Dott. Mario SimonciniMedico chirurgo specializzato in Dermatologia

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Dott. Mario SimonciniMedico chirurgo specializzato in Dermatologia Liceo Classico "E.Repetti" ,Carrara
Medico-Chirurgo, Pisa
Specialista in Dermatologia,L'Aquila

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11/01/2026

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NEXOBRID, il prodotto innovativo per il trattamento delle ustioni

In questi giorni, a seguito della tragedia di Cras-Montana, si sta parlando di un farmaco innovativo per il trattamento delle ustioni: il NEXOBRID.
Vediamo assieme di che si tratta e che indicazioni ha.

È un prodotto topico (cioè ad azione locale) sotto forma di gel e a base di Bromelina, una sostanza estratta dal gambo dell’ananas.
La Bromelina contenuta nel preparato svolge un'azione PROTEOLITICA mirata, ossia riconosce e degrada le proteine dei tessuti cutanei che sono stati danneggiati dal calore, risparmiando invece quelli sani.

Le ustioni, come anche alcune problematiche legate a patologie circolatorie (es. ischemie, diabete), inducono la formazione delle cosiddette "ESCARE", ossia delle zone di tessuto necrotico, non più in grado di rigenerarsi: l'aspetto è quello di una crosta dura e secca, di colore nerastro, aderente ai tessuti sottostanti e insensibile al tatto (a causa della distruzione delle terminazioni nervose della cute).
L'escara, di fatto, impedisce la guarigione e aumenta i rischi clinici (infezioni, sepsi), motivo per cui la sua rimozione precoce è fondamentale.
Purtroppo però, per le sue caratteristiche, la zona necrotica è molto difficile da rimuovere chirurgicamente: nella mia esperienza clinica, si attua il cosiddetto "debridement", una procedura delicata che prevede la rimozione tangenziale della parte "crostosa" mediante il bisturi, cercando di preservare al massimo i tessuti sani sottostanti.
Capite bene come tale trattamento sia estremamente difficile, doloroso e traumatico, soprattutto in caso di ustioni estese.

Grazie ai processi della scienza e della tecnologia, però, i ricercatori hanno sviluppato un prodotto innovativo da applicare direttamente sulla parte necrotica, in grado di "sciogliere" la crosta in maniera selettiva senza intaccare i tessuti sani e senza necessità di interventi chirurgici invasivi e rischiosi per il paziente.
Insomma, si tratta di una sorta di "chirurgo chimico intelligente”, che sa cosa eliminare e cosa preservare.
Il Nexobrid quindi riduce drasticamente la necessità di ricorrere alla chirurgia e agli innesti cutanei, accelera i processi di guarigione delle lesioni e migliora gli esiti estetici e funzionali.

Sebbene il costo iniziale del farmaco possa apparire elevato (si stima che il valore del prodotto inviato all'ospedale Niguarda sia pari a circa 20.000 euro), le analisi economiche mostrano come la cifra venga ampiamente compensata in termini di risparmio per interventi chirurgici, trasfusioni, giorni di ricovero in terapia intensiva e complicanze. Senza contare il vantaggio diretto sui pazienti anche per quanto riguarda il dolore e la sofferenza legata a procure e trattamenti più invasivi e prolungati.

NexoBrid rappresenta un cambio di paradigma nella cura delle ustioni gravi, frutto della ricerca biomedica e di un approccio più efficace, rapido e umano.
Il suo impiego potrebbe aprire nuove strade anche nella cura delle escare in pazienti con altre patologie.

Immagine da: MediWound

09/01/2026

Buonasera a tutti,volevo ricordare che svolgo la mia professione anche negli Ambulatori Medici Pubblica Assistenza di Marina di Carrara,via Nazario Sauro 68,telefono per informazioni e prenotazioni 0585633333.

I nostri servizi non hanno fini di lucro e ci aiutano a sostenere l’impegno per la comunità

06/01/2026

GIURAMENTO DI IPPOCRATE

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che
assumo, giuro:
- di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione;
- di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale;
- di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute;
- di non compiere mai atti finalizzati a provocare la morte;
- di non intraprendere né insistere in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, senza mai abbandonare la cura del malato;
- di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e sul rispetto dei valori e dei diritti di ciascuno e su un’informazione, preliminare al consenso, comprensibile e completa;
- di attenermi ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell’autonomia della persona;
- di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina, fondato sul rigore etico e scientifico della ricerca, i cui fini sono la tutela della salute e della vita;
- di affidare la mia reputazione professionale alle mie competenze e al rispetto delle regole deontologiche e di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
- di ispirare la soluzione di ogni divergenza di opinioni al reciproco rispetto;
- di prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettermi a disposizione dell'Autorità competente, in caso di pubblica calamità;
- di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato,inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio;
- di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della professione.

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24/12/2025

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IL CIBO DELLE FESTE PUÒ POTENZIARE L’IMMUNOTERAPIA
Dall'olio d’oliva al miele: ecco i cibi delle feste che aiutano l’immunoterapia
Il professore Paolo Ascierto: “Una serie crescente di ricerche ha dimostrato che in alcuni alimenti, anche tipicamente natalizi, possono celarsi sostanze in grado di potenziare l'immunoterapia”

L'alimentazione non è più solo prevenzione, ma un alleato terapeutico di precisione contro il cancro. Infatti, specifiche molecole contenute in alcuni alimenti, tra cui anche cibi tipicamente natalizi, possono agire come veri e propri interruttori per il sistema immunitario, potenziando l'efficacia dell'immunoterapia: dall'acido oleico contenuto nell'olio d'oliva e nella frutta secca, fino al fruttosio dei fichi secchi e dei datteri, al miele alla base di struffoli e torrone, per concludere con l'acido trans-vaccenico che si trova nella carne e nei latticini provenienti da animali da pascolo. Prodotti, naturalmente, da consumare con moderazione. A fare il punto su quali siano gli alimenti ‘alleati’ e quali no, sono stati gli specialisti riuniti recentemente a Napoli in occasione della XVI edizione del Melanoma Bridge e della XI edizione dell’Immunotherapy Bridge, due eventi internazionali dedicati all’immunoterapia.

“Per decenni, la relazione tra dieta e cancro è stata spesso ridotta a divieti e avvertimenti – dichiara Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus –. Oggi, una serie crescente di ricerche scientifiche sta rivoluzionando questa prospettiva, dimostrando che nel cibo possono celarsi sostanze che agiscono da 'booster' dei trattamenti, potenziando l'efficacia dell'immunoterapia”.

Olio d'oliva

Un recente studio apparso sulla rivista Signal Transduction and Targeted Therapy*, del gruppo di Nature, ha rivelato come la qualità dei grassi assunti possa programmare la nostra immunità antitumorale. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Hong Kong ha scoperto che l'acido oleico, un grasso monoinsaturo fondamentale della dieta mediterranea, è in grado di ripristinare la funzionalità delle cruciali cellule gamma delta T del nostro sistema immunitario, compromessa dall'eccessiva presenza di acido palmitico (un grasso saturo). “Gli scienziati cinesi – commenta Ascierto – hanno scoperto che l'acido oleico, di cui è ricco l'olio d'oliva, e presente ad esempio anche nell'avocado e nella frutta secca (come noci e mandorle), è in grado di 'ricaricare' queste cellule T, potenziando significativamente la loro aggressività contro i tumori. Al contrario gli acidi grassi saturi, come l'acido palmitico presente in alimenti trasformati, olio di palma e carni grasse, tendono a promuovere l'infiammazione e lo stress ossidativo. In sostanza, la corretta scelta dei grassi nel nostro regime alimentare sembra determinare se le nostre cellule T saranno armate o disarmate nella lotta contro le cellule maligne”.

Fruttosio

Se la bilancia tra grassi saturi e insaturi è cruciale, ancora più sorprendente è il ruolo rivalutato di uno zucchero semplice: il fruttosio. Per lungo tempo associato alla crescita di alcuni tumori, uno studio condotto a Shanghai e pubblicato su Cell Metabolism* ha rivelato una realtà più sfumata: una dieta ricca di fruttosio è in grado di rafforzare la risposta immunitaria contro il cancro, riducendone la progressione e la letalità. “Lo studio ha dimostrato che il fruttosio alimentare, che si trova in alimenti tipicamente natalizi come i fichi secchi e i datteri, promuove l’immunità antitumorale delle cellule aumentando l’attività dei linfociti T CD8+, le cellule 'killer' responsabili di identificare e uccidere le cellule tumorali – specifica Ascierto –. Questo potenziamento è mediato dalla produzione di leptina, l'ormone della sazietà”. Ma attenzione. “Lo studio non indica che fare incetta di zuccheri aiuti automaticamente a contrastare il tumore - precisa l'oncologo -. I risultati suggeriscono piuttosto che il fruttosio potrebbe essere sfruttato in modo mirato”. Non a caso, il professor Ascierto è impegnato in un progetto di ricerca AIRC volto a migliorare la risposta clinica all’immunoterapia nel melanoma, perfezionando la composizione del microbiota intestinale attraverso la combinazione di dieta mediterranea e l'integrazione alimentare con fruttosio e fibre idrosolubili.

Carne e latticini

Un altro nutriente sorprendente è l'acido trans-vaccenico (TVA), una molecola che l'organismo umano non può produrre da solo e che si trova nella carne e nei latticini provenienti da animali da pascolo. Uno studio dell’Università di Chicago ha riabilitato, almeno in parte, il consumo di questi alimenti, scoprendo che il TVA è in grado di rafforzare la risposta immunitaria contro il cancro. “Il meccanismo è duplice – spiega Ascierto –. il TVA inibisce un recettore (il GPR43) solitamente attivato da acidi grassi dannosi, e contemporaneamente attiva il 'percorso CREB”'che migliora la sopravvivenza e la differenziazione cellulare”. I risultati clinici sono promettenti: i pazienti con livelli più elevati di TVA circolante nel sangue hanno risposto meglio all’immunoterapia, comprese le terapie con cellule CAR-T. “Ciò che conta è il nutriente TVA e la sua eventuale assunzione nelle dosi giuste, non la sua fonte (carne e latticini) – sottolinea Ascierto –. L'obiettivo non è eccedere nel consumo di carne rossa, ma utilizzare il TVA come supplemento alimentare per massimizzare l’efficacia dei trattamenti”.

Dieta da combattimento

Questi studi, dal bilanciamento dei grassi alla modulazione operata da fruttosio e TVA, dimostrano inequivocabilmente che l'interazione tra dieta e sistema immunitario non è un concetto banale, ma una complessa rete biochimica. “La ricerca si sta muovendo verso la definizione di una vera e propria 'dieta da combattimento' personalizzata – conclude Ascierto –. Sono necessari ulteriori studi per comprendere esattamente se e come sfruttare nutrienti specifici per rafforzare l’azione del nostro sistema immunitario contro il cancro. L'obiettivo finale è trasformare il cibo in una medicina di precisione, ampliando le opportunità di trattamento per i pazienti oncologici”.
© NapoliToday
BUON NATALE A TUTTI!
Melanoma Italia ONLUS
www.melanomaitalia.org












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11/12/2025

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❇️ PRIMARY SKIN LESIONS

These arise de novo from previously normal skin.

Macule

→ Flat, non-palpable, 1 cm
→ Larger areas of discoloration (e.g., vitiligo)

Papule

→ Raised, solid lesion, 1 cm
→ Formed by coalescence of papules (e.g., psoriasis)

Nodule

→ Firm, deeper lesion involving the dermis or subcutis
→ >1 cm; may represent granuloma or tumor

Vesicle

→ Small, fluid-filled blister, 1 cm
→ Common in bullous disorders (pemphigus, burns)

Pustule

→ Pus-filled superficial lesion
→ Common in bacterial infections & acne

Wheal (Hive)

→ Transient, edematous, raised lesion due to dermal edema
→ Classic in urticaria; resolves within hours

❇️ SECONDARY SKIN LESIONS

These evolve from primary lesions or result from external trauma.

Scale

→ Flakes of compacted stratum corneum
→ Seen in psoriasis, eczema

Crust (Scab)

→ Dried serum, blood, or pus on the surface
→ Indicative of ruptured vesicles/pustules

Fissure

→ Linear crack extending into the dermis
→ Seen in chronic eczema, dryness

Erosion

→ Loss of superficial epidermis only
→ Heals without scarring; common after ruptured vesicles

Excoriation

→ Linear erosion caused by scratching
→ Often seen in pruritic conditions

Lichenification

→ Thickened, leathery skin with accentuated lines
→ Caused by chronic rubbing or scratching

Scar

→ Fibrous tissue replacing normal skin after injury
→ Indicates dermal damage

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30/11/2025

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Ottime notizie dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana per i pazienti con melanoma: una nuova ed efficace terapia neoadiuvante – che si esegue cioè prima dell’intervento chirurgico per attivare maggiormente la risposta immunocellulare - è stata inserita fra i farmaci a carico del Sistema Sanitario Nazionale ed è quindi finalmente accessibile per tutti in Italia.

La nuova terapia consiste nell’associazione di due farmaci immunoterapici ( ipilimumab e nivolumab), che hanno dimostrato, grazie allo studio clinico internazionale NADINA di ottenere un aumento molto significativo delle risposte ai farmaci, il miglioramento della sopravvivenza libera da eventi (EFS) e la riduzione dei trattamenti post-operatori nei pazienti che rispondono meglio al trattamento.

Autore di riferimento di NADINA è il Prof. Christian Blank, oncologo di fama internazionale, Direttore del Programma Melanoma e Sarcomi dello IEO.

Il Prof. Blank è globalmente riconosciuto come il padre dell’immunoterapia neoadiuvante con inibitori dei check point immunitari per il melanoma: un approccio che ha cambiato lo scenario della cura per questo tumore.

06/11/2025

L'intestino è molto più di un semplice apparato digestivo. È una vera e propria «centralina segreta» del sistema immunitario, dove si concentra fino all'80% delle cellule immunitarie del corpo. Queste cellule sono fondamentali per riconoscere e bloccare la maggior parte dei patogeni prima che entrino nella circolazione generale.
Questo organo ospita una delle più grandi concentrazioni di globuli bianchi e cellule specializzate, come linfociti e macrofagi. Essi risiedono soprattutto nelle placche del Peyer, strutture chiave nel monitoraggio e controllo dei microorganismi esterni.
Questi avamposti immunitari producono anticorpi nelle prime fasi di un incontro con agenti patogeni, consentendo un intervento rapido e mirato. Studi recenti indicano che l'intestino accoglie circa il 70-80% delle cellule immunitarie che generano anticorpi.
Il segreto della loro efficienza è anche la flora intestinale, o microbiota: una comunità di almeno 100 miliardi di batteri
«buoni». Oltre ad aiutare la digestione, questi batteri insegnano alle cellule immunitarie a distinguere ciò che è nocivo da ciò che non lo è.
Un microbiota alterato, ad esempio a causa di stress, antibiotici o alimentazione scorretta, rende l'organismo più vulnerabile a infezioni, allergie e infiammazioni croniche. Al contrario, un microbiota equilibrato e diversificato «allena» le sentinelle immunitarie, migliorando la risposta difensiva e riducendo reazioni esagerate
battaglia contro virus e batteri, La ricerca sottolinea sempre più quanto sia importante un'alimentazione ricca di fibra, prebiotici e probiotici, insieme a uno stile di vita attivo. Questo «laboratorio immunitario nascosto» funziona silenziosamente ventiquattro ore al giorno, anche mentre dormiamo.
In sintesi, curare la salute intestinale significa rafforzare l'intera armata difensiva del nostro organismo.

È anche il cervello dell’immunità del nostro corpo ed un’alleato nella lotta contro il melanoma.
Melanoma Italia ONLUS
www.melanomaitalia.org











02/11/2025

Indirizzo

Via Piave 1 Loc Stadio
Carrara
54033

Telefono

+393356583942

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