Antica Farmacia Quisisana Capri

Antica Farmacia Quisisana Capri La Farmacia Quisisana, con sede a Capri in Via Le Botteghe 12, si prende cura della salute dei capresi e degli ospiti dell'isola.

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09/04/2026

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Che cos'è la CRURALGIA, quali sono i sintomi e i trattamenti più efficaci a disposizioneAccanto alla più nota e diffusa ...
09/04/2026

Che cos'è la CRURALGIA, quali sono i sintomi e i trattamenti più efficaci a disposizione
Accanto alla più nota e diffusa sciatalgia c’è la cruralgia, un’infiammazione di origine nervosa
che provoca dolore lungo la parte anteriore della coscia. Come distinguerla da altre
sintomatologie come coxalgia, meralgia e mialgia
Accanto alla più nota e diffusa sciatalgia, c’è la cruralgia, una sintomatologia dolorosa di origine nervosa della parte anteriore
della coscia, non sempre ben inquadrata.
CHE COS'È
«La cruralgia, detta anche nevralgia femorale o sciatica anteriore, è dovuta alla compressione e infiammazione del nervo femorale o
crurale, un nervo misto con funzione sensitiva e motoria —spiega Marco Minetto, ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università di Torino presso l’Ospedale Molinette —.
La compressione in genere avviene a livello delle radici lombari del nervo, spesso per ernie del disco, stenosi lombare (ovvero restringimento del canale vertebrale), o instabilità vertebrali che comportano lo
scivolamento di una vertebra sull’altra. Meno di frequente, la cruralgia può essere associata a cause più periferiche: traumi del bacino o della coscia a causa incidenti o cadute, esiti di interventi chirurgici addominali, ginecologici od ortopedici per via di possibili aderenze cicatriziali ed ematomi.
Più raramente il nervo può essere compresso da masse addominali, benigne o maligne, o rientrare in un quadro di neuropatia diabetica. In quest’ultimo caso è più probabile che la cruralgia sia bilaterale».
COME SI MANIFESTA? «Il sintomo principale è il dolore nella parte anteriore e interna della coscia, che può arrivare fino al ginocchio, a cui si possono associare formicolio e intorpidimento. Quando è coinvolta la componente motoria, può comparire debolezza del quadricipite, con possibile sensazione di
“cedimento” del ginocchio, aumentando il rischio di caduta, soprattutto nelle persone anziane».
COME SI CURA LA CRURALGIA?
«Nelle forme acute e reversibili, legate soprattutto a ernie o protrusioni discali, sono indicati riposo e antinfiammatori. Se il dolore tende a cronicizzare, si ricorre a farmaci per il dolore neuropatico. In caso di compressione prossimale del nervo femorale, possono inoltre dare rapido sollievo le infiltrazioni
con ossigeno-ozono, eseguite a livello paravertebrale o periradicolare.
La fisioterapia e la terapia manuale sono raccomandate solo passata la fase acuta, per decontrarre e rinforzare la muscolatura».
COME DISTINGUERLA DA COXALGIA, MERALGIA E MIALGIA
La cruralgia è spesso confusa con la coxalgia, cioè il dolore dell’articolazione dell’anca che può avere cause diverse. In genere nell’anziano è legata all’artrosi dell’anca; nel giovane può dipendere da un conflitto femoro-acetabolare legato a deformità ossee e talora da una borsite dell’ileo-psoas. In questi casi il dolore non è neuropatico e la radiografia o la risonanza magnetica dell’anca chiariscono la
diagnosi. «Una condizione rara ma caratteristica è la meralgia parestesica, dovuta alla compressione del nervo cutaneo laterale della coscia: il dolore è davanti e sul lato esterno della coscia, associato a
formicolio e bruciore — spiega Minetto —. Può comparire in chi indossa indumenti stretti, ma anche in seguito a traumi o essere associata all’obesità. Infine vanno considerate le mialgie di coscia, in cui il dolore ha origine muscolare e talora vascolare, come nel caso di insufficienza arteriosa degli arti inferiori». (Salute, Corriere)

