Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale

Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale, Capraia e Limite.

03/04/2026

🟢 ORDINE E DISORDINE
Nella sala di psicomotricità, ordine e disordine non sono opposti da correggere, ma linguaggi da comprendere.

A uno sguardo superficiale, il disordine può apparire come mancanza di regole, confusione o dispersione. In realtà, soprattutto nel contesto psicomotorio, rappresenta spesso un’espressione autentica del mondo interno del bambino: un modo per esplorare, sperimentare, mettere alla prova il proprio corpo e lo spazio. Il disordine racconta il bisogno di libertà, di movimento, di scoperta. È il segno di un processo in atto.

L’ordine, d’altra parte, non è semplicemente il risultato di un riassetto esterno, ma una conquista interna. È ciò che emerge quando il bambino inizia a dare senso alle proprie esperienze, a organizzare il gesto, a strutturare il pensiero e la relazione con l’ambiente. L’ordine nasce dall’integrazione, non dall’imposizione.

Il ruolo dell’adulto, nella sala di psicomotricità, è proprio quello di stare in equilibrio tra questi due poli: accogliere il disordine senza giudizio, riconoscendone il valore evolutivo, e allo stesso tempo offrire contenimento, cornici chiare e riferimenti stabili. Non si tratta di “mettere in ordine” il bambino, ma di creare le condizioni affinché possa trovare il proprio ordine.

Ogni oggetto spostato, ogni costruzione abbattuta, ogni spazio trasformato ha un significato. Dietro il caos apparente, c’è un’intenzione, un bisogno, una narrazione corporea che chiede di essere ascoltata. È in questo spazio, tra libertà e struttura, che il bambino costruisce sicurezza, identità e competenze.

L’ordine e il disordine, quindi, non sono da correggere o da evitare, ma da integrare. Sono parte di un processo dinamico, vivo, necessario. E nella relazione attenta e rispettosa con l’adulto, diventano strumenti preziosi di crescita.

S.P

01/04/2026

Gli adolescenti non hanno bisogno di cattedre.
Quelle, semmai, servono agli adulti per sentirsi più alti.

Hanno bisogno di sguardi che si abbassano,
di silenzi che non giudicano,
di orecchie che restano anche quando quello che sentono fa paura.

Non cercano risposte perfette,
ma presenze vere.

Perché si cresce davvero
solo dove qualcuno
non ha fretta di spiegarti,
ma il coraggio di ascoltarti.

Grazie di nuovo ad ANUPI Educazione  per l'opportunità! Ci vediamo a Bologna il 9 aprile!
31/03/2026

Grazie di nuovo ad ANUPI Educazione per l'opportunità! Ci vediamo a Bologna il 9 aprile!

ANUPI Educazione partecipa al 6° Convegno ERICKSON FRAGILI adolescenti tra nuove sfide e costruzione di futuro" a Bologna con il workshop IL CORPO "NUOVO" E IL GRUPPO: GIOCHI DI PSICOMOTRICITÀ CON ADOLESCENTI" condotto da Silvia BONUCCI e Renzo SANAVIA
https://eventi.erickson.it/convegno-supereroi-fragili-2026/Home

31/03/2026

🔵“È PROPRIO UN BRAVO BAMBINO!”
Una frase che suona come una carezza.
Ma siamo sicuri di sapere davvero cosa c’è dentro?

Il “bravo bambino” è quello che sa stare al mondo senza creare troppi attriti. Ha sviluppato empatia, legge l’ambiente, si adatta. Sa quando è il momento di parlare e quando è meglio tacere. È spesso responsabile, affidabile, capace di prendersi cura degli altri anche molto presto.
Queste sono competenze preziose, che nella vita diventeranno risorse importanti: relazioni sane, senso del dovere, capacità di cooperare.

Ma ogni qualità, quando diventa una strategia per essere accettati, può trasformarsi in un peso.

