Studio di Medicina di Famiglia-DOTT. Valerio Pietro Ambrogio

Studio di Medicina di Famiglia-DOTT. Valerio Pietro Ambrogio Benvenuti!!

Con questa nuova pagina voglio rendermi ulteriormente disponibile per rispondere a tutti i vostri quesiti sul mondo della salute e per condividere notizie sulla mia rubrica PILLOLE DI SALUTE.

18/07/2023

Prendetevi qualche minuto per leggere…e chissà forse comprendere.🥲

PORTATE QUEL GIUDICE IN UN PRONTO SOCCORSO

Portate quel giudice in un Pronto Soccorso. Quello che ha condannato ad un anno di reclusione uno specializzando, colpevole di aver dimesso una donna dal Pronto Soccorso con una diagnosi errata. La donna, dopo alcuni giorni, è morta di infarto. Per il giudice, il medico “ometteva di indagare i sintomi...non si atteneva alle raccomandazioni...non seguiva la buona pratica clinica in emergenza”.
In emergenza?

Portate quel giudice in un Pronto Soccorso.
Conducetelo per mano. Adagio. Con animo distensivo ed invitante... come si fa con chi deve necessariamente apprendere qualcosa di nuovo, o deve essere persuaso ad esplorare luoghi ignoti. Accompagnatelo per tutto il percorso. Calatevi negli inferi insieme a lui. Immergetevi in tutti gli angoli e gli anfratti di quel brulicante piano terra. Senza fretta. A dispetto della confusione, del fracasso, della baraonda che troverete in quel posto dimenticato da Dio, voi fatelo lentamente. E spiegategli ogni cosa. Illuminatelo. Siate come Virgilio che accompagna Dante nei meandri dell'inferno. E come Virgilio - guida prescelta, piena di saggezza e di paterna sollecitudine - siate rassicuranti nei confronti di quel Dante... sbigottito dalle atrocità via via rivelate dinanzi ai suoi occhi.

Indicate a quel giudice, prima di tutto, il “triage”: l'enorme vetro infrangibile contro il quale nessuno si fa scrupolo di urlare e ba***re i pugni perchè vuole essere visitato subito. Eccetto chi sta troppo male per urlare o ba***re i pugni: quelli - gli ammalati gravi - sono sempre i più silenziosi.

Invitate quel giudice a contare i pazienti che sono in sala d'attesa. Poi fategli notare il numero dei medici in servizio. Spiegategli che, in proporzione, ogni medico, nel giro di poche ore, dovrà visitare cinquanta persone. E per ognuna di esse chiedere esami, chiamare dei consulenti, fare una diagnosi, eseguire una terapia, giungere ad una dimissione o - se trova un posto letto - ad un ricovero. Dovrà intraprendere, elaborare e concludere un percorso. Senza fallo. E mentre fa tutto questo, dovrà scriverlo... con chiarezza, completezza e precisione (il giudice annuisce... perchè questo lo sa bene: bisogna essere precisi e scrivere bene ogni cosa!).
Sussurrate all'orecchio del giudice che, fin dai tempi di Ippocrate, la visita ad un paziente richede tempo, concentrazione, distensione e dedizione... E' essenziale, per evitare di fare errori.

Mostrategli poi la postazione del “codice bianco”, il numero impressionante di persone in attesa di una prestazione che è per definizione “non urgente”, e per la quale esisterebbero decine di altre strutture o figure professionali preposte e dedicate. Fategli comprendere che il Pronto Soccorso è diventato la destinazione ultima di ogni domanda di salute inevasa. Non più il luogo ove recarsi per risolvere un problema di salute urgente, ma il luogo ove ci si reca quando non si sa più dove altro andare per risolvere qualsiasi problema di salute...
Fategli notare che in fondo, in Pronto Soccorso, nessuno viene mandato via... ed ogni prestazione medica, per quanto impropria, viene comunque garantita.

