Dott.ssa Laura Bandelloni - Disturbi del comportamento alimentare

Dott.ssa Laura Bandelloni - Disturbi del comportamento alimentare Psico-pedagogista clinica specializzata nei disturbi del comportamento alimentare: obesità, anoressia, bulimia, disturbo BED.

Supporto pre e post-chirurgia bariatrica e aiuto a migliorare il rapporto con il cibo. Disponibile online e in studio a Treviso.

20/01/2026

Quando il cibo si trasforma in paura
Il “cibo buono” o “cibo cattivo” non esiste davvero: questo giudizio nasce nella nostra mente e dalla nostra storia personale.
Quello che desideriamo, ma pensiamo di non poterci concedere, diventa un pensiero fisso.
Il cibo assume una doppia faccia:
una che consola, una che spaventa.
E allora le emozioni diventano troppo intense da sopportare.
Il cibo si trasforma in paura:
• paura di ingrassare
• paura di desiderare
• paura di non fermarsi
• paura di scomparire
• paura del giudizio
• paura del proprio stesso corpo
Spesso non è il cibo il problema, ma ciò che il cibo rappresenta.
Attraverso il cibo il corpo chiede sollievo, la mente cerca una via rapida per smorzare il dolore.
È qui che nasce la pulsione:
• abbuffarsi per calmare
• restringere per controllare
• eliminare per espiare
Ma ogni persona può imparare a riscrivere la propria storia.
Recuperare uno sguardo più ampio.
Vedere oltre la paura.
Ritrovare equilibrio. Passo dopo passo. Con cura.

È un dono saper guardare oltre.Ma quando vivi un disturbo alimentare, quel “oltre” sembra sparire.Nel Binge Eating hai b...
12/01/2026

È un dono saper guardare oltre.
Ma quando vivi un disturbo alimentare, quel “oltre” sembra sparire.

Nel Binge Eating hai bisogno di “tutto e subito”: il cibo diventa l’unica via di fuga da emozioni che sembrano insopportabili. Le conseguenze? Invisibili, lontane, annullate.
Nell’Anoressia il controllo deve essere immediato: l’incertezza non è tollerabile. Non c’è spazio per aspettare. Senza accorgertene, nasce l’ossessione.
Nella Bulimia devi liberarti subito della colpa: il corpo diventa un bersaglio, lo stomaco un campo di battaglia.

Cosa accomuna tutto questo?
L’immediatezza.
Quell’istante in cui il dolore schiaccia la razionalità.
Quell’attimo in cui il disturbo decide per te… e tu reagisci senza poter vedere più in là.
Si crea così un ciclo che si autoalimenta: abitudini che si ripetono, visioni che si restringono, speranze che si opacizzano.
È una visione miope, che non permette di scorgere ciò che potrebbe accadere dopo, né le possibilità diverse che esistono davvero.

Ai miei pazienti ripeto spesso:
“Prima di agire, pensa a come vuoi sentirti dopo.”
È lì che inizia il cambiamento:
- quando riesci a immaginare un “dopo” diverso
- quando provi a resistere a quella spinta impulsiva
- quando ti dai il tempo di attraversare l’emozione senza distruggerti per anestetizzarla
- quando ti accorgi che dentro di te esiste uno spazio che non è in balia del disturbo

Guardare oltre non è facile.
Ma è possibile.
E ogni volta che ci provi, anche solo per un secondo, stai già costruendo una vita in cui non è il disturbo a guidarti… ma tu.

“La cucina per la mente”                       Il cibo non è buono o cattivo in assoluto. Qualcuno ci ha insegnato a ric...
06/01/2026

“La cucina per la mente”
Il cibo non è buono o cattivo in assoluto. Qualcuno ci ha insegnato a riconoscerlo come tale. L’organo del gusto non è la lingua ma il cervello, un organo culturalmente (perciò storicamente) determinato, attraverso il quale si imparano e si trasmettono parametri di valutazione.
Massimo Montanari - Docente di storia dell’alimentazione.

