27/11/2024
Sembra si nuovi qualcosa sul terreno della promozione del benessere e della prevenzione delle situazioni di disagio.
A lungo si è ritenuto il sistema sociale odierno, di una complessità enorme e con una velocità di trasformazione mai come ora, capace di attivare meccanismi omeopatici tali da assorbire i disagi conseguenti.
La scuola in primis è chiamata a fungere da campanello d'allarme per effettuare screening della condizione dei giovani.
Le opportunità offerte dall'attuazione di progetti grazie ai finanziamenti a carico del PNRR, sta offrendo uno spaccato dettagliato delle difficoltà da parte degli adolescenti a orientarsi in questo mondo a prevalenza "digitale".
Condideriamola come una pietra miliare che chiude le porte al pregiudizio secondo cui ricorrere agli interventi psicologici equivalga a uno stigma, aprendo un'era in cui si ritenga l'intervento psicologico preventivo contro l'insorgenza di malessere che grava sulla spesa sanitaria a carico dei cittadini.
Non solo nelle scuole, dunque, la presenza di uno psicologo, ma anche nei luoghi di sofferenza, ovvero ospedali, case di cura, comunità e RSA.
Un’indagine recente, commissionata a mUp Research, conferma i dati allarmanti sul disagio psicologico tra i giovani italiani: oltre 2,7 milioni di ragazzi tra i 10 e i 20 anni hanno manifestato difficoltà come isolamento, attacchi di panico, depressione e disturbi alimentari. A colpire è il fatto che quasi una famiglia su due non si rivolge a uno specialista, spesso per motivi economici o per sottovalutazione del problema.
Dalla pandemia a oggi, 4 ragazzi su 10 hanno manifestato problematiche psicologiche. I più colpiti sono adolescenti tra i 13 e i 17 anni, con forme di disagio che spaziano dall’isolamento sociale (oltre 1,2 milioni di giovani) a problemi di relazione, apatia, e attacchi di panico. Quasi 530.000 giovani soffrono di disturbi alimentari, mentre 335.000 lottano contro la depressione.
Nell’articolo proposto oggi, emergono informazioni interessanti. Nonostante la gravità, il 42% delle famiglie sceglie di non chiedere aiuto. Molti genitori ritengono inutile rivolgersi a un medico o non riescono a sostenere i costi delle cure, con la sanità privata che può arrivare a pesare fino a 1.826 euro a famiglia. In alcuni casi, lo stigma sociale porta a mantenere il disagio “nascosto” tra le mura domestiche.
Il CNOP rinnova il suo impegno nel sensibilizzare istituzioni e società sull’importanza del benessere psicologico nei giovani, sottolineando l’urgenza di rendere le cure psicologiche accessibili a tutti. “La salute della psiche non può essere un privilegio. Garantire supporto psicologico ai ragazzi è una priorità per costruire un futuro più sano ed equilibrato,” ricorda il CNOP.
Per approfondire👇
https://www.shmag.it/lifestyle/benessere/25_11_2024/il-disagio-psicologico-colpisce-27-milioni-di-ragazzi-ma-quasi-una-famiglia-su-due-non-cerca-aiuto/