Z.Orme Onoranze Funebri per Animali

Z.Orme Onoranze Funebri per Animali UN PICCOLO GESTO PER ONORARE
CHI CI HA DATO COSI' TANTO
E CHIESTO COSI' POCO.....

La Z.Orme offre servizi funerari curati in ogni dettaglio nel rispetto della sensibilità di chi ama ogni essere vivente, dedicando ogni piccola attenzione anche all'estremo saluto mettendovi a disposizione uno spazio dove è possibile in tutta discrezione e intimità dare commiato al proprio fedele Amico. Il nostro servizio di cremazione animali a Bergamo nasce dalla volontà di ricambiare e restituire tutto l'affetto e l'amore che i nostri amici a quattro zampe ci hanno spontaneamente donato, offrendo la possibilità di onorarli con un estremo saluto e commiato nella Sala del Ponte dell'Arcobaleno. Disponiamo di un'ampia scelta di urne cinerarie, porta ricordi e applicazioni personalizzabili per onorare la memoria del tuo amico a quattro zampe. Operiamo nel pieno rispetto del dolore di chi ha subito la perdita con un servizio discreto e curato in ogni dettaglio. Dal prelievo e trasporto fino alla cremazione, ogni fase viene eseguita nel massimo rispetto delle norme igienico sanitarie.

Per ampliamento del nostro staff stiamo ricercando una figura maschile referenziata da inserire Full-TimeScrivici a 👉🏻 i...
27/11/2025

Per ampliamento del nostro staff stiamo ricercando una figura maschile referenziata da inserire Full-Time

Scrivici a 👉🏻 info@zorme.it

27/11/2025

Questo border collie si diverte con le foglie cadute durante l’autunno

Perdonami, Bruno… Non ce l’ho fatta. I soldi non bastavano più per curarti, e sono venuto qui per lasciarti andare. Ma p...
25/11/2025

Perdonami, Bruno… Non ce l’ho fatta. I soldi non bastavano più per curarti, e sono venuto qui per lasciarti andare. Ma poi, è successo qualcosa che non scorderò mai.

La clinica veterinaria aveva quell’odore pungente di disinfettante, e un silenzio tagliente che sembrava bloccare il respiro. Alberto era lì, seduto con Bruno tra le braccia. Il suo cane. Il suo compagno di una vita. Una volta correva come un fulmine, rincorrendo palline e farfalle, con quella felicità pura di chi pensa che il mondo sia solo un grande parco giochi. Ora invece, ogni passo era un dolore, ogni respiro un peso che faceva tremare.

Con la sua pensione, Alberto faceva i conti con ogni centesimo. E le cure, ormai, erano diventate un lusso. Così aveva preso la decisione più crudele e più dolorosa: dire addio al suo amico.

Gli accarezzava il pelo come se potesse imprimere per sempre quel gesto nella memoria. — Scusami, vecchio mio… ho fatto tutto il possibile.

Quando lo chiamarono, si alzò con fatica, le lacrime che gli riempivano gli occhi. La veterinaria era giovane, gentile. Ascoltò in silenzio. Guardò Bruno, poi le mani di Alberto che lo stringevano come si stringe qualcosa che non si vuole perdere.

E poi disse, con voce dolce ma ferma: — Non credo sia il momento. Bruno ha ancora voglia di lottare. C’è una cura che possiamo tentare.

Alberto abbassò lo sguardo. — Ma io… io non ho più niente. Solo lui.

Lei sorrise. — A volte, non è il denaro a decidere. Consideri questa la mia scelta. Una piccola battaglia, per la vita.

In quell’istante, qualcosa si riaccese nel cuore di Alberto. Una fiamma che non sentiva da tempo. Speranza.

E il giorno dopo, accadde il piccolo miracolo: Bruno si alzò, lentamente, con la coda che faceva quel movimento timido ma pieno di vita. Gli occhi lucidi, ma pieni di luce. Sul tavolo, i farmaci che la dottoressa aveva portato lei stessa, con discrezione e amore.

Alberto pianse. Non di tristezza. Ma di gratitudine. Perché in quel momento capì che anche nel buio più fitto, può accendersi la luce di un gesto gentile. Che i miracoli esistono, quando qualcuno sceglie di restare. Di aiutare. Di amare.

E forse, la magia più grande è svegliarsi un mattino e vedere che l’amico che credevi perduto… è ancora lì. Ti guarda. Ti ama. Ti aspetta. Come sempre. Come per sempre.

Perché a volte, il vero miracolo è semplicemente non sentirsi soli.