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07/04/2026

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02/04/2026

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ACIDO FOLICO IN GRAVIDANZA: QUANDO INIZIARE A PRENDERLO?La vitamina B9, comunemente nota come acido folico, riveste un r...
02/04/2026

ACIDO FOLICO IN GRAVIDANZA:
QUANDO INIZIARE A PRENDERLO?
La vitamina B9, comunemente nota come acido folico, riveste un ruolo cruciale per le donne in età fertile, poiché favorisce e protegge lo sviluppo dell’embrione, contribuisce alla sintesi delle proteine e del DNA, e partecipa alla formazione dell’emoglobina.
Poiché l’acido folico non può essere immagazzinato nell’organismo e deve
essere assunto tramite l’alimentazione, è di vitale importanza che, al momento del concepimento, l’embrione abbia a disposizione la quantità necessaria di acido folico per il suo sviluppo. È infatti durante le prime 6
settimane di vita embrionale che quest’ultimo utilizza l’acido folico presente nell’ambiente materno per lo sviluppo del suo sistema nervoso, anche quando la donna potrebbe non essere ancora consapevole della
gravidanza. Di conseguenza, una carenza di acido folico in questo periodo cruciale potrebbe compromettere lo sviluppo corretto del sistema nervoso del feto. Quando iniziare ad assumerlo?
QUANDO PRENDERE L’ACIDO FOLICO
Per prevenire difetti del sistema nervoso associati alla carenza di vitamina B9 (acido folico), come la spina bifida, l’anencefalia, cardiopatie congenite e difetti del labbro e del palato, le donne in età fertile dovrebbero
iniziare a prendere 0,4 mg di acido folico al giorno tre mesi prima del concepimento e durante il primo trimestre di gravidanza, raddoppiando così il normale fabbisogno giornaliero di circa 0,2 mg.
Durante la gravidanza, la dose raccomandata è raddoppiata, poiché il feto utilizza le riserve di acido folico della madre. Studi hanno dimostrato che questo può ridurre fino al 40% la probabilità di difetti del tubo neurale come la spina bifida e l’anencefalia. È essenziale anche considerare la possibilità di una riduzione
dell’assorbimento di acido folico nel periodo preconcezionale, aumentando quindi ulteriormente il fabbisogno. Le carenze di acido folico possono essere causate da farmaci come barbiturici ed estrogeni-
progestinici, eccessivo consumo di alcol, diabete insulino-dipendente, celiachia e malassorbimento intestinale.
IN QUALI ALIMENTI SI TROVA L’ACIDO FOLICO
L’acido folico, una vitamina del gruppo B, è presente in diversi alimenti, tra cui:
• Verdure a foglia verde come lattuga, broccoli, spinaci e asparagi; Fegato; Latte;
Alcuni cereali; Legumi; Frutti come arance, kiwi e limoni; Noci, nocciole e pistacchi. (Salute, Humanitas)

📆Dal primo aprile è possibile rinnovare la propria esenzione per reddito che consente di pagare meno, o non pagare del t...
01/04/2026

📆Dal primo aprile è possibile rinnovare la propria esenzione per reddito che consente di pagare meno, o non pagare del tutto, il ticket per le prestazioni sanitarie (visite specialistiche ed esami) e/o per i farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

❓Come rinnovare l’esenzione
Il rinnovo può essere effettuato:
🌐Online, tramite l'APP SINFONIA
👥Agli sportelli dell’ASL di competenza
📝Con il supporto di CAF e patronati

❓Chi deve rinnovare?
Tutti i cittadini che posseggono i requisiti di reddito previsti. Per chi abbia fatto la dichiarazione dei redditi, oppure pensionati monoreddito, il diritto all'esenzione per reddito è rinnovato automaticamente.

❓Cosa serve?
Carta d'identità e tessera sanitaria propria e del proprio nucleo fiscale per compilare l'AUTOCERTIFICAZIONE del proprio diritto all'esenzione per reddito.