Perché dietro quel “bravo” a volte si nasconde un bambino che ha capito, magari senza che nessuno glielo abbia mai detto esplicitamente, che essere amato passa attraverso il comportamento.

“Se sono tranquillo, vengo apprezzato.”
“Se non faccio arrabbiare, vengo visto.”
“Se non creo problemi, valgo di più.”

E così impara a controllarsi, più che a conoscersi.
A compiacere, più che a scegliere.
A intuire i bisogni degli altri, ma a fare fatica a riconoscere i propri.

Questi bambini spesso diventano adulti molto “funzionanti”:
quelli su cui si può sempre contare, quelli che non deludono mai, quelli che tengono tutto insieme.
Ma dentro, non di rado, portano:
– difficoltà a dire no
– paura del conflitto
– senso di colpa quando si mettono al primo posto
– ansia da prestazione emotiva (“devo essere all’altezza”)
– fatica a capire cosa desiderano davvero

Il punto non è smettere di valorizzare la gentilezza, il rispetto, la collaborazione.
Il punto è fare spazio anche a tutto il resto.

Un bambino ha bisogno di sentire che può essere:
arrabbiato senza perdere amore,
triste senza essere “aggiustato”,
oppositivo senza essere etichettato,
imperfetto senza sentirsi sbagliato.

Ha bisogno di sperimentare che la relazione regge anche quando non è “bravo”.

Pensiamoci!

S.P

𝑰𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒅’𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒐Percorso esperienziale di esplorazione di sé e della relazione attraverso il linguaggio de...
31/03/2026

𝑰𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒅’𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒐

Percorso esperienziale di esplorazione di sé e della relazione attraverso il linguaggio del corpo, per adulti

🌿 Si parte domani, 1 aprile

Primo incontro: Radicarsi - Un tempo per ascoltarsi, rallentare, ritrovare il proprio spazio

✨ Primo incontro gratuito

📍 Lakshmi Yoga Studio Piazza Vittorio Veneto 15a - Limite sull'arno

🕒 20.30 - 21.45

Info e iscrizioni:
silviabonucci14@gmail.com
3289548461

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢? “ Concretamente cosa si fa?”Non è ginnastica. Non è danza. Non è una lezione da seguire.Non bisogna “sa...
29/03/2026

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢?
“ Concretamente cosa si fa?”

Non è ginnastica. Non è danza.
Non è una lezione da seguire.
Non bisogna “saper fare”.

È uno spazio in cui, attraverso il corpo e il movimento,
si può:
💠 esplorare in modo semplice

💠 ascoltare le proprie sensazioni

💠 Entrare in relazione (se e come si desidera)

💠 prendersi un tempo per sé

Useremo materiali molto semplici, destrutturati
(teli, p***e, corde…)
per facilitare il movimento e l’espressione.
Ognuna/o può partecipare secondo il proprio ritmo.

✨ Il primo incontro è aperto e gratuito (1 aprile)

Se ti incuriosisce ma hai qualche dubbio,
scrivimi!

26/03/2026

TeRp, Psicomotricista,Ried. del gesto grafico.Formatrice e Docente UniTo
DIRfloortime 201 🌱

Nel lavoro psicomotorio non diamo solo proposte.Diamo permessi.Permessi che spesso non sono mai stati nominati,ma che il...
26/03/2026

Nel lavoro psicomotorio non diamo solo proposte.
Diamo permessi.

Permessi che spesso non sono mai stati nominati,
ma che il corpo stava aspettando.

Permesso di fermarsi.

Permesso di non riuscire.

Permesso di provare senza dover fare bene.

Permesso di occupare spazio.

Permesso di essere visti… oppure no.

A volte sono piccoli spostamenti.
Quasi invisibili.
Un/una bambinə che smette di correre e si sdraia.
Un adulto che ride senza coprirsi.
Qualcuno che dice “no” senza spiegarsi.
Non insegniamo movimenti “giusti”.

