Maria Teresa Caputo , Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

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Maria Teresa Caputo , Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. Questa pagina esiste al solo scopo di divulgare conoscenze

Vissuti infantili di caos, neglect e abuso possono costruire le basi per relazioni in cui riattiviamo vecchie ferite nel...
09/11/2023

Vissuti infantili di caos, neglect e abuso possono costruire le basi per relazioni in cui riattiviamo vecchie ferite nel tentativo compulsivo implicito e afinalistico di riparare vecchi traumi
All' interno di relazioni traumatiche possiamo identificare la persona che vuole essere salvata, attribuendo all'altro il ruolo di crocerossina/crocerossino e di colei/colui che sarà in grado di rispondere a bisogni insoddisfatti. Questa illusione è radicata dal bisogno di fuga dal dolore dell'abbandono, del rifiuto, della vergogna vissuta nella relazione problematica con una figura genitoriale.

Partner che cercano di essere salvatə nelle relazioni romantiche sono attrattə da :

-Chi sponsorizza l'amore romantico attraverso la seduzione, promesse vane, gesti eclatanti.

-Gelosia e possesso

-Fascino e carisma attraverso i loro discorsi che non corrispondono alle loro azioni

-Chi attiva costantemente cicli drammatici a sfondo conflittuale che esitano in intimità fisica

-Chi sostituisce l'intimità emotiva con quella fisica.

Questi tratti sono affascinanti per loro in quanto riattivano vecchi vissuti infantili.

Reazioni emotive intense sono confuse con l' amore e la passione.

Quando partner che vogliono essere salvatə dalle relazioni incontrano persone "sane", trovano il rapporto noioso e poco interessante.

Il risultato è che si ritrovano spesso in relazioni dove inevitabilmente i loro bisogni non possono essere soddisfatti, l'altro è spesso impulsivo, imprevedibile e non emotivamente disponibile. C'è un focus ossessivo sull'altro, un'inevitabile trascuratezza di altre aree della propria vita e la fantasia romantica finisce per andare in fumo.


Nel corso della tua infanzia hai avuto modo di assistere a diverse liti nel tuo ambiente familiare. Si litigava spesso, ...
30/08/2023

Nel corso della tua infanzia hai avuto modo di assistere a diverse liti nel tuo ambiente familiare. Si litigava spesso, venivano dette cose dolorose e poi si andava a dormire.

Il giorno dopo nessuno diceva nulla, non c'erano ammissioni di colpa, non c'erano scuse, si agiva come se nulla fosse successo. Quanto accaduto la sera precedente veniva messo da parte.

Così facendo la difficoltà a riparare i danni, a imparare a chiedere scusa ha più volte preso il sopravvento.

Tutto questo ha portato a costruire schemi automatici basati su assunti quali se fai finta che i problemi non esistono, allora spariranno, se ignori il dolore degli altri, allora andrà via.

Si tratta di neglect emotivo. La maggior parte delle volte è del tutto non intenzionale. Quando il neglect è sistematico è frutto di un pattern generazionale.

Forzare qualcuno a perdonare implica indirettamente che la persona che è stata ferita o trascurata debba passarci sopra ...
17/07/2023

Forzare qualcuno a perdonare implica indirettamente che la persona che è stata ferita o trascurata debba passarci sopra e riammettere la persona nella sua vita come nulla fosse.

Quando i nostri confini vengono violati o ci sentiamo ferite/i, è lecito avere bisogno di tempo per elaborare la cosa o sentirci arrabbiate/i.

Nella nostra società apprendiamo naturalmente a mettere in secondo piano i nostri vissuti emotivi per compiacere gli altri, soprattutto nel contesto familiare.

In verità, il perdono è una sorta di percorso personale. Non sta agli altri decidere il modo in cui ci sentiamo rispetto ad una situazione o alla relazione con un'altra persona.

Ti è mai capitato di sentirti forzata/o a perdonare qualcuno anche se non ti sentivi pronta/o?

Alessio è un uomo di 38 anni, medico chirurgo di successo. Sua madre è un' insegnante che spesso si rifugia nell' alcol ...
22/06/2023

Alessio è un uomo di 38 anni, medico chirurgo di successo. Sua madre è un' insegnante che spesso si rifugia nell' alcol per gestire il senso di rifiuto ogni volta che chiede a suo marito di avere più spazi di coppia ma si ritrova molte volte a ricevere dei no motivati dagli intensi impegni lavorativi di lui. Il padre di Alessio è un ingegnere edile di successo, molto preso dalla professione ed estremamente perfezionista.

