Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale

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Crescendo, alcuni bambini fanno più fatica a trovare il loro posto.Nel gruppo, nel corpo, nelle emozioni.Il percorso di ...
14/01/2026

Crescendo, alcuni bambini fanno più fatica a trovare il loro posto.
Nel gruppo, nel corpo, nelle emozioni.

Il percorso di psicomotricità relazionale 6–8 anni, attivo da novembre, è uno spazio di gioco e movimento dove i bambini possono: – esprimere emozioni attraverso il corpo
– sperimentare la relazione con i pari
– confrontarsi con regole e confini in modo protetto
– rafforzare sicurezza e fiducia in sé

Il gioco, a questa età, resta uno strumento fondamentale per conoscersi, regolarsi e crescere.

Il gruppo è già avviato e si apre ora alla possibilità di accogliere altri bambini.
📍 Età: 6–8 anni
📆 Giovedì 16.45 - 17.45
📍 Limite sull’Arno

Se senti che questo spazio potrebbe essere adatto a tuo/a figlio/a, puoi scrivermi per informazioni o per un primo confronto.
🌱 Ogni bambino ha bisogno di un luogo dove potersi esprimere ed essere visto.

Ci sono bambini e bambine che parlano molto con il corpo, altri/e che faticano a muoversi o a prendere iniziativa.In ent...
12/01/2026

Ci sono bambini e bambine che parlano molto con il corpo, altri/e che faticano a muoversi o a prendere iniziativa.
In entrambi i casi, trovare uno spazio sicuro per giocare e muoversi fa la differenza.

Il percorso di psicomotricità relazionale 3–5 anni è un piccolo gruppo dove i bambini possono:
– esplorare il proprio corpo
– incontrare l’altro
– sperimentare regole, confini e libertà
– costruire sicurezza e fiducia

Incontri conoscitivi gratuiti – scegli una data:
🗓 martedì 20 gennaio | 17.00 – 18.00
🗓 martedì 27 gennaio | 17.00 – 18.00
📍 Limite sull’Arno

Per info o per capire se è il percorso giusto per tuo/a figlio/a, scrivimi un messaggio! 🌱

A volte basta il posto giusto perché un bambino possa fiorire.

"Un bambino e una bambina diventano se stessi negli occhi di chi li guarda "
08/01/2026

"Un bambino e una bambina diventano se stessi negli occhi di chi li guarda "

“L’infanzia è il suolo sul quale andremo a marciare per tutta la vita.”
Lya Luft

🌱 Se l’infanzia è il suolo, allora educare non significa modellare, plasmare, correggere. Educare significa abitare con cura.

Non significa preparare il bambino o la bambina al futuro, ma assumersi la responsabilità del presente che consegniamo loro, ogni giorno.

Ogni gesto educativo – anche il più piccolo, anche quello che passa inosservato – lascia una traccia:
💫 nel corpo
💫 nel sistema nervoso
💫 nella memoria emotiva
💫 nel modo in cui il bambino o la bambina imparerà a stare in relazione con sé e con il mondo

La pedagogia diventa così una , non della performance.

🖤 Quali tracce portiamo dentro (e dietro) noi adulti?
Spesso, senza volerlo, portiamo con noi la traccia sottile della Pedagogia Nera.

La Pedagogia Nera non è solo violenza manifesta. È una modalità educativa e relazionale, implicita ed esplicita, che viene normalizzata, tramandata, interiorizzata, spesso agita in modo inconsapevole.

Agisce quando:
🔎 chiediamo al bambino o alla bambina di adattarsi ai nostri ritmi, ai nostri bisogni, alle nostre fragilità;
🔎 minimizziamo il suo stress emotivo perché “tanto non ricorderà”;
🔎 etichettiamo come “capriccio” o “provocazione” ciò che non sappiamo leggere;
🔎 separiamo senza accompagnare (ricatti, silenzi punitivi, minacce, derisioni);
🔎 privilegiamo il controllo (violenza corporea e comunicativa, ubbidienza, …) alla connessione, il potere alla presenza.