CITISINA per smettere di fumare: il farmaco naturale sarà gratis nei centri antifumoLa citisina, un farmaco derivato da ...
01/04/2026

CITISINA per smettere di fumare:
il farmaco naturale sarà gratis nei centri antifumo
La citisina, un farmaco derivato da una pianta, sarà rimborsato dal Servizio Sanitario
Nazionale anche per i fumatori senza patologie croniche.
Da oggi i fumatori "sani" intenzionati a intraprendere un percorso serio per smettere di fumare potranno contare su un aiuto in più: un
farmaco a base di citisina, un derivato da una pianta che combatte la dipendenza da nicotina, sarà ora prescrivibile gratuitamente nei
centri antifumo anche per chi non soffre di malattie croniche legate al consumo di tabacco.
Già lo scorso dicembre l'AIF aveva approvato la rimborsabilità di un nuovo farmaco industriale a base di CITISINA da parte del SSN. Ora, con la pubblicazione in GU il farmaco è disponibile per i fumatori italiani.
Che cos'è la citisina e come agisce
La citisina è un principio attivo che si estrae dal Cytisus laburnum o maggiociondolo, una pianta mediterranea della famiglia delle Leguminose che produce fiori a grappolo molto profumati di color giallo oro. È un alcaloide naturale, cioè una sostanza dotata di proprietà fisiologiche sugli organismi animali, che agisce sugli stessi recettori attivati dalla nicotina. In particolare, stimola parzialmente i recettori colinergici alfa4 beta2 sensibili alla nicotina:
• sono i recettori che mediano sia gli effetti gratificanti della nicotina sia i sintomi dell'astinenza.
Legandosi a questi recettori, la citisina riduce la gratificazione legata al fumo nei fumatori (perché la nicotina trova i recettori a cui di solito si lega già "occupati"), e allo stesso tempo aumenta in modo moderato i livelli di dopamina nel circuito della ricompensa nel cervello, alleviando i sintomi dell'astinenza da nicotina senza per questo provocare tolleranza o assuefazione a sua volta. Addio quindi
a irritabilità, inquietudine, insoddisfazione, ansia, insonnia. Il desiderio di fumare cala drasticamente a partire dal quinto giorno.
Citisina: come veniva usata finora, e che cosa cambierà?
La citisina si somministra per via orale per 25 giorni, con una riduzione progressiva del numero di dosi del farmaco. La sostanza è in uso già da 60 anni in Europa centrale e orientale come ausilio per smettere di
fumare. Ha una breve durata d'azione e viene eliminata quasi interamente dai reni attraverso l'urina. I suoi effetti collaterali più frequenti sono nausea e vomito.
In Italia la citisina è disponibile dal 2015, ma finora era prescritta dai centri antifumo solo come preparato galenico, cioè come medicinale preparato dai farmacisti nei laboratori farmaceutici, tarato sulle esigenze del paziente.
Inoltre, i medicinali a base di citisina erano rimborsati dal SSN solo per i pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva o con patologie cardiovascolari.
Ora invece diverrà disponibile, senza barriere economiche, come farmaco industriale (denominato Recigar e prodotto dalla casa farmaceutica polacca Adamed) anche per i pazienti che non hanno malattie ma che hanno sviluppato una dipendenza da nicotina.
Sarà però, per il momento, rimborsabile dal SSN solo quando prescritta da un medico di un centro antifumo, quindi all'interno di un programma che preveda oltre al farmaco un monitoraggio del paziente e trattamenti integrati come la psicoterapia o un counseling. Negli altri casi, il costo (circa 90 euro per 25 giorni di trattamento) sarà a carico del paziente.

