Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale

Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale, Capraia e Limite.

24/11/2025

🟢 IL GIOCO NON È UN LUSSO, MA L'OSSIGENO DELL'INFANZIA: IL DIRITTO FONDAMENTALE DI OGNI BAMBINO.

​Il gioco è la lingua che i bambini parlano meglio: è un bisogno viscerale, un respiro essenziale, e soprattutto, un diritto inalienabile riconosciuto a livello internazionale.
Eppure, nel turbine della vita moderna, tra impegni fitti e aspettative crescenti, quel tempo prezioso per il gioco libero e spontaneo è spesso il primo a scomparire.

Ma quanto ci costa, in realtà, questa fretta?

​La privazione del gioco è una mancanza profonda che lascia i bambini senza la loro "palestra emotiva" naturale.
Quando non giocano abbastanza, ci ritroviamo con bambini che fanno più fatica a mettere un nome alle loro emozioni e a gestirle.
Li vediamo bloccati davanti a una piccola frustrazione o incerti nel risolvere un semplice litigio con un amico.
Il corpo, costretto all'immobilità, perde armonia e i bambini fanno fatica a credere nelle proprie capacità, sentendosi meno sicuri di sé e meno capaci di concentrarsi.

​Oggi, i bambini sono spesso sommersi da stimoli passivi (schermi, TV) e pressati dalle richieste di "essere bravi" o "veloci".

Il risultato?

Tante piccole fragilità emotive, tanta tensione nel corpo e posture incerte.

​È qui che entra in gioco, con un vero e proprio abbraccio, la Psicomotricità Relazionale.

Non è solo "fare movimento", ma offrire ai nostri bambini una tana, uno spazio protetto e non giudicante dove possono esprimere le loro paure, le loro gioie e le loro rabbie attraverso il corpo e il gioco simbolico.

È una bussola che li aiuta a ritrovare il loro centro, a sentirsi padroni del proprio corpo e, di conseguenza, delle proprie emozioni.

​La Psicomotricità Relazionale permette ai bambini di rimettere insieme i pezzi del loro mondo interiore, costruendo quella solida base di sicurezza e competenza indispensabile per crescere sereni.

​Come adulti, siamo i custodi di questo diritto.

Impegniamoci ogni giorno per proteggere il tempo di gioco e per valorizzare quei percorsi che nutrono l'anima e il corpo, come la Psicomotricità.

Investire nel gioco è l'atto d'amore più serio che possiamo fare per il futuro emotivo e sociale dei nostri bambini.

C’è un momento, nella psicomotricità relazionale, in cui il gioco si apre e il bambino si racconta.Un gesto, un moviment...
20/11/2025

C’è un momento, nella psicomotricità relazionale, in cui il gioco si apre e il bambino si racconta.
Un gesto, un movimento, un simbolo… e a poco a poco emergono bisogni, emozioni, desideri.

In questo spazio sicuro, lo sguardo dell’adulto non giudica: accoglie.
E il gioco, così, diventa cura, prevenzione, educazione

La psicomotricità relazionale è una pratica educativa e preventiva che sostiene lo sviluppo armonico del bambino. Il gioco spontaneo e la qualità della relazione sono due dei suoi aspetti più caratteristici.

Per ogni bambino che ha bisogno di un luogo dove sentirsi visto e libero di essere sé stesso.

19/11/2025

🟢 LA RELAZIONE: LA VERA BASE DELLO SVILUPPO DEL BAMBINO.
Ogni bambino cresce dentro una relazione.
Non è solo il cibo, il gioco o gli stimoli a farlo sviluppare, ma soprattutto lo sguardo, la presenza e l’ascolto dell’adulto che gli sta accanto.
È attraverso il contatto, le parole dolci, la pazienza e la continuità che il bambino scopre di essere al sicuro nel mondo.

Nella relazione impara a riconoscere le emozioni, a dare un nome a ciò che sente, a fidarsi degli altri e di sé.
È lì che nascono il linguaggio, la curiosità, il desiderio di esplorare.
È lì che prende forma la sua identità: “Se qualcuno crede in me, allora posso farcela”.

