06/03/2026
A volte basta un tramonto, un riflesso sull’acqua, un silenzio perfetto…
per ricordarci quanto l’universo sia infinitamente più grande di noi.
Impossibile non credere al Divino davanti a tanta bellezza.
I colori, le sfumature, i riflessi… e vi assicuro che le foto non rendono nemmeno lontanamente ciò che si sente davanti a questo scenario.
E davanti a tutto questo nasce spontaneo pensare che Dio sia davvero il più grande degli artisti.
Un artista cosmico che si è divertito a dipingere l’universo con luce, colori e silenzi.
Come raccontano molte antiche tradizioni spirituali, forse tutto è nato da una Parola.
Da un suono primordiale.
Da una vibrazione originaria.
Un soffio divino che, espandendosi, si è fatto materia, stelle, oceani, montagne… e vita.
E noi stessi siamo parte di quella vibrazione.
Questa ultima parte del nostro viaggio in Thailandia è scandita da attimi di presenza pura, pratica consapevole, esplorazioni di luoghi e templi remoti.
È meditazione in movimento… e allo stesso tempo è come se tutto si fermasse.
Sorrisi.
Gesti gentili.
Inchini e riverenza.
Sguardi colmi d’amore e gratitudine per così tanta abbondanza.
Eppure, nel cuore, qualcosa si muove.
Una presenza sottile, silenziosa, inquieta, che turba.
Un’ombra densa, pesante, opprimente che attraversa e oscura il cielo dell’anima.
È l’ombra della guerra.
Di ciò che accade nel mondo.
Popolazioni trucidate.
Famiglie spezzate.
Infanzie rubate.
E anche miti che crollano.
Figure idolatrate che si rivelano fragili, incoerenti, talvolta lontane dai valori che proclamavano.
Maschere che cadono.
Verità scomode che emergono.
Quando persino chi si ergeva a guida spirituale mostra le proprie ombre, il disorientamento è profondo.
Ci si chiede a chi credere.
A cosa affidarsi.
È lo smarrimento davanti alla brama di potere, al controllo, alla manipolazione, all’avidità cieca che soffoca coscienze e verità.
Come può accadere tutto questo?
Com’è possibile così tanta durezza nel cuore umano?
E allora nasce anche una riflessione più profonda, quasi teologica.
Perché davanti alla perfezione di questo universo, davanti all’armonia della natura e all’intelligenza misteriosa che sostiene la vita… sembra quasi impossibile che l’errore possa esistere.
E forse l’unico vero “rischio” che Dio ha corso, creando l’essere umano, è stato quello di donargli il libero arbitrio.
Il dono più grande.
E allo stesso tempo il più pericoloso.
La libertà di scegliere.
Di amare… oppure di ferire.
Di creare… oppure di distruggere.
Un dono immenso che rende l’essere umano capace delle più alte vette di compassione… ma anche delle più profonde cadute.
Ed è proprio davanti a questa dualità — luce e ombra, bellezza e dolore — che risuonano dentro di me parole antiche custodite negli Yoga Sutra di Patanjali.
Il primo passo dell’Ashtanga Yoga, il primo fondamento del cammino spirituale, è Ahimsa.
Non è un concetto astratto.
È una scelta radicale.
È il principio originario da cui tutto nasce.
Ahimsa significa non nuocere.
Non ferire con le azioni.
Non ferire con le parole.
Non ferire con i pensieri.
Se davvero riuscissimo a vivere questi antichi insegnamenti, forse il mondo sarebbe un luogo molto diverso.
Guardiamo il mondo e vediamo violenza, rabbia, divisione…
ma poi torniamo nelle nostre case e, spesso senza accorgercene, continuiamo la guerra dentro le nostre giornate.
Risposte dure.
Giudizi veloci.
Parole dette senza presenza.
E se la rivoluzione iniziasse proprio da qui?
Allenarsi alla gentilezza.
Allenarsi a chiedere scusa.