Alessio è una persona molto sensibile e creativa. Tuttavia questi tratti vengono spesso ostacolati dall'inaccessibilità emotiva del padre che più volte sminuisce le iniziative creative di Alessio facendo battute o sostenendo che si tratta di "schiocchezze sterili" e non da uomini di scienza. Allo stesso modo, da bambino Alessio viene ignorato dalla madre nei suoi ripetuti tentativi di connessione emotiva perché spesso è troppo stanca o dissociata. Oggi, Alessio ha una relazione con un infermiere, Luca da quasi un anno. Per la prima volta, Alessio si sente visto e riesce ad esprimere la sua parte più sensibile con spontaneità all' interno di una relazione. Quando Luca propone di andare a vivere insieme, Alessio sostiene di non essere pronto per questo passo. Alessio legge questa sua scelta come prova che Luca non è la persona giusta. Non avendo lavorato in un percorso di psicoterapia, fa fatica a riconoscere che si tratta invece di un pattern relazionale disfunzionale. Nella sua vita ha appreso implicitamente che manifestare un bisogno di intimità porti ad essere sminuiti, ridicolizzati o non visti e per questa ragione tale bisogno va estinto, va spento. Ogni volta che entra in connessione emotiva con una persona, si attiva una reazione traumatica che lo porta in uno stato di spegnimento/freezing. Ogni volta torna ad essere quel bambino che prova vergogna e colpa per aver esibito il suo bisogno di intimità.

È soprattutto una questione di comunicazione dei bisogni.
06/06/2023

È soprattutto una questione di comunicazione dei bisogni.

Le nostre emozioni  subiscono diverse variazioni durante la giornata. Talvolta queste variazioni avvengono in pochi minu...
30/05/2023

Le nostre emozioni subiscono diverse variazioni durante la giornata. Talvolta queste variazioni avvengono in pochi minuti. Quello che provi in maniera molto intensa in un momento, può cambiare totalmente in un altro. Talvolta, possiamo vivere sentimenti contrastanti. Quello che sentiamo proviene da vissuti emotivi molto più profondi e radicati e condiziona il modo in cui interpretiamo le emozioni. Ha a che fare con esperienze passate. Successivamente le nostre reazioni emotive vengono rinforzate da pattern di pensiero che a sua volta generano ulteriori risposte analoghe.
Molti di noi hanno difficoltà di regolazione emotiva. In questi casi, quello si che prova diventa ingestibile, ci fa sentire sovraccaricati. Questo ci porta a ricercare strategie di regolazione disfunzionali nel tentativo di evitare le sensazioni insostenibili e i pensieri ad esse associati che ci provocano dolore.
In realtà, le emozioni sono esperienze del corpo e della mente. Si tratta di fenomeni transitori. Tuttavia, ci agganciamo al pensiero irrazionale che noi siamo quello che stiamo sentendo. Solo avendo accesso alla consapevolezza riusciamo a comprendere che noi non siamo quell'emozione, quel pensiero. Le emozioni non sono fatti!

Quando avviene un'inversione di ruolo nei processi di accudimento, si innesca una dinamica familiare disfunzionale in cu...
09/05/2023

Quando avviene un'inversione di ruolo nei processi di accudimento, si innesca una dinamica familiare disfunzionale in cui i genitori si aspettano che i loro piccoli si occupino dei loro vissuti emotivi, degli altri fratelli, dei problemi o che si comportino esattamente come dei loro pari. In questo caso i bambini vengono visti come degli adulti e non come degli individui in fase di sviluppo emotivo o bisognosi di supporto emotivo. Ci si aspetta da loro che siano in grado di gestire e risolvere crisi come fossero dei coetanei dei genitori stessi.
Molti genitori fanno fatica a riconoscere l'attivazione di dinamiche di inversione di ruolo per diverse ragioni:
-Anche loro le hanno subite
-Si sentono sovraccaricati e in assenza di supporto.
I piccoli sono pronti a sacrificare i loro bisogni per ottenere accessibilità al genitore stesso. Si adattano rapidamente al ruolo inverso pur di mantenere il legame.

Qual è la tua terapia?
26/04/2023

Qual è la tua terapia?