FERTILITÀ, troppi cibi ultraprocessati riducono del 60% le probabilità di concepimentoNon è solo una questione di calori...
30/03/2026

FERTILITÀ, troppi cibi ultraprocessati riducono
del 60% le probabilità di concepimento
Non è solo una questione di calorie: gli alimenti ultraprocessati esporrebbero a sostanze come bisfenolo e ftalati, capaci di alterare l'equilibrio ormonale, stando a uno studio della McMaster University su oltre 2.500 donne
Il consumo regolare di cibi ultra-processati potrebbe compromettere la fertilità femminile.
È quanto emerge da una ricerca condotta dalla McMaster University, e pubblicata sulla rivista Nutrition and Health: un’elevata presenza di alimenti industriali nella dieta sarebbe associata a una riduzione del 60% delle probabilità di concepire, indipendentemente da fattori quali l’età, il peso corporeo o lo stile di
vita. La ricerca nasce per indagare il legame tra la qualità della dieta e la salute riproduttiva, un ambito finora poco esplorato da studi su ampia scala.
Gli autori hanno attinto ai dati di oltre 2.500 donne contenuti nel National Health and Nutrition Examination Survey, un database che include interviste cliniche, recall delle 24 ore (sondaggi che ricostruiscono i consumi alimentari della giornata) e test di laboratorio.
I ricercatori hanno confrontato i pattern alimentari di donne che riferivano una condizione di infertilità (definita come l'assenza di concepimento dopo un anno di tentativi) con quelli di donne fertili,
identificando un denominatore comune:
• gli alimenti ultra-processati, ovvero cibi industriali pronti al consumo ricchi di conservanti e sostanze chimiche, che contengono poco o nessun ingrediente intero.
Dall'analisi è emerso che le donne con problemi di fertilità presenti nel campione studiato consumavano una quota significativamente maggiore di cibi ultra-processati – circa il 31% del loro apporto giornaliero –e mostravano una scarsa aderenza alla dieta mediterranea.
Dati alla mano, il consumo elevato di alimenti industriali
• ridurrebbe del 60% le probabilità di risultare fertili.
Il legame tra alimenti processati e infertilità inoltre non sembra collegato unicamente al maggiore apporto calorico o all’obesità:
• mentre i benefici della dieta mediterranea tendono a svanire una volta normalizzato l'indice di massa corporea (guardando cioè all’effetto in modo indipendente dal peso), il danno causato dai ciibi industriali persiste, suggerendo la presenza di un'interferenza biochimica diretta.
“Per lo più sentiamo parlare dei rischi dei cibi ultra-processati in relazione alle calorie e all'obesità, tuttavia, i nostri risultati suggeriscono qualcosa di potenzialmente più complesso”.
“Sembra esserci in gioco un altro meccanismo che potrebbe riflettere percorsi indipendenti dal peso o dall'apporto calorico, inclusa un’esposizione a sostanze chimiche già ipotizzata in passato nella letteratura scientifica”. I cibi ultra-processati – contengono infatti spesso sostanze chimiche come ftalati, bisfenolo A (Bpa) e acrilammidi provenienti dai processi di trasformazione industriale e dal packaging. Composti noti per essere interferenti endocrini, che possono alterare le vie ormonali della riiproduzione.
I risultati indicherebbero quindi la necessità di stilare linee guida alimentari più dettagliate per le donne che cercano una gravidanza. Sebbene lo studio sia di natura trasversale e non possa stabilire quindi un nesso di causalità assoluto, secondo i suoi autori indicano che la riduzione dei cibi ultra-processati dovrebbe diventare da subito una priorità clinica nella medicina riproduttiva. (Salute, La Repubblica)

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26/03/2026

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24/03/2026

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Epatite A e Pesce Crudo: perché il limone non basta e cosa rischiamo davveroAllarme epatite A in Italia: oltre 130 casi ...
23/03/2026