............   Perché sulla mia scrivania c’è una tartaruga?Non è un caso se, nel mio studio, tengo una piccola tartarug...
04/01/2026

............ Perché sulla mia scrivania c’è una tartaruga?
Non è un caso se, nel mio studio, tengo una piccola tartaruga di ceramica.
Per me è la metafora perfetta di un percorso di cura.
La tartaruga non corre.
Non si affanna.
Non cerca scorciatoie.
Eppure… arriva sempre alla meta.
La sua lentezza non è un limite, ma una forma profonda di consapevolezza.
È il tempo lento che serve per ascoltarsi, per capire, per integrare ciò che si vive.
Passo dopo passo, senza il “tutto e subito”.
Ogni tratto di strada che si lascia alle spalle porta con sé:
- una domanda nuova
- una sfida da attraversare
- un pezzo di vita da comprendere
Nel percorso di cura non esistono bacchette magiche, diete perfette, soluzioni rapide, pillole miracolose.
Il cambiamento non è la meta finale: esso avviene lungo il cammino.
La tartaruga ci insegna:
- il coraggio di procedere senza fretta.
- la fiducia nel tempo.
- la forza silenziosa di chi va avanti con costanza, anche quando il passo è lento.

Perché andare piano non significa fermarsi.
Significa prendersi cura di sé, davvero.

22/12/2025

Non per tutti il Natale è gioia!
Per chi vive un disturbo alimentare, le feste possono trasformarsi in un campo minato: tavole imbandite, dolci ovunque, sguardi che sembrano giudicare, commenti che feriscono.
Le luci, i brindisi, le “condivisioni obbligate” accendono ansia, paura e senso di colpa.
La paura di perdere il controllo.
La paura di ricadere.
E una scivolata dietro l’altra può sembrare, dentro di te, una caduta senza ritorno.
Il risultato?
Un senso di fallimento profondo, un tunnel buio che sembra inghiottire tutto: il corpo, l’autostima, la speranza.
Ecco perché le festività spesso non aiutano i buoni propositi.
Cosa voglio dirti?
Sii gentile con te stessa.
Durante le feste tutti possono eccedere: non trasformare un momento particolare in una condanna.
Accetta ciò che è stato, mettilo tra parentesi, senza rimuginare, senza accusarti, senza colpevolizzarti.
La tua non è ingordigia.
- È sofferenza.
- È un disturbo.
- È un dolore antico che ha trovato nel cibo un modo per essere gestito.
Non affrontarlo da sola.
Fatti aiutare da chi può davvero comprendere ciò che stai vivendo.
La soluzione non è una dieta, ma un percorso che sappia accogliere la tua fragilità e trasformarla in forza.
Non sei sbagliata. Sei una persona che merita cura.

14/12/2025

Quante volte mi sono sentita un fallimento!
Una sensazione che non nasce dal nulla.
Dietro c’è la mia storia, il dolore, i legami familiari difficili, il disturbo, la malattia.
Una vita fatta di alti e bassi che lasciano tracce profonde,
che ti segnano, che finiscono per definirti… o almeno così sembra.
Sono cresciuta con l’idea di non essere abbastanza,
di non fare mai abbastanza.

Ho inseguito il controllo, la perfezione, l’aggiustare tutto
per sentirmi finalmente “a posto”,
per non disturbare,
per meritare un abbraccio mai arrivato,
uno sguardo, una considerazione.
Dentro di me viveva una convinzione silenziosa ma potente:
non merito.
Gli altri sono meglio di me.
E così l’ansia, la tristezza, il senso di colpa hanno trovato spazio nella mia vita.
Il cibo è diventato rifugio.
L’unico luogo in cui sentirmi libera.
L’unica gratificazione possibile.
Un risarcimento per tutto ciò che non avevo ricevuto.
Ma voglio dirti una cosa importante:
- da questo labirinto si può uscire.
- non devi spegnerti lentamente.
- non devi permettere al cibo di diventare quel compagno ingombrante
che decide al posto tuo.
- chiedi aiuto!
Meriti ascolto, cura, presenza.
E una vita che non ruoti attorno alla sofferenza.