Betty se n’è andata, e oggi il nostro cuore è un po’ più pesante. Era stata salvata nel luglio del 2024, nel pieno dell’...
24/11/2025

Betty se n’è andata, e oggi il nostro cuore è un po’ più pesante. Era stata salvata nel luglio del 2024, nel pieno dell’inverno: incatenata a una casa, coperta di fango e bagnata dalla pioggia. Non conosceva altro che freddo, solitudine e abbandono, e a quell’età era ormai diventata invisibile agli occhi del mondo. Quando l’abbiamo vista, non abbiamo avuto dubbi: meritava un’altra possibilità.

Da quel momento la sua vita è cambiata. Ha scoperto cosa significa essere amata, avere un letto morbido, una ciotola piena, acqua fresca e mani gentili pronte ad accarezzarla. Grazie al lavoro del Pack ha trascorso quasi un anno circondata da una famiglia meravigliosa, insieme ad altri compagni salvati dalle strade di Valparaíso. È stato un periodo breve, forse, ma per lei è stato un mondo intero.

Ed è proprio questo il senso di ciò che facciamo: trasformare storie nate nel dolore in percorsi di rinascita. Ogni salvataggio è una vita che cambia direzione, un cuore che smette di tremare per iniziare a fidarsi. È un impegno che richiede tempo, fatica, e a volte anche lacrime, ma la gratitudine negli occhi di chi salviamo ci ricorda ogni giorno quanto ne valga la pena.

Oggi salutiamo Betty con dolcezza e gratitudine. Sappiamo che questi mesi l’hanno accompagnata verso una vita dignitosa, fatta di calore e rispetto. Ora immaginiamo che corra libera, magari accanto a Minerva, a cui somigliava tanto. Forse non si sono mai incontrate davvero, ma gli animali trovano sempre la strada l’uno verso l’altro quando c’è amore. E noi continueremo ad amarla così: senza fine. 🕊️❤️

In questa giornata uggiosa, già triste di suo, una lacrima ci solca il viso.. è con dispiacere che Auguriamo un Buon Pon...
24/11/2025

In questa giornata uggiosa, già triste di suo, una lacrima ci solca il viso.. è con dispiacere che Auguriamo un Buon Ponte dell' Arcobaleno ad Alaska 🐈, Clay 🐶 e a Spotty 🐶

"Il cane anziano che ha aspettato una visita per 96 giorni"La sua targhetta diceva "Oliver - 12 anni".Era al rifugio da ...
23/11/2025

"Il cane anziano che ha aspettato una visita per 96 giorni"

La sua targhetta diceva "Oliver - 12 anni".

Era al rifugio da 96 giorni e nessuno aveva chiesto di lui.

Nemmeno uno.

I cuccioli andavano e venivano. I cani giovani venivano adottati nel giro di poche ore. Ma Oliver... li guardava andarsene, sdraiato educatamente nella sua cuccia, scodinzolando ogni volta che si avvicinavano dei passi, solo per vedere la gente passare senza pensarci.

L'operatore del rifugio disse: "Si emoziona ancora quando qualcuno apre la sua cuccia. Pensa che oggi potrebbe essere il suo giorno".

Quella frase mi spezzò.

Quando mi sedetti accanto a lui, mi spinse la testa contro il petto con una forza tale che barcollai. Era come se cercasse di aggrapparsi a quel momento, nel caso in cui scivolasse via.

Sussurrai: "Vuoi ve**re a casa con me?"

Si bloccò. Poi mi leccò dolcemente la mano, come per dire: Sei sicura? Io? Davvero?

A casa, si guardò intorno con la lenta curiosità di chi non vedeva conforto da molto tempo. Quando finalmente si sdraiò sul divano, completamente disteso, pacificamente, mi resi conto che probabilmente aveva dormito rannicchiato su superfici dure per mesi.

Quella notte, accadde qualcosa di meraviglioso.

Si avvicinò al mio letto, esitò, appoggiò delicatamente una zampa sul bordo e mi guardò con la domanda più pura negli occhi:

Posso permettermi?

Lo sollevai e si rannicchiò contro il mio fianco come se avesse aspettato 96 giorni per respirare di nuovo.

Ora Oliver si sveglia scodinzolando, mangia di gioia, fa un pisolino al sole e saluta ogni mattina come un miracolo.

Ma mi ha anche insegnato qualcosa di potente:

A volte, quelli che nessuno sceglie hanno più amore da dare.

Se visitassi un rifugio oggi, ti fermeresti prima a guardare i cani anziani?

Stavo facendo la spesa con Koda, il mio pastore tedesco di dieci anni, quando ho notato una donna che ci seguiva con uno...
23/11/2025

Stavo facendo la spesa con Koda, il mio pastore tedesco di dieci anni, quando ho notato una donna che ci seguiva con uno sguardo strano. Non sembrava pericolosa, ma nei suoi occhi c’era una malinconia dolce, come se riconoscesse qualcosa che non riusciva a dire. Una volta arrivati al parcheggio si è avvicinata con esitazione.