Creiamo uno spazio in cui il corpo può trovare i suoi.

E da lì, qualcosa cambia.

24/03/2026
18/03/2026

💢NEL TEMPO DELLE DIAGNOSI, RIDIAMO VALORE ALL ’EDUCAZIONE E ALLA PREVENZIONE.

Viviamo in un’epoca in cui il bisogno di dare un nome alle difficoltà sembra spesso precedere il tempo necessario per comprenderle, ma ogni bambino è un processo, non un’etichetta. È una storia in divenire, fatta di tentativi, conquiste, regressioni e nuove aperture.

L’educazione, quando è autentica, è già protezione.
Protegge perché accoglie senza giudicare, perché osserva senza ridurre, perché sostiene senza forzare. È uno spazio in cui il bambino può esistere nella sua interezza, senza essere frammentato in competenze da misurare o comportamenti da correggere.

La prevenzione, allora, non è controllo anticipato né ricerca ossessiva di segnali di “devianza”, ma è presenza. È qualità dello sguardo. È capacità di stare accanto ai processi evolutivi con fiducia, offrendo contesti ricchi, relazioni sicure e tempi rispettati.

In questo senso, la psicomotricità relazionale si configura come uno spazio prezioso e necessario.
Uno spazio in cui il bambino viene visto nella sua globalità: corpo, emozioni, immaginazione e relazione si intrecciano in un’esperienza viva. Qui lo sguardo dell’adulto è focalizzato, attento, competente — ma mai ingabbiato. Non cerca di incasellare, ma di comprendere. Non anticipa, ma accompagna.

È uno sguardo evolutivo, che sa riconoscere le potenzialità dentro ogni manifestazione, anche quelle più complesse o disorganizzate. Perché dietro ogni comportamento c’è sempre un tentativo di adattamento, un bisogno che chiede di essere visto, una storia che merita ascolto.

Ai genitori e agli educatori spetta una responsabilità profonda e delicata: custodire la fiducia nello sviluppo.
Significa resistere alla tentazione di semplificare, di correre subito verso una definizione, e scegliere invece di abitare la complessità con pazienza e sensibilità.

Promuovere la cura educativa vuol dire costruire contesti in cui i bambini possano sentirsi sufficientemente sicuri da esplorare, abbastanza riconosciuti da esprimersi, e davvero visti per quello che sono — non per ciò che temiamo o ci aspettiamo diventino.

Perché educare è già prevenire.
E prevenire, quando è radicato nella relazione, è una delle forme più profonde di cura.

S.P

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨?Siamo abituati a pensare, analizzare, capire.Molto meno ad ascoltare il corpo.Eppure il co...
18/03/2026

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨?

Siamo abituati a pensare, analizzare, capire.
Molto meno ad ascoltare il corpo.

Eppure il corpo parla continuamente: nelle tensioni, nella stanchezza, nel respiro corto, in quella sensazione difficile da spiegare… ma molto chiara.

A volte sappiamo “cosa ci succede”, ma non riusciamo a sentirlo davvero.
E allora le cose restano lì.

Il lavoro corporeo permette proprio questo:
🌿 rallentare
🌿 sentire
🌿 dare spazio a ciò che c’è
🌿 trasformare senza dover spiegare tutto

Non si tratta di “fare bene” o “fare giusto”, ma di fare esperienza.
Di stare nel corpo, nel movimento, nella relazione.

È uno spazio diverso da quelli a cui siamo abituati.
E proprio per questo può aprire qualcosa.

Nelle prossime settimane partirà un breve percorso in piccolo gruppo
per chi sente il bisogno di questo tipo di lavoro

Vi aspettiamo!
11/03/2026

Vi aspettiamo!

(martedì 17 e non mercoledì 18 come precedentemente indicato)

Indirizzo

Capraia E Limite
50050

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

3289548461

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram