Poliambulatorio Rehadu

Poliambulatorio Rehadu Rehadu è un poliambulatorio fisiokinesiterapico che ospita diversi professionisti del settore.

25/01/2026

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

25/01/2026

Ti è mai capitato di avvertire formicolio, intorpidimento o dolore irradiato al braccio, alla spalla o al collo senza una causa apparente? Potrebbe essere coinvolta una radice cervicale!

I dermatomeri cervicali sono le aree cutanee innervate dalle radici spinali C1-C8 e svolgono un ruolo fondamentale nella percezione sensoriale dell’arto superiore e del collo.

PERCHÉ È IMPORTANTE CONOSCERLI?

Ogni radice nervosa cervicale invia segnali a una zona specifica del corpo. Se una di queste radici viene compressa, irritata o danneggiata (ad esempio, da un’ernia discale, spondilosi cervicale o stenosi), il paziente può riferire alterazioni della sensibilità e dolore irradiato lungo il percorso nervoso.

MAPPA DEI DERMATOMERI CERVICALI

C2 → Sensibilità alla parte posteriore della testa e della nuca
C3 → Collo posteriore e laterale
C4 → Spalla e zona clavicolare
C5 → Parte laterale del braccio fino al gomito
C6 → Faccia laterale dell’avambraccio, pollice e indice (il classico dolore della radicolopatia C6)
C7 → Dita medie della mano, con estensione fino all’avambraccio posteriore
C8 → Mignolo, anulare e bordo ulnare della mano

QUANDO UN DERMATOMERO È ALTERATO?

Una compressione radicolare può manifestarsi con sintomi come:

Dolore radicolare. Dolore che segue il percorso della radice nervosa
Parestesie. Formicolii, intorpidimenti, sensazioni di “scossa elettrica”
Ipoestesia. Riduzione della sensibilità tattile
Debolezza muscolare. Se oltre alla sensibilità, è coinvolta anche la componente motoria

Esempi pratici.

Se il pollice e l’indice sono intorpiditi o dolenti → Possibile compressione di C6

Se il dito medio è colpito → Possibile coinvolgimento di C7

Se il mignolo e l’anulare sono interessati → Attenzione alla radice C8

COSA PUÒ PROVOCARE UNA RADICOLOPATIA CERVICALE?

Ernia del disco → Compressione della radice a livello foraminale

Artrosi cervicale → Riduzione dello spazio intervertebrale e osteofiti

Disfunzioni posturali → Compressione cronica dovuta a iperlordosi cervicale o tensioni muscolari

Traumi e colpi di frusta → Infiammazioni o stiramenti delle radici nervose

QUANDO PREOCCUPARSI?

Se i sintomi persistono, peggiorano o si associano a perdita di forza, difficoltà motorie o alterazioni della funzione degli arti superiori, è fondamentale eseguire una valutazione fisioterapica e neurologica per comprendere la causa del problema e impostare un trattamento mirato.

CONCLUSIONE: CONOSCERE I DERMATOMERI SIGNIFICA PREVENIRE!

Saper riconoscere il pattern dermatomerico aiuta a identificare precocemente l’origine di un dolore irradiato e a trattarlo nel modo più efficace.

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22/01/2026

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16/01/2026

🎉 È di nuovo giovedì! Benvenuti ad un nuovo episodio di “Muscolandia: esplorando la mappa dei muscoli!” 🎉

Oggi scendiamo lungo l’avambraccio per incontrare un muscolo che salva la presa quando tutto il resto vacilla: il brachioradiale!

Dettagli anatomici

Il brachioradiale è un muscolo superficiale e potente, facilmente visibile nella parte laterale dell’avambraccio, soprattutto negli atleti e nei lavori manuali.

Origina dal margine laterale dell’omero (cresta sopraepicondiloidea laterale) e si inserisce sul processo stiloideo del radio.

Innervazione: nervo radiale (C5–C6)

Funzioni principali

Flette il gomito, ma solo in posizione neutra (pollice verso l’alto), stabilizza l’articolazione del gomito durante movimenti rapidi o pesanti e aiuta nella pronazione o supinazione verso la posizione neutra.

Tipi di dolore

Il brachioradiale può generare fastidi molto comuni, spesso confusi con altre strutture: dolore laterale al gomito, simile all’epicondilite (ma più distale), tensione durante la presa o il sollevamento di carichi, rigidità o fastidio dopo lunghe sessioni al computer o con strumenti manuali e trigger point che irradiano verso il pollice o il dorso della mano.

Funzione quotidiana

Lavora ogni volta che devi flettere il gomito con la presa neutra come portare la bottiglia alla bocca, usare un cacciavite o una chiave inglese, sollevare pesi con manubri a presa “hammer”, aprire una porta con maniglia a leva e tenere il cellulare con fermezza.