Additate quindi al giudice i due o tre medici in servizio: essi sono i “Malebranche”, guardiani diabolici, inquieti e tormentati, di quella bolgia infernale... Ognuno di essi inizia il suo turno di lavoro buttandosi di colpo in un'arena infestata da belve inferocite, oppure in una trincea su cui piovono le bombe, oppure in un luogo di tortura medievale. Neppure il tempo di occupare la propria postazione, e viene mitragliato da un “fuoco di fila” di fogli, voci, urla, squilli di telefono, domande insistenti, triagisti esitanti, infermieri trafelati, pazienti sofferenti in balia di terapie giudicate inefficaci, pazienti insofferenti in attesa della dimissione, dipendenti ospedalieri che – senza pietà – chiedono, per il proprio parente, di saltare la fila.
Fate notare al giudice quanto sarebbe bello, per il medico, avere l'autorità di dire “Silenzio in aula!”.
Domandategli se, a suo giudizio, esiste oggi un ambito lavorativo che sia paragonabile a quello per intensità di lavoro, stress psico-fisico, tensione emotiva e logorìo mentale.

Senza indugio, entrate poi nel vivo della giornata insieme a lui... siete appena all'inizio!
Indicategli quel paziente che si butta a terra, in preda ad un attacco di panico. Sarà reale o simulato?
Oppure quello che viene tutte le sere, perchè non riesce a dormire.
O quell'energumeno che sta per afferrare il medico per il bavero del suo camice, perchè pretende i giorni di malattia...
Oppure quell'altro - il detenuto - che ha ingerito volontariamente una pila, pur di farsi portare in ospedale dalle forze dell'ordine, e trascorrere un po' di tempo lontano dal carcere...
Oppure quel vecchietto ultranovantenne, allettato, defedato, con le piaghe da decubito, agonizzante, che i parenti hanno condotto in PS perchè non se la sentono di assisterlo a casa. Meglio l'ospedale, perchè “Se si può fare qualcosa...”, “Vogliamo fare tutto il possibile per salvarlo...”, “Vogliamo avere la coscienza a posto!”.
Spiegate al giudice che quei parenti stanno inasprendo terribilmente le ultime sofferenze del loro congiunto: lo hanno sradicato da tutto ciò che gli rimane (il suo letto, il suo cuscino, il suo comodino, il suo pitale...) per portarlo a morire in un inferno...

Adesso, però, rassicurate un poco il giudice: quel medico lì non sta affatto perdendo tempo al telefono, in quell'alterco così aspro ed accanito. Nonostante tutto quel lavoro, bisognerà pur rispondere al telefono, se squilla di continuo! E poi dall'altro capo c'è il radiologo, che lo rimprovera violentemente per i troppi esami diagnostici richiesti dal Pronto Soccorso... anche al radiologo quel medico deve dar conto!

E ora? Che succede? Fate notare al giudice la concitazione generale dovuta ad una telefonata che giunge in quel momento. E' la chiamata del 118: sta arrivando un “codice rosso”. Il medico, d'improvviso, lascia ogni paziente, ogni carta, ogni incombenza. Costretto ad uno slalom rocambolesco fra braccia protese, chiazze di vomito a terra, ferite gocciolanti di sangue in attesa di essere suturate, barelle di ottantenni con l'arto inferiore extra-ruotato che attendono il ricovero da due giorni, egli corre a prepararsi nella “shock room”. Ecco... le sirene dell'ambulanza: sta arrivando un paziente gravissimo... sarà un politrauma? Un infarto massivo? Un'insufficienza respiratoria grave? Difficile, per il giudice, seguire tutti i passaggi: l'arrivo del rianimatore, il massaggio cardiaco, l'ossigeno, l'intubazione, i farmaci salvavita...
Sembra un po' ansimante, il giudice. E diventa visibilmente insofferente se gli fate notare che in quel momento - per accontentare lui, i suoi colleghi, e le aule dei tribunali - il medico dovrebbe stare alla scrivania, a scrivere diligentemente ogni minimo particolare di ciò che sta facendo...