Allenarsi a non reagire.
Allenarsi ad amare proprio quando è più difficile.
Forse non cambieremo il mondo oggi.
Ma possiamo smettere di ferirlo.
E questo cambia tutto.
Perché da qualche parte, in qualche momento della nostra giornata, ognuno di noi può fare una piccola differenza.
Ed è proprio da queste piccole scelte quotidiane che nascono i cambiamenti più profondi.
E allora comprendo che la vera guida non è l’immagine perfetta di qualcuno da seguire,
ma la coscienza vigile che coltiviamo dentro di noi.
Perché anche nei mondi che si definiscono spirituali, anche negli spazi che parlano di luce e guarigione, talvolta affiorano le stesse dinamiche che desideriamo trasformare:
critiche sottili, giudizi mascherati da verità, conflitti silenziosi, gelosie non riconosciute, bisogno di approvazione, egocentrismi travestiti da servizio…
e, soprattutto, poca coerenza tra ciò che si insegna e ciò che si vive.
E allora la pratica diventa ancora più profonda.
Perché non è ciò che proclamiamo a definirci,
ma ciò che incarniamo quando nessuno guarda.
La vera rivoluzione è allineare parole, azioni e sentimenti.
È scegliere l’integrità invece dell’apparenza.
È diventare ciò che desideriamo vedere nel mondo.
È vivere nella coerenza, perché la spiritualità non si misura da ciò che diciamo…
ma da ciò che siamo.
E forse è proprio da qui che tutto può iniziare.
Perché forse non possiamo fermare tutte le guerre del mondo…
ma possiamo scegliere di non alimentarle dentro di noi.
La pace non nasce nei palazzi del potere.
Nasce nelle coscienze sveglie.
Nasce nei piccoli gesti.
Nel modo in cui guardiamo l’altro.
Nel modo in cui ascoltiamo.
Nel modo in cui amiamo.
Forse Ahimsa è questo:
essere una presenza che non ferisce in un mondo che spesso colpisce.
Essere un cuore che rimane aperto quando tutto invita a chiudersi.
Essere luce quando l’ombra sembra avanzare.
E allora sì…
anche in un tempo inquieto,
possiamo diventare spazio di pace.
Possiamo diventare esempio.
Possiamo diventare coscienza viva.
In questo momento ci troviamo ancora in Thailandia.
Tutti i voli sono stati cancellati e stiamo risalendo lentamente dalla costa sud-est verso Bangkok, cercando una soluzione per il rientro.
Dopo diversi tentativi siamo riusciti a trovare il primo volo disponibile per l’11 marzo, passando da Taiwan.
Se tutto andrà bene, presto riusciremo a rientrare in Italia.
Per molti potrebbe sembrare una fortuna rimanere ancora qualche giorno in questo paradiso.
Ma il cuore non riesce a sentirsi davvero “fortunato” se questo prolungamento è conseguenza di ciò che sta accadendo altrove.
Il pensiero va inevitabilmente alle tante vittime di questa assurdità.
Alle persone che stanno pagando il prezzo più alto di conflitti che, dopo millenni di evoluzione umana, non siamo ancora riusciti a estirpare dalle nostre coscienze.
Vi terremo aggiornati sul nostro rientro❤️🔱🕉️🙏🏻🪷
Con il cuore colmo di gratitudine e consapevolezza da questa terra meravigliosa 🌅🙏
Giuseppe Sabbatino
P.S Le lezioni di Yoga riprenderanno non appena riusciremo a rientrare a casa.
Nel frattempo sento il desiderio di esprimere un ringraziamento sincero a Sabrina Provasoli, che con sensibilità, professionalità e cuore ha continuato a sostenere il gruppo, mantenendo viva la pratica e lo spirito dello Yoga.
La sua presenza ha custodito questo spazio con cura e dedizione, permettendo che la pratica continuasse a fluire come un respiro condiviso.
Di cuore, grazie ❤️ 🙏