Le relazioni rivelano parti di noi. Se proviamo a guardarci attraverso di loro, siamo in grado di individuare cosa ci at...
11/04/2023

Le relazioni rivelano parti di noi.
Se proviamo a guardarci attraverso di loro, siamo in grado di individuare cosa ci attiva, le nostre reazioni automatiche e i nostri bisogni.
Se riusciamo a viverle con umiltà e vulnerabilità, saranno in grado di fornirci spazi per imparare a fidarsi. I legami possono costruire spazi di guarigione, libertà e crescita se diamo libero accesso a quelle parti di noi più profonde.

Le relazioni sane rispondono adeguatamente ai nostri bisogni che vanno oltre l' istinto di sopravvivenza
24/03/2023

Le relazioni sane rispondono adeguatamente ai nostri bisogni che vanno oltre l' istinto di sopravvivenza

"Quando siamo con qualcuno di cui ci importa, il nostro respiro, il battito cardiaco si sintonizzano, che si tratti di u...
01/03/2023

"Quando siamo con qualcuno di cui ci importa, il nostro respiro, il battito cardiaco si sintonizzano, che si tratti di una conversazione del più e del meno, o di una discussione accesa. Questo tipo di connessione si verifica tra i bambini e i loro caregiver, tra terapeuta e paziente o tra persone che stanno seguendo un corso di yoga o cantando in un coro. Siamo in grado di modulare i body budget degli altri semplicemente con le nostre azioni. Se alziamo la nostra voce o il sopracciglio, riusciamo ad influenzare cosa accade nel corpo dell'altro, come la frequenza del suo battito cardiaco, o le sostanze chimiche all'interno del suo flusso sanguigno. Se una persona a noi cara si trova in uno stato di sofferenza, possiamo alleviare il suo dolore semplicemente tenendole la mano." Per saperne di più, leggi l'articolo sul blog al link https://docmariateresacaputo.wixsite.com/website/post/il-nostro-cervello-si-modella-sulla-base-delle-nostre-relazioni-nell-arco-di-tutta-la-vita.

1.  Le relazioni che avremo da adulti sono dei rispecchiamenti delle nostre relazioni di attaccamento con figure genitor...
22/02/2023

1. Le relazioni che avremo da adulti sono dei rispecchiamenti delle nostre relazioni di attaccamento con figure genitoriali durante l’infanzia.

2. Se abbiamo avuto un attaccamento sicuro, siamo in grado di prevedere il comportamento dell’altro, ci sentiamo di poterci affidare all’altro per soddisfare i nostri bisogni, ci sentiamo sicuri di cercare nell’altro supporto quando abbiamo paura, siamo stressati o confusi. La costruzione di un attaccamento sicuro implica flessibilità, mente aperta, fiducia e un’adeguata autostima..

3. Se abbiamo avuto un attaccamento insicuro, significa che l’altro non è prevedibile nei suoi comportamenti, risulta caotico, distanziante, spaventante, non disponibile nell’incontrare le nostre esigenze e nel supportarci a regolare le nostre emozioni. L’attaccamento insicuro nell’infanzia genera quindi relazioni imprevedibili, sentimenti di bassa autostima e non amabilità.

4. la costruzione di un legame di attaccamento insicuro con le figure genitoriali ci porta da adulti a costruire una dipendenza fisica forte nei confronti del partner, nutrendo preoccupazioni intense quando l’altro non è vicino a noi. Questo al contempo ci porta ad evitare l’intimità per precludersi il rischio di un rifiuto.

5. La stesura di limiti è fondamentale in una relazione sana. Se i nostri genitori non hanno mai imposto delle regole (parlare male dell’altro genitore, invasione della privacy, usarci come valvola di sfogo) faremo fatica da adulti noi stessi a porre dei limiti personali o a rispettare quelli dell’altro all’interno di una relazione.

6. Se da piccoli i nostri bisogni non sono stati soddisfatti, finiamo per ricercarli eccessivamente nei rapporti da adulti. Questo può generare una forte pressione nel partner al punto da compromettere il livello di connessione nella relazione.

7 Implicitamente andiamo alla ricerca di partner che hanno tratti molti simili al genitore con cui abbiamo avuto una relazione conflittuale al fine di riparare il trauma relazionale
8. L' ‘attrazione fisica” può essere alta nelle relazioni in cui l’altro attiva la ferita del passato trauma infantile. Per questo motivo potremmo trovare un partner stabile noiosa/o

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Servizi di psicologia e psicoterapia

Sono una psicologa, psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale

Mi occupo di supporto psicologico e psicoterapia :

ansia (ansia generalizzata, rimuginio, attacchi di panico,fobie)

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