Mi ha chiesto, quasi sussurrando, se il cane si chiamasse Koda. Alla mia risposta sorpresa, le sono scese le lacrime. Mi ha raccontato che lo aveva cresciuto quando era cucciolo, durante i mesi in cui viveva con le famiglie affidatarie prima del programma per diventare cane guida. Sul suo telefono aveva ancora le foto: Koda minuscolo, arrotolato tra le sue braccia, il giorno dell’addio.

Le avevano detto che non aveva completato l’addestramento perché troppo affettuoso, e da allora aveva sempre sperato che qualcuno lo amasse davvero. Quando le ho spiegato che oggi è un cane d’allerta per il diabete e che mi ha salvato la vita più volte, si è coperta la bocca con la mano, emozionata e incredula.

Prima di salutarci si è inginocchiata e Koda le è andato incontro come se la riconoscesse. Lei gli ha accarezzato la testa e ha sorriso tra le lacrime, dicendo che era felice di sapere che aveva trovato la vita che meritava. Da quel giorno le mando una foto ogni settimana, e sì, dorme ancora a pancia all’aria proprio come quando era un cucciolo.

Mi chiamo Oscar, e oggi raggiungo un traguardo speciale: vent’anni di vita. Sono più lento nei movimenti, passo dopo pas...
23/11/2025

Mi chiamo Oscar, e oggi raggiungo un traguardo speciale: vent’anni di vita. Sono più lento nei movimenti, passo dopo passo, ma dentro di me c’è ancora lo stesso cuore fedele di sempre.

Non rispondo più con scatti improvvisi quando sento il mio nome, né corro come facevo da giovane, ma il mio affetto non si è mai affievolito. È rimasto lì, saldo, in ogni giorno condiviso.

Ogni ciocca del mio pelo custodisce un ricordo: una carezza inattesa, una passeggiata sotto la pioggia, una lunga attesa accanto alla porta sperando di vederti arrivare. Sono frammenti della mia storia, cuciti insieme da amore sincero.

Dopo vent’anni di lealtà, non chiedo molto. Solo uno sguardo dolce, uno di quelli che mi dice che la mia presenza continua a contare. Perché io sono ancora qui, con tutto l’amore che posso dare. ❤️

Quando arriva la sera, i dipendenti di questo negozio sistemano delle semplici scatole di cartone fuori dall’ingresso pe...
22/11/2025

Quando arriva la sera, i dipendenti di questo negozio sistemano delle semplici scatole di cartone fuori dall’ingresso per dare riparo agli animali randagi. È un gesto quotidiano, ma per loro significa avere un luogo sicuro in cui riposare.

Pian piano, i cani arrivano uno dopo l’altro, si avvicinano con fiducia e scelgono la loro scatola preferita. In pochi minuti, ogni piccolo rifugio improvvisato si riempie di corpi stanchi che finalmente trovano un po’ di pace.

Non sono cucce costose né progetti ufficiali: sono solo scatole, coperte e tanta gentilezza. Ma spesso sono proprio questi gesti semplici a fare la differenza nella vita di chi non ha nulla.

Raccontare iniziative così è importante: ricordano a tutti che la solidarietà non richiede grandi mezzi, solo umanità e attenzione verso chi è più fragile.

Nelle sere fredde, un cane restava seduto davanti all’ingresso di un supermercato. Non abbaiava e non cercava l’attenzio...
21/11/2025

Nelle sere fredde, un cane restava seduto davanti all’ingresso di un supermercato. Non abbaiava e non cercava l’attenzione di nessuno: semplicemente aspettava. Aveva il pelo sporco e lo sguardo carico di una speranza testarda, osservando ogni persona come se cercasse qualcuno che non sarebbe più tornato.

Rimase lì per giorni, sotto la pioggia e sotto il sole. Alcuni passanti gli lasciavano una carezza o un po’ di cibo, ma la maggior parte proseguiva oltre. Finché una donna, di nome Clara, si fermò davvero a guardarlo. Nei suoi occhi colse qualcosa di più della fame: vide la resistenza silenziosa di un cuore fedele.

Un dipendente del negozio le spiegò che il cane era stato abbandonato proprio lì dal suo proprietario, e che da allora non si era più mosso. Continuava a vegliare lo stesso punto, convinto che un giorno qualcuno sarebbe tornato a prenderlo. In quella sera, Clara si sedette accanto a lui e gli parlò con dolcezza, come per dirgli che non era più necessario aspettare.