07/12/2025

Riccardo Dalle Grave Resp0nsabile scientifico AIDAP Negli ultimi decenni il nostro modo di mangiare è cambiato profondamente. Alle verdure fresche,

04/12/2025

Se riuscissi a separare il cibo dalle emozioni…
Il disturbo da Binge Eating perderebbe gran parte del suo potere.
Perché saresti tu a guidare la tua vita, non il cibo.
Io sono Laura, e da anni lavoro con chi vive questo dolore silenzioso.

So bene cosa succede quando qualcosa “non funziona”:
- la stanchezza di una giornata pesante
- una discussione che ti lascia svuotata
- quello specchio che rimanda un’immagine che non senti tua
- quel senso di mancanza che non sai neppure spiegare
E allora il cibo—soprattutto il dolce—diventa l’unica via d’uscita che conosci.
Cerchi una gratificazione, un risarcimento, un anestetico.
Ma quando apri quel pacco di biscotti o scarti una tavoletta di cioccolato…
* la lucidità svanisce
* la razionalità non serve
* resta solo il bisogno urgente di riempire quel vuoto

Un vuoto che non è fame.
Forse è bisogno di un abbraccio.
Forse è bisogno di sollievo.
Forse è solo la voglia di non sentirti sola.
Questa strada la conosci a memoria.
È diventata un’autostrada emotiva: dritta, obbligata, inevitabile.
E la meta è sempre la stessa: riempirsi per non sentire.

Ma voglio dirti una cosa, chiara e forte:
- Non sei condannata a quel percorso.
- Non sei definita dal disturbo.
- Puoi uscire da queste sabbie mobili.
Puoi ritrovare te stessa.
Puoi riprendere quota.
Puoi riscrivere una nuova storia.
E non devi farlo da sola.
Fatti aiutare!

25/11/2025

“Non ci sto più nei vestiti… devo mettermi a dieta!”
Quante volte ti sei detta così?
E subito parte la ricerca della “dieta perfetta”:
- Digiuno intermittente
- Ipocalorica
- Chetogenica
- Zero carboidrati
- Iperproteica
Ce n’è per tutti i gusti.
Ma funziona davvero?
Se non hai un disturbo alimentare, seguire una dieta può essere ok.
Ma se sei vulnerabile, se hai problemi di fame emotiva, di perdita di controllo o d’alimentazione compulsiva, la dieta può scatenare il caos:
• abbuffate
• ossessione per il cibo
• senso di fallimento
• nuova perdita di controllo
Ecco perché una dieta non può funzionare con un dca.
Ed è per questo che, in queste situazioni, la figura chiave è lo psicologo dell’alimentazione.
Non un dietologo da solo.
Non una dieta.
Ma un lavoro profondo, guidato e personalizzato, che parte dalle emozioni e arriva al corpo.