Come ci ricorda Gabor Maté, lo stress precoce, la disconnessione relazionale e le separazioni non sostenute plasmano il sistema nervoso del bambino e della bambina, influenzando profondamente la loro futura capacità di autoregolazione.

🫀 La sicurezza profonda non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dalla presenza di una relazione affidabile, reale, imperfetta, capace di restare anche nell’errore e nella fragilità.

🪞 La sicurezza profonda nasce da quello sguardo adulto che fa esistere. Un bambino e una bambina diventano se stessi nel volto di chi li guarda. Questo lo sapeva bene Alice Miller.
Quando l’adulto:
🌱 vede ed accoglie davvero il bambino o la bambina con le sue emozioni, pensieri e idee,
🌱 sospende proiezioni, aspettative, ideali,
🌱 riconosce e rispetta la sua unicità, offre uno specchio che permette l’esistenza del Sé.

⚠️ Quando invece lo sguardo adulto è occupato da bisogni irrisolti, paure, rigidità educative, ruoli da difendere, ferite relazionali antiche, il bambino o la bambina impara presto una lezione silenziosa: per restare in relazione, devo smettere di essere me stesso.

⚠️ Questa è una delle ferite più profonde della Pedagogia Nera: bambini adattati, competenti, apparentemente “bravi”, persino dotati, ma disconnessi dal proprio sentire e dal proprio Essere corpo.

🌿 Una responsabilità adulta. Sì, perché educare significa avere il coraggio di fermarsi.

Non possiamo cambiare il suolo su cui abbiamo marciato noi adulti.
Ma possiamo scegliere come camminare oggi accanto ai bambini e alle bambine.

Contrastare la Pedagogia Nera significa:
🌱 scegliere la connessione prima della correzione;
🌱 proteggere la dignità emotiva del bambino e della bambina;
🌱 riconoscere il corpo come primo luogo educativo;
🌱 assumersi la responsabilità del proprio mondo interno e delle tracce che abitano il corpo.

Perché non esiste pedagogia consapevole, né educazione rispettosa, senza adulti disposti a mettersi in discussione.

E se l’infanzia è il suolo, che sia terreno di radicamento, non di sopravvivenza, non di memorie di paura.

Atelier della Pedagogista

La psicomotricità relazionale è molto più di un’attività: è un linguaggio del corpo che accompagna la persona nelle dive...
07/01/2026

La psicomotricità relazionale è molto più di un’attività: è un linguaggio del corpo che accompagna la persona nelle diverse fasi della vita, sostenendo il contatto con sé, con l’altro e con il mondo 🌱

🤸È nel movimento, nel gioco, nel gesto spontaneo che bambini e bambine, adolescenti e adulti possono ritrovare uno spazio per ascoltarsi, riconoscere ciò che accade dentro e dare forma alle emozioni.

Il corpo diventa un luogo sicuro in cui esplorare, comunicare, sperimentare nuove possibilità di relazione, anche quando le parole non bastano.

👣 Nella psicomotricità relazionale si impara a sentire i propri confini, a rispettare quelli dell’altro, a muoversi tra azione e pausa, tra vicinanza e distanza.

È un percorso che sostiene l’autoregolazione emotiva e favorisce un senso profondo di sicurezza e fiducia, nel rispetto dei tempi e dell’unicità di ciascuno.

🫶 Ogni esperienza vissuta rafforza la consapevolezza di sé e delle proprie risorse. Corpo, emozioni e pensiero si intrecciano in modo naturale, dando vita a un benessere globale che accompagna la crescita, l’apprendimento e la qualità delle relazioni, dall’infanzia all’età adulta.