Meglio uscire un po' fuori, adesso. Portate il giudice a prendere un po' d'aria. Ma non perdete l'occasione di additargli quell'uomo che sta andando via... verso il parcheggio. Lamentava un leggero mal di stomaco da due giorni. Da diverse ore stazionava in PS, trattenuto per fare i dosaggi seriati della troponina, e ripetere l'elettrocardiogramma. Tutto negativo. E' stato dimesso. Mentre apre la sua auto... stramazza al suolo. Va in arresto cardiaco e viene riportato in PS per essere rianimato...
Spiegate al giudice che succede anche questo. Persuadetelo, per l'amor di Dio, che non è necessariamente colpa del medico! Fategli comprendere, finalmente, che la Medicina è spesso un navigare in un mare di incertezze...

Alla fine, alla fine di tutto... indicategli lui: il medico più giovane.
E' uno specializzando. Uno sbarbatello. E' stato appena assunto.
Non è un mistero che nessuno vuole lavorare in un inferno come questo... Perfino il giudice sa che c'è carenza spaventosa di personale, e che da un po' di tempo si è arrivati alla necessità inevitabile di assumere persone non completamente formate.
E' impacciato, lo specializzando... Non sa bene come muoversi. E' la sua prima esperienza di lavoro. Fa tenerezza. Neppure conosce bene quel programma, così farraginoso, per la gestione degli accessi... Ma è un giovane medico: è ancora un idealista! E' ancora viva e recente la sensazione di orgoglio e di entusiasmo che lo possedeva quando ha scelto di fare medicina. E l'entusiasmo vive ancora nel suo cuore... Ancora la vita non l'ha piegato... Si rimbocca le maniche e lavora. Lavora s**o. Non ha grande esperienza. Ma di ogni cosa che vede cerca di fare esperienza. Cerca di impegnarsi. Non perde l'ottimismo. Soprattutto, non vuole perdere la passione...
Finora il giudice aveva retto bene. Ma ora sbianca in volto... ha la fronte imperlata di sudore.
Lo ha riconosciuto: è lo specializzando che ha condannato.

Fatelo. Portate quel giudice in un Pronto Soccorso.
Alla fine del suo giro, qualcosa avrà imparato. Molto più di quello che aveva appreso dalle carte processuali. Può darsi che gli venga un brivido, un lampo di sudore freddo, al pensiero di aver aggiunto alla tragica morte di una donna, la distruzione irreversibile di un giovane medico... agli albori della sua vita e della sua carriera.

Intanto quel Pronto Soccorso è ancora lì... con un medico in meno, e sempre più rassomigliante a una carneficina. Ed ogni giorno di più, sono i medici a diventare “carne da macello”.

Domani tutti in piazza per manifestare per difendere il nostro SSN, che sta venendo smantellato a discapito del nostro d...
26/05/2023

Domani tutti in piazza per manifestare per difendere il nostro SSN, che sta venendo smantellato a discapito del nostro diritto di curarci.
Oramai penso che sia chiaro a tutti, una volontà politica di privatizzazione del sistema e/o un totale disinteressamento da parte delle istituzioni competenti nel porre rimedio ad una situazione che oramai è diventata indecente, oscena ed alla fine anti-democratica. Il diritto di avere la propria salute tutelata è sancito proprio nella nostra Costituzione, documento ufficiale a fondamento della Repubblica, e allora DIFENDIAMOLA QUESTA REPUBBLICA E QUESTA DEMOCRAZIA!!
Ed invece di proporre nuovi osceni modelli di organizzazione dello Stato, che chi di competenza faccia quello che c’è da fare per rimediare a questa inverosimile e vergognosa deriva del nostro sistema sanitario pubblico, un tempo definito il miglior sistema al mondo.
Facciamoci sentire nelle giuste sedi e con le giuste persone, e domani c’è una piazza aperta per questo!
FACCIAMOCI SENTIRE!!!

