08/01/2026
Questo albo si sviluppa intorno al “Dopo” seguendo traiettorie diverse: il dopo legato alle cambiare delle stagioni “dopo l’inverno la primavera restituisce i colori”, il dopo legato allo spazio fisico “dopo l’orizzonte, molto lontano mi chiedo cosa ci sia” il dopo legato a una sequenza di azioni “dopo aver corso più in fretta che posso, faccio fatica a riprendere fiato”, il dopo del tempo interno, legato ai propri stati emotivi “dopo la rabbia c’è il silenzio”.
E poi, tra tutti questi dopo, appare il dopo metafisico, quello delle grandi riflessioni e delle domande che non hanno risposta.
Dopo: una delle parole più pronunciate dai bambini, forse perché è una delle parole più pronunciate dagli adulti, dimentichi delle mille sfumature del “dopo” perché impegnati a seguire una linea del tempo senza presente: è tutto già accaduto e lontano, oppure tutto ancora da accadere, ed è lì che bisogna stare, col pensiero e col sentire. Per fortuna, ogni tanto, qualcuno va recuperando le sfumature del dopo: lo fa benissimo Laurent Moreau chiudendo questo albo con un richiamo al qui ed ora. Che di fatto, è il tempo di tutti i tempo.
Dopo Laurent Moreau, Orecchio Acerbo, 2014