Epatite A e Pesce Crudo:
perché il limone non basta e cosa rischiamo davvero
Allarme epatite A in Italia: oltre 130 casi legati al consumo di pesce crudo. Scopri i tempi di
incubazione, i sintomi e perché la sola cottura protegge dal virus.
L'attuale focolaio di Epatite A registrato in Campania, con oltre 130 contagi accertati tra Napoli e provincia, ha riacceso i riflettori
su un'insidia che molti consideravano un ricordo del passato.
L'allerta, legata principalmente al consumo di frutti di mare crudi, mette in luce la fragilità della nostra sicurezza alimentare quando
si ignorano le regole d'oro della prevenzione.
Ma cosa accade esattamente al nostro organismo e perché alcuni cibi sono più pericolosi di altri?
Non solo un'influenza: come riconoscere l'Epatite A e le differenze tra i virus
L'infettività dell'Epatite A è particolarmente subdola a causa dei suoi tempi di reazione.
Il virus HAV (Hepatitis A Virus) ha infatti un periodo di incubazione che varia dai 15 ai 50 giorni (OMS), durante il quale il soggetto è già contagioso pur essendo asintomatico.
Solo dopo settimane compaiono stanchezza, febbre, urine scure e il caratteristico colorito giallastro della pelle (ittero).
È fondamentale non confondere questa forma con le epatiti B, C o D.
Mentre queste ultime si trasmettono attraverso il sangue o i fluidi corporei e possono diventare croniche, l'Epatite A — insieme alla variante E — è tipicamente alimentare.
Si trasmette per via oro-fecale: il virus viene espulso con le feci e rientra nel ciclo alimentare attraverso acqua o cibo contaminati, causando un'infiammazione acuta del fegato che solitamente guarisce senza
esiti permanenti.
Molluschi "spugna": perché cozze e vongole crude sono veicoli di infezione
Il legame tra epatite e pesce crudo riguarda specificamente i molluschi bivalvi
come cozze, vongole e ostriche. Questi organismi si nutrono filtrando enormi quantità d'acqua; se l'ambiente marino è inquinato da scarichi fognari non depurati, il mollusco agisce come una "spugna" che concentra i virus nei propri tessuti. Mangiarli crudi significa ingerire una dose massiccia di agenti
patogeni. Contrariamente a quanto suggerisce la tradizione popolare, il succo di limone o l'aceto non hanno alcun potere disinfettante contro il virus. L'unica barriera efficace è il calore: per inattivare il virus è necessaria una cottura che raggiunga almeno gli 85°C per un tempo minimo di 5 minuti (Fonte: ISS).
La semplice apertura del guscio in padella non è garanzia di sicurezza.
Oltre il mare: i rischi nascosti tra frutti di bosco e "mani sporche"
L'Epatite A è spesso definita la "malattia delle mani sporche" perché la contaminazione può avvenire in molti modi oltre al consumo di pesce.
I frutti di bosco surgelati, ad es., sono stati spesso protagonisti di focolai internazionali a causa di acque irrigue contaminate. Lo stesso rischio riguarda le insalate e le verdure crude se non lavate accuratamente con acqua potabile. Esiste poi il fattore umano: un operatore del settore alimentare o un
familiare in fase di incubazione può trasmettere il virus manipolando stoviglie o cibi già cotti se non osserva un'igiene rigorosa delle mani. In questo scenario, la prevenzione si affida a comportamenti consapevoli, alla scelta di prodotti tracciati e, dove indicato dalle autorità sanitarie, alla vaccinazione, che
resta lo scudo più potente contro l'infezione. (Salute, Focus)

Facciamo nostre le indicazioni dell'ASL Napoli 1 Centro per ricordarvi quali siano i corretti modi di acquistare, conser...
20/03/2026

Facciamo nostre le indicazioni dell'ASL Napoli 1 Centro per ricordarvi quali siano i corretti modi di acquistare, conservare e consumare cibi per evitare di contrarre l'epatite A.

Importante anche l'igiene personale e della cucina, dove presumibilmente verranno a contatto gli alimenti acquistati.

Ovviamente, la Salute non ha "territorio" quindi Vi invitiamo a seguire queste indicazioni anche se non residenti a Napoli.


Indirizzo

Via Le Botteghe, 12
Capri
80073

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 13:00
16:00 - 20:00
Martedì 08:30 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 08:30 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 08:30 - 13:00
16:00 - 20:00
Sabato 08:30 - 13:00
16:00 - 20:00
Domenica 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

Telefono

+390818370185

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La Farmacia Quisisana ,unica sede, in Via Le Botteghe, 12 a Capri, si prende cura ,ormai da molti anni, sia dei capresi che dei visitatori dell'isola,con professionalità, competenza e gentilezza.