Psicologa dello sviluppo e dell'età evolutiva
Esperta in psicologia perinatale
19/12/2025
Forse il vero grande segreto è guardare le cose senza intervenire. Osservare le emozioni dentro di noi senza giudizio, senza sforzo, senza tentare di combatterle o reprimerle. Una cosa per noi inconcepibile. Ci hanno insegnato ad affrontare i problemi. A combattere e agire… ma quando si parla del mondo emotivo le cose non funzionano proprio così. Cercando di “combattere”, invece che accettare ed accogliere, si rimane solo intrappolati nella propria rete. Nell’inconscio dobbiamo tener conto di categorie diverse da quelle della coscienza; è un po’ come nella fisica, dove i fatti sono modificati dal semplice atto di osservarli.
C.G.Jung
23/11/2025
Durante la gravidanza, le cellule fetali migrano dall'utero alla madre, penetrando in organi come cuore, fegato, polmoni, reni e cervello.
Queste cellule, note come microchimerismo, possono influenzare la salute delle madri per tutta la vita, come riportato da Katherine J. Wu nel 2024.
Questo fenomeno può essere visto attraverso la lente della teoria delle costellazioni familiari, che esplora come le dinamiche familiari e le esperienze intergenerazionali plasmino l'individuo.
Il microchimerismo riguarda tutte le persone che hanno portato un embrione, anche per breve tempo.
Inoltre i trasferimenti cellulari sono bidirezionali: oltre alle cellule fetali che attraversano la placenta, un numero ridotto di cellule materne può migrare nel feto, dove possono persistere fino all'età adulta. Questo scambio cellulare suggerisce che gli individui possano essere mosaici delle loro famiglie, inclusi fratelli, nonne e zii concepiti prima della loro nascita.
Nella teoria delle costellazioni familiari, questo concetto risuona con l'idea che le esperienze e le emozioni di generazioni precedenti possano influenzare il comportamento e la salute delle persone attuali.
Molti esperti concordano sul fatto che le cellule microchimeriche non siano semplici passeggeri, ma entità geneticamente distinte con un potenziale influsso sulla salute.
Similmente nella teoria delle costellazioni familiari le esperienze non risolte e i traumi familiari possono essere trasmessi e manifestarsi nel comportamento e nella salute degli individui.
Se queste cellule si rivelassero così importanti come alcuni scienziati sospettano, potrebbero essere tra i fattori più sottovalutati nella comprensione della vita umana.
In questo contesto, il microchimerismo offre una nuova prospettiva su come le relazioni familiari e le esperienze condivise influenzino non solo l'identità personale, ma anche la salute fisica e mentale, sottolineando l'interconnessione tra generazioni e la profondità delle dinamiche familiari.
16/11/2025
Perché i bambini si scatenano prima di dormire?
Scopri il segreto nel loro cervello!
Hai mai notato come i tuoi bimbi sembrano impazzire proprio prima di andare a letto? Non è disobbedienza, ma una reazione del loro sistema nervoso.
Quando i bambini sono troppo stanchi o sovrastimolati, il loro cervello non rallenta, ma accelera.
Questo porta a un aumento di cortisolo e adrenalina, creando quella che sembra un’energia incontrollata.
Il Dr. Allan Schore spiega che la corteccia prefrontale, responsabile della regolazione degli impulsi e delle emozioni, è ancora in fase di sviluppo nei più piccoli.
Senza “freni” per gestire la tensione, lo stress si manifesta in risate, corse e chiacchiere infinite.
In questo frangente, il desiderio di riposo si scontra con la paura della separazione, creando confusione e caos.
Gli esperti confermano che i bambini hanno bisogno di sentirsi sicuri per rilassarsi. La chiave?
- Routines prevedibili e connessione emotiva.
Inizia la routine di sonno 30 minuti prima dei segnali di stanchezza, riconosci l’energia in eccesso e invita alla regolazione: “Scarichiamo insieme la giornata.”
Chiudi con un momento di coccole per tranquillizzarli.
Ricorda, la nanna non è una battaglia, ma un momento cruciale per la loro sicurezza. Un sistema nervoso calmo genera calma, e questo è ciò di cui i tuoi bambini hanno bisogno per un sonno sereno.