È un muscolo di riserva: si attiva quando gli altri flessori non bastano!

Esercizio di allungamento (Stretching in estensione e pronazione)

1. Stai in piedi, braccio disteso lungo il fianco, palmo rivolto indietro.
2. Ruota l’avambraccio in pronazione (palmo verso il basso).
3. Estendi il polso e tira delicatamente con la mano opposta.
4. Mantieni la spalla bassa e senti il punto di tensione sull’avambraccio laterale.
5. Tieni 20-30 secondi e ripeti.

Ottimo per scaricare tensioni del brachioradiale e riequilibrare l’avambraccio.

Esercizio di rinforzo (Curl a martello)

1. In piedi o seduto, tieni un manubrio con il pollice rivolto verso l’alto.
2. Flette il gomito fino a 90°, poi torna lentamente in estensione.
3. Mantieni sempre il polso neutro, senza ruotare.
4. Esegui 10-12 ripetizioni per lato.

Rafforza il brachioradiale e migliora la stabilità del gomito e la forza di presa.

Curiosità scientifica

Il brachioradiale è l’unico muscolo flessore del gomito innervato dal nervo radiale, tipicamente considerato un nervo estensore! È un esempio perfetto di eccezione anatomica con una funzione di compensazione.

Conclusione

Il brachioradiale è un muscolo robusto, spesso sottovalutato, ma fondamentale per la stabilità e la potenza della presa. Va considerato in caso di dolori al gomito, debolezza di flessione e sovraccarichi da lavoro manuale.

Ci vediamo giovedì prossimo per un nuovo viaggio nella mappa muscolare di Muscolandia! 😁

20/12/2025
Cena e saggio di Natale ASD LA FENICE🎄 Complimenti a tutti per le interrogazioni brillantemente superate!Buone feste a t...
04/12/2025

Cena e saggio di Natale ASD LA FENICE🎄 Complimenti a tutti per le interrogazioni brillantemente superate!Buone feste a tutti!

13/11/2025

Tutti credono che il dolore laterale dell’anca sia solo una borsa infiammata.

Falso.

Quasi sempre è il modo in cui il corpo segnala che quella zona lavora per tutti gli altri.

Guarda l’immagine: la borsa trocanterica, quel piccolo cuscino che separa i tendini dal femore, non è nata per infiammarsi. Si infiamma solo quando fa gli straordinari.

Lo psoas dorme, i glutei lavorano male, il bacino perde simmetria, e allora quel cuscinetto cerca di proteggere tutto.. finché non cede.

Per chi non è del mestiere

Quando senti dolore sul fianco dell’anca (soprattutto se peggiora di notte o quando dormi su quel lato), non dare la colpa alla “borsite”. È come prendersela col pompiere che arriva per spegnere l’incendio. La borsa non è il problema: è la vittima del disordine posturale.

Per i colleghi clinici

Sindrome dolorosa laterale d’anca (Greater Trochanteric Pain Syndrome): tendinopatia del gluteo medio/piccolo e compensi da pattern anteriore. Spesso associata a ridotto controllo pelvico in appoggio monopodalico, deficit di rotazione interna e debolezza funzionale dei glutei.

La borsa è solo il “bersaglio finale” di una catena che parte dalla lombare e dal bacino.
Approccio: retraining lombo-pelvico, de-tensioning fasciale laterale e rieducazione del carico in asse.

E quindi?

Non chiederti “come disinfiammo la borsa”.
Chiediti “perché il corpo la sta usando come scudo”.
Il dolore non è un nemico: è un tentativo di protezione.

Prova questo. Mettiti su una gamba sola davanti allo specchio.
Riesci a restare fermo senza che il bacino crolli da un lato?
Se no, il tuo corpo ti sta già avvisando.

La borsa trocanterica non ti odia.
Sta solo chiedendo ferie dopo mesi di lavoro per i muscoli pigri di bacino, colonna e gambe.

Post divulgativo a scopo educativo.
Non sostituisce la valutazione fisioterapica personalizzata.

11/11/2025

Finalmente è martedì! Benvenuti a un nuovo episodio di “Neurolandia: il sistema nervoso come non lo avete mai visto!”

Oggi seguiamo il filo (anzi, il nervo!) che dalla coscia arriva fino al malleolo mediale, passando quasi inosservato.. fino a quando non comincia a pizzicare, bruciare o dare segni di sé.

Signore e signori, ecco a voi il nervo safeno: lungo, silenzioso, ma pronto a farsi sentire quando meno te lo aspetti!

Dove sta?

Il nervo safeno è il ramo sensitivo più lungo del nervo femorale.

Ecco il suo decorso in breve. Origina nel triangolo femorale, come ramo del nervo femorale. Scende lungo la faccia mediale della coscia, accompagnando l’arteria femorale all’interno del canale degli adduttori. Emerge dal canale nel terzo distale della coscia e si porta posteriormente al condilo mediale del femore.