18/11/2025

Esistono soluzioni magiche per perdere peso?
La risposta è semplice: no.
Eppure, ogni giorno, migliaia di persone che lottano con la dipendenza da cibo o con episodi di alimentazione compulsiva cercano proprio questo: una scorciatoia, un rimedio immediato: una dieta perfetta, ipocalorica!
- Ma cosa accade davvero quando si prescrive una dieta ipocalorica a chi vive un disturbo del comportamento alimentare?
La scienza è chiara: la dieta non basta.
Le ricerche confermano che un soggetto che soffre di binge eating, emotional eating o altre forme di discontrollo alimentare non trae beneficio reale dalla sola dieta.
Non per mancanza di impegno.
Non per “scarsa volontà”.
Il problema è un altro:
🔸 intolleranza emozionale,
🔸 difficoltà nella gestione dell’ansia,
🔸 sensi di colpa,
🔸 bassa autostima,
🔸 relazione conflittuale con il proprio corpo.
Questo rende quasi impossibile mantenere una dieta nel lungo periodo: il risultato è la ricaduta, vissuta come un fallimento personale.
Una ferita emotiva che spesso peggiora il disturbo.
- Se la dieta non è la risposta… qual è la strada giusta?
- La soluzione efficace esiste e si chiama: APPROCCIO INTEGRATO: un modello che dovrebbe diventare lo standard nella cura dei disturbi alimentari.
Cosa significa, concretamente?
Lavorare con:
- Un nutrizionista, per un piano alimentare equilibrato, realistico e non punitivo.
- Una figura specializzata nei disturbi alimentari, capace di intervenire su ciò che davvero mantiene il problema:
• gestione delle emozioni legate al peso e al cibo
• riconoscimento della fame emotiva
• accettazione graduale del corpo
• prevenzione delle ricadute
• Senso di fame e sazietà
• ristrutturazione delle abitudini alimentari e dei pensieri disfunzionali
• sostegno nei momenti di ansia, vergogna, controllo o perdita di controllo

Ciò implica lavorare con tecniche mildfulness per favorire un atteggiamento non reattivo nei confronti del cibo.

Decidere di liberarsi da un disturbo alimentare è un atto di immenso coraggio.- Perché ogni giorno è una prova.- Quando ...
12/11/2025

Decidere di liberarsi da un disturbo alimentare è un atto di immenso coraggio.
- Perché ogni giorno è una prova.
- Quando mangi in pubblico e senti addosso gli sguardi.
- Quando devi scegliere cosa mangiare e la mente si riempie di paure.
- Quando arriva l’estate e quel corpo che ti appartiene ti sembra un peso da nascondere.
- Quando qualcuno commenta, giudica, o ti fa sentire “meno” solo per come appari.
Dietro quel dolore, c’è una sofferenza lunga, silenziosa…
che spesso cerchi di placare con il cibo — il tuo anestetico, il tuo rifugio, la tua illusione di pace.
Ma il “ vero coraggio” nasce quando smetti di ascoltare il rumore del mondo
e inizi ad ascoltare te stessa.
- Quando scegli di non farti più definire da uno sguardo, da un corpo, da una taglia.
- Quando decidi di chiedere aiuto e di rimetterti al centro della tua vita.
- Quando trasformi il dolore in determinazione, la vergogna in forza, la paura in libertà.
È lì che inizia il cambiamento.
Non perfetto, non immediato — ma TUO!
E ogni passo avanti, anche il più piccolo, è già un atto di rinascita. 💖

08/11/2025

Quando il cibo diventa la tua “soluzione” momentanea...
- Come reagisci quando qualcosa va storto?
Quando ti senti deluso, frustrato, o quel numero sulla bilancia ti fa sentire sconfitta?
Scatta un bisogno immediato:
devi placare quel malessere, cancellarlo subito.
E allora il cibo – soprattutto quello dolce – diventa la risposta più veloce, il tuo rifugio sicuro.
Solo che, in quei momenti, la mente si spegne.
Non c’è lucidità, non c’è controllo: c’è solo il bisogno urgente di “riempire” quel vuoto.
Ma la verità è che…
tutto il pane del mondo non riempirebbe mai quel vuoto.
Perché non è fame di cibo, è fame di pace, di accettazione, di leggerezza interiore.
E dopo?
- Restano la colpa, la vergogna, il dolore… e la sensazione di aver perso di nuovo la battaglia.
Ma puoi interrompere questo circolo.
- Puoi imparare ad ascoltare ciò che davvero chiede il tuo corpo e la tua mente.
- Puoi farti aiutare a riconoscere quel disagio e trasformarlo.
- Puoi farti aiutare a ritrovare te stesso

Indirizzo

Via Marzemine 26
Carbonera
31030

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