Il mattino seguente tornò con un collare. Il cane, che avrebbe chiamato Buddy, la guardò con timida fiducia e si alzò lentamente. Quando Clara gli disse di seguirla, lui fece il primo passo verso una nuova vita. Col passare delle settimane, il suo sguardo si illuminò di nuovo e il suo pelo tornò lucente. Non aspettava più davanti a una porta fredda: aspettava a casa, certo di essere finalmente amato.

💔 “Oggi ero venuto a dirgli addio… ma il destino aveva altri piani.”Mateo entrò nella clinica veterinaria con il cuore a...
21/11/2025

💔 “Oggi ero venuto a dirgli addio… ma il destino aveva altri piani.”
Mateo entrò nella clinica veterinaria con il cuore a pezzi.
Tra le braccia teneva Rocco: il suo compagno di vita, il suo guardiano, la sua famiglia.
Il cane era debole, sfinito, respirava come se ogni respiro fosse una battaglia ormai persa.
La veterinaria lo guardò con tristezza.
— Mi dispiace, Mateo… il suo corpo non sta più rispondendo — sussurrò.
E con quelle parole, il mondo per lui si fermò.
Mateo si sedette con Rocco sulla lettino.
Lo abbracciò forte, così forte da voler fermare il tempo.
Il suo odore di casa, di pomeriggi di giochi, di anni di fedeltà… era ancora lì.
Ma Rocco era tiepido, pesante, quasi immobile. 😢🐶
— Grazie per essere stato il mio amico — mormorò Mateo, con la voce spezzata —. Grazie per non avermi mai lasciato solo.
La veterinaria preparò la siringa.
L’assistente abbassò la luce principale per rendere quel momento più sereno.
Il silenzio era così profondo che persino l’aria sembrava avere paura di muoversi.
E allora accadde ciò che nessuno si aspettava.
Proprio prima che la veterinaria compisse l’ultimo passo, un suono ruppe il silenzio.
Un ansito.
Un sospiro forte.
Vivo.
Il monitor, che fino a poco prima mostrava appena un battito, iniziò a salire… e salire.
Come se un cuore che aveva perso la battaglia decidesse di combattere ancora. ❤️‍🔥
— Non è possibile… — mormorò la veterinaria, facendo un passo indietro sorpresa.
Rocco, che pochi minuti prima sembrava andarsene, mosse una zampa.
Poco, appena un gesto… ma abbastanza per far tornare il respiro a Mateo.
E poi accadde qualcosa che lasciò tutti senza parole:
Rocco aprì gli occhi.
Stanchi, deboli… ma pieni di vita.
E li fissò direttamente negli occhi di Mateo.
Non era un riflesso.
Non era un movimento involontario.
Era lui.
Lui che tornava dal bordo dell’addio.
Un piccolo gemito gli uscì dal petto.
Mateo sentì il calore tornare nel corpo del suo cane, come un miracolo che si risvegliava sotto le sue mani.
— Sta lottando — sussurrò l’assistente, con le lacrime agli occhi —. Vuole restare.
La veterinaria abbassò la siringa.
Mateo riabbracciò Rocco.
Ma questa volta non era per salutarlo…
Era per riaverlo.
Per dirgli senza parole:
“Resta… sono qui con te.”
Rocco appoggiò il muso sul braccio di Mateo, come quando si addormentavano insieme sul divano.
Una promessa silenziosa.
Un miracolo inatteso.
Un amore che sfidò perfino la morte. 🐾💛✨

Quando abbiamo portato Milo a casa dal rifugio, mi si è gelato il cuore vedendolo stringere quel vecchio peluche rosa co...
20/11/2025

Quando abbiamo portato Milo a casa dal rifugio, mi si è gelato il cuore vedendolo stringere quel vecchio peluche rosa come fosse l’unica cosa al mondo. Era lì da otto mesi, sempre messo da parte mentre le famiglie sceglievano cani più giovani e senza cicatrici.

A casa abbiamo cercato di farlo sentire al sicuro, gli abbiamo preparato un letto morbido e caldo, ma Milo non lasciava mai il suo giocattolo. Dormiva solo tenendolo contro di sé, tremando al minimo rumore, e io e mio marito ci guardavamo in silenzio chiedendoci se ce l’avremmo fatta davvero.

Un pomeriggio mio marito è sparito nella stanza degli ospiti con una busta piena di lana e ferri da maglia. Aveva guardato tutorial e scritto ad artigiani per imparare almeno il necessario: voleva creare qualcosa che gli facesse sentire un abbraccio vero.

Dopo tre settimane è arrivato con un piccolo maglioncino blu, storto e imperfetto, ma pieno d’amore. Milo l’ha capito subito e da allora dorme sereno, ancora vicino alla sua peluche ma senza paura. A volte basta un gesto così per ricordare a qualcuno che non è più solo.

Indirizzo

Via Bolgare, 19
Carobbio Degli Angeli
24060

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