11/09/2025
Ci sono tanti «perché» relativi al fatto che la matematica ci dia la sensazione di sentirci davvero bravi se ce la facciamo e davvero inadeguati se non ce la facciamo. Sembra che le aree del cervello maggiormente responsabili della cognizione di quantità abbiano una localizzazione anatomica molto prossima al «centralino emo-tivo», cioè l'amigdala. Ciò spiegherebbe perché c'è questa reazione forte tra l'inadeguatezza in matematica e la sensazione di ansia e di fuga. Queste ricerche sono molto recenti. Più note sono tutte quelle ricerche sugli aspetti motivazionali. Per cui, se tu non riesci, la rappresentazione di te, chiamata «percezione di competenza», che costruisce la tua identità, soprattutto a scuola, ti continua a mandare il messaggio: «Tu non sei capace». Questo messaggio, dicono gli studiosi di impotenza appresa, viene appreso, cioè tu apprendi che sei impotente, non capace. E il meccanismo dell'impotenza appresa ti dice: «Proprio perché non sei capace, se continui, sei destinato a fallire. Scappa!». Ecco che il meccanismo sano «Scappa perché non ce la fai» diventa un meccanismo patologico e ti spinge a non metterti più in gioco e a scappare. Questo meccanismo come si vince? Si vince dando possibilità ai bambini di sviluppare competenza. Poiché la causa è l'incompetenza, la causa si deve modificare in capacità.
Basta dimostrare al bambino che può intelligere e immediatamente il meccanismo motivazionale rovescia la dinamica. II giusto messaggio da dare agli insegnanti è: la plasticità cerebrale dipende da come aiutate i bambini a intelligere e modifica le funzioni."
Daniela Lucangeli
03/09/2025
Sono gli alti e bassi della vita che ci tengono in equilibrio.
Come il respiro.
Che entra ed esce in noi.
Sono necessari entrambi i movimenti.
Ma ci ostiniamo a ricercare sempre gli alti.
Come se questi bassi così temuti fossero un fallimento, una perdita di tempo, un malanno.
E ci perdiamo così la parte più misteriosa di noi stessi.
Quella bassa, che ha che fare con il buio, con le radici, con lo sconosciuto.
La nostra oscurità non è da illuminare, il nostro scendere negli abissi di noi stessi non è da rialzare, il nostro silenzio non è da raccontare.
Sono gli alti e bassi della vita che ci tengono in equilibrio.
27/08/2025
Quante persone sono irretite nella compiacenza invece che impegnate nella ricerca di una propria autenticità?
Per evitare di «fare la vita degli altri» occorre dialogare con l'educazione ricevuta e creare una svolta.
Serve un benefico conflitto con quanto hai ricevuto cercando un nuovo sguardo sul tuo percorso formativo.
Il punto non è giudicare se il proprio copione educativo è buono a cattivo, ma cercare di guardarlo ed entrare nell’area della divergenza, del confronto, del contrasto, del cambiamento.
Per cambiare ci vuole il coraggio di cercare la propria strada. Non puoi eliminare il tuo copione educativo ma puoi riconoscerlo per poterti emancipare, liberarti, vivere la tua vita e solo quella.
La pura adesione conformistica ci lascia nella vita degli altri. L’accettazione consapevole ci consente viceversa di respirare il nostro diventare persone autentiche.
21/08/2025
“Per cambiare il mondo prima dobbiamo cambiare il modo con cui nascono i bambini” M. Odent
Ci lascia un medico straordinario, coraggioso e pioniere della psicologia prenatale il quale ha speso la propria vita per i bambini e per il loro diritto ad una nascita dolce e rispettosa, sostenendo con forza e determinazione l’assunto primale che la salute dell’individuo inizia nel grembo materno.
17/08/2025
« Comincia sempre da te; in tutte le cose e soprattutto con l’amore.
[…] Amore è portare e sopportare sè stessi. La cosa comincia così.