🚢 I percorsi riprendono a gennaio e proseguono fino a giugno

📍 Limite sull'Arno

📌 Per informazioni e contatti:
Silvia Bonucci
328 9548461
Silviabonucci14@gmail.com

Riconoscere l'emozione ❤️
22/12/2025

Riconoscere l'emozione ❤️

💢parte 2
🟢 QUANDO LE EMOZIONI SI CALMANO, LA LOGICA PUÒ PARLARE

Dopo una crisi emotiva di un bambino arriva un momento delicato, spesso sottovalutato: quello in cui il bambino si è calmato e l’adulto, genitore o educatore, si chiede cosa fare. Parlare? Spiegare? Intervenire? O lasciare andare?

È importante sapere che quel momento è educativo, ma solo se viene gestito con intenzionalità.

Quando il bambino si calma, il suo corpo non è più in stato di allarme. Questo significa che ora può ascoltare e iniziare a riflettere. Ma non è ancora pronto per essere rimproverato o giudicato. Se l’adulto riparte da accuse o lunghe spiegazioni, il rischio è che il bambino si chiuda o entri di nuovo in difesa.

Il primo passo è riconoscere l’emozione, non il comportamento.
Dire: “Eri molto arrabbiato”, “Era difficile per te” aiuta il bambino a dare un nome a ciò che ha vissuto. Non è una giustificazione, è una base sicura da cui partire.

Il secondo passo è mantenere il limite in modo chiaro e coerente.
“Capisco la rabbia, ma non posso permettere che tu colpisca.”
“Essere arrabbiati va bene, fare male agli altri no.”
In questo modo il bambino impara una distinzione fondamentale: l’emozione è sempre legittima, il comportamento va guidato.

Solo a questo punto la logica diventa uno strumento utile. Non per tornare a rivivere la crisi, ma per guardare avanti.
“La prossima volta che ti senti così, cosa possiamo fare?”
“C’è un altro modo per dirlo o per scaricare quella rabbia?”
Genitori ed educatori aiutano così il bambino a costruire alternative concrete.

È altrettanto importante sapere cosa evitare:
– rinfacciare l’episodio nel tempo
– etichettare il bambino (“sei sempre così”)
– usare punizioni scollegate dall’emozione vissuta
Queste strategie non insegnano autoregolazione, ma attivano vergogna e paura.

Ripetuto nel tempo, questo processo costruisce competenze profonde. All’inizio il bambino ha bisogno dell’adulto per dare senso alle emozioni e per trovare strategie. Con la crescita, interiorizza questo modello e impara a farlo in autonomia.

Educare non significa ottenere un comportamento corretto nell’immediato.
Significa accompagnare il bambino nello sviluppo di strumenti emotivi che gli serviranno per tutta la vita.

S.P

✨ Il piacere di agireC’è un tempo, soprattutto nell’infanzia, in cui il corpo ha bisogno di muoversi per sentirsi vivo.S...
18/12/2025

✨ Il piacere di agire

C’è un tempo, soprattutto nell’infanzia, in cui il corpo ha bisogno di muoversi per sentirsi vivo.
Saltare, spingere, rotolare, costruire, distruggere e ricominciare.

Non per fare bene, non per riuscire, ma per il semplice piacere di agire.

Nella psicomotricità relazionale questo piacere non viene corretto né indirizzato, ma accolto e sostenuto.
È attraverso il movimento spontaneo che il bambino e la bambina fanno esperienza di sé, del proprio corpo, dei propri limiti e delle proprie risorse.

Agire dà forza.
Agire costruisce fiducia.
Agire permette di trasformare tensioni ed emozioni in esperienza.

Quando un adulto è presente con uno sguardo attento e non giudicante, il movimento diventa linguaggio, il gioco diventa crescita, il corpo diventa casa.

🌿 È da qui che passa lo sviluppo. 🌿 È da qui che nasce il piacere di esserci.

A volte basta uno sguardo per cambiare un’intera esperienza.In psicomotricità relazionale è proprio da lì che si parte: ...
10/12/2025

A volte basta uno sguardo per cambiare un’intera esperienza.

