23/01/2026
Obblighi della scuola e limiti del ruolo docente in presenza di sospetto Bisogno Educativo Speciale
Oggetto: Ruolo della scuola e degli insegnanti nei casi di alunni con sospetti bisogni educativi speciali (BES) – obblighi normativi e limiti professionali
La presente comunicazione intende richiamare in modo chiaro e formale i doveri della scuola e i limiti del ruolo dell’insegnante in presenza di difficoltà di apprendimento, comportamento o sviluppo osservate in un alunno.
1. Dovere di osservazione pedagogica
L’insegnante ha il dovere professionale di:
Osservare in modo sistematico l’alunno nel contesto scolastico
Documentare difficoltà persistenti con modalità oggettive e verificabili
Condividere tali osservazioni all’interno del team docente / consiglio di classe
Tale attività rientra nella normale funzione educativa e didattica.
2. Dovere di comunicazione corretta con la famiglia
La scuola ha il dovere di informare la famiglia qualora emergano difficoltà significative, utilizzando:
Linguaggio neutro e descrittivo
Riferimenti a comportamenti osservabili
Comunicazione rispettosa e non giudicante
È corretto suggerire alla famiglia di confrontarsi con il pediatra o con specialisti sanitari, qualora le difficoltà appaiano persistenti.
3. Limiti del ruolo docente (divieti professionali)
L’insegnante non è titolato a formulare valutazioni cliniche.
È pertanto formalmente vietato:
Formulare diagnosi (es. ADHD, autismo, DSA, disturbo oppositivo ecc.)
Usare terminologia clinica nelle comunicazioni con le famiglie
Richiedere direttamente certificazioni sanitarie
Fare pressioni affinché la famiglia ottenga una diagnosi
Dichiarare che un alunno “necessita del sostegno”
Etichettare pubblicamente l’alunno davanti alla classe o ad altri genitori
Tali comportamenti configurano violazione dei limiti professionali, possibile fonte di responsabilità disciplinare e, nei casi più gravi, anche giuridica.
4. Competenza esclusiva della diagnosi
La valutazione clinica e diagnostica spetta esclusivamente a:
Pediatra di libera scelta
Neuropsichiatra infantile
Psicologo clinico (nei limiti delle competenze professionali)
Servizi sanitari pubblici competenti
La scuola non può sostituirsi al sistema sanitario.
5. Obbligo di didattica inclusiva
Anche in assenza di diagnosi, la scuola è comunque tenuta a:
Adottare strategie educative flessibili
Personalizzare la didattica
Favorire l’inclusione dell’alunno
Evitare pratiche discriminatorie o stigmatizzanti
L’inclusione è un obbligo istituzionale, non subordinato alla presenza di certificazione.
6. Tutela del minore
Ogni azione della scuola deve essere orientata al:
Benessere psicologico del bambino
Rispetto della dignità personale
Prevenzione dell’etichettamento precoce
Collaborazione leale con la famiglia
Formula conclusiva istituzionale
La corretta collaborazione tra scuola, famiglia e sanità si fonda sul rispetto dei ruoli:
la scuola osserva e accompagna, la sanità valuta e diagnostica, la famiglia decide.
Ogni invasione di campo rappresenta un rischio per il minore e una violazione professionale.