18/01/2023

Così tanto per riflettere…

I medici di famiglia sono i medici sempre presenti per i Cittadini.
I medici di famiglia sono coloro che non devono dire NO: che non possono dire che è tardi, che sono in attesa dalla famiglia per la cena oppure perché devono passare a prendere il figlio a scuola, o il partner alla stazione che è un lavoratore che deve fare il pendolare tutti i giorni.
Il medico di famiglia, se non risponde a telefono in tempo reale, ma richiama, appena possibile, non è un bravo medico.
Il medico di famiglia che non accetta di prescrivere un antibiotico, anticipato illegalmente da un farmacista, è un medico di famiglia che non merita la fiducia del paziente e il paziente lo cambia.
Il medico di famiglia, soprattutto, è il medico che deve fare la ricetta e non deve far aspettare il paziente per quella ricetta, perché è “URGENTE”.
Eppure le ricette, per obbligo di Legge, deontologico e contrattuale, sono un dovere di ogni medico dipendente e convezionato con il Sistema Sanitario Nazionale.
Perché gli specialisti ambulatoriali interni convenzionati ASL non emettono queste ricette? Perché altrettanto non fanno i medici ospedalieri e di Pronto Soccorso? Così come per i certificati telematici di malattia? Perché tutto questo lavoro viene scaricato sul medico di famiglia? Sempre 3 € a paziente l’anno quel medico percepisce. Mica viene gratificato per il lavoro rifiutato ed omesso da altri medici! E, soprattutto, perché il paziente quel suo diritto alla ricetta lo pretende solo dal medico di famiglia? Chi ha accordato tacitamente questo sistema che, per il modo in cui è stato congeniato, sembra essere venuto fuori da un’intesa tra clan camorristici? Eh, sì! “Si fa così perché si è sempre fatto così!”. Proprio come fa la CAMORRA!
E la vittima di tutto questo sistema criminale è l’ammalato che, dovendo peregrinare da studi medici pubblici allo studio medico del proprio medico di famiglia, farsi file infinite per una ricetta o un certificato, poi se la prende con l’altra vittima di questo sistema: il Medico di Famiglia, che ha solo la colpa di essere il reale punto di unione tra il Sistema Sanitario Nazionale e i Cittadini.
I Medici di Famiglia avranno le proprie criticità e le loro colpe, ma da anni stanno pagando per peccati altrui!
Così come il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, che sono dovuti alla mancata risposta degli specialisti territoriali in tempi accettabili. Certo! Se si consente di visitare pochi pazienti al giorno, che difficilmente arrivano a 10, negli ambulatori specialistici, ovvio che l’ammalato cerca di compensare con i Pronto Soccorso.
I Medici di Famiglia sono gli unici che non si tirano indietro per affrontare la grande domanda assistenziale dei Cittadini, ma vanno lasciati liberi di visitare e non di dover stare giornate intere ad emettere ricette che altri medici hanno omesso o rifiutato, consumando anche un reato di rifiuto/omissione d’atto d’ufficio.
I Medici di Famiglia sono i medici delle persone! I Medici di Famiglia non sono i medici delle ricette!!!

Un caldo augurio di Buon Natale e felice anno nuovo! Che possa essere ricco di gioia e salute!💫🎁🎄🎅❄️
25/12/2022

Un caldo augurio di Buon Natale e felice anno nuovo! Che possa essere ricco di gioia e salute!💫🎁🎄🎅❄️

19/12/2022

Altra testimonianza che vale la pena leggere…

In tre giorni, il medico curante di mio padre è passato a visitarlo quattro volte, oltre a telefonarmi due volte al giorno.
Il 118 ci ha mandato un’ambulanza e tre volontari che lo hanno trattato con garbo, delicatezza e attenzione.
Al Pronto Soccorso di Biella gli hanno controllato febbre e pressione, fatto i prelievi, lasciato in attesa, scoperto che ha pure il Covid e ci hanno messi in una stanza separata.
Nell’arco della giornata gli hanno fatto la TAC, una visita neurologica, un’eco alle coronarie e sentito il suo medico per capire quale fosse la cosa migliore da fare riguardo il ricovero.

