13/04/2026
FEBBRE ALTA, GOLA INFIAMMATA, OCCHI ARROSSATI, TOSSE: IN QUESTE SETTIMANE STIAMO VEDENDO MOLTISSIMI BAMBINI CON QUADRI COMPATIBILI CON ADENOVIRUS O ALTRE VIROSI.
E TROPPO SPESSO, ANCORA PRIMA DELLA VALUTAZIONE CORRETTA, È GIÀ STATO INIZIATO UN ANTIBIOTICO.
È necessario dirlo con chiarezza e senza ambiguità:
l’adenovirus è un virus.
E contro un virus, l’antibiotico non serve. Gli antibiotici non curano le infezioni virali e il loro uso inutile aumenta il rischio di effetti indesiderati e di antibiotico-resistenza.
L’adenovirus, soprattutto nei bambini, può dare febbre anche alta per parecchi giorni, anche 10 , spesso accompagnata da raffreddore, mal di gola, tosse, congiuntivite e talvolta disturbi gastrointestinali. La febbre può durare più giorni e questo, da solo, non significa affatto infezione batterica.
Proprio per questo il tampone rapido, quando disponibile e ben interpretato, può essere molto utile:
può orientare rapidamente verso una causa virale, aiutare a capire che tipo di infezione è verosimilmente in corso e soprattutto tranquillizzare sul fatto che non ci si trovi automaticamente davanti a un’infezione batterica da trattare con antibiotico.
Naturalmente il tampone non sostituisce la clinica.
Serve a orientare, a rafforzare il sospetto di una virosi e a evitare, quando il quadro è coerente, l’errore più comune: usare un antibiotico “per sicurezza” dove sicurezza non c’è, ma solo prescrizione inutile.
In questi casi, nella maggior parte dei bambini, ciò che serve davvero è: valutazione pediatrica, osservazione clinica, idratazione, controllo dei sintomi e rivalutazione se il quadro cambia.
Perché la buona medicina non è quella che prescrive di più.
È quella che riconosce un virus, evita terapie inutili e protegge il bambino da cure sbagliate.
Un antibiotico dato a un bambino con adenovirus non è una precauzione.
È un errore.
Curare bene non significa dare di più.
Significa dare solo ciò che serve.