Continua lungo la faccia mediale della gamba, fino a raggiungere la regione del malleolo mediale, dove fornisce innervazione sensitiva anche al dorso del piede (medialmente).

Che cosa fa?

Il nervo safeno è puramente sensitivo, e il suo compito è chiaro. Fornire sensibilità cutanea alla faccia mediale del ginocchio, alla faccia mediale della gamba, alla regione del malleolo mediale, e alla porzione mediale del dorso del piede.

Non controlla alcun muscolo.. ma senza di lui, non sentiremmo una buona parte della gamba interna!

Come si lamenta?

Quando il nervo safeno è irritato o compresso, può causare dolore urente o a scossa elettrica lungo la gamba mediale, formicolii o parestesie dal ginocchio in giù, spesso fino al piede.

Può esserci una sensibilità alterata o ridotta lungo il decorso del nervo e un peggioramento dei sintomi con la flessione prolungata del ginocchio o compressione locale (es. bendaggi, protesi, pantaloni aderenti).

Attenzione: essendo sensitivo, non darà mai debolezza muscolare, ma può comunque limitare il movimento per fastidio o dolore.

Ruolo nella vita quotidiana

Il nervo safeno si attiva ogni volta che ti inginocchi o stai a lungo in appoggio sulle ginocchia, indossi calze a compressione o tutori stretti, ti siedi con la gamba piegata a lungo (es. viaggi in auto) e applichi pressione nella zona mediale della tibia o del ginocchio.

Patologie e disfunzioni

Sindrome del canale degli adduttori (compressione del nervo safeno all’interno del canale di Hunter), lesioni post-operatorie (dopo interventi al ginocchio come artroscopia, sostituzione protesica può essere lesionato o irritato), traumi diretti o cicatrici post-chirurgiche nella regione mediale della gamba e compressione da tutori o bendaggi stretti.

Curiosità neurologica

Il nervo safeno è l’unico ramo del nervo femorale a superare il ginocchio! Per questo può essere una causa nascosta di dolori inspiegabili alla gamba, soprattutto se il paziente non ha segni lombari o motori evidenti.

Approccio fisioterapico

Ecco alcune strategie per gestire una disfunzione del nervo safeno: tecniche di neurodinamica specifiche (es. slider), rilascio miofasciale e trattamento dei tessuti circostanti nella coscia mediale, ginocchio e gamba, trattamento di cicatrici e mobilizzazione delle aderenze post-chirurgiche, educazione posturale e consigli su scarpe, tutori, abbigliamento. Crioterapia localizzata e terapie fisiche per modulare la sensibilità.

Conclusione

Il nervo safeno è come un narratore silenzioso: non comanda i movimenti, ma racconta tutto quello che succede sulla faccia interna della gamba. E se quel racconto inizia a bruciare, formicolare o pizzicare.. forse è il momento di ascoltarlo!

Ci vediamo martedì prossimo su Neurolandia… perché quando i nervi parlano, noi impariamo ad ascoltarli. 🤗

Nota bene

Anche se a Neurolandia i nervi parlano.. la diagnosi medica la fa il medico. Quindi, se i sintomi ti fanno compagnia da troppo tempo, ascolta i segnali e confrontati con un neurologo o uno specialista medico. Noi siamo qui per spiegarti come funzionano le cose, ma la cura parte sempre da una valutazione sanitaria. E spesso, il fisioterapista è proprio il primo professionista sanitario a intercettare quei segnali e indirizzare nel modo giusto. 🫶

30/09/2025

Finalmente è martedì! Benvenuti ad un nuovo episodio di “Neurolandia: il sistema nervoso come non lo avete mai visto!”

Oggi parliamo di un nervo famoso, anzi famigerato. Uno che ha tre rami, una sensibilità da far paura, e quando decide di lamentarsi.. lo fa con stile. E dolore.

È il nervo trigemino, quinto nervo cranico e custode assoluto della sensibilità facciale.
Un nervo che conosce ogni dettaglio del tuo viso, delle tue mascelle, dei tuoi denti, degli occhi, del naso, perfino della cornea. Quando lavora bene, è silenzioso. Quando soffre, si fa ricordare.

Dove sta?

Il trigemino origina nel tronco encefalico, a livello del ponte, e da lì si dirige verso il ganglio di Gasser (o ganglio trigeminale), dove si divide in tre rami principali: ramo oftalmico (V1, completamente sensitivo, attraversa la fessura orbitale superiore), ramo mascellare (V2, sensitivo, attraversa il forame rotondo), ramo mandibolare (V3, misto, esce dal forame ovale).

Ogni ramo ha un percorso ricco di connessioni con pelle, mucose, muscoli e strutture profonde. È il nervo cranico più voluminoso.