Il PS era pieno (anche di casi che non erano un'emergenza, diciamolo) e per undici ore ho visto medici, infermieri e OSS muoversi da un paziente all'altro trattando tutti con gentilezza, toni rassicuranti, competenza, anche qualche battuta, chiamando ognuno per nome, consultandosi tra loro sui casi e le necessità, concedendosi ogni tanto lo spazio per una chiacchiera o un sorriso tra loro, piccole cose che rendono turni e doppi turni più sopportabili e umani.
Quando, dopo otto ore, ho detto che mio padre non mangiava dalla sera prima e l’ultimo cambio pulito era di nove ore prima, anziché dirmi "Eh, ci spiace, pensaci tu", mi hanno mandato un OS che lo ha cambiato e che, poco dopo, è spuntato con il vassoio della cena e un “C’è un po’ di tutto, così magari mangi qualcosa anche tu”.

Qualcuno potrebbe sintetizzare in “Un uomo di oltre 90 anni con un ictus tenuto lì per undici ore, che scandalo!”.
Ma quell’uomo sarebbe stato così anche a casa, non era in (immediato) pericolo di vita ed era circondato da personale sanitario.
Al massimo il disagio era mio, ma io ero quella che ringraziava di avere una sanità pubblica a cui fare riferimento, dove magari fanno aspettare undici ore ma fanno tutti i controlli e le cure necessarie, e forse i soldi per pagare quattro visite a domicilio, un trasporto in ambulanza, le visite specialistiche, la Tac, l’eco, gli esami del sangue non tutti li hanno.
Undici ore per avere qualcosa che la maggior parte di noi non potrebbe permettersi resta uno scambio vantaggioso.

Difendiamola di più, questa nostra enorme fortuna.
E chiediamo di difenderla di più, che non deve dare un ritorno economico ma sociale.

(sì, papà non sta bene, del resto ha più di 90 anni, c’est la vie. Siamo in vigile attesa e non solo per il Covid, vi ringrazio fin d’ora per eventuali pensieri, messaggi e commenti e vi chiedo già scusa se non risponderò, confido che capirete.
Non chiedo invece scusa alle divinità in circolazione che in questi giorni sono state evocate con una certa verve, ma immagino ci siano abituate quando decidono di mandare in onda certi puntatoni)

17/12/2022

Voglio condividere un messaggio inviato ad un collega da un paziente italiano trasferitosi in Irlanda…
Leggete perché “merita”, sperando che un giorno ci renderemo conto del Sistema Sanitario che abbiamo in Italia, e si smetta di screditarlo ed abusarlo…

"Dottore!!
Come sta?
Leggo sempre i suoi sfoghi, capisco la sua frustrazione e mi creda che mi spiace molto.
Vorrei raccontarle perché qui la gente non stressa il medico di base e ci va solo in caso di estrema necessità, così magari la convinco a trasferirsi qui 😊 dove la gente la apprezzerebbe davvero (anche se purtroppo non ci sono montagne).

Mi si sono gonfiati due bozzi sulla clavicola, veramente grandi quindi decido di andare a farmi vedere.

- Primo dottore € 80 per visita, € 15 per compilare una ricetta, € 25 per n.20 pastiglie di antibiotico (qui non danno la confezione)
Non in grado di fare una diagnosi mi consiglia di andare dal mio medico di base.

- Medico di base € 80 per visita, € 25 per cambio antibiotico, € 35 per esame del sangue.
No diagnosi, non ha idea. Mi dice di guardare su google perché potrebbe essere preoccupante.

Visita di controllo dal medico di base per i risultato degli esami sangue € 50
No diagnosi, non mi sa dire niente, ma gli esami vanno bene.

Mi manda In ospedale per ecografia al collo €165 che va bene, ma qui non danno l’esito al paziente, lo mandano al medico di base.