Si tratta veramente di te; tu non hai ancora finito di ardere; devono arrivarti ancora altri fuochi finchè tu non abbia accettato la tua solitudine e imparato ad amare. »
C.G.Jung – Libro Rosso
10/08/2025
Non cresciamo in modo assoluto, cronologicamente. Talvolta cresciamo in una dimensione, e non in un’altra, in modo discontinuo. Cresciamo parzialmente. Siamo relativi. Siamo maturi in un campo, infantili in un altro. Passato, presente e futuro si mescolano e ci spingono indietro, avanti, o ci fissano nel presente. Siamo fatti di strati, di cellule, di costellazioni. Non buttiamo mai via la nostra infanzia. Non le sfuggiamo mai del tutto. Ne riviviamo dei frammenti attraverso gli altri. Attraverso altri, viviamo degli strati sepolti. Viviamo attraverso le altrui proiezioni di io non vissuti.
(Anaïs Nin, "Diario IV 1944 - 1947")
09/08/2025
Il contatto e la carezza sono bisogni primari dell’essere umano. “È attraverso la pelle” scrive Ashley Montagu “che diventiamo esseri in grado di amare".
In genere, quando si pensa ai bisogni primari dell’essere umano, ci si dimentica che uno dei bisogni principali, sin dai primi giorni di vita, è quello del contatto. Le ricerche sulla formazione della vita nel periodo intra-uterino hanno portato a capire quanto il bisogno emotivo di contatto sia una necessità fondamentale dell’essere umano sin dai primi giorni di vita del feto.
Il sistema nervoso e quello tegumentario (pelle e annessi cutanei) si formano dallo stesso foglietto embrionale: l’ectoderma. Questa origine comune fa sì che esista tra i due sistemi una stretta relazione e che già il feto presenti una enorme sensibilità alla stimolazione tattile.
“Già a otto settimane di vita” riporta l’antropologo e saggista inglese Ashley Montagu “un embrione lungo appena tre centimetri, se stimolato con una punta smussa sul labbro superiore o sulle ali del naso, è in grado di rispondere inarcando il collo e il tronco per sfuggire alla fonte della stimolazione”. Dimostrazione che il senso più strettamente associato con la pelle, il tatto, è il primo a “formarsi” a livello embrionale: primo ponte di collegamento tra il nuovo essere e il mondo esterno.
Secondo i principi dell’embriologia una funzione vitale è tanto più importante quanto più precocemente si sviluppa. Essendo l’organo della pelle e il senso del tatto fra i primi a formarsi nell’embrione possiamo comprendere come, anche dal punto di vista neurofisiologico, la funzione del contatto sia un bisogno primario dell’uomo.
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Serena Manzani Psicologa dello sviluppo e dell’età evolutiva
“Non esiste una risposta universale, ma una risposta per quel bambino e per quel genitore, in quel momento preciso della loro storia comune”.
Isabelle Filliozat
Mi chiamo Serena Manzani, ho 45 anni e sono una mamma, sono Psicologa dello Sviluppo e dell'Età evolutiva che da più di 15 anni si occupa di Infanzia e Perinatalità, vivo e lavoro in un bellissimo contesto immerso nella campagna, mi occupo soprattutto dei bambini ma non solo.
La mia formazione professionale nel tempo si è concentrata sulla Psicologia Perinatale, ambito che si occupa di promuovere e tutelare la salute di tutta la famiglia nel periodo intorno alla nascita ed è per questo che sono socia fondatrice del Mippe Movimento Italiano di Psicologia Perinatale.
Ho inoltre una formazione in terapia sistemico relazionale anche se non sono divenuta una Pscioterapeuta avendo deciso di concentrare il mio lavoro sui temi dell'educazione, sul lavoro con i bambini e le famiglie e sul volontariato. Sono infatti presidente dell'Associazione Onlus Daniele Mariano per lotta alle leucemie ed i tumori infantili, organizzazione di volontariato che assieme a mio marito nel 2006 abbiamo fondato in ricordo del nostro primo figlio che ci ha lasciato a soli 26 mesi a causa di una rara forma di leucemia, il nostro lavoro ed impegno in questi anni si è soprattutto concentrato sul sostegno alle famiglie e ad i bambini ricoverati.