03/02/2026
Dai ricordi universitari mi risuona sempre che il nostro mandato biologico, in quanto esseri umani e animali sociali sia: trova senso e significato nelle cose e condividilo.
Quindi la nostra mente naturalmente ragiona e si nutre di PERCHÉ, ma la realtà non è detto che risponda a questa esigenza.
A volte non c’è risposta al “quindi?”, al “che me ne faccio?”, non c’è un perché.
O forse non lo troviamo subito.
Che sia la fine di una relazione, emozioni spiacevoli, dispiaceri quotidiani, incomprensioni emotive, vuoti o silenzi… Spesso una spiegazione non arriva. Anche se trovarla parrebbe rassicurarci.
Tanto vale spostarsi e vedere un po’ dal di qui che prospettiva c’è: come ci sto dentro a questa mancanza di senso?
Posso lasciarmi andare e vivere il non sapere? Posso non arrivare a un punto?
Tollero questa forma di frustrazione? Sto con i puntini puntini e volto comunque pagina? O cerco il punto?
E quindi?
Eh, e quindi… niente.