Ritorno quindi per controllo dal medico di base a cui vengono inviati risultati analisi e pago altri € 50.
No diagnosi, non mi sa dire niente, mi rimanda per schermografia a pagamento…

In 10 giorni ho speso € 525 e non ho diagnosi…ma sto bene e ne verrò a capo prima o poi con altri €500/600.

La gente in Italia è abituata TROPPO bene e si lamenta perché ha la bocca.
Non sanno apprezzare la qualità della sanità offerta e sono abituati ad avere tutto e subito. Sono accalcati nelle sale d’aspetto dei medici di base solo perché è tutto gratis.

Adesso la saluto perché so che è sempre di corsa, ma sappia che ci manca, è stato il nostro miglior medico e auguriamo a lei e alla sua famiglia un felice Natale e un sereno 2023!!

Patrizia e Stefano
Da Dublino è tutto"

06/12/2022

Si avvisa che nei giorni 7 ed 8 dicembre il Servizio ambulatoriale e di reperibilità sarà sospeso.
Per qualsiasi urgenza potrete rivolgervi al Servizio di Guardia medica, reperibile al numero unico 116117.

22/10/2022

⚠️⚠️⚠️AVVISO IMPORTANTE!!!⚠️⚠️⚠️

Si avvisano tutti i pazienti dello studio che a far data dal 01/11/2022 lo studio medico cambierà sede, trasferendosi in Via Ospedale 16, a Carmagnola.
Gli orari di apertura dell’ambulatorio ed i recapiti di contatto rimarranno invariati.
Insomma, ci vediamo dall’altra parte😉

CAMPAGNA VACCINALE ANTINFLUENZALE 2022-2023Cari pazienti, dal 24 ottobre 2022 inizierà la campagna vaccinale antinfluenz...
13/10/2022

CAMPAGNA VACCINALE ANTINFLUENZALE 2022-2023

Cari pazienti, dal 24 ottobre 2022 inizierà la campagna vaccinale antinfluenzale di questa nuova stagione autunno-inverno.
Contatta il nostro studio per prenotare la tua vaccinazione!
Con l’occasione chiedi anche informazioni riguardo alla possibilità di vaccinarti contro lo PNEUMOCOCCO (un agente patogeno responsabile di gravi forme di polmonite) e l’HERPES ZOSTER( il virus responsabile del Fuoco di Sant’Antonio, che in soggetti fragili e/o immunodepressi può portare gravi conseguenze).
Ti aspettiamo!😊

Info utile per tutti gli over 60 che desiderano ricevere la 4 dose del vaccino antiCovid.
28/09/2022

Info utile per tutti gli over 60 che desiderano ricevere la 4 dose del vaccino antiCovid.

15/09/2022

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER TUTTI I PAZIENTI DELLO STUDIO!!

Si avvisa la gentile utenza che dal mese di Settembre 2022, l'orario di apertura dell'ambulatorio del venerdì sarà dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

Vi ricordo che con l'avvento del Covid, anche le modalità di accesso all'ambulatorio sono variate, come la maggior parte di voi già sanno.
L'accesso alla segreteria rimane libero.
Le visite mediche, invece, sono obbligatoriamente DA PRENOTARSI, attraverso i numerosi canali a vostra disposizione, ovvero tramite l'indirizzo di posta elettronica, lasciando un messaggio alla segreteria telefonica oppure inviando un messaggio via whatsapp.

I riferimenti dell'indirizzo mail, e del numero telefonico, sul quale sono attivi la segreteria telefonica ed il whatsapp, li potete trovare nella sezione INFORMAZIONI di questa pagina, oltre che naturalmente sui canali istituzionali dell'asl.

Indirizzo

Via Ospedale, 16
Carmagnola
10022

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
Martedì 10:00 - 13:00
Mercoledì 16:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 13:00
Venerdì 16:00 - 19:00

Sito Web

Notifiche

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