Ogni gesto di cura diventa un mattone nella costruzione del suo futuro.
Ogni presenza autentica diventa forza.
Ogni relazione buona diventa casa.

Perché lo sviluppo non è un percorso solitario: è un cammino fatto insieme.

SP

“È grande! ("insomma..." dico io). Ma questo è tuo.E non devi più portare le borse pesanti. E hai sistemato tutto qui! ”...
12/11/2025

“È grande! ("insomma..." dico io). Ma questo è tuo.
E non devi più portare le borse pesanti. E hai sistemato tutto qui! ”

Così mi ha detto un bambino entrando nel nuovo spazio di psicomotricità.

Le sue parole mi hanno fatto sorridere e commuovere insieme.

Forse perché in quelle borse c’erano non solo stoffe, corde e palle…
ma anche un po’ della mia storia, dei miei viaggi tra un luogo e l’altro.

In quella frase c’è tutto: la percezione di stabilità, di cura, di leggerezza.
Per i bambini, gli spazi non sono solo luoghi: sono corpi che accolgono, rassicurano e raccontano qualcosa di noi.

Questo nuovo spazio è nato proprio per questo: per offrire un luogo in cui il corpo possa esprimersi, il gioco fiorire e le emozioni trovare casa.

Ora tutto ha trovato posto.
E anche per me, come per i bambini, avere uno spazio “mio” significa poter respirare, giocare, accogliere meglio.

🦋 La leggerezza si costruisce, un passo (e una borsa) alla volta.

̀relazionale

🌸 Da qui ripartoNon è perfetto.Ma è mio.L’ho sistemato, imbiancato, aggiustato, e ora finalmente lo sento vivo.Un piccol...
07/11/2025

🌸 Da qui riparto

Non è perfetto.
Ma è mio.

L’ho sistemato, imbiancato, aggiustato, e ora finalmente lo sento vivo.
Un piccolo spazio che ho scelto di curare,
salvato da una vendita,
ripensato come luogo di incontro e ascolto.

Questa volta ho deciso di partire da ciò che c’è,
senza aspettare che tutto sia a posto.

E da qui, accoglierò chi vorrà arrivare. 🌿

̀relazionale


Il gioco come linguaggio, il movimento come scoperta 🌈Riparte il percorso di Psicomotricità Relazionaleper bambini e bam...
29/10/2025

Il gioco come linguaggio, il movimento come scoperta 🌈

Riparte il percorso di Psicomotricità Relazionale
per bambini e bambine dai 6 agli 8 anni.

📅 Giovedì 16.45–17.45 |
📍 Limite sull’Arno
Piccolo gruppo (4–5 bambini/e)

Info e colloqui:
Silvia Bonucci – Psicomotricista relazionale
📞 328 9548461

14/10/2025

⚠️ ATTENZIONE!
DIFFIDATE DELLE IMITAZIONI !

Oggi la parola psicomotricità è ovunque.
La troviamo nei volantini, nelle scuole, nei centri educativi, nelle palestre…
È diventata una parola che attira, che “fa bene”, che suona familiare.
Ma non tutto ciò che usa questo nome è vera psicomotricità.

Fare psicomotricità non significa semplicemente far giocare i bambini o proporre percorsi di movimento.
È molto di più: è un percorso serio, fondato su anni di studio, formazione specifica e profonda conoscenza corporea.
Lo psicomotricista sa leggere nel movimento ciò che il bambino esprime con il corpo: emozioni, paure, desideri, relazioni.
Ogni gesto racconta qualcosa, e chi è formato sa accoglierlo con rispetto, sensibilità e competenza.

Essere psicomotricista non significa “far muovere” i bambini, ma accompagnarli nella scoperta di sé attraverso il corpo e il gioco.
È un lavoro che unisce conoscenze psicologiche, pedagogiche e corporee, dove il movimento diventa linguaggio e la relazione diventa spazio di crescita.

Dietro ogni incontro c’è un’attenta osservazione, un lavoro silenzioso fatto di ascolto, teoria e presenza autentica.
Un vero psicomotricista si forma per anni, lavora su di sé, approfondisce il senso del corpo come strumento di comunicazione e di relazione.
Perché la psicomotricità non si “fa”: si vive.

