite l'intervento possono riguardare, a titolo di esempio:

- ansie ed aspettative rispetto al ruolo genitoriale
- inserimento all'asilo nido o alla scuola dell’infanzia
- difficoltà emotive e/o comportamentali nel rapporto con il gruppo dei pari età e/o con gli adulti (insegnanti, genitori, ecc.)
- ansia scolastica
- ansia da separazione
- difficoltà scolastiche
E molte altre.

Dott.ssa Elda Corazzin
Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale
Perfezionata in Psicopatologia dell'Apprendimento

Studio di Psicologia Clinica e Psicoterapia
Via Sant'Antonio dei Lazzari 15/D, 86100 Campobasso

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Visita il mio sito https://eldacorazzinpsicologa.my.canva.site/

Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; ma se domani scoprono in me dei valori, vuol dire che li posseg...
30/10/2025

Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; ma se domani scoprono in me dei valori, vuol dire che li posseggo anche oggi. Poiché il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba.

Vincent Van Gogh

Presso il mio studio a Campobasso, effettuo TRAINING per acquisire un METODO DI STUDIO EFFICACE rivolti a tutti gli stud...
25/10/2025

Presso il mio studio a Campobasso, effettuo TRAINING per acquisire un METODO DI STUDIO EFFICACE rivolti a tutti gli studenti.
Il metodo di studio è la base per sviluppare capacità solide di apprendimento e organizzazione, essenziali per ogni studente. I percorsi proposti si fondano su 13 anni di solida esperienza come Psicologa dell'apprendimento nel campo di strategie frutto della ricerca neuropsicologica e sono pensate per adattarsi ai diversi stili cognitivi dei ragazzi, perché imparino a studiare in modo autonomo, promuovendo lo sviluppo di competenze trasversali come la sintesi, la gestione del tempo, la pianificazione delle attività e la motivazione a studiare. Uno degli elementi centrali è l’attenzione all’inclusione: i percorsi sono pensati anche per ragazzi con DSA o altri bisogni educativi speciali, allo scopo di aiutarli a superare le difficoltà e a valorizzare i punti di forza di ciascuno.

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Una ricerca pubblicata da Lancet nel maggio 2025 ha analizzato la salute mentale degli adolescenti nel periodo post-pand...
21/10/2025

Una ricerca pubblicata da Lancet nel maggio 2025 ha analizzato la salute mentale degli adolescenti nel periodo post-pandemico, evidenziando quanto questa fase della vita sia cruciale per lo sviluppo cognitivo e la formazione di abitudini e comportamenti destinati a durare nel tempo. Lo studio sottolinea che i problemi di salute mentale tra i giovani non rappresentano solo una questione sanitaria, ma hanno ripercussioni su molti aspetti della vita: dal rapporto con le regole e la società, al rendimento scolastico, all’ingresso nel mondo del lavoro, fino alle relazioni familiari e affettive.
Nel breve periodo, le difficoltà mentali incidono in particolare sulle relazioni sociali, sulla performance scolastica e sull’uso consapevole della tecnologia e dei media digitali. Il benessere psicologico dei più giovani deve essere al centro del dibattito quotidiano sul miglioramento delle condizioni di vita della popolazione non solo nei paesi industrializzati, ma anche di quelli in via di sviluppo, dove il fenomeno assume le caratteristiche di emergenza, poiché si somma ad altre difficoltà legate alla sopravvivenza.

Durante un attacco di panico non si perde conoscenza, anche se la sensazione può essere molto simile.In quei momenti, in...
20/10/2025

Durante un attacco di panico non si perde conoscenza, anche se la sensazione può essere molto simile.
In quei momenti, infatti, il corpo entra in allerta, la pressione sale, il cuore accelera e i muscoli si tendono: è la reazione di “attacco o fuga”. Svenire, al contrario, significa che la pressione si abbassa e l’organismo si “spegne” per un attimo, due reazioni incompatibili. La sensazione di svenimento nasce spesso dal fenomeno dell’iperventilazione, cioè dal respirare in modo rapido e superficiale, che può provocare testa leggera, formicolii e derealizzazione (distacco dalla realtà). Tuttavia, conoscere questo meccanismo non basta per eliminare il panico: per stare meglio è necessario un percorso psicoterapeutico specifico, che sia in grado di fornire strumenti concreti e strategie efficaci per trattare i disturbi d'ansia.

Ricevo per appuntamento 💻 ONLINE e a Campobasso presso il mio Studio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Cognitivo comportamentale in Via Sant'Antonio dei Lazzari 15/D.
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Il criticismo genitoriale si basa su rimproveri continui e amore condizionato, portando il bambino a non sentirsi mai ab...
18/10/2025

Il criticismo genitoriale si basa su rimproveri continui e amore condizionato, portando il bambino a non sentirsi mai abbastanza e a dipendere dal giudizio altrui.
Ciò genera bassa autostima, autocritica e perfezionismo maladattivo, aumentando il rischio di depressione e disturbi ansiosi.
Questo modello si trasmette tra generazioni, creando adulti convinti di dover essere perfetti per meritare amore e valore.

Dott.ssa Elda Corazzin
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Psicoterapeuta Cognitivo comportamentale
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