Che cosa fa?

Funzione sensitiva

V1 fornisce la sensibilità della fronte, cuoio capelluto anteriore, palpebra superiore, occhio, cornea, radice del naso.

V2 fornisce la sensibilità di guancia, labbro superiore, denti superiori, mucosa del naso, palato.

V3 fornisce la sensibilità di labbro inferiore, denti inferiori, parte esterna del padiglione auricolare, mandibola.

Funzione motoria (solo V3)

Innerva i muscoli masticatori (massetere, temporale, pterigoidei), più il muscolo miloioideo, il ventre anteriore del digastrico, il muscolo tensore del timpano e del velo palatino.

È il nervo che ti permette di sentire ogni cosa sulla faccia.. e anche di masticarla!

Come si lamenta?

La più nota (e temuta) manifestazione? La nevralgia del trigemino: un dolore acuto, lancinante, improvviso, a scarica, descritto come una stilettata sul viso.

Altri sintomi da disfunzione trigeminale sono parestesie o ipoestesia sul volto, alterazione del riflesso corneale (V1 input sensitivo), debolezza o atrofia dei muscoli masticatori (se V3 è coinvolto) e dolori mascherati da disfunzioni ATM, emicranie e dolori dentari inspiegabili.

Ruolo nella vita quotidiana

Il trigemino lavora costantemente ogni volta che mastichi, sbadigli, deglutisci, ogni volta che senti vento sulla guancia o la carezza di una barba, quando ti tocchi gli occhi o stringi i denti, quando il dentista fa “toc” e tu dici “ho sentito tutto”.

Senza di lui, il volto perde senso e funzione.
Con lui infiammato.. la vita può diventare un incubo.

Patologie e disfunzioni

Nevralgia del trigemino (idiopatica, vascolare, secondaria a compressioni o sclerosi multipla), disfunzione ATM con coinvolgimento sensitivotrigeminale, neurite o neurinomi del trigemino (rari), ma anche sindrome di Tolosa-Hunt (coinvolge anche il V1), neuralgia post-erpetica (dopo infezione da herpes zoster) e sindrome dolorosa miofasciale con attivazione centrale del trigemino.

Curiosità neurologica

Il nervo trigemino ha connessioni profonde con i nuclei del tronco encefalico, ed è implicato in meccanismi di modulazione del dolore centrale. È anche coinvolto nel riflesso lacrimale (stimolo sensitivo V1, risposta motoria VII) e in molti meccanismi di allerta vegetativa.

E non dimentichiamolo: la sua irritazione può simulare dolori dentari, otalgie, emicranie e cefalee.. spesso per mesi.

Approccio fisioterapico

Nel contesto delle disfunzioni muscolari, articolari o posturali, il fisioterapista può valutare la componente muscolo-articolare di mandibola, cranio e collo (soprattutto per V3), trattare le disfunzioni ATM (articolazione temporo-mandibolare), lavorare su trigger miofasciali (massetere, temporale, sternocleidomastoideo, suboccipitali).

Il fisioterapista può agire sul sistema nervoso autonomo (tramite tecniche di rilassamento e respirazione), educare il paziente sulla gestione del dolore persistente e del carico mandibolare, e nei quadri cronici, collaborare con neurologo, dentista, otorino e psicologo.

Nelle nevralgie vere e proprie, il fisioterapista non fa diagnosi medica ovviamente, ma può contribuire alla gestione dei meccanismi sensitivi associati e del contesto funzionale complesso.

Conclusione

Il nervo trigemino è il regista della sensibilità facciale, il guardiano della masticazione,
e il responsabile di alcuni dei dolori più intensi e strani che si possano immaginare. Trattalo con cura, ascolta il suo linguaggio.. e ricorda: dietro ogni sorriso, c’è un trigemino che lavora in silenzio.

Ci vediamo martedì prossimo su Neurolandia.. perché quando i nervi parlano, noi impariamo ad ascoltarli. 🤗

Nota bene
Anche se a Neurolandia i nervi parlano.. la diagnosi medica la fa il medico. Quindi, se i sintomi ti fanno compagnia da troppo tempo, ascolta i segnali e confrontati con un neurologo o uno specialista medico. Noi siamo qui per spiegarti come funzionano le cose, ma la cura parte sempre da una valutazione sanitaria. E spesso, il fisioterapista è proprio il primo professionista sanitario a intercettare quei segnali e indirizzare nel modo giusto. 👏

23/09/2025
Terminate per ora le giornate di prova del Qi Gong.Per info e iscrizioni ASD LA FENICE presso Poliambulatorio REHADU in ...
23/09/2025

Terminate per ora le giornate di prova del Qi Gong.
Per info e iscrizioni ASD LA FENICE presso Poliambulatorio REHADU in via L.da Vinci 16 o chiamare il n. 3496763866

13/09/2025

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