Sempre più spesso, oggi, si trovano proposte che utilizzano parole come psicomotricità, laboratorio psicomotorio, gioco corporeo educativo o simili.
Termini che “suonano bene”, ma che non sempre corrispondono a una formazione autentica o a una competenza professionale riconosciuta.

Molti, anche in buona fede, si improvvisano.
Propongono attività che di psicomotorio hanno solo il nome, riducendo un’esperienza profonda a una semplice sequenza di giochi o esercizi.
Ma la psicomotricità non è ginnastica, non è animazione, non è un “fare tanto”.
È un modo di essere accanto ai bambini, di ascoltare ciò che esprimono con il corpo, di rispettare i loro tempi e la loro unicità.

L’infanzia non è un mercato.
Un nome noto non fa un professionista.
Un corso breve non sostituisce anni di formazione.
E un termine conosciuto non garantisce la qualità di ciò che viene proposto.

Cari genitori, insegnanti, educatori: informatevi, chiedete, approfondite.
Chiedete chi conduce l’attività, quale percorso formativo ha svolto, quali sono gli obiettivi del lavoro.
Scegliere con consapevolezza significa proteggere i bambini e il valore autentico del loro crescere.

💛 Diffidate delle imitazioni. Lavoriamo insieme per custodire l’infanzia, rispettarla e offrirle esperienze vere, profonde e ricche di senso.

"La psicomotricità relazionale non è meno di una terapia psicologica. È semplicemente un’altra strada — la strada dei ba...
02/10/2025

"La psicomotricità relazionale non è meno di una terapia psicologica. È semplicemente un’altra strada — la strada dei bambini."

🟢"SERVE QUALCOSA DI PIÙ SERIO…”
⠀Questa è stata la reazione spontanea di una mamma quando le ho parlato della psicomotricità relazionale. Mi chiedeva aiuto per il suo bambino, che faticava a gestire le emozioni, era spesso agitato, a volte aggressivo, altre volte chiuso in se stesso.

Quando ha sentito che il percorso si basava su gioco spontaneo, movimento libero, relazione non direttiva, ha avuto un momento di esitazione.

“No, lo porto dalla psicologa, eh… serve qualcosa di più serio.”

E qui mi sono fermata a riflettere.

Spesso, senza accorgercene, tendiamo a guardare il mondo dei bambini con occhi da adulti. E così pensiamo che anche loro, per “stare bene”, abbiano bisogno delle stesse cose che servono a noi: ragionamenti logici, colloqui, spiegazioni razionali, strumenti “mentali”.

In realtà, i bambini non sono piccoli adulti. Hanno bisogni profondamente diversi.

👉 Hanno bisogno di muoversi, di sperimentare, di toccare, di essere toccati affettivamente.
👉 Hanno bisogno di giocare per comprendere, per elaborare, per comunicare.
👉 Hanno bisogno di sentirsi accolti senza pressioni, liberi di esprimere ciò che hanno dentro, anche quando questo “dentro” è un groviglio di emozioni che non sanno nominare.

La psicomotricità relazionale è proprio questo spazio privilegiato.
Un tempo protetto in cui il bambino può raccontarsi attraverso il corpo e il gioco. Un luogo dove ogni gesto, ogni movimento, ogni emozione trova senso.

Non si tratta di “farli giocare”, ma di dare valore al gioco come forma di cura e crescita.

Nel gioco, il bambino rappresenta sé stesso. Porta fuori ciò che ha dentro, lo mette in scena, lo trasforma e lo fa accompagnato dallo sguardo presente e accogliente dell* psicomotricista, che non guida né corregge, ma ascolta, accoglie e rispecchia.

👉 Un bambino che gioca in modo libero e sereno è un bambino che si sente al sicuro.
👉 Un bambino che si muove con piacere nel proprio corpo è un bambino che abita il mondo con fiducia.

E questo, sì, è qualcosa di profondamente serio.

Spesso quello che serve non è “di più”, ma è “meglio”.
Più adatto, più rispettoso del mondo interiore del bambino.

La psicomotricità relazionale non è meno di una terapia psicologica. È semplicemente un’altra strada — la strada dei bambini.

Indirizzo

Capraia E Limite
50050

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

3289548461

Sito Web

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