16/03/2020
COME SPIEGARE L'EMERGENZA CORONAVIRUS AI NOSTRI BAMBINI
In questi giorni così impegnativi e difficili per tutti c’è una categoria che più di altre ha bisogno di ricevere particolari attenzioni: i bambini. Come si possono raccontare loro le precauzioni, le preoccupazioni, ma anche la situazione che evolve quotidianamente, quando persino noi adulti non abbiamo mai sperimentato qualcosa di simile?
I bambini iniziano a farsi un’idea di quello che succede già da soli, ancor prima che gli adulti ne parlino apertamente: oggi i piccoli infatti, grazie all’accesso sempre più precoce agli smartphone e ad internet, possono percepire i segnali di una situazione esterna a loro che non è assolutamente normale. Proprio perché è importante che non vi siano errate comprensioni da parte dei nostri piccoli è fondamentale osservare alcune cautele:
1- Riuscire a comunicare loro la situazione attuale in modo chiaro, semplice e adatto ad un bambino. Possiamo prendere ad esempio spunto da situazioni a loro già note, come un’ influenza stagionale, spiegando ai bimbi come tutti i sintomi che conoscono già in quella malattia siano, in questo strano virus, ancora più fastidiosi.
2- Condividere con il proprio bambino anche la giusta dose di preoccupazione. Proprio perché è una situazione nuova, che nemmeno mamma e papà conoscono, è ovvio che si possa essere un po' preoccupati. Ma la paura non deve mai diventare panico, prima di tutto per i genitori: i bambini infatti percepiscono perfettamente quando la preoccupazione, nei loro “grandi”, si trasforma in paura pura e semplice.
3- Mantenere un atteggiamento davvero sereno e fiducioso. In giorni difficili come questi è importantissimo per i bambini capire che voi per primi percepite la luce in fondo al tunnel e che siete consapevoli che finita la notte arriverà ancora l’alba, l’alba di un giorno difficile, certo, ma che potrà portare nuove possibilità.
4-Avere un approccio di osservazione della realtà. Osservare i fatti, discriminando tra questi e le tante fake news che ci piovono addosso in momenti simili, aiuterà noi per primi e di conseguenza anche i nostri figli a percepire la reale portata di ciò che sta accadendo, senza sottostimarlo ma nel contempo senza ingigantirne gli effetti negativi.
5- Spiegare perché è importante attenersi a tutte le restrizioni che in questo momento ci sono imposte (non poter andare al parco, al cinema, dai nonni, eccetera). Poiché ancora più importante della parola è l’azione, i bambini imitano e osservano con cura le proprie figure di accudimento. Per questo motivo è fondamentale che siamo noi genitori i primi ad attenersi alle regole restrittive che poi imponiamo anche a loro. Possiamo mantenere un approccio costruttivo e vitale della condizione che stiamo vivendo, coinvolgendo i bambini anche con qualche piccolo gioco nelle pratiche quotidiane di igiene consigliate. Ognuno potrà sfruttare la propria fantasia. Ad esempio, per abituarli ad usare la mascherina possiamo iniziare a costruire con loro delle mascherine fac simile con materiali di casa, dipingendole poi come quelle dei loro supereroi preferiti.
È chiaro quanto, in questo momento così difficile per tante persone, che stanno a volte vivendo momenti drammatici dal punto di vista lavorativo, familiare o di salute, mantenere il giusto atteggiamento nei confronti dei bambini possa a volte essere duro. Ma è il momento di impegnarsi, perché come genitori abbiamo inoltre l’opportunità e la responsabilità di mostrare ai nostri figli come si affronta un periodo di crisi, e come da questa si possono trarre nuove speranze. Possiamo insegnar loro che nel rallentare e nello smarrire alcune certezze possiamo ritrovare valori che la fretta ci aveva fatto perdere di vista.
E possiamo far capire loro che sono tempi come questi che forgiano nuovi eroi. Perché l’operaio che va a lavorare nonostante il coronavirus è un eroe. Perché l’infermiere che si espone in prima persona al rischio di contagio è un eroe. Perché il genitore che resta a casa ad affrontare le incertezze, la paura, lo smart working mentre contemporaneamente gestisce l’apprendimento a distanza e i compiti coi propri bambini è – diciamocelo! – anch’esso un eroe.
Sono gli eroi di cui abbiamo bisogno, e in cui hanno bisogno di rivedersi i nostri bambini.
Coraggio, e un grande abbraccio a tutti voi. L’ora più buia è quella che precede l’alba.