25/11/2022
25 Novembre: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne!
Oggi il pensiero va a chi subisce violenza fisica, a chi è riuscito ad uscirne e a chi, purtroppo, non ce l'ha fatta. Ma la violenza ha mille modi per manifestarsi e il più delle volte, non viene riconosciuta.
Sono una donna e spesso mi sono dovuta scontrare e ho dovuto combattere per avere semplicemente ciò che mi spettava. Continuo a farlo e continuerò a farlo sempre e ad incoraggiare altre donne a fare lo stesso, ma credo che questa giornata meriti una riflessione speciale.
Non voglio parlare di violenza fisica ma voglio rivolgermi a tutte le donne che quotidianamente subiscono atti di violenza e pensano che sia normale.
La donna, da sempre, viene etichettata con l'appellativo di "sesso debole", meno forte, meno muscolosa, degna di accettare silenziosamente e rispettosamente quell'abito di moglie e madre che la sarta società le ha cucito addosso.
Oggi, una donna deve essere lavoratrice, madre, figlia, moglie, amante; deve cucinare, lavare, stirare, fare la spesa... però deve anche essere sempre perfetta, curata, elegante e soprattutto "magra".
Eh no! Tutto questo non è perfezione e non è normale! Così come non è normale che una donna che cucina, fa la spesa e si preoccupa che in casa non manchi nulla, non sia libera di seguire una dieta e spesso debba abbandonarla perché non ha appoggio da parte del resto della famiglia, perché diventa troppo stressante cucinare sempre pietanze diverse, perché non esiste che il resto della famiglia mangi pasti che sono inclusi nella dieta della donna. La donna deve cucinare solo le pietanze che piacciono di più.
Ma a lei poi chi ci pensa? Nessuno!! E allora molla tutto perché è più facile e perché è giusto accontentare gli altri; tanto si sa, la donna deve sacrificarsi per la famiglia..
Così comincia a fare di testa sua; mangia di meno o non mangia affatto e va spesso incontro a ricorrenti episodi di abbuffate (con sensazione di perdita del controllo), a cui fanno seguito sensi di colpa, disgusto e disagio verso se stessi e il proprio comportamento.
Tutto questo interferisce con la vita e il benessere della donna, che soffre, il più delle volte, nasconde il problema, si isola, si colpevolizza, si rassegna; perde la sua autostima e aumenta l'insoddisfazione nei confronti della vita e verso se stessa. Così, la donna comincia a vivere, inconsapevolmente, una vita che non è sua. Comincia a vivere per gli altri perché deve farlo, perché "è così che funziona", perché è questo che deve fare una donna.
Una donna che vive la propria vita inconsapevolmente è solo madre, moglie, lavoratrice... non è se stessa...non riesce a fare tutto, non riesce a controllare e vivere le proprie emozioni, non è in grado di fronteggiare le difficoltà, di migliorare la propria condizione all'interno della società.
Una donna inconsapevole è una donna che viene considerata inferiore e permette intimidazioni e minacce che non riesce a fronteggiare, subisce passivamente...
Una donna inconsapevole non cresce come persona e pensa di essere una fallita.
E bene si: ANCHE LA PRETESA È UNA FORMA DI VIOLENZA!
Donne: siate Consapevoli!!
Perché una DONNA CONSAPEVOLE non è una semplice comparsa nella propria vita ed in quella degli altri, ma vive la sua vita da Attrice protagonista; è lei ad avere la parte principale e soprattutto è un
ESSERE DONNA!
Dott.ssa Rita Armeli Moccia
Biologa Nutrizionista
3207283329