In psicomotricità relazionale è proprio da lì che si parte: dallo sguardo dell’adulto che osserva senza giudicare, che accoglie senza interpretare troppo, che si mette accanto al bambino e alla bambina mentre si raccontano… attraverso il gioco.

Ci sono momenti in cui un/a bambino/a corre, costruisce, distrugge, inventa mondi.
Altri in cui si ferma, ti guarda appena, poi riprende.
E tu sei lì, presente, stabile, curiosa del suo modo unico di esserci.

È in quello sguardo — attento, aperto, rispettoso — che il bambino si sente finalmente visto.
Non per ciò che fa, ma per chi è.

E quando si sente visto, il gioco cambia: diventa più ricco, più profondo, più libero.
Lì iniziano le trasformazioni.
Lì nasce la fiducia.
Lì il bambino/a cresce.

✨ Lo sguardo psicomotorio è un invito: “Puoi essere te stesso, io ti vedo.”

03/12/2025

La Psicomotricità Relazionale dà grande valore alla qualità della relazione tra bambino/a e adulto.È in questo spazio di...
29/11/2025

La Psicomotricità Relazionale dà grande valore alla qualità della relazione tra bambino/a e adulto.

È in questo spazio di ascolto, presenza e sicurezza che il bambino e la bambina possono esplorare, esprimersi, giocare e crescere in modo autentico.

Ogni bambino e ogni bambina hanno bisogno di uno sguardo che li riconosca.

Uno sguardo che accoglie, non giudica, non corregge… ma vede.


̀






24/11/2025

🟢 IL GIOCO NON È UN LUSSO, MA L'OSSIGENO DELL'INFANZIA: IL DIRITTO FONDAMENTALE DI OGNI BAMBINO.

​Il gioco è la lingua che i bambini parlano meglio: è un bisogno viscerale, un respiro essenziale, e soprattutto, un diritto inalienabile riconosciuto a livello internazionale.
Eppure, nel turbine della vita moderna, tra impegni fitti e aspettative crescenti, quel tempo prezioso per il gioco libero e spontaneo è spesso il primo a scomparire.

Ma quanto ci costa, in realtà, questa fretta?

​La privazione del gioco è una mancanza profonda che lascia i bambini senza la loro "palestra emotiva" naturale.
Quando non giocano abbastanza, ci ritroviamo con bambini che fanno più fatica a mettere un nome alle loro emozioni e a gestirle.
Li vediamo bloccati davanti a una piccola frustrazione o incerti nel risolvere un semplice litigio con un amico.
Il corpo, costretto all'immobilità, perde armonia e i bambini fanno fatica a credere nelle proprie capacità, sentendosi meno sicuri di sé e meno capaci di concentrarsi.

​Oggi, i bambini sono spesso sommersi da stimoli passivi (schermi, TV) e pressati dalle richieste di "essere bravi" o "veloci".

Il risultato?

Tante piccole fragilità emotive, tanta tensione nel corpo e posture incerte.

​È qui che entra in gioco, con un vero e proprio abbraccio, la Psicomotricità Relazionale.

Non è solo "fare movimento", ma offrire ai nostri bambini una tana, uno spazio protetto e non giudicante dove possono esprimere le loro paure, le loro gioie e le loro rabbie attraverso il corpo e il gioco simbolico.

È una bussola che li aiuta a ritrovare il loro centro, a sentirsi padroni del proprio corpo e, di conseguenza, delle proprie emozioni.

​La Psicomotricità Relazionale permette ai bambini di rimettere insieme i pezzi del loro mondo interiore, costruendo quella solida base di sicurezza e competenza indispensabile per crescere sereni.

​Come adulti, siamo i custodi di questo diritto.

Impegniamoci ogni giorno per proteggere il tempo di gioco e per valorizzare quei percorsi che nutrono l'anima e il corpo, come la Psicomotricità.

Investire nel gioco è l'atto d'amore più serio che possiamo fare per il futuro emotivo e sociale dei nostri bambini.

Indirizzo

Capraia E Limite
50050

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

3289548461

Sito Web

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